Donne destinate ad essere infelici

introspezione

Erano amiche Sofia e Daniela, due amiche con tanta voglia di vivere e tanta incoscienza di essere costituzionalmente inabili alla felicità. Così amiche e infelici in amore, perchè per una donna è l’amore la vera felicità.  Erano tuttavia diversamente infelici. Diverse lo erano di aspetto, molto diverse pensava Daniela la più brutta delle due, la quale non comprendeva affatto come la sua amica Sofia non riuscisse ad essere felice, nonostante tutto. Già nonostante tutte le doti che la natura le aveva regalato, ma le aveva anche  dato anche un carattere, così pensava Daniela, che le impediva di godere appieno delle sue qualità, della bellezza, della indubbia eleganza, del fascino innato e della sensualità innegabile che la sua figura emanava.  In effetti i pensieri che la rendevano infelice erano del tutto diversi da quelli che assillavano Daniela. Daniela era una ragazza dolce e forte, capace nel lavoro e amante della buona tavola, della compagnia dei viaggi, era anche una ragazza romantica e sognava un uomo che la amasse in modo profondo . Si era lasciata andare troppo ai piaceri della gola ed era pigra nella ginnastica che, pure cercava di fare. Aveva ormai superato i 100 chili di peso e, per quanto mantenesse un bel sorriso e una certa femminilità, era piuttosto depressa e si sentiva a disagio quando usciva con un uomo.  Sofia viceversa era spesso iperattiva e anoressica, capace di slanci di vitalità ed esuberanza ancora giovanili, nonostante i suoi 45 anni, ma anche di momenti di introversione e di ritiro dal mondo esterno fino ad una completa abulia. Le piaceva la fotografia e la pittura, le piaceva anche scrivere e amava il sole, come una lucertola cercava i primi raggi primaverili per scaldarsi, essendo anche molto freddolosa. Era ammirata e desiderata dagli uomini, coi quali non riusciva però mai, ad instaurare un rapporto confidenziale profondo e non aveva mai rivelato ad un uomo, il fatto inconfessabile per lei, di non avere mai avuto un piacere intenso con nessun uomo durante un rapporto sessuale. In ogni relazione che aveva avuto, la sua resistenza agli approcci più intimi era vissuta come un atteggiamento di ostilità e superbia tipico di chi si crede troppo bella. Questa situazione era anche spesso accompagnata da una tendenza a sviluppare un sentimento di gelosia nell’uomo, che si rinfocolava ogni volta che un altro uomo si faceva avanti.
Ogni sabato pomeriggio le due amiche uscivano insieme per fare shopping  e  spesso si divertivano a rimorchiare dei giovanotti più giovani. Nel fare ciò indubbiamente facilitava il modo di vestire di Sofia che, non disdegnava affatto, il tacco alto le calze a rete e la mini-gonna, cosa che poche delle sue coetanee potevano ancora permettersi. Daniela stessa la guardava con una punta di invidia e pensava  a come sarebbe stata “felice” se avesse potuto anche lei sfoderare delle armi di seduzione così convincenti.  E convincenti lo erano ma soprattutto non c’era niente di più intrigante che andare al supermercato coi tacchi a spillo, la minigonna e le calze a rete tutto ciò che aiutava a fare conquista di sguardi che Sofia si divertiva a ricambiare, quel gioco era gratificante e divertente. Non sempre bastava questo a rompere il ghiaccio con un bel ragazzo ma Sofia quando era in vena di pazzie diventava infallibile.
Non era difficile coi commessi,  soprattutto quelli molto machi del reparto auto, dove  si consigliava riguardo al montaggio di spazzole e pneumatici  e così, unendo l’utile al dilettevole, quel pomeriggio uscirono con un giovanotto che si impregnò a montare  i pneumatici invernali, confidando che il montaggio non si sarebbe limitato a quelli.. L’uomo le aspettava fuori al punto montaggio gomme del grande magazzino  era un bel fusto alto e aitante coi capelli bruni un po’ lunghi e dei luminosi occhi verdi.  Ma quello che più aveva colpito Sofia erano le mani che  a dispetto del corpo muscoloso  erano lunghe e non troppo grosse, anche se apparivano eleganti e armoniose nei movimenti. Quando lo vide al lavoro Sofia si lasciò scappare “ma sa che ha delle belle mani?”  Questo, non si sa come, ebbe l’effetto di sciogliere  il ghiaccio tra loro quasi fosse stato un bacio che volava dalla sua bocca di rosa e accarezzava dolcemente  il collo di lui, che, tra l’altro non era  affatto malvagio. Presero un caffè e si salutarono. Ma quella stessa sera si ritrovarono a quello stesso caffè, Sofia usci a cena con l’aitante ragazzo e fu una delle poche volte in cui si senti spensierata e felice, come una ragazzina. Senza le pretese di un grande amore, visse una splendida serata di corteggiamento e sesso, donando al suo fusto dei momenti di piacere intenso e di allegria. Non voleva una relazione Sofia e, contrariamente a quanto succede spesso, il fatto di non sentirsi per nulla impegnato, spinse il giovanotto a cercarla,  Sofia non si fece più trovare, non gli aveva neanche lasciato il suo cellulare, era stata una serata disimpegnata e folle ma era finita lì.
Dovette invece Sofia sorbirsi il broncio di Daniela che l’aveva cercata al cellulare  naturalmente spento tutta la sera e che ora voleva spiegazioni, dopotutto  non si capisce come un così bel giovanotto non potesse avere un amico simpatico con cui uscire tutte  quattro insieme. Soffriva Sofia della assenza di Daniela che non l’avrebbe più chiamata per almeno una settimana e in quei giorni ebbe modo di meditare su molte cose  Così ad un certo punto delle sue riflessioni si venne convincendo che c’era una elemento costituzionale di incomunicabilità tra loro due. In fondo nonostante l’apparenza ella invidiava l’amica e il suo modo di essere e  se avesse dovuto confessare a se stessa cosa le dispiaceva di più nel rapporto di amicizia con Daniela, ora le era del tutto chiaro che quell’elemento era il fatto di dovere fingere. Fingeva infatti di sapere cosa si provasse ad essere innamorate e di immedesimarsi in quella condizione in cui il cuore è affranto e la mente irrimediabilmente confusa. Come un medico che vede molti malati ma non ha mai sperimentato una seria malattia, così era Sofia, che doveva, suo malgrado, curarsi di uomini innamorati. E ascoltava con pazienza quelli che si erano innamorati di lei o quelli che si erano innamorati di altre donne da cui erano stati lasciati e che, a volte generosa e curiosa come era, lei aveva consolato. Sentire le loro storie, la faceva sentire come una bambina di fronte ad un insondabile mistero. Così ascoltava quello che l’amore causava agli uomini, con lo stesso orrore e stupore che le suscitava il racconto di una malattia terribile e inguaribile. Con una diversa sensibilità per quella consonanza di sentimento che aveva con le donne, ascoltava gli sfoghi della sua amica Daniela la quale, periodicamente era in preda alle sofferenze per un amore non corrisposto. Indubbiamente il suo approccio empirico e distaccato portava giovamento alle pene d’amore dell’amica. Riusciva infatti ad interrompere il circolo vizioso ossessivo del pensiero di Daniela che oscillava ininterrottamente da un sentimento di autosvalutazione ad un impulso erotico edonistico legato all’oggetto d’amore impossibile. Poichè per lei, cioè per  Sofia, quell’oggetto era così facilmente alla portata, da essere poco più desiderabile di un gelato al cioccolato, non le era difficile smontare con convincenti argomenti, il castello di false convinzioni e di angosce che l’amica si era costruito.
Ogni uomo dovrà suo malgrado, prima o poi, conoscere e forse dovrà affrontarla, quella strana cosa che è la vanità femminile,  la vanità è una entità sconosciuta al maschio lasciato incolto. Tuttavia ne potrà essere contagiato nel momento in cui il maschio si porrà il problema di piacere ad una donna. Ma la vanità maschile non è che un surrogato, una indiretta emanazione della vanità femminile e pretende che sia la donna il centro dell’attenzione e ogni donna per definizione vuole essere l’unico oggetto di desiderio nella mente del suo uomo. Ma pretende altresì che l’uomo prescelto, per essere naturalmente il più desiderabile, sia egli stesso vanitoso e orgoglioso di se. Per questo l’uomo strappato al branco dei suoi simili, lusingato e ammaliato da siffatta congenie di affetti perderà la sua natura maschile e ne sortirà una creatura ibrida e indistinta. Talvolta però il  nucleo possente della mascolinità si ribella e si divincola dalla insidiosa presa matriarcale. In quel momento il maschio si scuote come al risveglio da un incubo.
Dopo oltre una settimana Sofia aveva telefonato a Daniela  per chiederle se era ancora arrabbiata. Daniela  non c’era, almeno così disse la mamma di Daniela al telefono ma Sofia ben sapeva che quando non voleva rispondere lasciava detto a sua mamma che non voleva più parlare con Sofia.  “Chiamerò più tardi disse Sofia alla mamma di Daniela”.  Dopo meno di  10 minuti Sofia  richiamò e Daniela questa volta rispose avendo preparato una scenata verso l’amica.  “ma come ti permetti di chiamarmi dopo quello che mi ha i fatto e io che credevo fossi mia amica….”  esordì Daniela.  ” Sono veramente dispiaciuta Daniela, sono stata una stupida ad accettare quell’invito a cena perchè è stata una serata orribile con un uomo davvero insignificante, non ti sei persa nulla, ma adesso ho voglia di uscire per negozi per i saldi, che  ne dici di fare un salto in centro? ”    “A dire il vero ci stavo pensando anch’io” disse Daniela “avevo adocchiato un completo che mi piaceva e sono curiosa di vedere come mi sta”.   “Bene  allora ti passerò a prendere tra mezz’ora” disse Sofia.   Le due amiche erano di nuovo insieme. per prima cosa di fermarono al pub preferito dove avevano fatto sentire la loro mancanza a qualche spasimante.  Vittorio e Alfredo erano spesso usciti insieme  a quelle due bellezze. Una coppia di single che sembrava essere complementare alle due donne. Alto e smilzo Vittorio si era sentito naturalmente attratto da Daniela per le sue forme prosperose e il calore quasi materno del suo abbraccio, Alfredo più robusto  ma non grasso sognava di tenere tra le braccia quella apparentemente fragile creatura che  era Sofia.   “Ci avete sedotti e abbandonati. e siete scomparse” disse Alfredo. Le due amiche si erano ripresentate in tiro più che mai  truccate  pettinate e profumate da far paura.  ” Ma non mi dire che avete sentito la nostra mancanza? Con tutte le allegre donnine che  circolano qui dentro!”  disse Daniela.  “Come no non avete ricevuto i nostri sms e non avete forse sentito gli squilli delle nostre chiamate?”  Daniela lanciò a Sofia uno sguardo di intesa “Io no davvero e tu Sofia”.  “Nemmeno io disse Sofia” . ” Comunque oggi abbiamo bisogno di due pazienti accompagnatori per andare a far acquisti in centro e pensavamo di trovarli qui ” disse Daniela.  “Eccoci qua ai vostri ordini purchè ci fate entrare nei camerini quando vi provate i vestiti vero Vittorio ” disse Alfredo schiacciando l’occhio all’amico.  “Ah ah ah  che birichino” rise Sofia. “vedremo se fate i bravi forse” tagliò corto Daniela.
La ragione prima della vanità è che una donna non vuole ammettere di avere contendenti. L’altra ragione è che non c’è nulla di peggio per una donna che non far parlare di se, anche a rischio di essere attaccata, meglio essere attaccata che passare inosservata. E allora non pensiate che una donna modesta non sia vanitosa, ella preferisce parlar male di sé stessa piuttosto che non parlarne affatto. Gli uomini che vogliono mantenere la benevolenza di una donna dovranno imparare a non vedere e soprattutto a non evidenziarne i difetti in altre parole dovranno  imparare l’arte dell’adulazione.
Così Daniela oscillava nel suo conversare tra il lamento per non riuscire a stare a dieta e per essere aumentata di peso e lo sfoggio della sua nuova acconciatura, di un nuovo vestito. Poi era solita chiedere a Vittorio che cosa gli piacesse di lei e cosa no e ogni volta si sentiva molto gratificata di sapere che Vittorio apprezzava le sue fattezze giunoniche e che non considerava la sua cellulite un difetto. Ma doveva, comunque stare attento, Vittorio a non mostrarsi attratto da donne più snelle e asciutte, perchè Daniela non glielo avrebbe perdonato.
Sofia sapeva di essere amata da Alfredo. Avrebbe voluto amarlo e se non fosse successo, nella sua mente in modo inconsapevole si faceva strada un piano B, perchè c’era qualcosa di più forte della attrazione per Alfredo ed era la sua vanità di donna. Una vanità che coincideva con il suo orgoglio, perchè quello che si mostra come amore è spesso solo vanità di amare. Nessuna si rassegna volentieri all’idea che solo le altre si innamorano. Da tempo Sofia osservava con una certa invidia le altre coppie di innamorati, soffriva in questo alimentando il rimpianto di una gioventù frenata da ansie e inibizioni cerebrali. Forse non aveva voluto lasciarsi andare nel momento in cui le era sembrato possibile, forse non aveva potuto. Erano crisi di panico, aveva diagnosticato uno psicoterapeuta: lasciarsi andare sarebbe stato per lei come cadere in un abisso senza fondo, quindi si agitava, tremava e poi scappava. Ora con la maturità non ne aveva neanche più la tentazione. Aveva assunto degli atteggiamenti affettuosi con Alfredo e sentiva il suo abbraccio come qualcosa di protettivo e di paterno, le dava sicurezza e pensava che poteva essere molto bello per lui sentirsi ricambiato da un sentimento sincero, anche se non poteva dire che fosse amore.
Che le giovani donne vogliano farsi corteggiare prima di concedersi mi sembra anacronistico ma ancora comprensibile che lo pretendano le mie coetanee mi sembra grottesco, dovrebbero farlo loro ma sono talmente negate in questo si limiteranno a desiderarmi. Così pensava Alfredo un anno fa, poi però qualcosa cambiò e la sua misoginia cominciò ad attenuarsi . La vecchia e astuta madre l’aveva intuito da alcuni suoi atteggiamenti ma anche da una insolita dolcezza che mostrava nelle relazioni interpersonali. Alfredo aveva conosciuto qualcuno che lo aveva positivamente influenzato, una donna che gli aveva ammorbidito il cuore e che gli aveva fatto cambiare opinione riguardo al sesso femminile. Ormai da tempo Alfredo si era andato persuadendo che non esisteva una donna che potesse amare veramente senza un secondo fine. Quello che si suole chiamare amore, si rivela il più delle volte un sentimento complesso e contorto. Anche il fatto che dopo qualche anno o qualche mese, l’amore nella maggior parte dei casi scompare non può far sorgere il sospetto che amore non sia stato ma bensì qualcos’altro. Ma cos’altro allora? Chiedendosi che cosa spingeva le donne a fidanzarsi, Alfredo aveva subito pensato al denaro ma poi, effettivamente, si rese conto che, la questione era più complessa. C’erano, è vero, dei casi, in cui l’elemento interesse era così evidente da non dar adito ad alcun dubbio, anche se nessuna donna farebbe un matrimonio di puro interesse, avrà senz’altro il buon senso di innamorarsi del milionario che sta per sposare. Ma Alfredo era medico e non poteva sfuggirgli il fatto che, in altre situazioni, le donne potevano convincersi tanto fortemente che un fatto accadesse loro, da esserne del tutto persuase, benché questo accadimento, non solo non fosse mai avvenuto, ma non avesse nessuna possibilità di potere accadere, un esempio emblematico di ciò erano le gravidanze isteriche. Ma allora perchè non pensare che fosse possibile che, molte donne credessero di essere innamorate, senza esserlo e che quello che succedeva loro, era solo che, per qualche complicata ragione psicologica, in quel momento, volevano fortemente essere innamorate. Ed ecco che se, in quel momento, incontrava un uomo giusto interessante, poteva essere l’occasione o il pretesto per un innamoramento. Le discussioni con gli amici e i colleghi che avevano affrontato una esperienza matrimoniale non facevano che rafforzare il suo convincimento del fatto che, in fondo l’uomo non era che lo strumento per il coronamento di un progetto coniugale-famigliare, che una donna aveva concepito più o meno consciamente. Già perchè in fondo sono molteplici i fattori  non esclusi la nostra educazione e anche l’istinto naturale che guidano le nostre scelte e l’innamoramento , quindi non è quella cosa bella e pura che ci hanno insegnato. Molti scienziati si sono espressi  sulla natura dell’innamoramento, per alcuni di loro sarebbe un meccanismo fondamentale per la sopravvivenza e l’evoluzione della specie, finalizzato alla riproduzione e alla cura dei figli. Alcuni si spingono addirittura ad ipotizzare che l’innamoramento possa indurre in una coppia eterosessuale uno stato alterato della coscienza, in modo da creare le condizioni perché la coppia si riproduca, verrebbe da pensare ma allora che ne è dell’innamoramento omosessuale. Qualche effetto strano l’innamoramento lo produce, è sorprendente infatti che, quando ti innamori di una donna, ti illudi che sia una creatura eterea, senza massa e senza affanni, senza neanche il bisogno di mangiare, nutrita dalla sua bellezza e dal suo fascino e ti trovi a biasimarti quando ti sfiora il pensiero che possa compiere degli atti di erotismo e soprattutto quando tu provi desiderio ed eccitazione pensando che li possa voler fare con te. Anche Freud aveva osservato che c’era qualcosa di strano negli innamorati, tanto è vero che aveva paragonato l’innamoramento all’ipnosi “Nei confronti dell’ipnotizzatore si dimostra la stessa umiltà nella sottomissione, lo stesso abbandono, la stessa mancanza di senso critico che si ha nei confronti della persona amata”. L’Innamoramento conduce ad un cambiamento interiore di tutto l’essere tanto è vero che quando vediamo un amico un po’ svagato e stralunato ci chiediamo se non sia innamorato. Così evidentemente appariva Alfredo in quei giorni oltre che a sua madre anche ai suoi amici e in particolare a Vittorio il suo amico migliore. Il  fatto che spesso, sabato sera Alfredo, non si facesse vedere al solito pub e che, la domenica quando lo rivedeva, fosse così allegro e ottimista, gli faceva pensare che  Alfredo avesse conosciuto qualcuna ed, in effetti, qualche riferimento ad una donna era sfuggito all’amico. Così Vittorio una domenica volle saperne di più e chiese all’amico cosa aveva fatto quel sabato sera. “Sono andato al cinema con una mia amica” disse Alfredo; “una amica o una fidanzata?” chiese Vittorio  con una punta di curiosità. ” Non so dirti ci frequentiamo da un po’ e credo che stiamo bene insieme” . Vittorio sapeva che  l’amico non sopportava quelle donne che miravano a fidanzarsi con lui, più di una volta, aveva troncato un rapporto che si stava facendo asfissiante. Per questo gli venne spontaneo chiedere all’amico:”questa amica non ti ha ancora chiesto di fidanzarsi con te?”.  “No non me l’ha chiesto e neanch’io” . Il fidanzamento è il primo ostacolo al vero innamoramento, pensava Alfredo; Il vero innamoramento è una condizione di sospensione ma anche di ansia e impazienza nell’attesa di scoprire aspetti nuovi e sconosciuti nella persona amata. “Va bene cosi credimi stiamo molto bene insieme..” Cosa avrà di speciale questa donna.. pensava Vittorio. Come un vero amico Vittorio si preoccupava di escludere che quella donna nascondesse qualcosa ad Alfredo, non tanto per il timore di perdere la compagnia del suo amico ma perchè, quella situazione lo incuriosiva e lo sconcertava. Avrebbe voluto conoscerla e si sbilanciò a chiedere ad  Alfredo di fargliela conoscere “potresti invitarla qui al pub a bere qualcosa” disse.  “Ci avevo già pensato” rispose l’amico ” e proprio stasera abbiamo appuntamento  qui al pub, dopo cena, verrà con una sua amica se vuoi venire anche tu, te la farò conoscere.  E fu quella volta che Alfredo e Vittorio stettero insieme con Sofia e Daniela. Alfredo aveva occhi solo per Sofia d’altra parte essere innamorati vuole anche dire considerare in modo smisurato le doti dell’amata rispetto a qualsiasi altra donna ma a Vittorio chissà come piaceva di più Daniela. Anche a Daniela Vittorio non dispiacque e così naturalmente si formarono le due coppie. “Ti presento Sofia” disse Alfredo “e la sua amica Daniela” . “Piacere di conoscervi” disse Vittorio . “Anche voi vivete in questa città così grande e caotica ?” .  ” Già a circa due isolati da qui” disse Sofia eppure non ci siamo mai visti prima, almeno credo”  disse Sofia. “Milano è una città invivibile ma qualche volta si riesce a fare amicizia. Alfredo mi ha parlato molto di te, ma non mi ha parlato della tua bella amica” disse Vittorio volgendo lo sguardo a Daniela. “Piacere Daniela” si presentò l’amica. “Piacere Vittorio, posso offrirvi qualcosa da bere?” Grazie Per me qualcosa di analcolico” disse Daniela ” anche per me aggiunse Sofia va bene una Coca Cola ” Vittorio e Alfredo presero una birra “immagino che siete astemie” disse Vittorio. “Non proprio ma dovendo guidare non bevo alcol disse Sofia. Che donna previdente! Sai mi chiedevo quali qualità avesse la donna misteriosa che usciva col mio amico Alfredo e comincio a scoprirle. Di cosa ti occupi nella vita?”.  ” Progetto case sono architetto. Disse Sofia. E tu ?” . ” Sono anche io progettista ma di programmi informatici lavoro in una società di software”. ” E tu Daniela che cosa ci racconti cosa fai di bello? Faccio l’impiegata non c’è niente di più noioso”. “Credo che la professione del nostro amico Alfredo la conosciamo tutti a proposito sono un po’ raffreddato che mi consigli di prendere?”  “ecco la fregatura tutti se ne approfittano quando sanno che sei medico” disse Vittorio”. Se è per questo anche a me chiedono come  riparare il computer non è molto diverso!” . ” Già è vero disse Daniela infatti io ho un computer che ha bisogno di una visita approfondita….” disse Daniela guardando Vittorio negli occhi. ” in quel momento Vittorio sentì un calore pervaderlo  come se quello sguardo l’avesse smosso da dentro le viscere. ” Beh se è così grave bisognerà soccorrerlo” disse sorprendendosi egli stesso di come era stato disponibile ed accomodante con Daniela cosa che non gli era solita fare con gli amici che gli chiedevano favori per il proprio computer. “Si è molto grave ed è da tempo immemorabile che necessita di una ripassata” disse Daniela anch’essa  francamente sorpresa di se.  Sofia ed Alfredo così intenti a guardarsi negli occhi e ad accarezzarsi le mani, quasi non si accorsero della tresca che i due loro amici stavano mettendo in piedi. “Allora va bene per domani sera Daniela? Se me lo porti a casa mia il computer è meglio così lo potrò guardare con calma”. Vittorio era single e viveva da solo,  così Daniela penso che sarebbe stato meglio andare a casa sua, avrebbero parlato con più calma senza sua madre intorno e poi Alfredo era simpatico e non le sarebbe dispiaciuto se l’avesse baciata.
“Vi ricordate quando ci siamo trovati tutti 4 insieme al pub per la prima volta?”  Chiese Vittorio “Si quella volta rimarrà indimenticabile, ci sono cascata quando hai usato il sistema che hai adottato da sempre per rimorchiare delle donne, ti offri di aggiustare loro il computer, vero Vittorio?”   Vittorio si scosse “Ah davvero? Mi sembra che ci hai messo del tuo ,fai la sincera una volta Daniela! Ma cambiamo discorso, come sono i saldi quest’anno, c’è qualcosa di particolare che  avete adocchiato, una borsa, un paio di scarpe, un vestito? ” La città era ancora illuminata per il Natale e la neve si era accumulata ai bordi delle strade, ma Corso Buenos Aires non era mai stato così vuoto. “La crisi morde e la gente ancora non si è  ancora persuasa di poter spendere quei pochi soldi che è riuscita a risparmiare” disse Alfredo . Intanto Daniela aveva già messo il broncio a Vittorio . La storia tra Daniela è Vittorio aveva preso una china che la sua amica Sofia ben conosceva. Daniela così perennemente alle ricerca del vero amore, come sempre, ne trovava uno incompleto, come sempre dopo un po’ che frequentava un uomo si convinceva che, l’unica cosa che la legava a quell’uomo fosse il sesso, perchè  a lui solo quello interessava. Non trovava mai negli uomini le conferme che cercava, non c’era amore nei loro occhi e lei non si sentiva per nulla amata e neanche compresa. Così ogni sua storia  finiva per sfinimento e Daniela si convinceva sempre di più che nessuno mai l’avrebbe veramente amata.    Alfredo era intento a seguire Sofia tra gli scaffali di una gioielleria cercando di capire il suo gusto in fatto di pietre preziose, da un po’ di tempo egli coltivava l’idea di fare una sorpresa a Sofia: un anello di fidanzamento. Così va il mondo quanto più le donne lo avevano assediato perchè capitolasse tanto più Alfredo era fuggito si era eclissato o non si era fatto trovare al fatidico appuntamento ora che nessuna lo voleva costringere, ora che a Sofia andava bene così come veniva, una relazione alla giornata senza impegni da parte sua ora Alfredo voleva dimostrarle che la sentiva sua forse dimostrarle che era diversa da tutte le altre.  Solo una cosa ancora frenava Alfredo ed era la sensazione che Sofia non fosse del tutto felice pensava che il suo carattere cerebrale e la sua pudicizia non le permettevano di esternare le sue emozioni.Nondimeno aveva immaginato, che quella barriera che separa l’amicizia dall’amore, si sarebbe finalmente frantumata dopo il loro primo bacio. In quel momento, aveva sentito disponibilità e calore da parte di Sofia e fu assalito da una passione così travolgente, che era sul punto di farla sua. Ma non era così’ che voleva che fosse, si distolse da lei, si riassettò, si scusò, era confuso, aveva sentito da parte di Sofia una resistenza inattesa ed una inspiegabile tristezza nel suo sguardo velato di lacrime.      Sofia non aveva mai grossi problemi  coi vestiti di moda pronta e riusciva sempre a fare degli ottimi affari coi saldi . Questa volta aveva provato dei completi uno con giacca e pantalone ed un altro più leggero con una giacca ed una gonna . Quando si mostrò dopo averlo provato in camerino Alfredo ne fu entusiasta così li acquistò entrambi . Per Daniela le cose erano più complicate , non era facile per lei trovare un capo che la potesse soddisfare doveva infatti essere un capo che la snellisse . I pantaloni erano il suo punto debole, le sarebbe piaciuto indossarli aderenti come faceva Sofia ma non riusciva mai a sentirsi a suo agio dentro un paio di pantaloni, tra la pancia che debordava e il sedere che veniva evidenziato, doveva optare per modelli larghi che non lasciavano vedere quei particolari e poi sopra indossava delle maglie larghe. Ogni volta che provava dei vestiti doveva discutere con Sofia che la incoraggiava a prendersi qualcosa di diverso. Anche quel giorno  le due amiche cominciarono a confrontarsi su questa questione. “Quindi ” diceva Sofia “se non vuoi che  i pantaloni ti fascino troppo  devi prendere una taglia in più non potrai indossare la taglia 48 a tutti i costi” . Daniela non voleva saperne di prendere  una taglia 50 il suo obbiettivo dopo mesi di dieta era di riuscire ad indossare una taglia 48  solo che  facevano delle taglie 48 così maledettamente strette. ” Mi proverò una taglia 50 ma solo per farti vedere che per me è troppo larga” disse Daniela.  Davanti allo specchio Daniela sembrava non vedere che i pantaloni taglia 50 la vestivano perfettamente.  “Ti stanno bene davvero!” disse Sofia.  “no non mi piace il modello e poi mi sta largo” disse Daniela tirando in dentro la pancia  il più possibile,  “te l’avevo detto che la 50 era larga per me”, e se ne andò  verso l’uscita del negozio palesemente irritata. Faceva sera e Alfredo stava tornando a casa quando sentì squillare il cellulare . Era Sofia. “Ciao volevo scusarmi per l’altra sera, avrei voluto davvero … ma non so come dirtelo avevo paura di deluderti “. Alfredo sentì che la sua voce era sincera, non erano scuse di circostanza “Ti capisco Sofia anche io ho la stessa paura non ti preoccupare cara” . disse Alfredo.  “Vorrei poterti dire tante cose credo che dovremmo parlare di noi se vuoi posso vederti stasera? ” chiese Sofia , “Si certo che posso passo a prenderti dopo cena va bene?”  “Si d’accordo ti aspetto” disse Sofia.   Si appartarono in fondo alla sala del bar per Sofia la solita acqua tonica, Alfredo la solita birra cecoslovacca . “Devo dire ” attaccò Alfredo “che quella che hai avuto è una paura molto maschile, voi donne avete la fortuna di poter fingere in certi frangenti” . Sofia accennò un sorriso :”Mi piaci quando dai queste spiegazioni così rassicuranti e scientifiche cioè mi piacerebbero se non riguardassero me, perchè è proprio questo il punto, è che non voglio più fingere, non so se capisci”.  Alfredo cercò di entrare nell’ordine di idee di una mente femminile: “fammi capire quando dici che non vuoi più, intendi dire che lo hai fatto fino ad ora,ma non con me  visto che  era la prima volta che ci ho provato, in poche parole vuoi dirmi che sei stata frigida con gli altri uomini con cui sei stata?”  “in altre parole si, ma non vorrei che tu la prendessi come una punizione, lo so che agli uomini non interessa… almeno così ho sempre pensato…e adesso insomma forse era meglio che fingessi sono così confusa portami a casa per favore” . Sofia  come svuotata da quello sfogo  piangeva come una bambina e Alfredo non pote’  fare altro che  riaccompagnarla. Sofia piangeva in un misto di sconforto e di felicità perchè solo ora capiva cosa significasse essere innamorata. 

Confortava Sofia il pensiero di poter rendere felice Alfredo e questo impulso rafforzava in lei la convinzione di essere innamorata senza considerare quella inconscia tensione a raggiungere lo status di donna innamorata che il suo ego desiderava più di ogni altra cosa. Che sia o no veramente innamorata una donna che si sente tale ha una grande disponibilità ad esaudire i desideri erotici e sessuali del partner, così anche Sofia si dimostrava molto sensibile alle esigenze di Alfredo. Anche se non provava una grande gratificazione sessuale Sofia si dimostrava una amante appassionata e questo la rafforzava ancora nella idea che era innamorata . Le donne giovani anche se frigide sanno recitare bene nel ruolo di partner di coppia innamorata . Anche se Sofia non era più giovanissima un po’ per il suo aspetto giovanile e anche perché non aveva mai avuto una vera storia d’amore ella si sentiva come una ragazzina . Alfredo dall’altra parte era molto innamorato perché in Sofia aveva trovato la realizzazione di un ideale di donna che era inscritto nella sua immaginazione . Dopo quella sera Alfredo aveva preso quell’atteggiamento come una indifferenza al sentimento che egli provava per lei. Era stato un periodo di sconforto e delusione eppure in Sofia c’era qualcosa di affascinante ed enigmatico che lo attirava. Avevano parlato tanto senza chiarirsi eppure piano piano le cose cambiarono Ora Sofia era anche più propensa e sensibile ai suoi approcci sessuali e questo faceva pensare che Sofia si era innamorata di lui. ​Non c’era però mai stata da parte di Sofia una chiara manifestazione di desiderio e di eccitazione quello che, invece, era cambiato risultava essere, il suo modo di lasciarsi andare, quella resistenza che sembrava rasentare la repulsione della prima volta, aveva lasciato spazio ad un coinvolgimento e ad una attenzione sincera verso Alfredo, era Sofia nell’intimità premurosa e sensibile alle reazioni di Alfredo, a quello che mostrava di gradire particolarmente ai suoi baci, ai suoi tocchi, alle sue movenze e ai suoi più reconditi ed intimi desideri. ​Si era mostrata sorpresa di come il suo corpo reagisse bene alle sollecitazioni erotiche d Alfredo, i suoi capezzoli erano turgidi e sentiva un calore nel suo ventre e tra le cosce degli umori caldi che fluivano quando egli la sfiorava. Quei seni sodi e la sua vagina ancora elastica, avevano esaltato le doti già notevoli di Alfredo e il suo membro non era stato così solido e turgido come con Sofia . Lo sentiva pulsare tra le labbra e ne sorbiva il nettare afrodisiaco . Desiderava sentirlo pulsare e scorrere dentro la sua vagina e stringerlo e spremerlo come non aveva mai fatto prima d’ora solo perchè amava Alfredo pensava Sofia “solo perchè lo amo” . Mentre lui le leccava la punta dei capezzoli con la punta della lingua, i suoi fianchi danzavano cercando di intercettare il glande umido di Alfredo, quando lo trovò uno spasmo sembrò percorrere la sua schiena e le labbra della sua vagina si strinsero sulla punta del pene di Alfredo facendolo irrigidire ulteriormente. Un mugolio gli sfuggi dalle labbra. Era grosso il suo pene e riempiva a malapena quella vagina ancora inesperta ma muscolosa e scattante. Lo teneva stretto dentro e lo comprimeva e lo lasciava ritmicamente Sofia. Sentiva che era suo che “lui” era prigioniero di quella morsa e di quella danza era un prigioniero compiacente e consenziente ma sempre prigioniero di un carnefice che non l’avrebbe lasciato fino a che non avesse capitolato e non si fosse accasciato inerme ai suoi piedi. Le piaceva anche come al culmine dell’eccitazione lui le afferrava i glutei e affondava tra loro fino in fondo e ad Alfredo piaceva sentire la voce di Sofia che lo incitava a penetrarla . Sentiva le sue palle sbattere sul pube e si sentiva posseduta e felice. Non c’era nulla che facesse presagire che qualcosa non andasse per il verso giusto, Alfredo e Sofia avevano avuto l’uno con l’altro la riprova di un reciproco profondo sentimento della stima e della comprensione e infine di una intesa sessuale veramente invidiabile . Sofia si era confidata con l’amica Daniela raccontandole delle cose che avevano accentuato l’invidia dell’amica era soprattutto quella passione che Sofia sapeva accendere negli uomini e che rendeva così esplosivi i rapporti sessuali tanto che sempre gli uomini di Sofia ritornavano come attratti da una calamita. Daniela sapeva che Alfredo avrebbe voluto uscire sempre più spesso con Sofia e in qualche modo questo significava sottrarle l’amica. Non era così penoso l distacco come lo era stato un tempo quando ragazzine Sofia e Daniela furono preda di una fase di amore lesbico adolescenziale, ma quella punta di gelosia era rimasta Daniela, in fondo ancora era affascinata da Sofia dalla sua eleganza e dal suo corpo. Il ricordo delle sue dolce attenzioni era piacevolmente vivo . Quello che aveva spinto Sofia ad esplorare le zone erogene di Daniela era la curiosità di scoprire dove nasceva il desiderio che nell’amica era così prorompente e vitale e così contrastante con la sua frigidità. E la curiosità compensava il lei la mancanza di desiderio così Sofia ebbe conferma ai suoi dubbi e ai suoi sospetti, giacchè il desiderio e l’eccitazione che i suoi sfioramenti suscitavano in Daniela erano veramente incoercibili. Si sentiva desiderata e amata da Daniela che si lasciava esplorare senza pudore. Impararono a conoscersi intimamente sentendo l’erotismo che si sprigionava dai loro corpi contorti e intrecciati. Sofia sapeva come fare in modo che Daniela raggiungesse il culmine del piacere, l’avrebbe baciata e poi leccata dolcemente con la punta della lingua nelle zone erogene sul collo e sui capezzoli, avrebbe poi allargato le sue cosce e con le lingua dischiuso le labbra della sua vagina fino a sentire il nocciolo duro del clitoride, l’avrebbe respinto con la lingua e poi succhiato fino a farla gemere e fino a quando non si fosse bagnata d umori. Fremeva Daniela e Sofia osservò che aveva degli spasmi come se volesse qualcosa da spremere, Sofia le accarezzava le natiche seguendo il solco fino all’ano si intinse il dito degli umori di Daniela e lo infilò nel buco, Daniela si eccitò ulteriormente. Sofia comprese che in quel momento Daniela avrebbe voluto un maschio con la verga soda e vibrante che la potesse montare con ardore. Sofia fece scorrere la sua mano col palmo rivolto verso l’alto sotto il cavallo di Daniela ne accarezzo le cosce e le labbra vaginali si insinuò tra esse titillando il clitoride poi, appoggiando il pollice dentro l’ano di Daniela infilò tutte le altre quattro dita nella sua vagina facendo attenzione a non graffiarla con le unghie. Gli umori viscidi fecero scivolare le dita all’interno. Sentiva le anche dell’amica danzare e il rinculo della pelvi contro la sua mano, Daniela si stava facendo montare . Coll’altra mano Sofia le accarezzava il seno e con la lingua le percorreva la schiena e i glutei. “Godi Daniela. Vieni!” Come con Daniela pensava Sofia, Alfredo è contento e soddisfatto per le mie attenzioni e per la mia bravura nell’arte amatoria ma sono sicura che mi ama? E poi come fare a dirgli che io un orgasmo non l’ho avuto, nonostante anche lui fosse molto bravo nel fare quello.

Sofia si confidava con l’amica come fanno spesso le donne ma soprattutto perchè  Daniela conosceva bene il suo carattere e i suoi segreti. Daniela sapeva bene  quali sono le insidie della vita di coppia.  Quando la relazione diventa stabile o addirittura diventa una convivenza i problemi aumentano. Tanto è facile l’amore che si fa sull’onda della curiosità della scoperta così è difficile che quella magia si perpetui nella lunga ed estenuante maratona del rapporto di coppia E così come sempre quando l’amore entra nella fase di coppia arrivano molle dubbi. Perchè un conto è amare senza contropartita ma quando amiamo i nostri partner per il loro impegno ad amarci per la prestanza e la bravura che  dimostrano nel saperci amare questo amore sembra una forma di egoismo e amare è anche sapere perdonare perciò per Sofia era così importante  sapere se Alfredo l’amasse veramente perchè Sofia pensava di avere dei grandi difetti da perdonare oltretutto Sofia  non avrebbe sopportato un rapporto in cui ci fosse amore da una parte sola sarebbe stato un inevitabile fallimento.  Sofia sapeva ascoltare comprendere con amorevole attenzione, aveva  l’innata capacità di donare felicità ma per farlo doveva star bene, altre cose le aveva imparate con l’attività di volontariato negli ospedali aveva imparato che per rendere felice un’altra  persona bisogna parlarle e guardarla negli occhi ed essere capaci di compassione, la capacità di togliere il dolore, di trasformarlo nella persona. Sofia sentiva che riusciva a portare con se gioia e felicità e non avrebbe sopportato di creare sofferenza e problemi come non avrebbe voluto creare un rapporto ingabbiato dove Alfredo avesse sentito  di perdere la propria libertà. . 

Il giardino di una altra coppia è sempre più verde. Come quasi tutti I sabati le due coppie si ritrovavano al solito pub c’è sempre un periodo in cui la coppia vuole stare da sola poi arriva il tempo dei confronti e delle verifiche . Ma il tema di quel sabato era la sconsolatezza di Daniela. Non aveva più voglia di far nulla,al cinema no meno che mai a ballare ma è questo era preoccupante non voleva mangiare nulla neanche la pizza ai 4 formaggi che le piaceva tanto. Che cosa sarà successo si chiedevano gli amici un problema famigliare una grana al lavoro o che altro? Tutto era cominciato il sabato precedente quando avevano passato la serata a casa di Alfredo a guardare l’album di foto, quelle foto che  Sofia e Alfredo avevano fatto durante la loro vacanza alle alle Seychelles nelle recenti vacanze di Pasqua. Le foto erano bellissime e mostravano una coppia felice e invidiabile per bellezza e forma fisica. Raggianti, abbronzati, abbracciati così come erano nelle foto erano tornati in forma smagliante e affiatati come due ragazzini alla prima cotta. Quella consonanza e quella intesa che traspariva dagli sguardi aveva inevitabilmente indotto Daniela a fare dei confronti sulla sua situazione di coppia. Ad un tratto lamentò un forte mal di testa e volle tornare a casa presto. ” Mi accompagni a casa Vittorio non mi sento molto bene devo essermi beccata qualcosa forse un colpo di freddo.

Una cosa è volere l’uomo di un’altra e una cosa ben diversa è volere essere come un’altra coppia. Non si tratta dell’invidia pura e semplice si tratta di ben altro di un tormento esistenziale che non permette di godere dei piaceri di coppia. Una simile ma  più vaga sensazione l’abbiamo un po’ tutti quando  vediamo delle coppie fantastiche ed inossidabili del jet set che tutto hanno avuto dalla vita e vanno pure d’accordo. Daniela pensava a quando da piccola guardava ammirata le foto di sua madre quando ventenne posava col suo vecchio fidanzato. Snella così non lo era mai stata e il rapporto con sua madre era sempre stato conflittuale. La madre la faceva incavolare quando insisteva a dirle che non era colpa sua se aveva presi dalla parte del padre perchè  nella famiglia di lui avevano la tendenza a ingrassare d erano pigri ed indolenti. Ricordava quando andava in campagna dai fratelli di suo padre che avevano diversi ettari di pascoli e coltivazioni nella maremma bonificata del dopoguerra. Si divertiva adolescente spensierata quando entrava in sintonia con quel mondo era felice. Le piaceva sentirsi parte di un mondo con dei valori solidi e sinceri priva di tutto quella sovrastruttura fatta di invidie e sotterfugi. La non c’era nessuno che le facesse pesare qualche chilo di troppo. Il fatto che fossero tutti rotondetti ed in carne non faceva mancare loro la voglia di vivere e di godere tutti i piaceri della vita. Lo zio Giacomo  spesso la chiamava presto al mattino insieme al cuginetto Franco per condurli con se nella stalla dove le insegnava a mungere la mucca e a bere il latte caldo appena munto ed ancora caldo. Questi sono i mie ricordi migliori ma sono troppo lontani  ed è da troppo tempo che non ho nulla di bello da ricordare, vorrei avere anche io questi bei ricordi ed invece non voglio mai fare delle foto perche vengo male e non voglio conservare ricordi di questo periodo le farò quando sarò dimagrita e quando sarò sicura di questa relazione, pensava Daniela.

Quando si diventa intimi si desidera conoscere quali sono state le precedenti esperienze ma si desidera anche sapere quali sono le origini. Avviene soprattutto nella società metropolitana che le nostre origini sfuggano alla comune percezione, si perdano o non si riconoscano le radici . Daniela veniva dalla campagna e, fino a pochi anni prima, poteva trascorrere diverse settimane ed immergersi in quella realtà. I parenti la vedevano come l’amata figliola di quell’uomo,tutto di un pezzo, che era stato suo padre e cercavano di potere rinvenire nei suoi atteggiamenti giovanili qualcosa di lui. Ora capiva da dove veniva quel modo di essere che la faceva sentire a disagio nella vita di città, un modo di essere che gli altri non capivano e che, così bene si accordava con quello dei suoi parenti della comunità paterna. Così Daniela desiderava che, anche Vittorio, potesse capire come era fatta dentro e, per farlo, avrebbe dovuto vedere come era Daniela nel suo ambiente di origine. Daniela aveva vissuto in quel paese di campagna fino all’età di 15 anni, fino a quando cioè, i suoi genitori si separarono ed ella andò a vivere in città con la madre. Ora che era diventata maggiorenne ed era consapevole di tutto ciò, Daniela voleva provare ad immaginare come sarebbe stata la sua vita, se non fosse stata sradicata dai luoghi della sua infanzia e dai suoi affetti, compreso quello di suo padre e come, forse, sarebbe cambiata la sua vita sentimentale. Sperava Daniela, in cuor suo, di far riemergere la vera Daniela nell’atmosfera familiare di una comunità di persone semplici e vere, con la sua stessa sensibilità e lo stesso bagaglio di usanze e di costumi. Aveva deciso che avrebbe persuaso Vittorio ad accettare di venire a vivere nella vecchia casa paterna, dove avrebbero potuto costruire il loro nido d’amore. Una vecchia casa da ristrutturare, per far ciò ci voleva l’impegno e l’intraprendenza di un uomo. Vittorio  era reticente . Per molte settimane avevano discusso e litigato su quella questione anche con Sofia e Alfredo ne avevano parlato e certo agli amici sarebbe dispiaciuto che fossero andati a vivere così lontano. Daniela  si sentiva oppressa aveva perso il lavoro la cassa integrazione stava per finire e aveva una grande voglia di scappare dalal città. Vittorio lentamente cominciò ad accettare quell’idea e a pensare come poteva fare per renderla compatibile con la sua vita e col lavoro. Alla fine  Alfrdo e Daniela poterono annunciare il loro progetto i sarebbero andati a vivere  nella sua vecchia casa d’infanzia, Sofia e Alfredo ne furono contenti per loro e furono contenti  i suoi vecchi amici  di infanzia che erano ansiosi di rivederla tornare lì.  Però la casa era veramente  malandata e ci vollero sei mesi di lavori di ristrutturazione che pagarono coi loro risparmi  prima di potere viverci dentro. La casa non ea grandissima  aveva un grande soggiorno e una piccola cucina,  un bagnetto e a due camere da letto. Nella prima dormivano Daniela e Vittorio e nella seconda pensavano che sarebbe stata la stanza per i loro  figli intanto vi era un piccolo studio per Vittorio. Passarono alcuni mesi e  Daniela nmostrè dei sintomi che fecero pensasre ad una gravidanza  comincià ad urinare  spesso e aveva una forte nausea. Dovette stare a riposo Daniela, e fare degli accertamenti. Era in cassa integrazione e non sperava di tornare a lavorare ormai. Anche per questo aveva progettato di tornare a vivere in campagna. Vittorio avrebbe potuto chiedere di trasferirsi in un centro di assistenza per computer della zona. per ora doveva fare 150 chilometri al giorno per raggiungere il poso di lavoro.Dopo una settimana gli esami di Daniela erano pronti e come aveva sospettato il medico la diagnosi era iperemesi gravidica. Daniela era incinta di 6 settimane, la sua gravidanza si preannunciava difficile, afflitta da una nausea e attacchi di vomito trascorse quasi due mesi debilitata a letto. Poi le cose cominciarono a migliorare le tornò l’appetito e la pancia cominciò a crescere. I cibi genuini e la serenità che aveva acquistato fecero si che il pancione, intorno al settimo mese diventasse considerevole tanto che all’ecografia il bambino si presentava già abbastanza grosso per l’età gestazionale. Tornarono le angosce di Daniela riguardo al sovrappeso e la paura che la gravidanza avrebbe irrimediabilmente trasformato il suo corpo. Gli esami avevano indicato un rischio di diabete gestazionale e il medico aveva consigliato una dieta. Daniela accettò volentieri dei mettersi a dieta ma dovette sorbirsi i commenti di parenti e amici che erano convinti che seguire una dieta in gravidanza poteva avere conseguenze sulla crescita del bambino. La sorella si sua madre la zia Elena era una donna robusta e forte ” Non si è mai visto dalle nostre parti che su faccia una dieta in gravidanza” diceva sconcertata. I vecchi contadini si preoccupavano piuttosto della eccessiva magrezza. Nei tempi non troppo lontani del dopoguerra in cui la tbc era endemica in quei luoghi, le famiglie scoraggiavano i ragazzi a frequentare donne troppo magre e di malcerta salute considerate inadatte a portare a termine una gravidanza e a generare figli sani.

Il percorso insondabile del suo destino aveva portato Giovanna ad attendere un figlio come spesso succede la sua vita forse inconsapevolmente era stata indirizzata dal desiderio di avere un figlio prima della maternità e ne sarebbe senza dubbio stata influenzata anche dopo.

La gravidanza non  è una passeggiata. La donna si concentra sulla parte interiore di se, ama parlare di quello che le sta succedendo con preoccupazione e speranza  vuole avere conforto da chi le sta intorno. L’uomo può risentire in diversi modi da questo atteggiamento principalmente per il fatto che può vivere la maternità come la comparsa di un intruso che si frappone tra lui e la sua donna oppure sentirla con partecipazione e coinvolgimento. Se l’uomo non sente amore per la creatura che sta arrivando anche il sentimento della donna per l’uomo può cambiare e la donna, che non percepisce l’amore paterno verso il figlio tenderà ad amare di meno il suo uomo o non amarlo per nulla. 

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