Il mistero di Rausu – Ebook

 

 

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Il mistero di Rausu

 

Prologo

La gestazione di Gaia

Nell’abisso profondo del tempo che fu,
dalle nubi tenebrose di un mondo bambino,
 squarciò il sole le tenebre, mi illuminò mi scaldò.
Sconvolta dagli impeti di forze universali,
dalle mie viscere tale vulcanica linfa sgorgò,
che di ceneri e lava, a lungo, mi inondò
e  un caldo mantello sul mio corpo forgiò.
Combinai gli elementi col mio amore più grande
 li plasmai nelle forme: mari, isole, continenti.
Le nubi si aprirono e cascate d’acqua
 mi lavarono per anni incessantemente,
 tempeste e uragani mi tormentarono,
fulmini e saette spezzarono il cielo
e onde telluriche dal fondo terrestre
come squassante e inquietante mistero,
 pilastri di roccia imperiosi innalzarono.
Si formarono valli, monti e catene,
 le acque formarono torrenti impetuosi,
e poi laghi e fiumi dai corsi sinuosi.
Nel mare si compì però il prodigio più grande,
 dalle virtù originali di sostanze primarie
 e dalle elettrico scoccare di lampi e saette,
da scintilla un seme di vita sbocciò e l’inizio fu
della più incredibile e emozionante avventura,
la storia di Gaia madre natura,
previdente fertile e dolce creatura,
 essere di esseri, di menti mente,
incantevole attrice di un teatro splendente,
stupendo meraviglioso sistema vivente.
 
La scomparsa di Astrid

Dopo la scuola Astrid quel giorno era felice e ansiosa di scendere al porto per incontrare gli amici e prepararsi per la festa mascherata. Avrebbe dovuto passare da casa dove la mamma gli aveva riempito una borsa con il vestito per la festa, era un vestito da gheisha e aveva anche degli attrezzi con i quali doveva provare dei numeri da giocoliere. Nel tragitto dalla scuola al porto avrebbe dovuto fermarsi dalla sua cara amica Lin. La scuola era collocata nella parte alta del paese ed era circondata da un grande parco con alle spalle la veduta del vulcano, non era molto distante dalla sua casa che era situata in un altopiano ai piedi del vulcano. Ebbe un passaggio dal padre che doveva scendere al porto quel pomeriggio per fare degli acquisti e si fece lasciare vicino alla casa della amica Lin. Lungo la strada che portava al porto Astrid incontrò  l'amica Lin che l'avrebbe accompagnata fino alla piazza, poi si intrattenne con la zia Eloise che le diede un dispaccio da portare allo zio Sigfrid; in piazza si fermò con un gruppo di ragazzi alle bancarelle del pesce tra i quali c'era anche Chen forse l'amico del cuore di Astrid. Lungo il molo Astrid incontrò anche lo zio (il luogotenente) e Mistral. Poi Astrid  si recò alla nave dello zio Sigfrid per consegnare la lettera; aveva detto agli amici che sarebbe tornata subito alla piazza per provare lo spettacolo ma nessuno l'ha più vista da quel pomeriggio.

 

Capitolo Primo

Sbarcammo a Rausu sulla costa settentrionale dell'isola giapponese di Hokkaido; dopo avere indossato degli indumenti più pesanti ci apprestammo a scendere dalla nave. Il vento gelido ci sferzava, subito il capitano Sigfrid e Skab presero accordi coi marinai per i bagagli che ci sarebbero stati recapitati più tardi; ci avviammo per le strette stradine lastricate di pietra alla casa del luogotenente. Il luogotenente Kuo-Yang ci accolse all'ingresso della sua abitazione, avamposto operativo di controllo della federazione nel Giappone nord-occidentale. Nell’ ampia sala  delle donne sorridenti ci aspettavano; erano la moglie Kuo-Seng e le figlie del luogotenente , Kuo-Lin-Feng e Kuo-Shou-Deng; vi era anche un uomo, che ci venne presentato come uno degli ufficiali impegnato nelle ispezioni lungo le coste il suo nome era Mistral e mostrava una certa somiglianza nei tratti fisici con il capitano Sigfrid, forse anche lui discendente delle antiche razze che abitavano questa zona del Giappone. La figlia più giovane Kuo-Shou-Deng era visibilmente triste anche se cercava di  essere gentile con gli ospiti e appena pote’ si ritirò colla madre che la abbracciò; mi sembrò sul punto di piangere ." Bene disse Skab, qui starete come  a casa vostra, prego accomodatevi". Il salone non era lussuoso ma accogliente, rivestito di  legno e provvisto di grandi finestre, presentava in un angolo un grande camino e tutto intorno appese alle pareti dei trofei impagliati di animali e quadri di paesaggi giapponesi caratteristici. Gaia salutò calorosamente le donne, sentivo la parlata melodiosa in un buon giapponese ma il senso delle sue parole era già nella mia mente, Gaia disse che sarebbe stata loro vicina in questo momento di sconforto e che avrebbero fatto l'impossibile per ritrovare la piccola Astrid. Poi mi presentò le tre donne, la mamma e il papà erano da lungo tempo impegnati nel controllo della regione come ufficiali della federazione intergalattica anche se la loro veste ufficiale era quella di scienziati esperti vulcanologi e sismologi e in effetti al piano superiore vi era un laboratorio con tutte le attrezzature per rilevare l'attività sismica ma anche altri strumenti in grado di monitorare le attività demoniache connesse al vulcano. La figlia maggiore aveva abbracciato il capitano Sigfrid con familiarità "ti presento la moglie del capitano Sigfrid noi la chiamiamo Eloise e anche a Sigfrid piace chiamarla così, ha studiato in Francia, ora è una biologa marina. Anche Mistral sembrava essere un vecchio amico da come conversava amichevolmente coi padroni di casa; "Scusate, il marito di Kuo Shuo Deng (il suo nome è Zhou Ming) dovrebbe essere qui tra poco, alla sera deve riportare le greggi dalle montagne alle fattorie che stanno alle pendici del vulcano. Scusate ma mia figlia  Shou-Deng si è appartata ,non vuole rattristarvi col suo pianto perdonatela, ma accomodatevi , prego , vi farò servire un aperitivo intanto !" disse il luogotenente. " Si amici prendete posto" insistette Skab " devo illustrarvi quale è la nostra missione, vi metterò al corrente sommariamente delle vicende inquietanti che ci hanno spinto a venire qui. Innanzitutto siamo qui soprattutto per approfondire un grave fatto che è avvenuto in questi giorni precisamente l'altro ieri, e che sembra in qualche modo diverso dalle innumerevoli sparizioni di ragazzi e bambini che si sono verificate negli ultimi anni. Purtroppo il caso in questione riguarda la figlia di Kuo Shuo Deng una ragazza di 16 anni  Astrid (il suo vero nome Kuo-Jang non era  quasi mai usato). Nel suo caso sicuramente non sono implicati gli orsi, gli indizi che abbiamo fanno propendere per l'ipotesi che quasi sicuramente la fanciulla è stata rapita nella zona del porto da un uomo sconosciuto. Astrid dopo essere uscita di scuola quel pomeriggio, come a volte faceva nelle belle giornate, si era fermata nella zona del porto,forse a guardare le navi che andavano e venivano. Sembra che sia stata vista soffermarsi a lungo a guardare verso il mare e qualcuno sostiene di averla vista salire su un peschereccio". Dopo la cena il luogotenente invitò gli ospiti ad accomodarsi nel salotto insieme ad Eloise e a Sigfrid. La moglie del luogotenente servì dei dolci e un caffè lungo. Il luogotenente rassicurò Gaia:"mia figlia e suo marito sono al corrente delle nostre attività nella federazione intergalattica e conoscono anche la tua fama e il tuo ruolo Gaia. Invece devo dire che non conosco e non mi risulta che sia noto ai nostri agenti questo signore che ci hai presentato come si chiama Limbi, mi pare". Gaia assunse una espressione enigmatica poi sorrise:" hai ragione  Kuo-Yang, Limbi non è un agente della federazione, o meglio non lo è ancora, ma prima di svelarti quale è il suo ruolo in questa storia credo che sia meglio che sia egli stesso a raccontarti come è venuto in contatto con noi." Limbi si mostrò un po’ sorpreso e imbarazzato"Ah certo , hai ragione Gaia ma è una storia un po’ lunga e anche un po’ strana se me lo concedi comunque ci proverò".  Limbi posò la sua tazza di caffè lungo e cominciò : "Per lunghi mesi, dopo la morte di mio padre, non mi davo pace, me ne andavo passeggiando svogliatamente, in preda alla tristezza e alla inquietudine. Un giorno salii sopra un altopiano, nella nebbia di una domenica di novembre e mi sorpresi a vedere che la pianura e i laghi pedemontani brillavano sotto i raggi del sole. La vita mi sembrava vuota, grigia, inconcludente. Da dietro le nuvole il sole fece capolino ma i suoi raggi sembravano avvolgere in una luce multicolore una figura che si proiettava verso di me. Mentre scendeva la figura protese ai lati due propaggini che divennero due braccia sfolgoranti che sembravano intrecciarsi come se nuotasse poi si allargarono scoprendo un volto di donna enigmatico ed immensamente dolce. Ero impaurito e sconcertato. Mi avviluppò in un tenero abbracciò mi sentii felice e in un momento compresi :” sono parte di te dell’essere del “tutto” dissi a me stesso e a lei nel contempo ; così ebbi la rivelazione dell'anima della terra. Il mio spirito trasvolò mi librai sorvolai la terra e riuscii a vedere il brulicare del mondo, non più il caos che pensavo ma il pulsare della vita nello spirito di quella figura. Se fu un sogno ancora non so ma così quella entità mi parlò: “ciao limbi,finalmente ci sei, eri distrutto ho percepito il tuo dolore e ti ho voluto mandare un segnale” e ammiccò ; “purtroppo non sempre riesco a contattare i miei figli, se sei triste è perché non vuoi accettare la semplicità delle cose, sei scettico, testardo, ma sei sensibile e non vuoi accettare che il mondo non sia come pensavi che fosse.. mi mostrò il mondo,volai con lei sopra le opere dell’uomo, le case, le strade i boschi che si diradano verso verdi pascoli, poi su in alto a dominare i ghiacciai splendenti di luce a seguire le nuvole condotte dai venti seguire il corso delle acque che scendono dalle sorgenti delle montagne verso le colline che degradano alle fertili pianure in meandri tortuosi di placidi fiumi fino al mare agitato da onde schiumose che si infrangono su levigati scogli. Ecco il tuo mondo, non è bello. Si lo riconosco, è pieno di bellezza ma anche di dolore e tristezza. Poi d'un tratto mi sentii trascinare in un vortice che mi stordì, mi trascinò e risucchiò al suo interno. Mi ritrovai disteso tramortito e confuso sul prato dell'altopiano. Credetti di essermi addormentato e di avere sognato. Tuttavia qualcosa cambiò in modo impercettibile alla mia coscienza e la mia vita non fu più come prima, divenne ricca di stimoli e di interessi per ogni cosa. Fu la differenza tra la vita vissuta e la negazione della vita, tra l'essere e il non essere. Fu come addivenire alla percezione e alla comprensione che esiste una coscienza globale della natura e della vita sulla terra. Pensai che questo fosse il messaggio che quella visione mi aveva portato ma in questo modo non potevo persuadermi che la visione fosse stata reale e che quella donna esisteva. Nel sogno per settimane ella mi apparve ancora, mi apparve e capii che era lei da come mi sorrideva ma aveva il viso, l'aspetto ora di una moglie, ora di una figlia, poi una notte nel sogno mi apparve con le sembianze di una vecchia signora rassicurante che parlava tra tanta gente e riconobbi mio padre e mia madre ed i miei figli e diceva:”Sono vostra madre e voi siete anime mie,figlie del mio spirito, vi voglio bene come a me stessa” Pensai a mio padre morto ed ai miei figli che non lo avevano mai conosciuto e quando lui li abbracciò compresi che il suo spirito era vivo il loro, che era in risonanza con il loro e percepì qualcosa come una rete invisibile percorsa da un flusso continuo di energia spirituale, mi resi conto che in questa rete c'ero io e c'era anche mio padre. Un giorno la voce di quella donna mi chiamò in sogno e mi disse che aveva bisogno di me, che dovevo lasciare ogni cosa e andare da lei, che era venuto il momento di partire. L'appuntamento era al sacrario di Redipuglia vicino a Gorizia. Partii senza frapporre indugi. Non so chi avrei trovato all'appuntamento, forse delle persone che erano state scelte come me forse la mia signora? Due ragazze erano ferme ad aspettare all'ingresso del sacrario. La più alta venne verso di me e disse; tu sei Limbi vero? Corrispondi perfettamente alla descrizione che abbiamo avuto piacere sono Gaia sono una speleologa e questa è Jenny la mia assistente. Il sorriso di Gaia era identico a quello della signora dei miei sogni ma non osai dire nulla, Gaia si comportava come una perfetta guida in modo cortese e professionale, Jenny invece si mostrò subito spiritosa e simpatica. Ci incamminammo e iniziammo a conoscerci ridendo e scherzando "Non sono ancora fidanzata disse Jenny , mamma dice che prima devo finire gli studi"."Neanche io" dissi un po’ impacciato, vidi che il viso le si illuminò in un sorriso intrigante " Sai penso che questa escursione potrebbe essere meno noiosa del solito"Ci inoltrammo nel sottosuolo. Per quelle gole aspre e fredde delle Alpi Giulie laddove si assottiglia e si perde ogni segnale della presenza di una civiltà, mi inoltrai con Gaia e Jenny in un dedalo di grotte ed, in breve tempo, mi resi conto di avere perso completamente l'orientamento. La luce filtrava appena da qualche fessura sparsa sulle volte di roccia più alte, ci avvolse la oscurità senza quasi la cognizione del tempo. Accendemmo delle torce, poteva essere già sera o notte anche se era maggio le giornate non erano ancora lunghe e luminose e il cielo era un po’ nuvoloso. La luce ora non filtrava più dalle pareti e il freddo si faceva più intenso, umido e penetrante. Gaia e Jenny erano sicure  e pensierose , esaminarono dei segni sulla roccia e proseguirono da una parte, poi ancora ad ogni bivio nelle caverne si fermavano a consultarsi interpretando dei segni scolpiti nella roccia per poi scegliere da che parte proseguire. Il sentiero di roccia scendeva nella oscurità,sui lati si sentivano dei gorgoglii e il rumore dell'acqua corrente. Sentivo i nostri passi rimbombare nei cunicoli e le nostre voci che ritornavano indietro dalle aperture di altre grotte, dopo avere percorso, pensavo, chissà quali vie sotterranee scavate nella montagna. Continuammo a camminare nella luce flebile delle torce e nel monotono susseguirsi di un labirinto inestricabile  di grotte e di gallerie, fino a che arrivammo ad una grotta immensa luminosissima che si aprì come di incanto di fronte a noi.
Una immensa grotta dalla forma di esaedro regolare con al centro un disco a forma di stella a sei punte appoggiato al centro della volta stessa e sorretto da 6 bracci che si dipartono dalle propaggini del disco a forma di stella allargandosi e scendendo sulla parete laterale della grotta fino a formare 6 piloni di metallo e vetro verde azzurro disposti a intervalli regolari lungo il perimetro. I bracci parevano percorsi da una luce azzurra che diffondeva all’esterno un chiarore verde azzurro in tutta la grotta. Dalle vetrate della costruzione sporgevano dei balconcini in cui si intravedevano le figure di sentinelle. Alla sommità della grotta al centro del disco si ergeva una colonna che si infilava in un cunicolo incuneandosi nella roccia della volta e in cui sembravano ardere delle lingue di fuoco. Guardai più in basso e vidi degli uomini con strane uniformi scintillanti che si dirigevano verso di noi lungo il sentiero a gradoni. Chiesi a Gaia ”é meravigliosa ma ,cosa è?” ; “è la Città leggendaria degli Urga ” ,Jenny annuì sorridendo, guardai Gaia negli occhi e sentii che era eccitata la sua voce tremava , per la prima volta vidi in Gaia la donna che era. ” Da quanto tempo non vieni qui?”, chiesi. Lei si soffermò un attimo, assorta, sospesa, guardando nel vuoto poi con un filo di voce e una espressione malinconica disse: “da una eternità” .
In questo luogo nacque e si sviluppò la civiltà degli  Urga; questi uomini sono i discendenti dell’uomo di Neanderthal. “Allora tu mi vuoi dire che l’uomo di Neanderthal non si sarebbe estinto nelle fredde pianure del nord?” chiesi a Gaia. “Infatti non si estinse perché alcuni gruppi si rifugiarono in queste grotte, qui furono in grado di difendersi meglio dai nemici. Quello che vedi al centro della grotta  all’origine fu un grosso braciere di pietra ,il posto dove gli Urga conservarono il fuoco eterno. Sotto di esso sgorga continuamente del petrolio che alimenta la fiamma che ancora oggi brilla in quella sfera che hai visto alla sommità della grotta. Presto gli Urga compresero che quel liquido nero era anche un mezzo per riscaldarsi e lo incanalarono perché andasse a rifornire di combustibile i focolari che vennero posti al centro di case rudimentali fatte ammassando contro le pareti della grande caverna dei massi di roccia squadrati ; originariamente i tetti erano fatti di pelle di animali appoggiate su delle traverse di legno che venivano  incastrate  in feritoie scolpite nella roccia, gli urga erano un popolo di cacciatori “ .  “Ma come potevano risalire per cacciare ogni giorno, ci vogliono almeno 5 ore per ritornare alla superficie!?”chiesi perplesso. ” Già, hai ragione, ma vedi lungo il percorso si trovano delle capanne che, forse, ti sono sfuggite ma che servivano ai cacciatori per riposare  e a volte per passarvi la notte”. Guardai la città , era formata da una serie di costruzioni disposte circolarmente a spirale dall’alto in basso , costruite da blocchi di roccia  in modo che i tetti di quelle sottostanti costituivano il pavimento della strada soprastante che scendeva lentamente. In questo modo anche i tetti erano leggermente scoscesi. Sopra il tetto di ciascuna di quelle costruzioni era appoggiata una specie di sfera e tra una sfera e l’altra di due case situate a diverso livello era posto una specie di canale metallico di connessione. Da lontano questi canali sembravano sbarrare la strada che scendeva  a spirale ma, dopo che ci fummo avvicinati  vidi che quei tubi passavano almeno un metro e mezzo sopra le nostre teste, sembravano di metallo o di vetro ed erano percorsi da una luce soffusa verde arancio. “Sono le loro case” chiesi a Gaia . “Si sono le case degli Urga”.Ti sembreranno strane così attaccate l’una all’altra , ma gli Urga hanno costituito una civiltà molto unita soprattutto nello spirito”.” Mi piacerebbe visitarle ” dissi. “Poi andremo da un nostro amico vedrai” disse Gaia ” è un discendente degli uomini di Neanderthal?”  chiesi .” Beh certo è uno dei capi degli Urga” , ero curiosa di vederne uno mi venne spontaneo chiedere ancora  ”Ma come sono fisicamente? ” “Aspetta ecco che stanno venendo verso di noi”. Circa 100 metri sotto di noi una fila di uomini coperti di uniformi in maglia metallica scintillanti di colore verde azzurro si stavano avvicinando. Erano massicci dall’aspetto muscoloso e possente, si muovevano lentamente verso di noi sul sentiero in salita . Avevano la visiera dell’elmo sollevata in modo che le due parti di cui era composta formavano due corni piramidali al di sopra della calotta dell’elmo. Una volta abbassata la visiera le punte dei corni piramidali si univano all’altezza del mento lasciando scoperti solo gli occhi e formando dei rilievi prismatici sulla parte frontale dell’elmo dando agli Urga l’aspetto di strani  insetti. Portavano tutti delle folte barbe sembravano intenti a discutere tra loro emettendo strani versi dal suono melodioso e curiose risate gongolanti. Guardavano verso di noi e  poi si passavano parola ridendo e battendo delle pacche sulle spalle. Uno degli Urga ,quello più alto e robusto salutò Gaia parlando con voce profonda con un accento simile al francese , atteggiando un saluto. Gaia ricambiò il saluto e poi lo abbracciò come se ci fosse tra di loro una grande familiarità e confidenza. I due si intrattennero un poco ridendo e scherzando , e anche se non capivo una parola  pure comprendevo che ricordavano delle vicende passate. Rimasero un attimo a guardarsi un po’ compiaciuti poi il comandante degli Urga fece un cenno ai suoi come per dire “andiamo” . Ci si incamminò verso il villaggio. Guardai attentamente le divise di quei soldati. Brillanti di metallo o di vetro così aderenti che sembravano composte da piccole scaglie come la pelle di un rettile. Gli elmi curiosi davano alla loro testa l’ aspetto di strani animali cornuti quando sollevati mentre assumeva l’aspetto di un insetto quando abbassati erano di un colore bronzeo e avevano una specie di microfono e dei circuiti intorno all’elmo. Immaginai che avrebbero potuto essere dei sistemi elettronici per comunicare  a distanza. Al di sotto degli elmi si intravedeva la folta barba dei visi larghi e gli occhi dalla espressione dolce, mansueta. “Mentre camminavamo Gaia e il capo degli Urga che poi seppi si chiamava Skab, chiacchieravano gesticolando animatamente, dai bordi della strada di pietra ogni tanto qualcuno s’affacciava sull’uscio e salutava. Skab e Gaia si erano fermati e scambiavano dei saluti con un vecchio degli Urga, parlarono ancora e mi sembrava ora di sentire un accento diverso più simile alla lingua d’ oc che al francese,il viso di Skab si fece pensieroso e la espressione sul viso di Gaia più cupa e tesa. Mi rimase impressa una parola che quel vecchio Urga aveva pronunciato un termine come lucsifer o luxifer , pensai che poteva essere un termine qualunque della loro lingua e che non doveva esserci nessuna correlazione con termini della nostra lingua ma andai rimuginando a lungo su quella cosa come se volessi scacciare razionalmente una sensazione angosciosa. Riprendemmo il cammino,ora le case, da vicino apparivano più grandi accostate l’una all’altra con una leggera inclinazione della struttura modulare verso il basso e verso l’interno andavano a formare, nel complesso una lunga spirale dove i tetti sovrastanti le fungevano anche da strada, interrotta ogni quarto di giro della spirale da una scalinata che dal primo scendeva  fino all’ultimo giro della spirale. Il sentiero roccioso dapprima si era fatto meno impervio, poi aveva lasciato il posto ad una stretta via lastricata da pietre che andava scendendo dolcemente costeggiando i negozi dalla parte esterna della spirale e dalla parte interna le case poste al livello sottostante. Le costruzioni regolari avevano un aspetto non dissimile da quelle a noi familiari se non per una curiosa struttura  a semisfera  fosforescente di aspetto lucido e semitrasparente di vetro o plastica. Cercai di osservarne i dettagli e mi chiesi se il colore e la luce giallo arancio fosse dovuto ad un materiale riflettente del rivestimento o ad un plasma in essi  contenuto, ma non riuscii a capirlo. In ogni modo l’aspetto di quelle semisfere che costeggiavano la strada era quello suggestivo di tante enormi lampade cinesi. La loro luce era piuttosto debole rispetto a quella intensa che proveniva dalle arcate sospese alle colonne che reggevano la volta della enorme grotta tuttavia rendeva ancora più evidente la forma a spirale delle case e della strada che le costeggiava. Tra una semisfera e l’altra  correva un manicotto costituito anch’esso da un materiale simile a quello delle semisfere e di colore simile ma più tenue. Mi avvicinai a Gaia con l’intenzione di chiedere un mucchio di cose, mi sorrise :” Strano vero?” mi chiese;”Si infatti volevo chiederti cosa sono quelle specie di cupole e quel canale che corre tutto intorno,a cosa serve, quale funzione ha?”. “Serve  a rigenerare lo spirito” disse Gaia con una espressione pensierosa ed enigmatica. “Come sarebbe rigenerare lo spirito?” Chiesi incuriosito. Gaia stette qualche istante assorta poi iniziò “ Gli Urga hanno costruito un loro sistema basato sulla esplorazione della spiritualità dell’uomo  e della natura, e hanno affinato delle funzioni percettive che l’homo sapiens sapiens non ha più. In quel tempo in cui erano braccati e dovevano fuggire da quella nuova specie di ominidi che avrebbero dato origine alla specie dell’uomo odierno, i Neanderthal che sono i progenitori degli Urga si rifugiarono in caverne impervie dove il loro fisico più robusto coperto di folta peluria e le pelli che come abili cacciatori erano in grado di procurarsi, permisero a loro di sopravvivere, almeno inizialmente. Certo non avrebbero sopravvissuto a lungo quando  tutte le terre vennero poi invase dagli altri uomini. In alcune zone riuscirono a tenersi uniti e formare dei clan e furono capaci di esplorare i territori freddi del nord e le montagne delle zone più impervie delle Alpi e dei Pirenei. Molti gruppi a nord furono sorpresi dalla glaciazione, solo nelle zone meridionali dell’arco alpino riuscirono a trovare delle condizioni adatte alla loro sopravvivenza. La storia delinea il loro percorso evolutivo in questo modo ma, dietro a tutto ciò c’è un disegno imperscrutabile che ha condotto alla formazione di mondi paralleli che si auto-sostengono e sono complementari uno all’altro”. Mi sentii attraversare da un brivido perchè mentre Gaia parlava era come se le immagini che evocava mi scorressero davanti agli occhi e io diventassi spettatore di secoli e secoli di vicende della storia dell’uomo con la differenza che, ora vedevo anche l’altra faccia della realtà ed era una esperienza nuova ed inquietante. Quelle specie considerate inferiori ed estinte erano comunità di persone in cui la componente affettiva e della sensibilità non verbale si era andata sviluppando nella esperienza quotidiana della caccia in gruppo e nella vita a contatto con la natura. Gaia mi spiegò a parole ma anche evocando in me le reali sequenze e la mia mente vedeva il suo pensiero prendere forma reale in sequenze non esattamente come nello scorrere di un filmato video-registrato ma come se io vi fossi immerso. Vidi che, quelle comunità potevano sviluppare uno spirito di gruppo che aleggiava come una lieve nebbiolina sopra di loro e nel trasmettersi a parole o anche senza parlare delle esperienze, potevano rendere compartecipi i compagni di quelle che erano le proprie emozioni. Anche i pensieri negativi potevano manifestarsi la rabbia, l’invidia, il risentimento ma venivano immediatamente modulati dallo spirito sovrastante tutto il gruppo che mediava e tendeva ad appianare gli eccessi emozionali di ognuno. L’apparenza di uomini rozzi e dotati di scarse capacità intellettive e della razionalità come noi la intendiamo, contrastava, secondo il nostro metro di giudizio, con la raffinata sensibilità si quello strumento di comunicazione telepatico che dimostravano di possedere. Gaia distolse  lo sguardo, che mi resi conto era fisso sui miei occhi ed io certo ero sconcertato, forse anche ipnotizzato, tornai a vedere la città leggendaria intorno a me, mi parve di avere viaggiato a lungo e avere visto posti e fatti incredibili, ma non era un sogno. “Il disegno imperscrutabile? Quale è ? Non capisco il senso di tutto questo”. E mentre incalzavo Gaia con questi interrogativi cercavo di darmi già una risposta al perché l’evoluzione avrebbe dovuto condurre a due specie umane specializzate, una fautrice del progresso tecnologico e l’altra artefice di un lavoro più oscuro ma non meno importante quale la “rigenerazione” dello spirito. Ma la mia mente era confusa e le idee si accavallavano una sull’altra senza chiarirsi e senza definire una ipotesi convincente. Gaia parve leggermi nel pensiero: ”Non puoi capire se non partiamo dall’inizio” disse, nell’espressione ora mi ricordò mia mamma quando si apprestava a raccontare una storia della sua giovinezza e io bambino curioso come allora pendevo dalle labbra, ora pendevo da quelle di Gaia che iniziò: “All’inizio era il nulla, ma il nulla era anche il tutto, tutto quello che  era destinato ad essere, materia  e spirito, bene e male. Quindi il nulla è una delle condizioni dell’universo, il nulla che precedette la nascita del nostro universo fu il risultato incredibilmente logico del collasso di un universo di un tempo remoto e immemorabile in cui alla fine della sua storia le forze contrapposte si erano confrontate e annientate. ”Vuoi dire che è quello che sta succedendo anche adesso, cioè che nel nostro mondo si contrappongono forze opposte?”. Gaia mi sorrise poi riprese il discorso : “Non siamo ancora a quel livello di contrapposizione, ma ci sono delle altre cose che devi sapere. Nel nulla sono presenti le potenzialità della materia e dello spirito; la storia dell’universo è come un dipanarsi di un progetto che va a collocare delle forze, cioè delle entità contrapposte, che creano lo scenario storico della terra e, in epoche successive, dello spazio interstellare. Il nulla è una dimensione senza tempo perché anche lo spazio-tempo si annulla nel collasso dell’universo. Sappiamo solo che c’è stato il nulla e poi quello che gli scienziati umani chiamano big bang. “Non capisco ancora che senso ha tutto questo” Se Dio ha già deciso che bene e male si annulleranno e distruggeranno l’universo a cosa serve combattere il male? “Non è facile comprendere il senso di questi eventi da parte di un umano Dio è lo spirito del bene, e in Lui siamo tutti noi” disse Gaia, e in quel momento mi ricordai che Gaia, nonostante le apparenze non era una umana, Gaia era forse anche presente col suo spirito nel corpo di una donna, ma era anche quella entità misteriosa, forse un  Angelo che mi comparve in sogno e poi sull’altura dei miei monti quando si rivelò, forse Gaia, pensai, era lo spirito stesso della terra.

 

Capitolo Secondo

Il pensiero del diavolo

Quando il destino ti mette alla prova
e non credi, neanche più alla ragione,
quando un amico ti ha fatto qualcosa,
e non vedi altro che odiose persone… 
quando la vita è un calvario implacabile,
quando pare l’amore solo lontana chimera,
quando il tuo odio diventa inguaribile
e avverti del male la morsa più nera…
quando il destino ti mette alla prova…
non perderti, abbi fede,invocami,
evocami,comprendimi,abbracciami,
spezzeremo insieme dell'odio le catene,
  rinascerai dimenticando le tue pene. 

 

“Al tempo del collasso, non fu una catastrofe come possiamo pensare, gli esseri viventi di quel Universo” erano giunti ad un tale livello di introspezione che non sentivano la perdita fisica come una reale privazione mentre sapevano che la ricerca della perfezione e della pace eterna,che avrebbe significato anche la sconfitta definitiva del male, comportava un rischio elevato, il rischio del tracollo di tutto l’universo. La vita di quegli esseri a quel tempo non era paragonabile a  quella degli umani anche se agli umani assomigliavano per l’aspetto, per la psicologia e per la fisiologia. In epoche precedenti avevano anch’essi costruito una civiltà tecnologica ma in seguito si concentrarono sulla comprensione del vero pericolo per la civiltà. Questo pericolo è dato dall’esistenza di uno spirito cosmico che si oppone alla realizzazione del progetto di pacificazione universale, lo spirito del male, quello che per molte religioni è il demonio, il diavolo. Nell’ultima decisiva battaglia collo spirito del male, gli esseri viventi della specie dominante erano allora pervenuti ad una comunione completa di intenti, ogni risorsa intellettiva e spirituale veniva messa  a disposizione della alleanza universale nello spirito naturale positivo e nella unione telepatica. La gestione materiale del mondo era completamente automatica, nessuno doveva preoccuparsi di compiere atti e mansioni lavorative, mentre ognuno aveva invece il dovere di segnalare qualsiasi impulso negativo si fosse infiltrato nella rete spirituale. Cosa avvenne di imprevisto, cosa provocò il collasso non lo sappiamo ma è certo che, nell’attacco finale il rischio di un disperato colpo di coda delle forze del male era presente e tutti ne erano consapevoli. La catastrofe fu la diretta conseguenza del ripiegarsi della tensione collettiva di fronte al contrattacco sorprendente e insidioso del male, forse una trappola predisposta da tempo e pronta scattare al momento cruciale”. Dicendo queste parole mi immaginai lo scenario di un universo attraversato da forze spirituali colossali ed immanenti e mi ritornò in mente il canale a spirale sopra le case degli Urga che serviva alla rigenerazione dello spirito. ”Parli di contrapposizione dello spirito, anche gli Urga sono coinvolti in questo confronto? Come avviene la rigenerazione dello spirito?” chiesi a Gaia “Il meccanismo fisico è quello di un aspiratore magnetico; il magnetismo è il supporto fisico alla veicolazione dello spirito. le linee del campo magnetico terrestre che partono dal centro della terra conducono gli spiriti vaganti a dei centri che li intercettano e li indirizzano verso una specie di centrale per la codificazione delle componenti e per la definizione di compiti precisi nella rete che si va costituendo. La contaminazione dello spirito puro da parte del maligno è sempre possibile nelle diverse fasi della migrazione. La centrale del diavolo è costituita, come indicato nella rappresentazione cristiana dell’inferno, nel fuoco eterno che sta al centro della terra. Spiriti maligni sono continuamente eruttati dalle bocche dei vulcani e dagli sbocchi di crateri e geyger sulla crosta terrestre, e questa fonte di interferenza colla rete spirituale della terra è la causa della diffusione del male sulla terra stessa.” Mano a mano Gaia disegnava lo scenario di un conflitto nascosto ma estremamente presente dello spirito, una contesa tra forze misteriose e nascoste, forze sconosciute  a noi uomini tecnologici, inadatti, come siamo, a percepire la presenza di una rete di spiritualità immanente. Compresi che se eravamo qui ci doveva essere una ragione che doveva necessariamente riguardare queste entità e mi aspettavo che Gaia sarebbe giunta alle ragioni di questo viaggio. Gaia annuì e disse: “ci sono dei compiti che richiedono anche una intelligenza logica oltre che la padronanza dello spirito. Spesso nella storia le forze del bene hanno conseguito dei risultati importanti con il contributo di grandi personalità, generali condottieri, ma anche governanti illuminati e scienziati. Attraverso la loro affermazione si è potuto consolidare il progresso dell'uomo e della vita sulla terra ma anche il prevalere del bene sul male”. Il potere dello spirito non  è sufficiente  a guidare le scelte dell’uomo?” chiesi “Perché  c’è stato bisogno di scegliere determinati uomini?” Lo spirito non è tutto, così come non è tutto il corpo materiale e la tecnologia dell’uomo, c’è bisogno di una interazione  e di una sinergia” “La storia dell’umanità non è solo casualità, l’indirizzo che viene dato al processo storico è legato allo svolgersi di un confronto tra forze che si contrappongono. Anche la diffusione della civiltà fa parte del processo che tende a portare l’uomo al di fuori del pianeta e poi della propria galassia. Grandi sono le resistenze dello spirito maligno alla realizzazione del progetto. Altri mondi, altre civiltà idealmente a noi alleate aspettano di potere creare una rete di relazioni non solo materiali ma spirituali una rete empatica. Anche nella vita quotidiana gli esseri umani sono sospesi tra bene e male tra un ideale di serenità e di armonia e delle spinte allo scontro e alla distruzione”. La storia dell’uomo era dunque la storia di un fragile equilibrio tra queste forze e la diffusione della civiltà la conquista dei territori, l’espansione demografica e tecnologica, tutto ciò era necessario a preparare la specie umana al grande balzo nello spazio. Un processo che sta per avvenire in un arco di tempo immenso se visto con il nostro metro di valutazione, ma se inscritto nella dimensione cosmica pare un periodo molto breve. “Avremo davanti quindi una accelerazione del processo di conquista dello spazio e di colonizzazione, un po’ come fu la conquista dei continenti americano e africano? ” chiesi  ”Anche questo” rispose Gaia “ma soprattutto la riscoperta della spiritualità nell’uomo e la comprensione della missione che ci attende“  “La rete che gli Urga hanno creato nelle diverse parti del globo non sembra più sufficiente a contrastare le forze del maligno. Tutte le centrali di controllo sono situate nella profondità della crosta terrestre alcune anche sotto i fondali marini. Una delle prime fu quella che creò il mito di Atlantide perché al tempo della sua fondazione gli Urga inventarono un sistema per ricavare l’ossigeno dall’acqua e potere nuotare sott’acqua come pesci cosi che, agli occhi di naviganti del tempo, sembrarono degli esseri che vivevano nello spazio sottomarino. In realtà essi accedevano alle centrali sotterranee da passaggi che si aprivano nelle scogliere della Normandia. Tuttavia spesso dovevano raggiungere delle zone situate sotto la superficie dell’oceano per il controllo degli sbocchi vulcanici. Gli insediamenti sotterranei sono dotati di sistemi di aerazione che garantiscono un continuo ricambio dell’aria, infatti, utilizzando le bocche di vecchi vulcani gli ingegneri degli Urga hanno costruito un sistema di ricambio con andata e ritorno e sulle parete della grotta, con un po’’ di attenzione, si può osservare la presenza di tubi di circa un metro di diametro, ad intervalli regolari. Sul decorso dei tubi si trovano nelle costruzioni di forma ovoidale di circa 2 metri di lunghezza che sembrano avvolgere il tubo stesso. Quelle sono le ventole ” indicò Gaia “ ,col loro funzionamento l’aria viene aspirata dall’esterno all’interno e viceversa, continuamente.” Compresi che gli Urga possedevano anche delle conoscenze tecnologiche ma che queste erano, in qualche modo, diverse dalle nostre, come se a loro fosse, ad esempio, dato di comprendere meccanismi come quello della respirazione branchiale dei pesci o la conoscenza perfetta della geologia dei vulcani. Come un puzzle mi si stava componendo uno scenario complesso e affascinante, lo scenario della infrastruttura nascosta della realtà, e, soprattutto l’evidenza della centralità dello spirito nel determinismo del destino del mondo. Percorremmo la strada che scendeva dolcemente con un largo percorso a spirale e ci trovammo in una piccola piazza al centro della quale si ergeva una torre che appariva edificata con materiali riflettenti apparentemente in metallo e vetro, che le donavano una luminosità particolare. Ma benchè lucide e riflettenti le superfici lasciavano intravedere all’interno un bagliore rossastro che si faceva più intenso nella parte alta fino a formare una palla rossastra fiammeggiante alla sommità della torre. Ora gli Urga si erano tolti l’elmo e conversavano allegramente. Anche Gaia ora appariva più serena e rideva con Skab, la faccia di lui si illuminava di riflessi verdastri, la barba abbastanza folta incorniciava un viso simpatico, dai lineamenti che richiamavano quelli di razze caucasiche o slave e dalla carnagione rossastra così come i capelli di un castano rossastro mossi e con riflessi dorati. I sorrisi, l’affiatamento della compagnia e l’atteggiamento di estrema cordialità mi avevano bene impressionato ma mi sentivo estraniato per il fatto che, ovviamente, non potevo capire una sola parola della loro lingua. Eppure quei suoni mi evocavano qualcosa, ebbi un senso di vertigine, poi avvenne qualcosa di incomprensibile, capivo quello che si dicevano ma non solo, vedevo anche quello che proiettavano uno nella mente dell’altro .Essi probabilmente percepivano quello che io stavo  pensando. le parole che dicevano erano solo un richiamo. Skab disse: “ma ricordi Gaia, il tempo della guerra fredda, e i segreti di Fatima, e intanto scorrevano nella mia mente immagini tumultuose, l’ascesa al pontificato del papa polacco, poi la decadenza dell’Unione Sovietica, eravamo in Polonia al tempo di Solidarnosc ricordi, che bei tempi Gaia!”  Anche Jenny era assorta,compresi che stava sperimentando le mie stesse sensazioni. Forse umana anche se amica e assistente di Gaia,doveva comunque essere coinvolta emotivamente in una esperienza al di fuori dal normale, mentre per gli altri per Gaia e per gli Urga quel modo di comunicare sembrava essere spontaneo, normale. Pensai ai documentari in cui si narra dei modi che hanno i delfini e le balene di comunicare e mi figurai che forse quei mammiferi avevano anche essi dei poteri telepatici. Fui colpito soprattutto dal fatto che, comunque, sugli Urga e su di noi aleggiava uno spirito di allegria  e spensieratezza  non vi era nulla di calcolato e di forzato. Il pensiero fluiva tranquillamente  riverberando,insieme alle immagini,le emozioni che suscitava negli interlocutori e in modo particolare quando questi erano, a loro volta, protagonisti di eventi vissuti. In un attimo considerai come sarebbe stato tutto più facile se anche gli esseri umani  avessero una mente così trasparente e aperta, aperta con se stessi e aperta gli uni con gli altri. Ma poi cercai di essere più realistico io stesso. Ma come era possibile tutto ciò? Leggere nel pensiero, percepire la evocazione di fatti, di immagini e percepire e condividere i sentimenti  gli stati d’animo. Poi assalito dal dubbio mi chiesi “ ma non potrebbe essere suggestione, o ipnosi?” ovvero un’abile stratagemma  di Gaia per nascondere  e mascherare dei discorsi  o addirittura per farmi credere della esistenza di poteri paranormali?. Non mi spiegavo come  delle funzioni che coinvolgono così intensamente la mente e ne esaltano in modo  incommensurabile le potenzialità, erano rimaste del tutto inesplorate o incomprese  dalla scienza umana. “Che ne dite di andare  a mangiare un boccone?” disse Skab. Dal gruppo degli Urga si levarono mormorii e cenni generali di approvazione. “Accompagna gli ospiti nelle loro camere, si potranno rinfrescare prima di scendere per la cena, tra un’oretta circa” disse Skab  ad una delle guardie. Ci condusse verso la grande torre di vetro e metallo ed entrammo. Appena  all’interno passammo attraverso un cilindro luminoso immateriale che vibrava  al nostro passaggio. Dietro a due grandi scrivanie semicircolari poste lungo la circonferenza della atrio della torre stavano delle ragazze con una divisa violetta, che metteva in evidenza delle forme aggraziate e muscolose. Un corpetto aderente avvolgeva il tronco asciutto delle ragazze indossato sopra una calzamaglia dello stesso colore e  una cintura larga cingeva i loro fianchi. Ma ciò che attirava la  attenzione erano gli strani copricapi. In realtà guardando bene si trattava di una specie di elmo con della falde laterali colorate. La foggia di questo copricapo ricordava vagamente quella delle faraone egiziane ma osservando meglio si notava che le falde laterali erano composte da alette  che con ogni probabilità potevano essere aperte o richiuse verso il centro e verso l’alto . In posizione di chiusura, come potei constatare, il copricapo si presentava come una specie di grande libro col bordo rilegato appoggiato sull’elmo e con le pagine un po’ sfogliate a dare un aspetto svasato. Nella posizione aperta che , compresi, veniva attivata automaticamente, ogni aletta si disponeva a fine guida su una scanalatura zig-zag che si dipartiva dalla parte anteriore a quella posterolaterale dell’elmo con un tragitto semicircolare.     Ma ciò che mi incuriosì maggiormente era il fatto che quelle alette colorate, come delle variopinte code di pavone emettevano una luce scintillante dal cromatismo e dalla intensità variabili di una luminosità che non poteva essere riflessa ma provenire dall’interno. Il ritmo di questo gioco di luci sembrava trasmettersi da una all’altra delle ragazze, ma non solo, la scia di luci si riverberava e si intersecava lungo le pareti semicircolari della torre costituite da materiale semiriflettente  e composte da tanti piccoli elementi prismatici che sporgevano colle loro sfaccettature all’interno della torre. Probabilmente rimasi un po' assorto per lo stupore e quando mi riscossi vidi che Gaia e Jenny  mi sorridevano compiaciute.  Un ascensore si apri al centro della stanza della torre entrammo e  salimmo col nostro accompagnatore al piano della piattaforma principale .  Arrivammo alle nostre stanze, luminosi attici  dai quali si dominava la grande grotta le volte verde azzurre sembravano di smeraldo lasciando  prevalere un giallo aranciato nella parte più alta illuminata dalla grande sfera di fuoco. Nella mia camera fin troppo grande gli arredi erano di materiale simile a quello delle pareti dalla apparenza metallica ma meno freddo , un letto semplice, degli armadi ad ante scorrevoli, nel bagno una grande vasca col fondo posto più in basso del livello del pavimento accessibile da tre gradini e delle bocchette dalle quali veniva erogata acqua calda e fredda , nessuna doccia , per il resto era tutto molto spartano ma simile ai nostri usi. Provai con soddisfazione la vasca che forniva un piacevole idromassaggio , mi rilassai e pensai che dopotutto dovevo prenderla come una vacanza un po’ originale ma piacevole. Mi venne sonno  aprii l’acqua fredda e me la gettai su collo per per darmi una sferzata e togliermi la sonnolenza di dosso. In effetti il bagno mi aveva confortato a sufficienza per cominciare a pensare che qualcosa sotto i denti l’avrei potuto mettere, pensai che forse il cibo non sarebbe gradevole come avrei desiderato.  L’incognito era sempre in agguato e non mi sarei stupito se ci servissero dei cibi strani e sconosciuti ma l’appetito e la curiosità erano forti, mi diressi alla sala da pranzo posta sullo stesso piano dall’altro lato della piattaforma. Incrociai ancora delle ragazze cogli strani copricapi sfavillanti e dei soldati con una divisa elegante. Dalla sala provenivano voci e risate, percepii anche la voce di Gaia, forse aspettavano solo me.  Il salone era meravigliosamente illuminato con tonalità verdi e fucsia da luci che pensai, scaturivano dal solito rivestimento di pietre prismatiche che avevo osservato nell’atrio della torre. Tutto assumeva un aspetto prezioso brillante, soprattutto brillavano e mi affascinavano gli occhi di Gaia che sentii posarsi su di me quando entrai nel salone.  La città Leggendaria ti dà il suo benvenuto Limbi”, disse Gaia sfoderando un sorriso smagliante e dolcissimo “Limbi avrà fame dopo questo lungo viaggio e tutte le cose che ha visto qui certo gli appariranno strane e nuove?” disse Skab.  Ora capivo perfettamente la sua lingua, pur comprendendo che il suo pensiero veniva espresso con parole a me sconosciute, che pure sentivo come in sottofondo sovrapposto a queste come su un registro di tracce musicali  sentivo le parole nella mia lingua, e mentre ascoltavo guardavo Gaia che annuiva e mi convinsi che la misteriosa traduttrice era lei. “ Caro Limbi, sarà stata veramente dura per te, ma abbiamo bisogno di te, per il bene dell’umanità e ti preghiamo di avere pazienza.  Vi sono delle gravi minacce, non solo riguardo al destino dell’uomo, ma riguardo alla sopravvivenza vita stessa sulla terra”. Un brivido mi percorse la schiena e sentii un nodo stringermi alla gola sussurrai:” puoi spiegarmi Gaia cosa sta succedendo?” , Gaja  annuì ancora ” Si ti spiegherò, ma per farlo devo dirti qualcosa sulle azioni del diavolo in questo mondo. Devi sapere che il diavolo che è uno spirito immanente come è anche lo spirito del bene agisce nella rete spirituale in due modi essenzialmente: da una parte influisce con il pensiero diffuso degli spiriti corrotti cioè corrompendo e destrutturando altri spiriti, dall’altra parte agisce  attraverso i circuiti della reincarnazione interferendo colla reintegrazione positiva dello spirito, non so se ti è chiaro?”. Corrugai la fronte cercando di concentrarmi ma dovetti ammettere che non ci avevo capito molto. ”Lo capisco ” disse Skab e continuò “vedi Limbi, quando uno spirito si indebolisce per l'azione di altri spiriti corrotti o di strumenti delle forze demoniache flussi di pensiero che vengono dai mass-media da organizzazioni  e anche, a volte , da persone  insospettabili che crediamo amiche; comunque quando lo spirito originale si indebolisce per la perdita di carica vitale ed energetica positiva, il pensiero malvagio, un pensiero cinico e deteriore si insinua nella mente  e nello spirito. Poi  lo spirito del male immanente come se trovasse una falla nella rete accorre a dare sostegno ai sentimenti di rancore, di odio, vendetta e istiga  alla violenza alla offesa, e così alla fine il diavolo, ossessionandola, si impadronisce della persona”.  La concezione della interazione tra bene e male, della loro presenza nel mondo in un confronto e in un equilibrio dinamico in una dimensione che  corrisponde a quella che interpretiamo come la sfera etica della nostra esistenza, mi ricondusse a pensare alla rete spirituale in cui avevo visto coesistere i miei figli, mia madre e mio padre morto. Lo spirito non muore ma può essere rigenerato positivamente oppure può essere deviato e corrotto. Per questo, pensai, deve essere nato il culto degli spiriti dei morti nelle antiche civiltà e per fortuna questa tradizione sopravvive anche nella nostra civiltà. ”Il diavolo di cui voi parlate sarebbe lo stesso diavolo di cui si narrano le vicende nella nostra Bibbia, cioè nel libro sacro della nostra religione? Sarebbe quel diavolo che insidiava Gesù nel deserto promettendogli potere e ricchezze o quello che si impadronì delle menti degli abitanti di Sodoma e Gomorra puniti spietatamente dal Dio di Abramo?” . “Si il diavolo è sempre lo stesso di cui si narra nella storia dell’uomo” rispose Skab “ ma ci sono tanti altri eventi in cui il diavolo è intervenuto nella storia dell’uomo, situazioni in cui l’epidemia degli spiriti diabolici divenne così profonda ed insanabile che l’intervento divino dovette essere terribilmente determinato e tempestivo. Uno degli esempi più emblematici è quello che viene narrato nella Bibbia nel capitolo del Diluvio Universale.” Ero affascinato e sconcertato al tempo stesso per il modo con cui i tasselli si inserivano ancora una volta nel puzzle cosmologico di Skab ma ancor più sorprendentemente mi accorsi che egli esprimeva dei pensieri che suscitavano in me un risveglio di emozioni e di immagini come se queste cose le avessi sempre sapute, come se, fossero parte del mio DNA e fossero sepolte o solo relegate nell’oblio di un’ancestrale recesso della mia mente. “Ora se vuoi assaggiare la nostra cucina, forse a stomaco pieno sarà più facile ragionare di queste questioni” disse Skab ” Dei camerieri  con una divisa verde chiara servivano intanto una specie di consommè . “Ok grazie , ho un certo languore e mangerei qualsiasi cosa” dissi cercando di essere convincente” ma ,incrociai lo sguardo e il sorriso divertito che Gaia stava lanciando a Jenny e che non prometteva niente di buono. Portai il cucchiaio alla bocca e con la coda dell’occhio vidi che molti dei presenti erano intenti a scrutare la mia reazione. Il consommè cremoso e caldo aveva un sapore particolare come di fiori di vaniglia e di spezie e, nonostante fosse caldo lasciava una sensazione di freschezza e di stimolante eccitazione che fece aumentare ulteriormente l’appetito già buono che avevo “Buono anche se ha un sapore un po’ strano ” dissi portando alla bocca il bicchiere per bere un sorso di vino o di quello che sembrava un bicchiere di vino.”Il sapore era simile al sidro leggermente alcolico, il colore di un rosso aranciato, aveva una consistenza maggiore dei nostri vini e, servito freddo acquistava una maggiore densità restando a lungo a contatto con le papille gustative. La fusione dei gusti del consommè e della bevanda dava vita ad una sinfonia di sapori veramente deliziosa. “Squisito! Credo proprio che tornerò ancora in questo Ristorante” tutti scoppiarono in una risata di approvazione e compiacimento”. “Bene Limbi , credo che cominci ad apprezzare la nostra civiltà” disse Skab “E credo che dipenda anche dal fatto che, sebbene tu non lo abbia mai saputo anche tuo padre era un discendente del popolo degli antichi Urga ed è per questo che sei qui con noi”  L’affermazione di Skab mi fece sussultare. Mio padre sarebbe stato un discendente degli Urga !? “Non è possibile, dissi, ci deve essere un errore”.  “Se ci pensi bene forse ricorderai che tuo padre aveva dei tratti simili a quelli di noi Urga” disse Skab. Era possibile, in effetti le figure degli Urga avevano qualcosa di familiare. La struttura fisica di quegli uomini non era molto dissimile da quella che ricordavo come tipica della nostra famiglia, gli uomini avevano una spiccata componente muscolare le cosce e il petto muscolosi un bacino piuttosto largo ma sovrastato da un dorso muscoloso e spalle ancora più larghe. Occhi mansueti e attenti, mani a volte molto grandi estremamente versatili nel lavoro fisico ma abili nelle arti  e nell’artigianato capaci di stringere fortemente o di accarezzare delicatamente, un corpo peloso, folti capelli e barba altrettanto folta. Una prestanza fisica che poteva esprimersi nel lavoro o nello sport ad alti livelli  e che sembrava affascinare le donne anche e soprattutto quelle che non appartenevano alla stessa stirpe e che sembravano incuriosite e attratte dallo strano amalgama di dolcezza, cortesia e virilità dei maschi di quel gruppo etnico. Certo, a pensarci bene era plausibile e mi ricordavo che mio padre mi aveva raccontato di lontane discendenze polacche, di gruppi che erano migrati da lontano e si erano stabiliti nella regione dell’Ungheria per poi scendere verso la Slovenia e il Friuli. La razza degli uomini di Neanderthal  dopo le glaciazioni si erano trasferite più a sud e poi si rifugiarono nelle grotte. Come mai alcuni si sarebbero integrati colla popolazione del luogo ed altri no? ” Mio padre ” dissi ” non mi ha mai parlato di queste discendenze e comunque credo che una certa rassomiglianza non basta a confermare una semplice ipotesi ?” . “Esatto non basterebbe” disse Skab,  tuo padre non sapeva della sua discendenza anche perchè per alcune generazioni nei villaggi dell’Europa dell’Est la storia delle razze dei Neanderthal e degli Uomini Sapiens si intrecciarono.  Ma questo non basta a convincerti certamente no; ma forse questo ti convincerà” Skab  si chinò e mi mostro una chiazza circolare arancione e rugosa posta al lato temporale  del cranio appena sopra e davanti al suo orecchio  della dimensione di una moneta da 1 euro. Ce ne era una da ciascun lato esattamente simmetriche e come già sapevo potevano cambiare di colore, visto che anche io e mio padre ne avevamo una simile. “Credevo fosse una voglia ereditaria” balbettai . ” Non è una voglia, è un organo che solo gli Urga possiedono e che permette la ricezione delle onde telepatiche. Vedi Limbi la razza di cui fai parte ha conservato alcune capacità che sono proprie dei Neanderthal e degli attuali Urga e soprattutto il tuo DNA contiene delle mutazioni che ti rendono più adatto alla missione che devi compiere”.”Davvero mi avete scelto per questo?” dissi “Mi avete scelto perché ho delle capacità particolari? Ma io non so fare nulla!”  “Tu lo credi” disse Gaia “ma solo perché non sei cosciente di quello che sai fare”. Non ti è forse capitato a scuola di trovare delle risposte a dei problemi di matematica, per una intuizione apparentemente casuale magari solo concentrandoti un pochino di più, ma senza fatica come se le soluzioni ti venissero offerte su un piatto d’argento? O non hai avuto la ventura alle volte di sapere con certezza che una ragazza provava dei sentimenti di simpatia o magari qualcosa di più verso di te? Andai a setacciare la mia memoria cercando di analizzare tutti quegli strani episodi in cui avevo effettivamente pensato che le cose erano andate meravigliosamente bene, aldilà di ogni aspettativa  e che avevano condotto ad accreditarmi presso gli amici e le amiche come un ragazzo intelligente ma anche molto fortunato.  A questo punto un rumore di turbine annunciò la partenza. La sala da pranzo non era che l'interno di una grande astronave che si staccò dal resto dell'edificio e venne catapultata in alto dove la volta si aprì e lasciò comprendere che si trattava della bocca di un enorme vulcano spento. Fu un viaggio brevissimo. Atterrammo e osservai che anche lì in Giappone la destinazione era la bocca di un grosso cratere spento su una isola della parte settentrionale del paese; l'isola vulcanica faceva parte di un arcipelago la cui origine geologica era ben chiara visto che si potevano osservare numerosi crateri fumanti ed uno addirittura in eruzione. Pensai alla teoria del controllo dell'attività che si svolge al centro della terra delle macchinazioni del diavolo e della presenza di una rete di controllo degli spiriti liberi che gli Urga avrebbero predisposto. Tutto questo risultava ancora poco plausibile ma suggestivo,ma gli eventi sembravano suggerirmi che avrei presto constatato che questa fantastica rappresentazione non era lontana dall'essere vera. Scendemmo in fondo al cratere che era talmente grande da  ingoiare l'astronave come una mosca un cunicolo sinuoso attrasse il disco della astronave come un gorgo risucchiandolo e quasi sputandolo sopra una piattaforma simile  a quella di partenza anche essa posta  al centro di una grotta  ancora più grande e luminosa di quella che avevamo lasciato. Quello che stupiva di questo luogo era che le pareti della grande grotta non erano di roccia ma di un materiale trasparente di vetro o similare e che esso lasciava trasparire aldilà di quel baluardo una massa blu scura  e  qualcosa di familiare, delle sagome fluttuanti che si spingevano fino sotto la parete illuminata per poi guizzare schivandola e ritornare nell'ombra allontanandosi nel mare profondo . La grotta era in diretta comunicazione almeno dal lato visibile col mare aperto separata probabilmente da un muro di vetro di circa un metro di spessore. Fermati i motori e rimosse le cinture di sicurezza le porte dell'astronave si aprirono,  Gaia venne verso di me e mi abbracciò:" caro , non ti preoccupare è stato solo un trasferimento tra una base e l'altra. Ci sono dei fenomeni in questo distretto che devono essere analizzati attentamente. La attività vulcanica registrata dagli strumenti è diventata intensa  e preoccupante e fa pensare a dei fenomeni indotti. E crediamo che vi siano elementi  prodotti dalla attività del diavolo e pericoli reali connessi a questi fenomeni. Alcuni vulcani si erano messi ad eruttare quasi in continuazione e avevano quasi oscurato il sole in quella regione con cenere e lapilli. ma oltre a tutto strani eventi erano accaduti nel territorio circostante. Alcuni giornalisti avevano parlato di una epidemia, altri della comparsa di una strana malattia nervosa, i particolari erano confusi e le notizie contraddittorie. Nella regione ricca di isole e di arcipelaghi situata nella parte settentrionale del Giappone la popolazione era in preda al panico per la paura di contrarre quello strano morbo. Alcuni scienziati avevano messo in relazione le manifestazioni del morbo con la serie di esplosioni vulcaniche che si erano susseguite negli ultimi mesi. Una di queste aveva colpito una cittadina della costa nord-occidentale che era rimasta quasi sepolta dalla pioggia di cenere e lapilli che aveva causato centinaia di morti e qualche migliaia di intossicati e feriti. Ma quello che accadde dopo l'eruzione segnò l'inizio di un fenomeno che all'inizio venne sottovalutato e che fu interpretato come una reazione collettiva da panico. La gente era cambiata chi veniva  a trovare un amico o un parente che risiedeva in quella zona tornava con una raccolta di aneddoti e di racconti che destavano lo stupore e la incredulità di molti . Nonostante vari medici e psicologi si erano affannati nell'analizzare il problema e ne avevano dato una spiegazione plausibile, più in profondità nel tessuto sociale  e relazionale attraverso i resoconti diretti e lo strisciante passaparola nella popolazione si era insinuato il timore che qualcosa di estremamente grave  e preoccupante stava per accadere, un inquietante mistero che faceva riecheggiare nella mente dei più anziani i fantasmi del passato e che proiettava sul futuro l'ombra angosciosa di una presenza indesiderata, la presenza di entità demoniache o del diavolo stesso. Dalla base sottomarina insediata nel cratere di un antico vulcano sommerso dalle acque gli Urga  risalivano con sofisticati mezzi subacquei e perlustravano le coste rilevando e segnalando i fenomeni che si verificavano nella zona a i tecnici della torre di controllo della base. Potenti antenne trasmettevano i flussi di pensiero e aggiornavano la situazione momento per momento; ogni singolo evento veniva catalogato ed inserito in archivi dove ogni informazione era opportunamente codificata . Negli ultimi giorni il numero di eventi in cui si poteva sospettare un intervento delle entità demoniache si era moltiplicato in modo esponenziale e ogni energia veniva profusa nell'individuare i casi in cui era opportuno un intervento "attivo" degli Urga per contenere quella specie di epidemia. Tutti i maggiori dirigenti della rete di controllo responsabili della cosi detta Federazione Intergalattica per il distretto del Sistema Sole-Sirio erano convenuti per una conferenza proprio qui in Giappone le astronavi atterravano  e partivano in continuazione; tutto il complesso era in fermento e si respirava una grande eccitazione. L'attività di perlustrazione di superficie degli Urga richiedeva la predisposizione di sistemi di copertura molto efficaci e collaudati. L'agente speciale della squadra ispettiva della costa nord occidentale del Giappone nome in gergo Mistral era stato assegnato composta da tre marinai arruolati tra i pescatori della zona . I loro nomi Guofang, Zhoufeng ,Zhoudeng tradivano una probabile parentela e i loro volti l'origine dalle terre della cina nordorientale, giacchè erano diversi nei tratti da quelli dei giapponesi selle città ; più sottili longilinei e dai volti più pallidi dei volti tipici dei giapponesi di Tokio e Osaka. La loro barca ,un peschereccio si una ventina di metri di fattura moderna ancora in buono stato era stato prelevato da un sommergibile degli Urga ed era rimasto per un mese nei cantieri della base per le modifiche che solitamente venivano eseguite prima che l'unità potesse divenire operativa. I tre giapponesi erano apparentemente soddisfatti perchè nella operazione di adeguamento erano anche state effettuate alcune riparazioni che  erano necessarie e la riverniciatura dello scafo e della cabine di comando. Il contratto che avevano sottoscritto con cui concedevano di mettere a disposizione il peschereccio per delle rilevazioni ecologiche non meglio precisate  era particolarmente vantaggioso e permetteva loro anche di proseguire la attività di pescatori; in pratica in questo modo i loro profitti erano più che raddoppiati . Le apparecchiature installate nella cabina erano di ingombro limitato e anche l'antenna posizionata sopra la cabina stessa non dava problemi nelle manovre di navigazione. Mistral sembrava anch'esso soddisfatto , parlava discretamente il giapponese e così invitò i tre pescatori ad un brindisi per inaugurare l'unità ispettiva. Ora cominciava il lavoro vero e proprio pensò. Tutte le procedure erano state accelerate per potere avere l'operatività di quella unità in una zona in cui si segnalavano  gravi fatti e soprattutto per andare  alla ricerca di una  altra unità misteriosamente scomparsa.

 

Capitolo Terzo

Gaia in sogno

 Ci sarò se lo vuoi ,nel futuro e nel presente
ci sarò qui accanto a te col cuore ardente,
ci sarò ti abbraccerò e amerò intensamente,
ci sarò in te con il corpo e con la mente ,
ci sarò a scaldarti, come il sole del mattino,
un sorriso sparso nel fiume del tuo destino,
ci sarò nella notte come raggio di luna furtivo
a carezzare morbido il profilo del tuo viso 
ci sarò nell'infinità dell'universo e dentro te
nel tuo corpo e nella tua mente sei con me. 

    
Gaia era stata con me in sogno ma non più come una madre affettuosa ma questa volta come una amante ardente e appassionata. Non avevo mai sentito un coinvolgimento emotivo così intenso, ma era come se fosse così naturale che ci amassimo  e Gaia era in se' amore e gioia ma per me aveva esternato sentimenti di una intimità e di una profondità impensabile. Gaia mi parlò come se mi avesse sempre conosciuto, e anche io era come se la sentissi e la vedessi attraverso gli occhi di qualcuno di molto familiare, ma chi? Le ore passate erano state così tumultuose ed avvincenti che io mi sentivo come sospeso, in un' altra dimensione . E pensare che solo due giorni prima vivevo tranquillamente in un paesino di provincia colle mie quotidiane e noiose cose da fare, lo studio gli amici dalla compagnia le  gite in montagna e i miei libri in cui , è vero, mi capitava di sentirmi assorbito, coinvolto e alle volte catapultato in un mondo irreale e fantastico. La stessa sensazione provavo ora di vivere una storia fantastica  e sicuramente nuove immagini si erano sovrapposte in sogno a confondermi le idee, le avevo afferrate per un attimo e mi sembrava di avere capito, ma ora incomprensibilmente quelle visioni sognate  si erano mescolate e confuse fino a  lasciare una sola  nebbiosa, indistinta e misteriosa figura di donna. Ero sicuro di avere visto una donna in sogno e non avevo dubbi che quello che mi aveva detto o fatto mi avesse turbato ma non sapevo cosa fosse avvenuto. Però non mi era mai successo di avere una così forte ripercussione psicologica dopo un sogno, era come se avessi il presentimento che ci fosse nel sogno una premonizione e che quello che era successo nel sogno potesse accadere nella realtà . Allora ripensai alle vicende di cui ero stato protagonista il giorno prima. Mi era chiaro che tutto il percorso compiuto non poteva essere casuale c'era un ben preciso disegno che mi aveva condotto qui e il susseguirsi degli accadimenti si era fatto così incalzante da farmi pensare che tutto preludesse ad una conclusione che temevo potesse essere, non solo sorprendente ma spaventosa.  "Presto Limbi ti prego preparati, tra un'ora la nave parte e dobbiamo essere tutti pronti". La voce di Gaia al telefono aveva un tono piuttosto concitato, "d'accordo" risposi "mi preparo subito". Sapevo che la giornata prevedeva una ispezione nelle zone lungo le coste nord occidentali del Giappone dove si erano verificati degli strani fatti, ma non pensavo che saremmo dovuti partire così presto. Erano le 5 del mattino e il sole stava per sorgere; si intravedevano appena i profili lontani della costa in un cielo grigio argento appena velato da strati di nuvole sottili. Ero pervaso da un sentimento di curiosità e di apprensione che mi distraeva la mente mentre mi preparavo. Volevo portare delle cose che avrebbero potuto essere utili come una  macchina fotografica e un binocolo e le avevo appoggiate sul tavolo la sera prima. Le riposi nel mio zaino prima di dimenticarmele poi mi spogliai e mi buttai sotto la doccia calda pensando che dovevo essere in forma e stare molto attento a tutto quello che avrei visto, il sogno premonitore e uno strano presentimento mi dicevano che sarebbe successo qualcosa di importante e che certo tutto quello spiegamento di mezzi significava che la questione che era in gioco oggi qui non era di poco conto che era una questione maledettamente seria.  Gaia, Jenny e Skab, insieme ad un gruppo di soldati Urga attendevano nel salone". "Buongiorno Limbi, hai dormito bene?"  disse Gaia sorridente con una punta di ironia, "veramente molto bene, grazie" risposi pensando di stare  al gioco".  "Scusa  se ti ho svegliato, ma è necessario partire subito" . "Adesso, ti prego, facciamo colazione tra 10 minuti dobbiamo essere all'imbarco" Ingurgitammo il caffelatte con delle gallette dolci e senza più parlare ci avviammo agli ascensori che ci portarono in superficie. Dalla sala di attesa  incastonata nella parete rocciosa delle grandi vetrate si affacciavano sul mare. Nel piccolo porto una nave attendeva  all'attracco; in lontananza immerso in una  foschia rosa-azzurra si intravedeva il profilo della costa nord occidentale del Giappone che si perdeva serpeggiando nella luce riflessa del sole che albeggiava .A bordo il capitano volle invitarci sul ponte di comando a bere qualcosa di caldo. Sigfrid era il suo nome e sembrava essere un vecchio amico di Skab col quale si era soffermato a  parlare al nostro arrivo. La barba folta come nelle usanze degli Urga portava una divisa più chiara azzurra e verde con una grossa cintura in vita ma nessuna maschera m una cuffia  con microfono colla quale dava gli ordini all'equipaggio. Ci accolse in una saletta che sembrava essere il suo ufficio. Gaia e Jenny erano sedute intorno al tavolo di legno massiccio lucido. Una luce calda  avvolgeva il loro volti pallidi e infreddoliti, si stringevano nelle giacche impermeabili bisbigliando e ridacchiando tra loro. Dal cucinino si udiva il suono caratteristico di una caffettiera e l'odore inconfondibile del caffè. Mi sorpresi che anche gli Urga bevessero il caffè ma pensandoci  compresi che  la globalizzazione coinvolgeva  anche loro, per quanto fossero attenti a non fare trapelare molti dei segreti che riguardavano la loro vita sotterranea e le loro capacità mentali. Mi sedetti di fronte  a Gaia , ci guardammo negli occhi; eravamo consapevoli l'uno con l'altro di essere stati insieme in sogno e che vi era una attrazione tra di noi. Ma quello che ancora non riuscivo  a capire era perchè potevo sentire insieme sia un affetto di tipo materno che una attrazione fisica , l'attrazione per la bellissima donna che Gaia dimostrava di essere. Anche ora che semplicemente mi diceva "Mio caro Limbi come potrai perdonarmi" assumendo, nel parlarmi una espressione dolce e triste, sentivo tutta la grazia e il fascino dell'animo femminile che infondevano alla sua voce un calore e una forza di seduzione che mai nessuna donna mi aveva trasmesso in quel modo. "si che posso,  sento che  posso… " balbettai. "Solo una cosa Gaia , vorrei…. "  dissi mentre riordinavo le idee confuse. " Dimmi, caro, cosa vuoi sapere" sussurrò Gaia  suadente. " Ripensavo a quello che mi avete detto sulle  attività del diavolo, sulla missione degli Urga e su come Dio e la rete dello spirito vigila sul mondo. Mi chiedevo come possa essere compatibile l'esistenza di Dio con la violenza, con la malvagità degli uomini, con lo sterminio delle guerre e del terrorismo. Credo che sia logico e comprensibile che molti dubitano che vi sia una presenza divina  a vigilare sulle vicende terrene dell'umanità." . Gaia piegò la testa annuendo "Avverto il tuo scoramento Limbi , quello che dici, i sentimenti che provi, sono condivisi da tanti uomini saggi, tuttavia non devi pensare che Dio non si cura di noi, Dio è in noi! I tuoi dubbi nascono, ancora una volta ,da una illusione. Così come quando da bambini crediamo a Babbo Natale e al lupo cattivo, ci illudiamo che esistano e poi ci disilludiamo col trascorrere dell'infanzia, così ci illudiamo che non esista il malvagio, quel diavolo che ci hanno dipinto in qualche strano modo magari quando  ci avviciniamo al catechismo. Il nostro sconforto nasce dal fatto che crediamo di non essere amati dal Signore , dal fatto di credere  che ci ha  abbandonati e accade che non vogliamo ammettere a noi stessi l'esistenza di una realtà tanto dolorosa quanto evidente e cioè che il diavolo esiste".  Nella pausa che seguì percepii le voci di Skab e del capitano e il loro passi sul ponte che si avvicinavano. "Buongiorno a tutti" disse il capitano "e benvenuti a bordo". Era un uomo molto simpatico e allegro il capitano, e sembrava sapere come mettere a proprio agio i passeggeri. "vedrete" disse "dopo un caffè caldo  e per quanto mi riguarda anche un buon sigaro, la giornata sembrerà meno fredda e grigia" . In effetti la foschia che avvolgeva la nave ancora non sembrava decidersi a dissolversi e il sole era solo un debole alone luminoso il lontananza." Qua dentro non abbiamo freddo " disse Gaia "vero Limbi?" ; "no certo qui si sta bene , e poi cerchiamo di scaldarci e tenerci svegli raccontandoci dei racconti paurosi " . "Bene, disse il capitano Sigfrid, credo che mi unirò a voi, conosco tante leggende marinare, niente di meglio per tenere svegli i passeggeri quando per la monotonia del viaggio cominciano ad annoiarsi e rischiano di sprofondare  nel sonno". Gaia lancio uno sguardo di ammirazione al capitano il quale strabuzzò gli occhi verdi e sfoderò una risata smagliante e contagiosa." Siete coraggiose ? Non avete paura dei mostri di mare? Ora vi porto il caffè per svegliarvi e poi ci diamo alla narrazione e poi ci sono anche storie vere e ugualmente  appassionanti".  Fuori un vento gelido soffiava sibilando lungo i fianchi della nave, le onde si frangevano scuotendo la prua , il dondolio dello scafo ci cullava dolcemente. "Certo" dissi " immagino che voi marinai dovrete aguzzare ben bene la fantasia per ingannare il tempo a bordo senza annoiarvi?" Il capitano sorseggiò il caffè poi cominciò : "Tutto cominciò all'inizio della primavera, quando le nevi sulle cime vulcaniche del nord del Giappone cominciavano a sciogliersi. Ma prima di tutto dovete sapere che il nord del Giappone non ha molto a che vedere con la immagini stereotipata che voi potete avere di questo paese. Quando in Giappone si parla del nord si parla di una regione inesplorata, paese remoto, le strade lontane, le province impervie. Queste saranno le definizioni date ad un turista che arriva da una grande metropoli. Vaste aree delle regioni settentrionali sono ancora immerse in una natura incontaminata, il paesaggio è quasi sempre caratterizzato da elevati rilievi di origine vulcanica e il clima è estremamente rigido . Inoltre queste regioni si differenziano notevolmente dal resto del Giappone anche per quanto riguarda la cultura e tradizioni. In alcune zone si parla un giapponese molto diverso rispetto a quello parlato a Tokyo. Il nord è il regno di un folklore molto particolare che si manifesta nelle leggende di spiriti maligni o di inquietanti esseri che d'inverno popolano le montagne coperte da una coltre di neve, e nelle coloratissimi ed esuberanti feste estive che si trovano solo in questa parte del Giappone. L'isola di Hokkaido poi è così diversa dal resto del paese che occorre fare uno sforzo per pensare che un luogo simile possa esistere veramente. Hokkaido ha iniziato a far parte della nazione giapponese solo a partire dalla sua colonizzazione avviata dal governo sul finire del XIX secolo. Gli abitanti originari dell'isola sono gli Ainu, depositari dell'autentica cultura e delle tradizioni religiose di questa terra. Il clima di Hokkaido è simile a quello della Finlandia e del Quebec. In inverno gli iceberg sfiorano le coste dell'isola, in estate i campi e le colline sono un tripudio di fiori selvatici in mezzo a i quali le mucche pascolano tranquillamente. Numerosi vulcani attivi incombono minacciosi sul paesaggio alimentando una rete di suggestivi spettacoli eruttivi. All'estremo nord orientale di Hokkaido si protende la penisola Shiretoko una spettacolare lingua di roccia vulcanica protesa nel Mare di Okhotsk. La penisola è stata soprannominata "il confine della terra" e in posti come Seseki Onsen, una sorgente calda che sgorga dalla terra su una spiaggia rocciosa della costa meridionale si ha veramente la sensazione di essere giunti ai confini del mondo. Qui in questa landa meravigliosa e selvaggia inizia la nostra storia. Dovete sapere che io sono un discendente dei mitici Ainu; gli Ainu  ("uomini" o "esseri umani", nel nostro idioma), un tempo popolavano la  parte settentrionale dell'isola di Sakhalin, alcune delle isole Curili e le  regioni nordorientali dello Honshu, la grande isola centrale dell'arcipelago giapponese. Gli Ainu sono uno fra i  popoli più "pelosi" che si conoscano. Gli uomini vanno fieri delle loro  lunghe barbe e grandi baffi; le donne, raggiunta l'età da marito, si  tatuano di nero attorno alle labbra, quasi a voler simulare un bel paio di  baffi. C'è chi  pensa che questo tipo di tatuaggio femminile conservi un significato religioso: impedire agli spiriti cattivi di entrare nel corpo delle donne. Nel secolo undicesimo si  stabilirono definitivamente nell' Hokkaido, l'isola più settentrionale dell'arcipelago nipponico. Vennero classificati come il "popolo"  straniero delle regioni del Nord fino alla Restaurazione Meiji nel 1868.   Rispetto agli altri giapponesi presentiamo dei caratteri fisici europoidi:  abbiamo la carnagione più chiara, coperta da  peli, gli occhi maggiormente incavati. La nostra lingua , quasi totalmente estinta: sopravvive solo in qualche nome di luogo come ad esempio il vulcano Fuji  che nell'idioma ainu significa "fuoco". E lo stesso accade con la nostra cultura: abbiamo ormai perso del tutto il culto dell'orso, tipico delle  culture subartiche, e i modi di vita di tipo indonesiano (abitazione,  vesti, pesca), ora quasi del tutto assimilati alla cultura giapponese. Un  tempo le nostre attività principali erano la caccia, la pesca e la  raccolta; gli strumenti erano di legno e di osso e siamo diventati ancor più bravi nell'arte dell'intaglio.   Dal punto di vista religioso noi crediamo che tutti gli esseri viventi e i  fenomeni naturali sono divinità (kamui). L'orso, ad esempio, veniva da noi  considerato la personificazione vivente del dio dei monti (Kim-un-Kamui).   Ciò significa che prima di uccidere un animale, passare un fiume o  abbattere un albero, bisognava rivolgere preghiere al relativo kamui per   ingraziarselo.  I riti si svolgevano su una specie di staccionata altare  (nusa) sulla quale stavano fissati e venivano onorati i Kamui più sensibili  ad interpretare il linguaggio della natura.  Lo Iyomande "il sacro invio", è sempre stato il  rito più importante e spettacolare nella vita religiosa degli Ainu.   Consisteva nell'allevare amorevolmente per circa due o tre anni un piccolo orso, sottratto alla madre durante una battuta di caccia. Al termine di   tale periodo, il giovane orso veniva sacrificato nel corso di una festa che  durava parecchi giorni. L'animale veniva in pratica considerato un  "ambasciatore" degli Ainu presso i suoi antenati, gli orsi divini, con  l'incarico preciso di esprimere agli dei la buona volontà degli uomini e la  preghiera affinché gli orsi scendessero sempre in grande quantità sulla  terra, per fornire prede abbondanti ai cacciatori. Ma quell'anno gli orsi scesero minacciosi e sembravano impazziti, Sembra che rapirono dei bambini , li presero senza sbranarli e li tennero nascosti in una grotta  mettendo dei massi all'ingresso. Quegli orsi sembrarono essere animati dal diavolo. Anche gli Ainu come altri popoli scomparsi come gli abitanti di Atlantide come i discendenti dei Neanderthal sembravano avere quello strano fascino che ritrovavo anche negli Urga.. Sigfrid  raccontava fatti a cui non aveva partecipato come se fosse stato coinvolto direttamente. "Le squadre di uomini organizzate per la ricerca  avevano setacciato le zone dove erano stati avvistati gli orsi . Durante il periodo estivo gli orsi si rifugiavano più in alto, le grotte venivano esplorate fin dove  era possibile, ma c'erano cunicoli dove certo non era facile e poteva  essere anche pericoloso avventurarsi. Al limite delle nevi  perenni poi spesso delle orme di orsi si perdevano tra le parti rocciose e poco più su si aprivano delle bocche vulcaniche. Alcune di queste parevano accessibili per la presenza di sentieri che scendevano lungo i bordi scoscesi del cratere che sembrava un canyon che  si estendeva in profondità per perdersi poi in una voragine nera là in fondo. Tra gli uomini i più coraggiosi provarono ad avventurarsi nel cratere. "Purtroppo questa storia, che è una storia vera, non ha un lieto fine poiché di quegli uomini che si avventurarono nel cratere non si ebbe più traccia e da allora si alimentò ulteriormente la leggenda che il vulcano fosse abitato da spiriti demoniaci e che i bambini erano diventati dei demoni che  aleggiavano intorno alla montagna".   Gaia si scosse " Sì è vero Sigfrid anche io conosco questa storia e altre vicende strane intorno ad Okinawa e a tutto l'arcipelago settentrionale del Giappone. Molti sono i fatti strani, le scomparse di bambini e adulti, le apparizioni di animali che compiono azioni inspiegabili e la diffusione di una specie di epidemia psicotica. Infatti si è registrata una incidenza molto più elevata di sindromi schizofreniche e paranoidi ed anche, di omicidi e suicidi in queste zone, in particolare nella regione di Shirekoto dove ci stiamo dirigendo. Sembra che siano nate anche delle vere sette sataniche che compiono riti sacrificali, che istigano all'odio contro i cinesi e gli occidentali e arruolano adepti convertendoli a credenze esoteriche e alla venerazione dell'anticristo. Gli esperti della federazione galattica  indicano che questi potrebbero essere i segnali di una infiltrazione del demonio nel tessuto sociale di questi popoli, una specie di contagio che avviene in modo  rapido e imprevedibile e che rischia di sconvolgere tutto il paese trascinandolo in una guerra civile". Skab e Sigfrid annuirono cupi alle parole di Gaia ero sbigottito: "ma è incredibile!" dissi "tu intendi dire che queste zone sarebbero popolate da indemoniati i quali, però potrebbero essere indistinguibili all'apparenza , da persone normali oppure potrebbero sembrare soltanto persone turbate psichicamente e quindi malate!? Ma ciò vorrebbe  anche dire come tu sostenevi, che questi "indemoniati" potrebbero anche essere la fonte di influenze negative sulle persone che frequentano?". Gaia chiuse gli occhi e sembrò sul punto di piangere poi riprese: "Si purtroppo Limbi, hai colto l'aspetto più inquietante e cioè che la invasione del demonio nella sfera spirituale di questi poveretti conferisce  a loro stessi dei poteri telepatici simili a quelli che gli stessi Urga possiedono".  "Queste persone , in altre parole, riuscirebbero ad intuire che cosa pensano le altre persone ed, in alcuni casi anche ad influenzarne il pensiero, Ciò spiegherebbe il perchè di molte falle e inefficienze nei sistemi di controllo e di sicurezza. Sarebbe sufficiente per costoro trovare soggetti con uno spirito vulnerabile per influenzarne le azioni. La  loro esistenza si sviluppa in una dimensione del tutto diversa dalla nostra, nella prospettiva di compiacere ad un potere affascinante e terribile ,al potere del maligno, alla volontà di un essere capace di disseminare fedi ed idealismi contrastanti e imbrigliare il flusso di energia positiva della rete spirituale divina. Quindi alla rete di comunione spirituale che dalle origini abbiamo steso sulla terra in cui si effonde lo spirito del Dio creatore e che ora si estende in gran parte dell'universo si contrappongono altre forze da sempre impegnate a rompere i nodi di questa rete e ad infiltrarvi elementi destabilizzanti, insinuando nel flusso positivo influssi degeneri, elementi di cedimento e di esacerbazione dello spirito. Questi elementi fanno vacillare la fede e rendono l'animo confuso, incline a confutare la stessa esistenza di Dio o ad attribuirgli le nefandezze che il demonio mette in atto fino ad abbandonarsi a sentimenti di odio e disperazione. L'ambiguità e la multiformità con cui le forze demoniache agiscono rende ardua la comprensione del disegno complessivo; esse si muovono con l'inganno e l'illusione talvolta lusingando, allettando, promuovendo false credenze  e religioni e orchestrando eventi che spingono popoli e gruppi religiosi ad odiarsi e combattersi tra loro. Quelli che noi chiamiamo pazzi fanatici, non i guerriglieri o i kamikaze ma guru e santoni sedicenti depositari di verità non rivelate, cosa sono se non emissari del diavolo, fautori della sua intelligente, imperscrutabile  e perversa attività? " Nel silenzio che seguì sembrò quasi strano sentire la voce di Jenny di solito sempre timide discreta ascoltatrice "Ma perché deve  esistere il male?" disse" Solo per contrasto? Come negazione di tutto ciò che non è nella grazia e nella armonia del creato? Oppure il diavolo è l'immagine che nella nostra cultura secondo gli schemi teologici e l'iconografia religiosa incarna ed impersona la categoria morale del male?" Gaia corrugò la fronte come per concentrarsi sulla riflessione che Jenny aveva proposto:"Il diavolo non è solo la negazione del bene, purtroppo, aldilà di tutte le nostre buone  intenzioni e i nostri sforzi e anche se vogliamo attribuire una sorta di neutralità alle forze contrapposte il diavolo agisce attivamente per uno scopo …il collasso della vita e della materia dell'universo cioè lo scopo di ricondurre l'universo stesso ad una unità primordiale che imprigiona tutta l'energia in una unica entità che compenetra spirito e materia un unico densissimo imponderabile buco nero in cui ogni individualità chimica, fisica, biologica, temporale e spirituale si perde in una eterna, indistinta e incommensurabilmente compressa, sostanza essenziale originale. La tensione verso questa evento esiziale rappresenta un sentimento recondito, come è ogni sentimento di suicidio ed è questo il sentimento che anima il diavolo e le forze che nel suo nome operano nell' Universo. E queste forze demoniache convergono nella realizzazione dello scopo ultimo; infatti sebbene la loro comprensione del  disegno complessivo di cui fanno parte è incompleta o inesistente pure complessivamente costituiscono le cellule di una organizzazione tentacolare il cui coordinamento consente al diavolo di agire con  straordinaria efficacia".   "Ma come è possibile che il diavolo riesca nel suo intento se la gran parte dell'umanità lo ripudia e lo combatte" dissi . Skab prese la parole "Per fortuna che c'è questa opposizione Limbi ma non dobbiamo sottovalutare i mezzi del malvagio. La forza del diavolo è nel carattere contagioso della sua influenza che può determinare una diffusione della perversione con false credenze religiose,fanatismi e rituali che tendono a sostenere e ad  amplificare il pensiero distruttivo, le contrapposizioni,gli scontri. Tutto quello che risponde  alla logica della rappresaglia e della vendetta che ricade nella dinamica dell'occhio per occhio dente per dente" è bagaglio di una umanità corrotta nello spirito, votata all'odio e alla violenza, responsabile dei cedimenti della rete spirituale e della degenerazione del tessuto sociale. La perdita della capacità di amare viene indotta dalla disperazione in larghi settori della rete sociale di popoli oppressi, "odia e metti in atto il tuo odio"  è il proclama con cui gruppi di fanatici investiti dal diavolo stesso di carisma e fascino guidano masse senza speranza in assurde lotte di sterminio etnico. La fede e la ragione hanno sempre cercato di arginare la spirale diabolica che conduce a concepire quei pensieri quelle ideologie deteriori che preludono alla insorgenza  di conflitti culturali e religiosi e alla definizione di vere  e proprie  strategie di oppressione  e sopraffazione , ma è anche necessario un lavoro incessante  e oscuro di "intelligence" per disinnescare le minacce più gravi e immediate  ". "Uno dei mezzi adottati dal diavolo per combattere la diffusione della parola di Dio e del progresso positivo, fonte delle più grandi sciagure per l'umanità è la strategia di oscuramento del pensiero positivo che si associa al rafforzamento delle ideologie radicali. Il diavolo opera  a diversi livelli o dimensioni: la dimensione storica della differenziazione delle razze  e dei popoli, la dimensione psicologica in cui ha grande spazio la ricerca di una identità e la paura della morte, la dimensione religiosa in cui si manifesta  l'illusione di onnipotenza e di immortalità. Già nelle epoche primitive la  azione del diavolo  è volta  ad indirizzare il senso della storia, cioè a  determinare, nel senso darwiniano della selezione,  la direzione  verso cui l'umanità avrebbe proseguito il suo percorso. In questa prospettiva  si comprende il tentativo operato dal diavolo anche tramite l'induzione di una improvvisa glaciazione, la soppressione della razza dei Neanderthal e della loro civiltà. Con essi sarebbe scomparsa la capacità di interazione telepatica che essi avevano sviluppato e che avrebbe posto grosse difficoltà al diavolo nello sviluppo dei suoi progetti" .  "Ma allora?" chiesi " L'interpretazione della evoluzione della specie umana secondo cui i Neanderthal sarebbero scomparsi perchè travolti dalla intelligenza dell'homo sapiens sarebbe messa in discussione?"   "Proprio così Limbi " riprese Skab "il diavolo anche quella volta ci mise lo zampino e lo fece preferendo un uomo cosi detto "tecnologico" ad un uomo capace di condividere emozioni e pensieri nell'etere,  l'uomo competitivo all'uomo collaborativo. Ma questo, non fu fatto dal maligno per  decretare il dominio di una specie unitaria , ma per consentire che, di questo archetipo di uomo, nascessero tante razze diverse in diverse regioni della terra e si sviluppassero separatamente costituendo civiltà con caratteri peculiari, con credenze  religioni e, soprattutto, con una identità sociale culturale e politica". Skab andava precisando l sua tesi "Il passo successivo è molto semplice ma decisivo e consiste  nel fare  emergere in questi popoli delle personalità illuminate , delle guide spirituali, sacerdoti ,oracoli , santoni e custodi della religione.  Attraverso di loro il diavolo riesce a diffondere una ideologia che accredita una un gruppo come "scelto" da un dio e che attribuisce  al popolo delle prerogative esclusive nella storia , cioè in pratica si descrive il proprio popolo come " prediletto "  di un Dio potente che lo renderà invincibile proteggendolo nella lotta di conquista di altri paesi e nel dominio di altri popoli. Quindi è un diritto che discende da questo rapporto privilegiato di dio con il popolo eletto quello di prevalere con la forza su altri popoli di sottometterli e renderli schiavi anche perché  mettere in atto questo programma divino significa compiacere al proprio dio dimostrando la sua grandezza  e il primato di questo dio, la sua esistenza contrapposta alla "non esistenza " o comunque  alla subalternità degli dei di altri popoli". "Così nel mondo sono proliferate sette e fazioni ideologiche e religiose, la radice della loro esistenza è il perseverare del peccato originale nelle azioni dei loro propugnatori la superbia e la convinzione di aspirare ad un ruolo di  guida e di insegnamento da compiersi attraverso la oppressione e la violenza . Nel loro disegno delirante in nome di una causa indicata come giusta da un culto o da una ideologia compiono azioni inconcepibili che sfuggono all'umana comprensione; la nostra impressione è che queste persone vivano in una altra dimensione, non troviamo una giustificazione plausibile  alla loro malvagità e non possiamo fare altro che pensare che siano dei mostri, dei folli. Ma quale è il confine tra follia e malvagità e come avviene che l'essere umano che nasce come pargolo tenero e innocente può diventare uno strumento di perversione  e di morte. per la verità non lo sappiamo, quello che sappiamo che spesso gli eventi della vita  ci cambiano che fanno germogliare in noi sentimenti come il cinismo, l'odio  e l'indifferenza ,ma questa è una conseguenza della imperfezione che è in noi , è il cosiddetto male di vivere . Altre volte però dietro a questi sentimenti negativi si nasconde la presenza del demonio e la follia e la perversione non sono più espressione di disagio o di malattia ma espressione della volontà demoniaca". "La influenza del demonio si è estrinsecata attraverso una diffusione fisica nell'etere degli spiriti maligni formati nelle viscere della terra alle alte temperature del magma  vulcanico ed eruttate insieme alla lava ; questi spiriti intercettano gli spiriti vaganti in attesa della reincarnazione li distolgono e li ingannano e anche se la rete spirituale positiva tende a neutralizzare e rimuovere queste influenze alcuni spiriti vengono contaminati e restano impuri vulnerabili al peccato e alle tentazioni. La nostra azione è indirizzata a contenere gli effetti più deleteri che si verificano quando in una certa regione del globo si concentra l'attività di disseminazione demoniaca degli spiriti maligni.  Molte popolazioni hanno rilevato la relazione tra forti e improvvise eruzioni e la comparsa di turbe mentali e criminalità apparentemente inspiegabili in determinate regioni, ma soprattutto tra questi fenomeni e il verificarsi di fenomeni di possessione demoniaca in neonati molte delle quali comunque rimangono misconosciute" La nave stava per raggiungere le coste di Hokkaido e si apprestava ad  attraccare nella città di Rausu. Il sole stava tramontando le case bianche e squadrate si disponevano in file sovrapposte  ad incorniciare l'insenatura . Dietro di essa si  stagliava il profilo dell'omonimo vulcano. Dai camini delle case refoli di fumo si innalzavano sfrangiandosi e intersecandosi  tra loro formando un reticolo grigioverde sullo sfondo rosseggiante del cielo. Saremmo stati accolti per la cena a casa di amici del posto che Gaia e Skab conoscevano bene. la loro casa benchè indistinguibile dalle altre era una centrale operativa e di controllo della regione di Hokkaido posta  alle pendici del vulcano Rausu uno dei più attivi e preoccupanti in questo periodo.

 

Capitolo Quarto

Limbi si era trovato in pochi giorni a  dovere confrontarsi con problemi che riguardavano l'umanità intera ed a dovere prendere atto che le cose non erano così semplici come la propria percezione di  umano gli poteva fare credere che fossero. Aveva la sensazione di avere imparato molto di più in pochi giorni che in tutta la sua vita trascorsa e che quell' incontro, che l'incontro con Gaia fosse il più importante e prezioso momento della sua esistenza. Ma ancora non capiva perchè Gaia lo aveva cercato, pensare che fosse stato un caso sarebbe stato ingenuo e certo il fatto che egli aveva tra i discendenti degli Urga o addirittura degli uomini di Neanderthal poteva essere un motivo valido ma non sufficiente. Forse Gaia gli nascondeva qualcosa ma forse qualcosa di importante era rimasto nascosto anche nel suo passato e poteva indicargli la ragione di questa scelta. Pensò che avrebbe potuto chiedere direttamente a Gaia, ma poi provò a riflettere e si convinse che probabilmente Gaia non voleva che egli si spaventasse del suo ruolo in quella vicenda. Tutti questi dubbi lo assalivano finchè esausto non si addormentò. La mattina dopo si svegli in una delle stanze per gli ospiti che il Luogotenente aveva messo loro a disposizione. Jenny e Gaia dormivano insieme nella  stanza che stava accanto alla sua e Limbi si sorprese, senza pensarci, a scrutare l'aria colla mente telepatica nella speranza di intercettare i loro pensieri . Non percepiva nulla solo rumori lontani di auto e la sirena di una nave in partenza, appoggiò di nuovo la testa sul cuscino e chiuse gli occhi. Il corso del suo pensiero passò da uno stato di coscienza ad un livello di minore vigilanza e come per un impulso reiterato la sua mente scandagliava lo spazio circostante cogliendo altri pensieri . "Siamo giunti alla vigilia della prova finale" diceva Gaia "potrebbe essere oggi o domani o tra un mese ma presto saremo chiamati a batterci Jenny" , In quello stato di trance Limbi percepiva le parole come flusso di pensieri non come suoni ed insieme alle frasi, o meglio ,ad arricchire il contenuto di quelle espressioni, vi era il loro risvolto emozionale una miscela di toni armonici come di onde che solleticavano e facevano vibrare i suoi centri cerebrali. "Cosa sarà di noi se il maligno prevarrà?"chiese Jenny." Apparentemente nulla " disse Gaia " il corso dell'universo andrà verso il collasso e l'autodistruzione ma ci vorranno centinaia o migliaia di anni perchè si compia. Nell'intimo qualcosa cambierà la coscienza individuale dell'uomo verrà inquinata da un virus spirituale che lo renderà arido e cinico e così il destino della terra sarà segnato". Limbi scese la scala che dava direttamente nell'ampio soggiorno della casa del luogotenente. Dalla cucina si diffondeva un profumo di frittelle e di caffè. Gaia e Jenny erano già scese e accolsero Limbi sorridenti , "ti aspettavamo per fare colazione insieme" disse Gaia , anche Skab sopraggiunse subito dopo salutando tutti . Il luogotenente venne dalla cucina portando un vassoio con tazze di caffè fumante. "Buongiorno a tutti " disse "prego accomodatevi che le frittelle sono pronte, bisogna mangiarle calde" Tutti si sedettero intorno al tavolo e mangiarono con gusto le  frittelle e una marmellata di frutti di bosco bevvero un caffè niente male e si guardarono soddisfatti  "anche questa volta pensavo peggio " disse Limbi parlando con un inglese approssimativo e con tono scherzoso." Devo dire " argomentò Limbi che non solo per la cucina ma anche per le abitudini di vita, il modo di relazionarsi degli abitanti, la struttura delle case e il loro arredamento, ho avuto la impressione di trovarmi in un paese occidentale e non in Giappone".  Il luogotenente che parlava correntemente l'inglese annuì con un cenno della testa poi alzò una mano verso Limbi  come per indicare che aveva detto una cosa giusta, "Vedi Limbi ,quello che tu dici nasconde una profonda verità e un mistero. L'affascinante mistero di un popolo, dalle origini sconosciute,  che non si  vuole rassegnare al destino di terminare la propria esistenza in   villaggi-museo sovvenzionati dallo stato giapponese. Prima che i Giapponesi  trasformassero i loro boschi in campi e mutassero il loro stile di vita, gli Ainu vivevano di caccia, pesca e raccolta. Attualmente solo nei   villaggi più isolati sopravvivono certe usanze tradizionali, specialmente  come richiamo turistico. Noi, gli Ainu  ("uomini" o "esseri umani", nel nostro idioma), un tempo popolavamo la  parte settentrionale dell'isola di Sakhalin, alcune delle isole Curili e le  regioni nordorientali dello Honshu, la grande isola centrale  dell'arcipelago giapponese. Nel secolo undicesimo ci stabilimmo   definitivamente nell'Hokkaido, l'isola più settentrionale dell'arcipelago nipponico. Attualmente i gruppi più numerosi si trovano riuniti in villaggi  distribuiti in varie parti dell'isola, soprattutto lungo la valle del fiume   Saru e nella fertile provincia agricola di Hidaka. Ci dedichiamo  all'agricoltura, alla pesca e a piccoli traffici locali. Il clima  dell'isola di Hokkaido è tutto particolare. D'estate predominano i venti umidi provenienti dall'Oceano Pacifico che per alcuni mesi assicurano un  clima caldo e piovoso, assai favorevole allo sviluppo di una rigogliosa  vegetazione e alle  colture agricole. Mentre d'inverno le correnti atmosferiche s'invertono e favoriscono il flusso del gelo che cala dalla Siberia situata a soli duemila chilometri, in linea d'aria, dall'isola e  con esso le abbondanti nevicate che per mesi ci seppelliscono. Noi viviamo così  noi Ainu discendiamo dagli antichi abitanti del Giappone. I nostri antenati cominciarono a vivere in queste regioni durante l'era Jomon, tremila o quattromila anni fa. Vennero classificati come il "popolo" straniero delle regioni del Nord fino alla Restaurazione Meiji nel 1868.  Rispetto agli altri giapponesi presentiamo dei caratteri fisici europoidi:  abbiamo la carnagione più chiara, coperta da più peli, gli occhi maggiormente incavati. La nostra lingua è quasi totalmente estinta: sopravvive solo in qualche nome di luogo come ad esempio il vulcano Fujiche nell'idioma ainu significa "fuoco". E lo stesso accade con la nostra cultura: abbiamo ormai perso del tutto il culto dell'orso, tipico delle culture subartiche, e i modi di vita di tipo indonesiano (abitazione,vesti, pesca), ora quasi del tutto assimilati alla cultura giapponese. Un tempo le nostre attività principali erano la caccia, la pesca e la raccolta; gli strumenti erano di legno e di osso. Da quando abbiamo cominciato ad acquistare dai commercianti giapponesi utensili di metallo siamo diventati ancor più bravi nell'arte dell'intaglio. La nostra cultura è diversa  rispetto agli altri giapponesi. Dal punto di vista religioso noi crediamo che tutti gli esseri viventi e i   fenomeni naturali sono divinità (kamui). L'orso, ad esempio, veniva da noi considerato la personificazione vivente del dio dei monti (Kim-un-Kamui).Ciò significa che prima di uccidere un animale, passare un fiume o  abbattere un albero, bisognava rivolgere preghiere al relativo kamui per ingraziarselo. I riti si svolgevano su una specie di staccionata-altare (nusa) sulla quale stavano fissati e venivano onorati i Kamui più sensibili   ad interpretare il linguaggio della natura. Oggigiorno  la nostra  cultura tradizionale sta scomparendo. I giovani non parlano più  la lingua degli antenati , una lingua ricchissima nell'esprimere tutti gli aspetti della natura , ma il giapponese. Giapponesi sono anche, tranne poche eccezioni come la mia, le case, i vestiti e il cibo; e lo stesso vale per le aspirazioni dei giovani, i loro punti di vista e le fedi religiose alle quali aderiscono, come il Buddhismo e lo Scintoismo. Le unioni tra giapponesi e Ainu sono ormai un fatto del tutto normale e diventa sempre più difficile trovare degli Ainu "puri".  Molte leggende e  tante testimonianze storiche raccontano delle nostre lotte, in certi   periodi anche vittoriose, coi giapponesi, i nostri vicini meridionali. Ma  dopo la rivolta del 1669 guidata dal nostro capo Shakushain, che venne  domata in maniera sanguinosa e violenta, cominciò per noi Ainu la  decadenza. Da allora diventammo un popolo di sopravvissuti, annientati nel  fisico e nello spirito, molto simili ai nostri fratelli pellirosse  dell'America settentrionale.  Nonostante fossimo sempre stati considerati ufficialmente cittadini dell'impero, solo dalla fine della Prima guerra mondiale, quando i giapponesi cominciarono a proteggerci, le cose sono andate migliorando un poco . Nel 1899, con l'Atto degli aborigeni di Hokkaido, che ci descriveva come popolo inferiore, ci assegnarono terre che generalmente erano incolte, scoscese, boschi e paludi, difficili da coltivare per un popolo che non conosceva l'agricoltura. Alcune revisioni di questo Atto portarono a un miglioramento delle condizioni per l'accesso alla terra così come dell'assistenza sanitaria e delle sovvenzioni. Tuttavia, lo stesso governo giapponese continua ad avere un atteggiamento discriminatorio nei nostri confronti, negando la nostra esistenza e affermando che "in Giappone non esistono minoranze etniche". Ma noi Ainu,  nonostante la politica di assimilazione del governo giapponese, abbiamo  mantenuto la nostra etnicità come popolo indigeno del Giappone. Abbiamo  diritto alla nostra autodeterminazione. Abbiamo la nostra cultura, la  nostra religione e le nostre tradizioni. E se per tre secoli la politica   dell'assimilazione ai giapponesi è stata l'unica via per sopravvivere, in  questi ultimi anni constatiamo nel nostro popolo un grande risveglio della  coscienza Ainu, aiutati anche dagli intellettuali e da alcuni settori più sensibili della popolazione giapponese che cominciano a prendere coscienza. Rimane purtroppo ancora da affermare il punto   centrale di tutta la nostra storia: il riconoscimento degli Ainu come  popolo indigeno. Lo Iyomande ("il sacro invio") è sempre stato il   rito più importante e spettacolare nella vita religiosa degli Ainu.   Consisteva nell'allevare amorevolmente per circa due o tre anni un piccolo  orso, sottratto alla madre durante una battuta di caccia. Al termine di   tale periodo, il giovane orso veniva sacrificato nel corso di una festa che   durava parecchi giorni. L'animale veniva in pratica considerato un   "ambasciatore" degli Ainu presso i suoi antenati, gli orsi divini, con   l'incarico preciso di esprimere agli dei la buona volontà degli uomini e la  preghiera affinché gli orsi scendessero sempre in grande quantità sulla   terra, per fornire prede abbondanti ai cacciatori. Da più di trent'anni ad  oggi, lo Iyomande ha perso ogni contenuto religioso e spirituale: viene  eseguito solo per i turisti e si esaurisce in una caccia mimata, senza,   ovviamente, l'uccisione dell'orso.  Gli Ainu sono uno fra i   popoli più "pelosi" che si conoscano. Gli uomini vanno fieri delle loro  lunghe barbe e grandi baffi; le donne, raggiunta l'età da marito, si   tatuano di nero attorno alle labbra, quasi a voler simulare un bel paio di   baffi. Quest'ultima abitudine è ormai caduta in disuso, anche se c'è chi   pensa che questo tipo di tatuaggio femminile conservi un significato   religioso: impedire agli spiriti cattivi di entrare nel corpo delle donne.  Dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale ebbe inizio lo  sfruttamento degli Ainu a scopi turistici. Vennero costruiti dei villaggi  secondo l'organizzazione tradizionale del kotan (dieci famiglie riunite  assieme) dove gli Ainu si esibivano davanti a turisti americani e  giapponesi per mostrare loro come viveva "un popolo incontaminato rimasto  fermo all'alba della storia". Nonostante lo squallore per questo show  etnico, anche questa forma di turismo contribuì a far crescere l'interesse  per il popolo Ainu tanto in Giappone come all'estero. Forse adesso potete capire qualcosa di più di questo strano popolo.  Il luogotenente voleva accordarsi colla polizia per coordinare le ricerche secondo le indicazione della Federazione e chiese a tutti la disponibilità a partecipare confidando nelle loro capacità di marinai e di alpinisti e nella loro buona conoscenza dei luoghi. Avvertì comunque tutti che le inchieste della polizia e gli interrogatori avrebbero riguardato personalmente tutti loro come persone a conoscenza di fatti inerenti all'indagine.  Il luogotenente espose a Limbi e Gaia come aveva deciso di suddividere le zone ed i compiti nella ricerca. "Dobbiamo utilizzare al meglio le forze. Ho pensato che ci dovremmo dividere in coppie e ciascuna coppia esplorare una zona abbiamo concordato con Sigfrid, Eloise Mistral, mio genero il padre di Astrid e anche Lin e Chen ci possono dare una mano. Io direi che io voi 4 Limbi  Skab Gaia e Jenny esploreremo la zona del parco di Shiretoko che è molto vasta, Sigfrid e Eloise la costa tra Nemuro  Shibetsu e  l'isola di Kunashiri, il Pastore e Chen la zona della catena Rausu dake e del vulcano, infine Lin Mistral coll'ispettore e le forze di polizia esploreranno i quartieri di Rausu e  zone circostanti. Tra qualche giorno quando  tutti i dettagli saranno concordati colla polizia cominceremo le ricerche.

 

Capitolo Quinto

L'ispettore suonò alla porta di casa di Eloise verso le tre del pomeriggio , un tiepido sole primaverile scaldava il prato verdeggiante del giardino e canti di uccellini accompagnavano il suo passo fermo. L'ispettore era  un uomo galante. Si tolse il cappello e si inchinò verso Eloise dicendo "Vogliate scusarmi signora, ma è mio dovere come ispettore della polizia di Rausu raccogliere la sua testimonianza sul fatto della scomparsa di sua nipote Astrid".  Eloise si mostrò cordiale "Accomodatevi ispettore, aspettavo la sua visita, non si preoccupi, ma  anzi mi dica  a che punto sono le indagini siamo tutti molto preoccupati e mia sorella è sconvolta". "Vi capisco" disse l'ispettore "sto impegnandomi nelle indagini sul caso di vostra nipote come se si trattasse di una mia figlia ma purtroppo non ci sono ancora degli elementi concreti. Vorrei che ora lei cercasse di ricordare tutto quello che le è possibile di quel pomeriggio. Ci risulta che Astrid è passata di qua quel pomeriggio e si è trattenuta alcuni minuti qui insieme a lei e alla sua  amica Lin".  " Astrid passava di qua quel pomeriggio" disse  Eloise" e l'ho chiamata per consegnargli un fax che era  stato inviato dalla capitaneria e che dovevo far pervenire al più presto a mio marito".  "Aveva letto quel fax ? " chiese l'ispettore. "No non l'ho letto ispettore , nelle questioni di lavoro di mio marito non voglio averci a che fare " . " Ma pensò che quella comunicazione doveva  essere urgente ,cosa glielo faceva pensare?"  I fax che  arrivano qui a casa sono di carattere riservato, mio marito mi aveva spiegato che se arrivava un fax del comando a casa dovevo avvertirlo immediatamente o farglielo consegnare da persona fidata" disse Eloise. "Quindi considerando Astrid persona fidata lo ha  affidato a lei , non è un po' azzardato dal momento che è poco più di una ragazzina?" incalzò l'ispettore . "No ispettore Astrid è una ragazza molto matura e ci si può fidare ciecamente di lei mi creda". L'ispettore stette qualche secondo pensieroso poi chiese "Una ultima cosa signora : non penso ad avvertire suo marito col cellulare leggendogli direttamente il messaggio o avvertendolo che aveva ricevuto un fax urgente?"  Eloise non sembrò sorpresa :" ci ho pensato in un primo momento ma poi mi è venuto in mente che proprio qualche giorno fa Sigfrid mi aveva parlato di misteriose intercettazioni telefoniche e mi raccomandava di non riferire nessuna notizia importante per telefono in questi giorni". "Capisco, signora, in effetti siamo anche noi a conoscenza di questo fenomeno ed è molto preoccupante, la ringrazio e voglia scusarmi se oso ancora chiederle di rimanere disponibile per altri ulteriori chiarimenti se fossero necessari". "Non si preoccupi ispettore sono lieta di potere essere utile alle indagini e resto a sua disposizione per qualsiasi chiarimento".Sigfrid sebbene non fosse ufficialmente indiziato venne comunque interrogato dalla polizia locale poiché era stato l'ultima persona che aveva visto Astrid quel giorno. Non aveva notato nulla di strano nella ragazza nessun turbamento e nessun elemento che facesse presagire un pericolo imminente anzi Astrid era in uno stato di allegria se non di impazienza ed euforia per una festa che era in programma per il giorno dopo. L'ispettore Shan-Deng si mostrò particolarmente cordiale nel chiedere la collaborazione di Sigfrid concentrando l'attenzione soprattutto sugli spostamenti di natanti quella sera che potrebbero essere collegati al rapimento. Sigfrid  cercò di ricordare tutte le imbarcazioni che aveva visto allontanarsi dal porto quella sera . Ve ne erano alcune di passaggio e poi le solite barche di pescatori che tornavano al molo, ricordò che anche il peschereccio di Mistral era approdato al molo verso le 17e 30 per poi ripartire verso le 19 . Il rapitore poteva  anche non avere preso il mare immediatamente avere aspettato la notte o il giorno dopo per condurre la ragazza in un luogo sicuro. La pista del mare sembrava quella più seguita dagli investigatori perchè alcuni marinai avevano notato la bella ragazza vicino alle imbarcazioni del porto alcuni ricordavano vagamente che saliva su una nave ma in effetti Astrid era salita sulla nave di Sigfrid per consegnargli  una lettera.  Sigfrid e l'ispettore parlarono a lungo di tutte le possibilità ; considerarono l'ipotesi di un maniaco o di qualche ubriaco che  Astrid poteva  avere incontrato ritornando alla piazza . Le notizie riguardo a strani rapimenti nella zona nell'ultimo anno facevano pensare  anche  alla possibilità di sette segrete che rapivano giovani donne per iniziarle a riti esoterici. L'ispettore volle conoscere anche quale  era la sua opinione su Mistral, se ritenesse il marinaio un uomo affidabile o se avesse dei dubbi sulla sua integrità. Sigrid si mostrò un po' evasivo "non c'è nulla di importante ispettore" ma dietro l'insistenza dell'ispettore non pote’ nascondere quello che tutti al porto sapevano e ciò che Mistral era una specie di dongiovanni e che sembrava particolarmente attratto dalle donne molto giovani anche di vent'anni più giovani di lui "è normale per un marinaio scapolo a cui piacciono le donne essere attratti anche da ragazze molto giovani che magari dimostrano qualche anno in più " giustificò Sigfrid " ma non risultano sospetti di violenze o di atti deplorevoli a suo carico" concluse. L'ispettore volle confidare a Sigfrid una indiscrezione che  aveva raccolto in giro ,  raccomandando  a Sigfrid di non considerarla se non un pettegolezzo." Pare " disse "che riguardo a presunte relazioni di Mistral sia circolato anche il nome di Eloise per un periodo". Naturalmente sono chiacchiere senza alcun fondamento e che sembra riguardino quasi la metà delle belle donne del paese" Sigfrid assunse una espressione accigliata poi disse "Non si preoccupi ispettore sono già al corrente di simili dicerie, è una favola senza fondamento, una invenzione  di qualche malalingua, adesso devo andare se ha finito " . L'ispettore comprese che Sigfrid non aveva più voglia di rispondere " per ora può bastare ma vorrei chiederle di rimanere a disposizione per altri eventuali chiarimenti" "D'accordo ispettore  buona giornata" "Buona giornata capitano, a presto allora" . Al porto il peschereccio di Mistral era attraccato al solito posto ; gli uomini a bordo ripiegavano e controllavano le reti , l'ispettore chiese  "vorrei parlare col capitano Mistral?" . I due uomini indicarono la cabina di comando , la porta era  aperta il capitano sfogliava un manuale di bordo forse per cercare la causa di qualche malfunzionamento , l'ispettore bussò "Scusi capitano dovrei farle  alcune domande". Mistral si volse verso l'ispettore e aggrotto le folte sopracciglia. "Certo ispettore mi dica" disse Mistral. "Sto conducendo delle indagini sulla scomparsa di Astrid e mi risulta che quella sera, potrebbe essere passata da queste parti prima di scomparire, stiamo cercando di ricostruire cosa ha fatto quel pomeriggio capisce?"  Mistral invitò l'ispettore a sedersi e gli chiese se voleva bere qualcosa ma l'ispettore declinò cortesemente "Non voglio farle perdere troppo tempo capitano e poi mi sono dissetato poco fa  alla locanda" Mistral annuì :"D'accordo ispettore " disse " Ho visto Astrid quel pomeriggio, era passata di qua io e suo nonno, il luogotenente stavano parlando , Astrid si fermò solo per salutare , mi pare che dovesse consegnare una cosa  a suo zio Sigfrid . "Sapete dirmi cosa doveva consegnare Astrid  allo zio Sigfrid?". L'ispettore già sapeva che Astrid doveva consegnare una lettera ma cercava comunque una conferma  anche ai più piccoli dettagli "Mi pare che dovesse consegnare un fax o una lettera che era stata recapitata urgentemente a casa di Sigfrid".  L'ispettore fece un cenno di assenso col capo "Sembra che sia così capitano , poi lei non vide Astrid al ritorno?" No poi rientrai nel peschereccio per sistemare delle cose e non la vidi più passare di qua" disse Mistral. L'ispettore si protese un pò verso Mistral e chiese "Avete qualche ragione per credere che qualcuno possa volerla metterla  a tacere? Si tratta solo di una ipotesi capitano? "  Mistral si fece cupo "No ispettore in verità non ho nessuna ragione per crederlo, anche se in certi atteggiamenti mi sembrò a volte che Astrid non volesse parlare e tagliava corto quando sentiva certi pettegolezzi sullo zio e sulla zia"  "Capisco Mistral è quello che volevo sapere, mi scusi è tardi anche per lei  arrivederci".L'ispettore raggiunse Chen alla piazza del mercato vicina al porto . Nel brulichio di passanti che si accalcavano alle bancarelle del pesce dovette faticare un pò, chiedendo ai commercianti del mercato dove aveva il suo spazio Chen il pescatore, descrivendo, per chi non lo conoscesse per nome quel ragazzetto  longilineo ma robusto con una chioma bionda, non del tutto atipica per quella gente del nord giappone  rimasta  a lungo sotto l'influenza degli haiku e dei mongolici. "Vai alla estremità della piazza più vicina  al porto, accanto alla Locanda delle Sirene. I pescatori avevano scelto la zona meno distante dall'attracco dei pescherecci, avendo l'incombenza di trasportare  a braccia le cassette del  pescato fresco. Alla bancarella da lontano vide Chen che spiccava biondo alto e di carnagione chiara, indistinguibile per aspetto e atteggiamento da un europeo.Stava intento a pesare dei tranci  pescespada mostrandoli compiaciuto ai clienti , una ragazzetta cogli occhi a mandorla sorrideva ed annuiva  alle sue parole. "Chen?" Gridò l'ispettore accostandosi al banco "Scusa ragazzo sei tu Chen ?". Chen si volse  all'ispettore con sguardo interrogativo :" si sono Chen ,per servirla signore". L''ispettore mostrò il tesserino identificativo "Mi spiace disturbarti dovrei farti alcune domande, è urgente" In un primo tempo Chen pensò che fosse un controllo di quelli che i vigili sanitari del distretto periodicamente compivano a garanzia della qualità pesce, ma poi guardando meglio lo stemma sul tesserino si rese conto che era un agente della polizia ,un ispettore per giunta. "D'accordo andiamo a parlare in un posto più tranquillo" Chen fece cenno all'ispettore di seguirlo e si diresse verso l'ingresso della locanda " Una statua raffigurante una sirena azzurra spicccava in fondo alla sala del locale arredato in stile marinaro con veri timoni in legno massiccio che decoravano il lungo bancone e  travi di mogano che percorrevano il soffitto , Vecchi marinai barbuti sorseggiavano the  e vodka guardando mature  gheishe sgallettate che  improvvisavano danze e canti popolari. Un fumo acre di pipa e strani narghilè si mescolava  al profumo delicato del the. Chen fece strada verso un tavolo appartato nell'angolo più lontano e più buio della locanda. Fece  accomodare l'ispettore e chiamò una ragazza per nome: "Portaci del the caldo " disse. "Sedette di fronte  all'ispettore e disse "Sono a vostra disposizione" : "Bene" iniziò l'ispettore "Innanzitutto mi scuso per avere interrotto il tuo lavoro ma devo condurre  a termine una indagine urgente  e delicata. Si tratta della scomparsa di Astrid, so che siete molto amici e vorrei che tu mi aiutassi a ritrovarla. Il giorno della sua scomparsa sei stato una delle ultime persone che l'ha vista. Vorrei chiederti innanzitutto se ti sembrava turbata, se hai notato qualcosa di strano in lei". E mentre parlava,  considerava di dovere scegliere le parole in modo appropriato perchè non destassero sospetti e soprattutto senza alludere al fatto che Astrid era con tutta probabilità la ragazza del cuore di Chen. "Siamo stati insieme con il gruppo di ragazzi della scuola che  si erano riuniti per le prove della recita ,quel pomeriggio" disse Chen, "Non mi sembrava turbata era  allegra e spensierata come sempre in compagnia della sua  amica Lin ; si era provata il vestito per lo spettacolo e poi si era  assentata per consegnare qualcosa  a suo zio"   L'ispettore sorseggiò il the caldo e sembrò rilassarsi, come se alla fine di quella giornata così intensa  e faticosa un certo torpose si insinuasse nella sua mente e nelle sue membra. "Doveva consegnare qualcosa ? " chiese "mi puoi dire cosa doveva consegnare?"  . Chen sembrò indugiare un attimo, poi disse "può darsi che  me l'abbia detto ma non ci ho fatto caso, o non me lo ha detto o non ricordo , c'era una confusione tremenda quel giorno e come oggi dovevo anche lavorare al banco del pesce, mi spiace ma su questo particolare non posso aiutarla". L'ispettore annuì: "una ultima cosa Chen" l'espressione dell'ispettore si fece  confidenziale "posso chiederti se, che tu sappia , nella vita di Astrid ci fossero stati negli ultimi mesi dei contrasti con compagni di scuola o di gioco?" Chen si accarezzò le labbra e il mento "no veramente non ne sono a conoscenza, mi spiace  ancora ispettore  ma  Astrid non ha nemici, è una creatura così dolce chi potrebbe volerle del male? "  L'ispettore  finì il suo the  e si asciugò le labbra col tovagliolo di carta " Grazie Chen sei stato molto gentile, buona serata " , " buona serata anche  a lei ispettore" disse Chen stringendogli la mano.Erano le sei passate quando l'ispettore arrestò la sua auto davanti all'osservatorio sismologico che  era anche l'abitazione del luogotenente Kuo-Yang . Il luogotenente non era quello che poteva sembrare cioè un vecchio marinaio in pensione. La sua attività come coordinatore della centrale intergalattica ne aveva esaltato le doti di organizzatore e abile coordinatore. Inoltre il centro sismologico pur rappresentando una copertura era un servizio di pubblica utilità e anche un centro studi molto importante e stimolante. Avere l'opportunità di frequentare persone che si confrontavano su teorie e formulavano previsioni sulla attività del sottosuolo così come avere la possibilità di partecipare alla rete di intercettazione delle informazioni relative alle minacce di azioni criminali lo avevano mantenuto attivo sia fisicamente che mentalmente . Naturalmente l'ispettore non era a conoscenza di questa ultima attività, suonò il campanello e  lo salutò sulla porta di casa "buonasera luogotenente, sono qui stasera per raccogliere anche da lei la testimonianza sull'ultimo giorno in cui sua nipote Astrid è stata vista in paese. Mi risulta che anche lei ha visto la ragazza quel pomeriggio al porto" . "Non so chi glielo ha riferito ispettore ma è vero, anche io ho visto mia nipote quel pomeriggio lungo il molo". " Non voglio che si senta obbligato a rispondermi" disse l'ispettore "ogni testimonianza potrebbe aiutarci nelle indagini ma è libero di rispondere secondo la sua coscienza. Devo chiederle se c'era qualcun altro al molo insieme a lei e se ha visto Astrid fermarsi a parlare con qualcuno". "Risponderò senza problemi  ispettore , ebbene si,  quando Astrid si è fermata a parlare con me c'era  anche  Mistral che era  appena sbarcato col suo peschereccio, poi Astrid si incamminò verso il molo che era deserto diretta alla nave di Sigfrid".  "Astrid per caso vi ha detto cosa ci faceva lungo il molo quel pomeriggio?" chiese l'ispettore. "Ci disse che doveva consegnare un messaggio allo zio Sigfrid e che poi sarebbe dovuta andare a raggiungere gli amici per i preparativi della festa" .  "Vi sembrò tranquilla o era turbata?"  chiese l'ispettore. "No non era turbata, anzi era allegra e  sembrava spensierata." . " Direi che per ora basta così" disse  l'ispettore  ma  potrei avere bisogno di consultarvi ancora luogotenente"."D'accordo ispettore, sa dove trovarmi " disse il luogotenente allungando la mano  destra a stringere quella dell'ispettore." Buona serata" . "Buona serata a lei luogotenente". L'ispettore si presentò alla fattoria del padre di Astrid appena prima di cena . L'uomo stava seduto in veranda si alzò in piedi e venne  a riceverlo. "Buona sera ispettore",disse ,"ci sono novità ?" . L'ispettore fece un cenno di diniego "No, purtroppo nessuna novità, non abbiamo nessuna pista sicura , ma sono venuto per farle alcune domande".  "Ah certo capisco  ispettore, siamo tutti angosciati e pensiamo che potremmo ricevere una telefonata dai rapitori, ma per ora niente". "Potrebbero farsi vivi se lo scopo dei rapitori fosse quello di chiedere un riscatto". "A questo proposito volevo chiederle quali sono le condizioni finanziarie della sua  azienda e della sua famiglia; potremmo raccogliere informazioni tramite la banca , l'ufficio delle imposte e la camera del commercio ma passerebbe del tempo prezioso; se lei potesse dirci qualcosa in merito potremmo orientare meglio le indagini" La azienda non è in buone  acque ispettore, la siccità, le razzie degli orsi e l'epidemia di carbonchio hanno decimato gli animali e gli aiuti non sono sufficienti. Le stalle hanno subito anche dei danni per un incendio dello scorso settembre. Anche se il patrimonio terriero rimane consistente, molte proprietà sono ipotecate e abbiamo parecchi debiti, non siamo in grado di pagare un riscatto".  L'ispettore prese degli appunti veloci: "volevo chiederle ancora riguardo ai rapporti di lavoro e di affari se c'è stato qualche contrasto con altri proprietari terrieri o con dei dipendenti negli ultimi anni".  Il pastore indugiò qualche secondo pensieroso:" Mi faccia pensare ispettore, direi di no, non ci frequentiamo ma abbiamo rapporti corretti, solo una cosa mi viene in mente perchè ci ho pensato quando si incendiò la stalla. Avevo appreso in paese parlando con un vecchio contadino che il confinante a valle del mio terreno aveva subito danni ancora più ingenti per la siccità e per la epidemia e che si lamentava della scarsità di acqua che arrivava alla sua proprietà. Non possiamo fare altro che maledire questa siccità e pregare iddio che ci mandi la pioggia, dissi allora. Il vecchio si fece più appresso e in confidenza mi disse che il mio confinante Deng-Sung sospettava che i proprietari a monte della sua terra  avessero deviato buona parte delle acque del torrente per costituire delle riserve di acqua. Allora liquidai il vecchio con un sorriso e un buffetto sulla spalla dicendo che  erano le solite malignità che si sentono nei bar del porto". L'ispettore scrisse il nome del pastore confinante: "meglio che mi dica tutto anche se sembrano elementi senza importanza , e devo anche chiederle come sono i rapporti con sua moglie con i suoi parenti  e con sua figlia".  Il pastore meditò ancora per qualche attimo: "Non è stato un periodo facile , abbiamo avuto qualche preoccupazione, ma credo che succeda in tutte le famiglie, quando le cose non vanno troppo bene però siamo stati sempre uniti;  so che i parenti di mia moglie hanno criticato alcune scelte ,anche quella di venire a vivere in campagna, secondo loro avrei dovuto vendere tutto e dedicarmi alla navigazione  o alla pesca insieme al mio suocero e a mio cognato sulla sua nave c'era la possibilità di avere un incarico di tutto rispetto, un posto sicuro. Ma io sono legato a questa terra, a queste montagne   non potrei vivere lontano da qui ispettore". "capisco Zhou capisco, comunque questi disaccordi non hanno provocato delle liti in famiglia mi sembra di capire…."  , il pastore assentì "esatto ispettore sono stati dei dissapori senza importanza e non se  ne parlava più da tempo, mia  moglie ora è  felice di vivere qua e anche Astrid " "D'accordo Zhou grazie e  buona serata . "Buona serata ispettore".All'uscita di scuola l'insegnante di letteratura accompagnò Lin nell'ufficio del preside. "Buongiorno Lin scusa  se ti tratteniamo ma l'ispettore vorrebbe farti qualche domanda sulla vicenda della scomparsa della tua compagna Astrid" disse il preside. L'ispettore si presentò : Ci scusi signorina  ma come può comprendere la prassi vuole che i testimoni vengano interrogati e lei è una delle persone che hanno visto Astrid quel giorno" .  Lin annuì "Certo ispettore sono a vostra disposizione, e se posso fare qualsiasi cosa per aiutarvi a ritrovare Astrid la farò"  "Bene" disse l'ispettore "vorrei che lei ricordasse tutto quello che le è possibile di quel pomeriggio. Mi risulta che siete uscite insieme dopo la scuola e che siete scese al porto… "Infatti " disse Lin quel pomeriggio Astrid passò da casa mia , io l'aspettavo come d'accordo per scendere verso il porto ; dovevamo incontrarci con altri amici. Astrid aveva con se il vestito che sua  mamma le aveva cucito per la festa mascherata che si sarebbe svolta sabato nel centro di aggregazione giovanile del paese. Era così ansiosa di provarlo ,lo mostro anche al sua zia  Eloise che ci vide passare davanti a casa sua."  Vi siete fermate a casa della zia di Astrid? "chiese l'ispettore " si ci trattenemmo una decina di minuti credo , il tempo di indossare l'abito e mostralo alla zia, ah ecco ricordo che la zia Eloise affidò ad Astrid una lettera credo un fax che doveva  far pervenire allo zio Sigfrid al più presto."  "La zia Eloise non disse nient'altro riguardo al contenuto del fax?"  chiese l'ispettore "No disse solo che quando arrivavano dei fax a casa dovevano ritenersi riservati e urgenti e da consegnare immediatamente". L'ispettore corrugò la fronte: "quindi Astrid consegnò subito il fax allo zio Sigfrid quando scendeste  al porto?"   "A dire il vero, Astrid era così impaziente di mostrare il vestito e dovevamo portare  gli attrezzi per i numeri da giocoliere e quindi ci fermammo ai banchi del pesce dagli amici che ci aspettavano,comunque Astrid rimase per poco e poi si diresse da sola verso il molo". L'ispettore cercò di riordinare le idee c'erano dei punti da chiarire in quel racconto e soprattutto c'era la necessita di indagare più ma fondo sulla vita privata e sulle amicizie di Astrid, era una pista da non trascurare ma significava affrontare dei discorsi che forse l'amica di Astrid non era disponibile a seguire.

 

Capitolo Sesto

Skaab e Jenny caricarono il fuoristrada e si diressero verso il Parco di Shiretoko. Erano provvisti di tutto quello che poteva servire per orientarsi mappe, binocolo, bussola,vestiario pesante, una tenda per 4 persone e attrezzature da campeggio. Il luogotenente si mise alla guida e mentre andavano illustrava loro i principali punti di riferimento e la zona dove si trovavano gli orsi e gli altri animali selvaggi. Il parco nazionale di Shiretoko, situato sulla penisola di Shiretoko nell'Hokkaido orientale , è uno dei parchi nazionali più belli ed intatti del Giappone. Nessuna strada conduce oltre il limite del parco e il territorio che comprende circa tre quarti della penisola compresa la punta settentrionale può essere osservato soltanto dalle barche o essere raggiunta tramite percorsi di trekking durante il giorno. La penisola ospita diverse specie di animali compresi gli orsi marroni e le volpi. Nell'inverno, il litorale della penisola lungo il mare di Okhotsk si trasforma in una delle regioni più meridionali dell'emisfero nordico dove si può osservare il ghiaccio di galleggiante. . e regioni più meridionali dell'emisfero nordico dove si può osservare il ghiaccio di galleggiante La prima zona che avremmo esplorato era una cascata e dei laghetti termali con acqua calda termale di cui il Giappone è ricco. Il Giappone è ricco di naturali sorgenti termali dette "onsen" I bagni pubblici in queste acque sono un abitudine secolare sia come rituale religioso, che come cura per la salute, che come semplice piacere personale.Molte terme sfruttano la naturale attività vulcanica, altre sono riscaldate artificialmente e arricchite da miscele di erbe terapeutiche. Una visita a un onsen è un antidoto alla vita frenetica urbana, un recupero dopo affari e un lato tranquillo del paese. Le sorgenti calde sono persino usate dagli animali Jigokudani onsen vicino Nagano, ad esempio è famoso per le scimmie selvatiche che ci si siedono abitualmente per scaldarsi. il galateo di un onsen è simile a quello dei bagni pubblici dei ryokan, ci sono delle piscine distinte per uomini e donne, raramente le donne usano piscine miste, eccetto forse di notte quando il bagno misto è più accettato. La gente indossa raramente costumi da bagno nelle vasche al aperto (rotenburo) tuttavia l'atmosfera non è equivoca e ai visitatori è richiesta una certa naturalezza. Se restate per la notte indossate lo yukata fornito in camera oppure quando raggiungete i bagni lasciate i vostri effetti personali nello spogliatoio.Come in tutti i bagni giapponesi bisogna fare una doccia accurata prima di entrare in acqua e non introdurre mai sapone o shampoo dentro le terme. Il piccolo asciugamano fornito può essere usato come pezzuola per il viso, drappeggiato intorno al corpo,messo sulla testa per evitare svenimenti, o usato per asciugarsi al uscita dal acqua. Non bisogna mai indossare gioielli perchè il vapore del acqua può ossidarli. Le donne incinte i bambini e tutti quelli che hanno la pressione alta non dovrebbero entrare nei bagni più caldi. La varietà di onsen è molto ampia, possono essere di ogni tipo, al aperto o al chiuso, piccoli come una vasca da bagno o grandi come una piscina, bollenti o tiepidi, limpidi o lattiginosi, dolcemente terrosi o dal forte odore di zolfo.Si dice che alcuni composti chimici presenti nelle acque siano utili per artriti ipertensione e problemi della pelle. I bagni termali al aperto sono di solito rustici di legno o pietra e spesso nei pressi di un fiume o del mare. Alcuni si trovano dentro caverne, nel cuore della giungla, dietro a cascate e prendono forma di fanghi termali o bagni di sabbia. Molti onsen sono sui monti (yama) dopo un escursione a piedi, un tuffo nella piscina al aperto circondata da neve e con la vista dei monti è forse la migliore esperienza. Vi sono anche esotici onsen al chiuso e molti operano come alberghi offrendo un forfait bagni e pensione completa. Restare per la notte permette di godere dei piaceri di un lungo bagno notturno. Interi stabilimenti onsen sono stati creati in modo tale da permetter ai clienti di girovagare nei loro yukata (kimono leggeri) e cenare con piatti locali spesso eccellenti. Anche alberghi onsen sono situati nei villaggi isolati in luoghi spesso spettacolari, in alcuni si può restare anche poche ore. Il luogotenente chiedeva sempre se  era tutto chiaro voleva che non avessimo dubbi. "Una curiosità ce l'ho" dissi "come fate a parlare così bene l'inglese e soprattutto Eloise mi ha sorpreso per quei suoi modi così …occidentali" Il luogotenente si sistemò il sedile e annuì "…d'accordo, vedete Eloise è così perchè la sua vita è particolare, peccherei di modestia se non ammettessi che Eloise è speciale come la sua vita. Il luogotenente raccontò tutto quello che sapeva su Eloise e la sua storia d'amore con Sigfrid e parlò con molto rispetto di Mistral e dell'altro suo cognato "il pastore"  e delle poche notizie che aveva di Chen e di Lin. Ma certamente molti aspetti della psicologia dei personaggi sfuggivano anche alla acuta osservazione del luogotenente.  Nata a Rausu il 20/08/1965 Eloise era uno spirito fiero che sprigionava un'irresistibile fascino. La sua presenza catalizzava l'attenzione delle altre persone per cui fin dalla infanzia tutti in famiglia erano affascinati da quella presenza quasi magnetica. A esserne del tutto invaghita fu la sorella più piccola di due anni che da piccola seguiva ogni gesto ogni atteggiamento trovando in lei un modello perfetto inimitabile e da imitare nello stesso tempo. Ma cosa provava Eloise? Ella amava sentirsi al centro della attenzione e lo era. Ciò la rendeva raggiante e allegra e questa  allegria non faceva che amplificare il suo fascino il quale, al di là di ogni dubbio risultava essere irresistibile per gli uomini ma  anche , per la maggior parte delle donne che conosceva. Quando questo fascino determinava complicità e consonanza di sentimenti e di affetti si creava una  atmosfera di grande amicizia  e fratellanza, ma poteva accadere che nell'animo di alcune si insinuasse il tarlo dell'invidia e della gelosia inducendole a nutrire per lei una avversione viscerale. Quando ciò avvenne le conseguenze si manifestarono in modo incontrollabile con accessi deliranti di isteria, sconvolgenti e sconcertanti. Come era grande l'affezione e la stima degli amici, così era terribilmente profonda l'avversione e il disprezzo di quelle donne che avevano provato verso Eloise sentimenti di gelosia e rivalità. Di questi sentimenti Eloise era consapevole e se ne dispiaceva senza ricambiarli; ella considerava i sentimenti morbosi e ossessivi una distorsione dell'animo al limite della malattia. Era invece attratta da coloro che possedevano uno spirito costruttivo, intelligenza e capacità organizzativa, per questo, fin dalla  adolescenza, aveva apprezzato la personalità di Sigfrid.  Sigfrid ed Eloise erano stati amici fin dalla età infantile, quando ella si fermava presso l'ufficio del porto dove suo padre lavorava come agente doganale. Fino ai 16 anni la loro amicizia si era  alimentata dei giochi giovanili, delle feste scolastiche, delle nuotate e degli scherzi nella spiaggia  vicino al porto e di piccole grandi avventure nelle quali furono anche segretamente fidanzati e si giurarono fedeltà e eterno amore, un amore grande e acerbo. Seguirono gli anni della scuola. Sigfrid  partì per primo per studiare  all'Accademia Navale per 5 anni e poi venne il servizio militare . I primi anni le scriveva a Rausu poi anche Eloise emigrò per due anni in Francia per approfondire gli studi di biologia marina. Era già tornata da alcuni mesi quando in paese giunse la notizia che  Sigfrid era stato assegnato alla Capitaneria di Nemuro. In quei giorni Eloise non riusciva  a trattenere la sua gioia e la sua impazienza non mangiava e non dormiva. Fu di nuovo amore a prima vista perchè quando si rividero dopo tanti anni anche se, entrambi cambiati rinvennero nel loro cuore, ancora vivo, quel sentimento di amore ed a rinsaldare la promessa che si erano fatti.  Nato a Rausu il 15/03/1960 in una famiglia di marinai e  pescatori e marinai Sigfrid è un soprannome che gli venne dato ai tempi della frequenza nella accademia navale di Sendai città della costa orientale del Giappone centrale. Fin da piccolo la consuetudine con l'ambiente marinaro e le storie suggestive dei vecchi lupi di mare alimentarono in lui la passione per il mare. Dalla più tenera età era stato condotto per mare passando anche giorni interi a bordo del grande peschereccio della sua famiglia. Ciò gli consentì di imparare molto precocemente i rudimenti dell'arte della navigazione. Dopo le scuole primarie, all'età di 16 anni, si trasferì nel Giappone Centrale, ospitato da una zia materna per frequentare l'accademia navale di Sendai dove ottenne la licenza di navigazione. Rimase due anni nella marina militare. Per le sue doti organizzative e il suo spirito patriottico venne segnalato dall'ammiraglio che presiedeva l'Accademia per compiti direttivi e gli fu assegnata la direzione della Capitaneria di Porto di Nemuro all'estremità nordorientale di Hokkaido. La sua giurisdizione comprendeva  anche il piccolo porto di Rausu dove spesso il Capitano si fermava per ritovarsi con i vecchi amici. Qui Sigrid ritrovò anche la ragazza che l'aveva fatta innamorare quando aveva 15 anni Eloise, con la quale aveva mantenuto un costante rapporto epistolare adducendo la scusa di volere essere tenuto al corrente dei "fatti" del paese. Al suo ritorno colla divisa di Capitano della Marina la fiamma del loro amore si riaccese e, dopo poco più di un anno, si sposarono. Sigfrid si preoccupò subito di  ristrutturare la vecchia casa della famiglia vicino al porto di Rausu ove si stabilirono ed ebbero una splendida bambina. La loro unione si dimostrò salda, sia per la bellezza e la dolcezza di lei, che per la grande personalità del Capitano, per la sua capacità di dare sicurezza e protezione e per la simpatia che ispirava. I due avevano in comune la passione per il mare e si compiacevano di condividere il piacere di solcare l'oceano, di conoscere i segreti dei venti, delle correnti ed i pericoli e le bellezze indescrivibili di quel suggestivo angolo di mondo. Nato il 07/06/1960 a Rausu "Il pastore" era così chiamato perchè figlio di pastori e proprietari terrieri della zona di Rausu. Le terre di famiglia  comprendevano una fascia che  si estendeva su tutto il versante a mare del vulcano. Le terre erano fertili, coltivate con vigneti e soia e grano. La famiglia si era arricchita nel commercio e aveva  anche delle imbarcazioni per il trasporto diretto dei prodotti nei mercati.  Fu un bambino molto chiuso; frequentò le scuole primarie insieme a Sigfrid e Mistral ma senza entrare nel giro delle compagnie dedite  alle avventure  marinare e senza frequentare gli allegri locali del porto. La conduzione della  azienda di famiglia dalla età di 16 anni dopo la morte prematura del padre lo condusse ad una sorta di emarginazione e di distacco dalla vita sociale. Profondo conoscitore della montagna con i suoi sentieri, gli anfratti, le grotte e le bocche vulcaniche era  anche un esperto scalatore, amava la sua montagna. La storia di quella montagna era intrecciata con quella della sua famiglia dagli antichi discendenti che si insediarono probabilmente nelle grotte e iniziarono a coltivare le alture che declinavano verso la costa. Anche quella montagna aveva la fama di essere sacra come il più famoso vulcano Fujiama; il vulcano di Rausu era  anch'esso lo scenario di numerose leggende che narravano vicende si esseri mostruosi e strani, di spiriti, di presenze misteriose e dell'intervento di divinità che in epoche remote avrebbero distrutto una intera civiltà. Il pastore all'età di 17 anni aveva conosciuto la sorella di Eloise ad una festa scolastica e l'aveva invitata a venire colla sorella a trascorrere una domenica sui pascoli alti in estate. Le ragazze vennero con un gruppo di amici, si divertirono e tornarono altre volte. L'amore per la natura e per la montagna, la vita all'aria aperta, le passeggiate per i sentieri e per i pascoli ameni, avevano persuaso la ragazza che quella vita le sarebbe piaciuta e che anche quel ragazzo  pur così diverso dagli altri le piaceva. Ella così introversa, sensibile e schiva, sentiva  forse una certa  affinità per  quel giovane, una certa corrispondenza di sentimenti e comprendeva che  egli, forse proprio per quella stessa affinità, si sentiva a suo agio con lei, . Voleva essere per lui un tramite tra la vita conchiusa nella azienda paterna e il tessuto sociale che stava  al di fuori di quel suo mondo. In quell'ambiente egli era sicuro e deciso, come quando si arrampicava per sentieri impervi e si avventurava  con corde e ramponi a sfidare le pareti del vulcano. Ma quel ragazzo sapeva  anche raccontare delle belle storie, leggende che narravano storie tramandate di generazione  in generazione, espressione di una cultura orale  e che sicuramente avevano un fondo di verità.  Ben presto i due, nonostante i dubbi della famiglia di lei sulla possibilità che ella si adattasse a vivere in campagna,  si fidanzarono e due anni dopo il matrimonio della sorella Eloise, anche essi si sposarono. Andarono ad abitare nella grande fattoria insieme alle famiglie della sorella del pastore e alla vecchia madre ma ebbero un appartamento separato, ristrutturato e rimodernato sul modello delle case cittadine. Ben presto ebbero una bellissima figlia e la loro vita si illuminò come quella della vecchia madre e di tutta la fattoria. Mistral era nato il 26/08/1960 in un piccolo borgo vicino a Rausu da una famiglia di pescatori . Frequentò la scuola insieme a Sigfrid e con Sigfrid frequentava i locali del porto e andava a pescare e ad esplorare la costa negli anni della giovinezza. In quegli anni anche Mistral fu colpito dalla bellezza di Eloise e certamente la ragazza fu anche un motivo di contrasto tra loro. Sapeva che Eloise aveva accettato diverse volte di avventurarsi con Sigfrid verso le spiagge bianchissime che si estendevano  ad occidente di Rausu. Egli sentiva di non riuscire ad avere quella confidenza e quel modo di scherzare che a Sigfrid riusciva spontaneo e che ella  apprezzava, o almeno così  sembrava da come il suo volto si illuminava in un sorriso, un sorriso di quelli che vogliono comunicare mille cose. Sta di fatto che quando Sigfrid decise di proseguire gli studi alla accademia navale di Nemuro, si fece più forte in lui la speranza di potere essere ricambiato nel sentimento che provava per Eloise.  Per potere avvicinare Eloise aveva intensificato la sua frequentazione di circoli religiosi in cui le ragazze e i ragazzi potevano incontrarsi senza destare scandalo e sospetto. Qui conobbe anche la sorella di Eloise in un gruppo di ragazzi più giovani che doveva aiutare negli studi del catechismo. Col passare dei mesi la compagnia si era  allargata ad Eloise e altri suoi coetanei. Nei mesi estivi i ragazzi passavano le giornate in spiaggia e Mistral ed Eloise si potevano vedere tutti i giorni, a volte passeggiavano a lungo sulla spiaggia e parlavano anche di quello a cui aspiravano  nella vita. Mistral avrebbe dovuto partire per il servizio militare alla fine di quell'anno e così si dicevano di come il distacco dagli amici fosse doloroso. In una di quelle passeggiate Mistral confidò a Eloise che la considerava qualcosa di più di una  amica e che quel sentimento, nato un anno prima stava diventando sempre più forte. Eloise gli diede un bacio sulla guancia e gli sussurrò " grazie è molto carino da parte tua, ma siamo così giovani, sei un caro amico " . Mistral non ne parlò più , la guardava con occhi sognanti ed Eloise, come sempre, si sentiva  al centro della  attenzione e sembrava che tutti sapessero che egli la  amava .  Continuarono a pensarlo anche quando Mistral partì per svolgere il servizio militare in marina e non era raro che qualche  amica le chiedesse notizie di lui pensando che vi fosse uno scambio si corrispondenza tra i due. Mistral  si distinse come marinaio e assunse incarichi di responsabilità fino a  che dopo il primo anno al comando proposero di affidargli il comando di una piccola unità navale, un cacciatorpediniere della guardiacostiera,con incarichi di ispezione. In effetti Mistral scriveva  ad Eloise ed alla sorella come si scrive al paese per mantenere i contatti colla compagnia dei vecchi amici. Fu la sorella di Eloise che volle scrivergli una lettera per confidargli che Eloise nutriva un affetto piuttosto profondo per  Sigfrid, cosa che nemmeno lo stesso Sigfrid in realtà sapeva, ma che era emersa in modo evidente dalle segrete e reciproche confessioni  che le due sorelle si facevano in quel tempo. Mistral si rassegnò a tutto ciò e si concentrò sulla carriera miltare . Per altri tre anni rimase nell'esercito e riuscì ad avere il brevetto di timoniere che lo abilitava alla guida di imbarcazioni commerciali. Era un uomo di notevoli qualità sia fisiche che intellettive e capace di dimostrare una profonda umanità. Aveva avuto delle donne che lo amavano intensamente ma non era riuscito a provare quel trasporto affettivo che aveva ancora per Eloise.  Quando tornò al paese  Eloise era fidanzata con Sigfrid , Mistral si defilò, cerco una sistemazione presso delle case di pescatori vicino al porto e un lavoro. Ritrovò la compagnia dei vecchi amici e sentì la calda attenzione delle donne, si intratteneva e si divertiva con loro ma non volle mai impegnare il suo cuore con nessuna.  Chen era nato a Rausu il 28/12 /1988: Era stato un bambino molto vivace ed , anche, intelligente e per questo aveva spesso fatto inorgoglire la madre fino a farla spesso piangere di gioia, ed il padre che era il fornaio di quel piccolo paese ora era fiero di quel ragazzo così sveglio e forte.  Allegro, intraprendente, socievole, Chen aveva molti amici, nonostante fi da piccolo aiutasse il padre nel lavoro di panificatore, trovava il tempo di organizzare insieme ai suoi compagni allegre scorribande lungo le vie del porto e attività ricreative nelle spiagge d'estate, spesso  partecipando ad avventurose esplorazioni lungo la costa, spesso fermandosi cogli amici in qualche insenatura per divertirsi a tuffarsi o a pescare . Partecipava con entusiasmo ad ogni gara sportiva ma dava il meglio di se nei giochi di squadra, in particolare nella pallavolo. Altre sue passioni erano le passeggiate in montagna e l'alpinismo. All'età di 16 anni aveva avuto i primi approcci con le ragazze del paese; erano cresciuti insieme nella stessa compagnia di amici e i suoi rapporti colle ragazze erano spontanei e normali privi di malizia… almeno fino a pochi mesi prima. Ma poi la spinta prepotente che gli ormoni  imprimono alla mente di un ragazzo ,ma , soprattutto ad un ragazzo della sensibilità e della passionalità di Chen, insieme con lo straordinario cambiamento che lo sviluppo puberale ebbe sul suo corpo lo indussero a guardare le ragazze del gruppo con altri occhi, come se la interazione di quelle entità misteriose con i suoi centri cerebrali in poche settimane avesse aperto la sua mente  e il suo cuore ad una dimensione completamente diversa da quella  adolescenziale: Chen era un uomo, e quello che si rivelava essere più straordinario ai suoi occhi era il fatto che non solo lui provava attrazione per quelle piccole donne ma che esse sembravano compiaciute quando il suo sguardo le accarezzava dolcemente, amava la vita e le ragazze e avrebbe voluto baciarle ed abbracciarle tutte . Dapprima un senso di curiosità, di vaga suggestione e di sottile turbamento si era insinuato in lui ; poi la sua fantasia e la sua immaginazione cominciarono a galoppare  e ciò accadeva quando la razionalità lasciava spazio allo spirito creativo, in particolare nell'abbandono onirico, nei sogni. E allora la sua mente produceva un incredibile accavallarsi di evocazioni allusive, misteriose e inquietanti. Pur senza volere queste immagini attraversavano la sua mente allettandola come una promessa ineffabile di  momenti segreti e deliziosi  come un dolce presagio di appaganti e piacevoli destini.  Chen non aveva più provato questo trasporto dei sensi, questo coinvolgimento e questa morbosa  attrazione verso il sesso femminile dagli anni ormai lontani dell'infanzia. Pur non essendone consapevole appieno, perchè forse aveva rimosso tutto, egli era già stato innamorato, fortemente , anche se necessariamente,  ad un livello platonico e rifiutando ancora ora il suo "io" inconscio, narcisista, che quello che aveva provato allora per sua madre,  fosse stato comunque, "amore", con tutto il corredo dei sentimenti di ambivalenza ,odio-amore, e colla gelosia sempre più forte verso il padre. Ma quello stato dell'animo comincio a modificarsi impercettibilmente ma inesorabilmente mano a mano che il suo corpo cambiava ed egli non era più un bambino ma, naturalmente, non era ancora un uomo. Quel sentimento di morboso attaccamento alla madre, quell'amore insaziabile e insaziato, poco a poco, si era tramutato in una sorda ostilità. Sentiva sempre più forte la sua inadeguatezza e, nonostante non desse mai a vedere di sentire una grande angoscia, aveva cominciato in cuor suo a rimproverare la madre per come egli si percepiva. Così diverso dal padre e così assurdamente sensibile e fragile "inadeguato" ad amare, ad amare una donna come sua madre e come le altre piccole donne, e chiaramente queste, le sue vecchie compagne di giochi, lo respingevano e lo scansavano . Rimproverava a sua madre di averlo concepito così, così diverso dal padre, da quel padre che ora costituiva il suo modello ,un modello irraggiungibile. La sua mente si abbandonava a pensieri deliranti e ossessivi " quella femminea stolida espressione che odio, che ha contaminato la perfetta matrice paterna di perfetta virilità e di maschile bellezza, sono solo uno sgorbio, quale donna mi vorrà mai?". Si sentiva così strambo, una nullità una caricatura nel confronto improbabile col padre . Della madre sentiva la falsità e l'ipocrisia , non credeva che lo avesse mai amato, ora non ci poteva credere che vedesse in lui quei caratteri che apprezzava in un uomo e che  aveva apprezzato in suo padre. Tuttavia poteva supporre che avesse forse provato per lui pietà e comprensione, ma una cosa sola certo sapeva e cioè che quella madre che aveva disperatamente amato e di cui anelava un sorriso e un abbraccio, ora egli quella  madre evitava e quasi odiava.  Eppure , nonostante il cinismo crescente che mostrava verso se  e verso gli altri egli aveva tanto bisogno di amore e la sua sensibilità , così intensa e così spiccata si esprimeva meravigliosamente in tutto ciò che faceva creativamente abile come  era nell'arte di scrivere, di dipingere e di suonare, abile come  era anche se ancora non lo sapeva, nell'arte di amare. Ora non si sa come  e perchè ma di quello che era stato il suo percorso verso la ricerca di una identità non era rimasta traccia; solo un vago sentore di quel calvario , solo dei frammenti di indistinti ricordi nella memoria. Ma in quest'oblio Chen non sapeva quanto avesse influito anche una  altra esperienza, tanto fuggevole quanto tragica, che lo coinvolse nel delicato momento di trapasso dalla adolescenza  alla giovinezza. Chen era stato vittima di uno degli episodi drammatici che avevano funestato quella regione circa due anni prima. Chen era stato rapito dagli orsi impazziti e trascinato insieme ad altri suoi compagni sulla montagna vulcanica. Il giorno successivo venne liberato ma, forse perchè doveva essere stato stordito, non ricordò più nulla dell'accaduto solo che  era stato preso e portato sulla montagna da quelle belve. Ma quello che gli parve strano era che insieme al ricordo di quei momenti si erano offuscati e affievoliti anche i ricordi e le emozioni collegate al periodo precedente il rapimento. Sembrò a tutti che quella esperienza lo avesse fortificato, le sue paure  e le sue angosce si erano dileguate come succede  spesso quando viene scongiurata una grave minaccia che improvvisamente avesse attentato alla nostra incolumità o a quella dei nostri cari. Probabilmente quel fatto lo aveva portato a riflettere sulla inutilità delle sue farneticazioni. Di tutte quelle congetture  e quelle costruzioni fantastiche non era rimasta traccia e Chen sembrava giorno dopo giorno assumere sempre più la fisionomia e l'atteggiamento di un uomo, un piccolo uomo deciso e intraprendente. Ora capiva che la sua vera passione era il mare e chiese allo zio Mistral di accettare che facesse esperienza di navigazione  e che potesse partecipare anche alle attività della pesca sulla sua imbarcazione. Quindi dopo la scuola Mistral spesso usciva per mare con il peschereccio dello zio aiutando i marinai nelle operazioni  di bordo e anche dopo essere sbarcati nella preparazione del pesce per la vendita sulle bancarelle in piazza. Qui spesso le giovani donne si intrattenevano con lui a contrattare e a scherzare  e anche i compagni di scuola si fermavano a parlare. Si formò intorno alle bancarelle una  allegra compagnia . Tra le ragazze una in particolare aveva attratto la sua attenzione.  Il suo nome  era Astrid era piacevole chiacchierare con lei perchè sembrava essere capace di capire cosa lui provava a navigare e non si annoiava a sentire i suoi discorsi su come  si svolgeva la vita di bordo e quali soddisfazioni poteva dare. Diventarono amici e si vedevano tutti i giorni, le loro conversazioni divennero una piacevole abitudine per entrambi, e nei loro cuori cominciò a sbocciare un sentimento insopprimibile ed inconfessabile. 

 

Capitolo Settimo

Lin Ciang era nata a Rausu il 23 aprile 1988 da una famiglia di pescatori, aveva tre fratelli due maschi più grandi e una sorella più piccola. Era stata una bambina dolce e tranquilla . La sua casa era vicina alla scuola e spesso i compagni e le compagne di scuola si fermavano davanti casa sua prima di tornare alle rispettive abitazioni. Astrid era la sua amica del cuore. Poichè Astrid abitava nella fattoria ai piedi della montagna vulcanica che era raggiungibile solo da una strada sterrata, quando era più piccola si tratteneva a casa di Lin finchè non passava la mamma a prenderla. Per questo Astrid e Lin diventarono delle amiche molto intime e si può dire che non vi era segreto che non si confidassero, segreti importanti anche di quelli che entrambe tenevano nascosti a tutti perfino ai genitori. Questa complicità divenne sempre più forte e insieme a questa si era sviluppato tra loro una intesa tale che, nel momento in cui avesse una delle due compagne avesse avuto un problema, una angoscia, un pensiero di sconforto o di rancore, l'altra avrebbe immediatamente compreso che qualcosa non andava. In effetti quando tutto andava bene le allegre battute, i riferimenti alle situazioni della vita scolastica, ma anche i piccoli problemi quotidiani animavano il loro chiacchiericcio fitto prima e, a  volte, anche durante le lezioni. Nessuna delle due poteva sottrarsi a questo intrigante gioco dello spirito a questa consonanza di idee e di pensieri senza che l'altra ne fosse in qualche modo risentita . Ma certo quello era l' atteggiamento di risentimento e di disappunto che si prova momentaneamente verso l'amica che si chiude in sè e che, per lo scoramento mostra  di non credere che l'amicizia serva a lenire i dolori dell'anima . Molte  volte quel sentimento le aveva condotte a delle piccole  transitorie incomprensioni che però, alla fine, non facevano che rinsaldare il loro rapporto. Mentre Astrid era una ragazza snella e robusta coi tratti degli Ainu, Lin presentava i tipici tratti e la grazia orientali. Mentre Astrid presentava delle spalle larghe, cosce affusolate e muscolose su un bacino largo e un seno prosperoso e un incedere che esprimeva potenza e sicurezza, Lin aveva un fisico molto asciutto e sinuoso che non lasciava trasparire la fisionomia delle strutture muscolari spalle e bacino meno larghi e un seno certo meno florido al confronto. L'espressione del viso di Lin era molto dolce con un nasino minuscolo tra due grandi occhi a mandorla scuri e profondi capelli neri che cadevano sulle spalle. Astrid aveva un volto più allungato, gli occhi allungati di un colore verde acqua e dei folti capelli castani chiari. Già entrambe avevano avuto delle brevi relazioni sentimentali con dei ragazzi compagni di scuola e di queste storie ognuna aveva raccontato all'altra ogni cosa fin nei minimi dettagli. Non erano stati grandi amori e si erano limitati ad incontri fuggevoli in cui con dei ragazzi coi quali si erano scambiati dei baci piuttosto impacciati e maldestri . Talvolta le due si raccontavano quegli episodi rendendoli ogni volta sempre più strani e grotteschi e scoppiando spesso in accessi  di irrefrenabile ilarità.  Ultimamente però Astrid aveva parlato a Lin di un ragazzo che l'aveva colpito e questa volta ne parlava in modo diverso come se quella storia potesse veramente essere qualcosa di serio. Quel ragazzo si chiamava Chen e naturalmente anche Lin lo aveva notato . Non era un tipo che passi indifferente alto biondo con un fisico atletico certo era quello che si può dire un bel ragazzo ma evidentemente per Astrid quella non doveva essere una infatuazione passeggera. Non doveva essere un flirt di poco conto se, come Lin si accorse una volta, Astrid aveva già pianto per lui. Tuttavia  ancora non aveva voluto confidarsi coll'amica riguardo a questa storia . Presto ci sarebbe stata la  festa mascherata e una certa impazienza mista a inquietudine dell'amica faceva intendere a Lin che in quella occasione probabilmente sarebbe sbocciato un vero amore. Il luogotenente Kuo-Yang era un uomo di 65 anni di aspetto e di spirito ancora giovanile. Il padre imbarcato su una corazzata nell'ultima guerra, era stato un abile navigatore e gli aveva trasmesso la passione per il mare. Anche Kuo Yang seguì le orme del padre divenne agente della polizia guardacostiera e poi comandante della capitaneria di porto di Rausu. Era stato da giovane un abile e coraggioso marinaio ed anche ora mostrava un fisico asciutto e robusto. Di carnagione chiara e colorito leggermente olivastro con una barba rada ad incorniciare il mento prominente. Come tutti gli uomini del nord  per la discendenza dagli antichi Ainu e a differenza degli altri giapponesi non aveva gli occhi a mandorla e aveva delle orecchie piuttosto grosse. Le spalle massicce e la possente muscolatura del dorso si azionavano armoniose nei movimenti precisi quando era impegnato nelle manovre di navigazione. Aveva sposato una donna delle regioni centrali del Giappone di nome Kuo-Seng coi classici tratti orientali  dalla quale aveva avuto due figlie Kuo-lin-feng e Kuo-shou-deng. L'autorità del luogotenente era tale che ogni attività del porto doveva passare sotto il suo esame e mano a mano che cresceva il traffico commerciale la sua influenza sulla vita cittadina cresceva fino a farlo diventare un punto di riferimento per le scelte di tutto il paese. non di rado anche il sindaco prima di prendere delle decisioni importanti lo consultasse per sentire il suo parere. Era giunto infine all'età della pensione, e si era da poco ritirato, quando venne interpellato da alcuni esponenti della federazione intergalattica perchè assumesse il comando di una sede che la federazione a Rausu.. Questa sede sarebbe stata collocata all'interno di una stazione di controllo dell'attività sismica e vulcanica della zona ed era  attrezzata cogli strumenti necessari a provvedere ai controlli di attività geologiche e di altri strani fenomeni che si stavano verificando nella regione. Il luogotenente  aveva raccolto una serie di informazioni su alcune persone riguardo ai  rapporti con delle forze sovversive che agivano nella regione , ben presto, era convinto, sarebbe riuscito a scoprire quale era l'origine delle strane vicende che erano cominciate due anni prima col rapimento di bambini da parte degli orsi. Ma ora la scomparsa della nipote lo aveva colpito duramente ed era convinto che vi doveva essere una qualche relazione tra quella scomparsa e i fatti che si erano succeduti in quei mesi.La fattoria dove Kuo ShuoDeng abitava col marito e la figlia Astrid si trovava a poco più di mezzo chilometro dalla scuola di Rausu ma Il tragitto era quasi tutto in salita, tortuoso e terminava in un vasto altopiano da cui si potevano ammirare le foreste e i pascoli che si estendevano alle pendici del vulcano. Il marito detto Zhou Ming detto "Il pastore" l'aveva conosciuto all'età di 17 anni ad una festa scolastica. Glielo aveva presentato la sorella Eloise. Egli l'aveva invitata a venire colla sorella a trascorrere una domenica sui pascoli alti in estate. Le ragazze vennero con un gruppo di amici, si divertirono e tornarono altre volte. L'amore per la natura e per la montagna,la vita all'aria aperta,le passeggiate per i sentieri e per i boschi ameni, tutto questo aveva persuaso la ragazza che quella vita le sarebbe piaciuta e che anche quel ragazzo, pur così diverso dagli altri del paese a lei piaceva. Anche ella in fondo era così introversa e schiva; era molto sensibile anche al richiamo della spiritualità e credeva nella religione animistica degli Ainu una religione che vede in ogni oggetto, animale o fenomeno atmosferico la presenza di un Dio. per questo sua madre le aveva affibbiato il soprannome di "Mistica", cosa che all'inizio l'aveva fatta infuriare ma che poi aveva accettato riconoscendo che sua madre conosceva bene la sua indole e constatando che quel nome era veramente il più appropriato per come lei era e si sentiva. Così come sentiva nel suo cuore una certa affinità per quel giovane, una certa corrispondenza di sentimenti e comprendeva che egli, forse proprio per quella stessa affinità, si sentiva a suo agio con lei, Voleva essere per lui un tramite tra la vita conchiusa nella azienda paterna e il tessuto sociale che stava al di fuori di quel suo mondo. In quell'ambiente egli era sicuro e deciso, come quando si arrampicava per sentieri impervi e si avventurava con corde e ramponi a sfidare le pareti del vulcano. Ma quel ragazzo sapeva anche raccontare delle belle storie, leggende che narravano storie tramandate di generazione in generazione, espressione di una cultura orale e che sicuramente avevano un fondo di verità. Ben presto i due, nonostante i dubbi della famiglia di lei sulla possibilità che ella si adattasse a vivere in campagna, si fidanzarono e due anni dopo il matrimonio della sorella Eloise,anche essi convolarono a nozze. Andarono ad abitare nella grande fattoria insieme alle famiglie della sorella del pastore e alla vecchia madre ma ebbero un appartamento separato, ristrutturato e rimodernato sul modello delle case cittadine. Ben presto ebbero una bellissima figlia e la chiamarono Astrid. Così la loro vita si illuminò come quella della vecchia madre e di tutta la fattoria. La moglie del Luogotenente era una donna forte e fiera. Fiera soprattutto delle sue due figlie Eloise e Mistica, così le aveva soprannominate, le quali erano, a detta di tutti, le ragazze più belle del paese. ma fiera lo era anche di suo marito Luogotenente della Capitaneria per molti anni ed ora, anche in pensione, personalità molto in vista e punto di riferimento del paese e di tutta la zona della penisola di Shiretoko.Le figlie felicemente sposate, l'arrivo di due nipotine, l'armonia e la serenità delle loro famiglie erano per lei le cose più importanti e arricchivano la sua vecchiaia di gioie e di speranza. Solo negli ultimi tempi quasi impercettibilmente qualcosa era sembrato incrinarsi in quel quadretto di tranquilla vita famigliare. L'intuito di una madre può vedere aldilà dell'apparenza e negli sguardi e nel comportamento di Eloise riusci a percepire qualcosa di strano e ora cominciavano a preoccuparla anche le sue nipotine. Astrid, era cresciuta prepotentemente e sembrava ormai una donna, ma i suoi atteggiamenti erano ambivalenti, a volte sembravano infantili a volte incredibilmente disinvolti e maturi; ella non aveva potuto ignorare le reazioni degli uomini adulti a quella prorompente espressione di femminilità e di seducente erotismo. L'altra nipotina Elen figlia di Eloise e di qualche anno più piccola sembrava soffrire di un blocco incomprensibile. Aveva smesso di sorridere e di progredire nell'apprendimento tanto che a scuola rischiava di essere bocciata; ma era la sua sconcertante anedonia e apatia quasi una incapacità a provare emozioni a sentire tanto il piacere quanto il dolore. Questi pensieri avevano lastricato di lacrime e preoccupazione le sue ultime settimane ed ora come un colpo di grazia era arrivata la notizia della scomparsa di Astrid. Da allora era stata sempre accanto alla figlia Mistica e con lei pregava e invocava i potenti spiriti animistici degli Ainu e il Dio Orso affinchè intercedesse per loro.

 

Capitolo Ottavo

Mentre andavano Limbi era pensieroso. "Cosa c'è Limbi" disse Gaia "ti vedo assorto". Gaia, di certo, oltre che dalla espressione comprendeva la natura dei pensieri di Limbi dal flusso delle onde cerebrali. "Da un po’ di giorni ripenso a quanto ci hai detto sulle sorti dell'universo e sulle trame del diavolo e , se prima le ascoltavo come quei racconti leggendari  o come le profezie misteriose della Bibbia e di Nostradamus, ora che siamo qui immersi in questo mistero mi rendo conto che tutto questo è maledettamente reale. Mi è venuto in mente un documento che avevo letto non molto tempo fa, per caso, navigando in internet ed in cui si dava una certa interpretazione del libro. dell'Apocalisse e anche dei misteri legati alla rivelazione di Fatima. Ecco volevo chiederti Gaia se la tua previsione sul destino dell'Universo conferma e chiarisce il testo biblico dell'Apocalisse o se, invece, se ne discosta e propone una altra interpretazione?"  L'apocalisse è una visione profetica che deve essere interpretata. Quello che ci insegna è che il demonio può presentarsi in modo estremamente ingannevole col volto di una potente che ammiriamo o di un falso messia. Forze oscure possono usare ignari discepoli per realizzare lo scopo dell'annientamento dell'universo cosa è l'armageddon se non la lotta tra queste forse. L'apocalisse indica anche che un segno ci potrebbe permettere di identificare queste forze del male e forse esse stesse confidano nel potere di questo segno per vincere. Sigfrid spesso partiva in missione e poteva stare fuori anche una intera settimana. Eloise in quei giorni soffriva di solitudine e la sua angoscia più grande si riaffacciava nelle sere in cui stava sola con la figlia. Quella figlia che avevano tanto voluto era stata la sua gioia più grande ma anche la sua preoccupazione ed  in fondo, come dovette ammettere a se stessa, la sua più grande delusione. In qualche modo anche quel grande amore da cui sua figlia era nata venne scalfito dalla scoperta della malattia che la affliggeva. Incomprensione e  sconforto si insinuarono nel rapporto tra Sigfrid ed Eloise. Eloise si sentiva costretta a vivere senza più una prospettiva di serenità famigliare e coniugale ed i ricordi, belli del passato, non facevano che acuire la amarezza ed il grigiore del presente. Ella non si poteva ancora perdonare il fatto di non avere percepito, da madre, i primi segnali della malattia della figlia. E pure a distanza di anni ancora si sforzava  di ricordare  dei dettagli che certo allora le erano parsi insignificanti. Si assolveva per poi tornare ad accusarsi in un circolo vizioso di pensieri ossessivi che a volte, pensava la stavano portando alla pazzia. Si assolveva  comunque per avere sempre diligentemente condotto la figlia ai controlli medici pediatrici prescritti e per il fatto che non aveva trascurato nessuna raccomandazione tanto più che nessun medico prima aveva mai riscontrato  anomalie nella crescita e perfino nello sviluppo psicofisico. L’autismo spesso rimane  non diagnosticato fino all’età scolare. E infatti fu propri nel passaggio all’età della scuola materna che l’autismo di Elen si manifestò. Perché il destino sembrava divertirsi sadicamente a guastare i momenti migliori di una vita, una vita che si era avviata verso orizzonti di serenità e che offriva prospettive di felicità e di gioia famigliare. L’animo buono e sensibile di Eloise si incupì ed anche la luce nei suoi occhi,la sua bellezza e il suo fascino parvero appannarsi. Cosa è la fede se non la forza che vince le avversità attraverso l’amore universale? La cristiana Eloise dovette far ricorso a tutta la sua fede e a tutta la sua energia spirituale per superare la crisi. Ma più forte di lei e di Sigfrid si ergeva una barriera di incomunicabilità che impediva loro di parlare di chiarirsi e soprattutto di parlare di Elen e del suo destino. Così quando Sigfrid era fuori casa per diversi giorni in missione o nei lunghi pomeriggi in cui sentiva il bisogno di evadere da quella situazione Eloise usciva e inizialmente lo fece per pregare. Si recava alla piccola chiesa cristiana del paese dove spesso si era anche confessata  dichiarando i  propri pensieri malsani e peccaminosi e cercando conforto nella penitenza e nella preghiera. Tuttavia il suo animo rimase inconsolabile, i sentimenti che naturalmente fanno palpitare il cuore di una giovane donna in lei rimanevano repressi e così costretti dentro di se che risultava uno stato di tensione e di rancore verso se e verso il mondo. Eloise si tratteneva alla locanda e prese a bere bevande alcoliche vini speziati e whisky e a frequentare vecchi amici e amiche alcuni veramente poco raccomandabili. Tra questi vecchi conoscenti Eloise ritrovò anche Mistral un tempo rivale di Sigfrid nel corteggiarla. Si vergognò che la trovasse in quello stato di ebbrezza, quando ci ripensò maledisse il suo vizio, non ricordava neppure cosa gli avesse detto ma solo il suo sguardo sorpreso e incuriosito. Avevano ballato quella sera ed ella si era abbandonata sulla sua spalla. Poi l’aveva riaccompagnata a casa e l’unica cosa che si ricordava erano quelle quattro parole così strane e così scontate “Ti ho sempre amata” e la sua risposta altrettanto scontata “Anch’io” . Barcollando in una atmosfera da sogno Eloise era scappata in casa e si era accasciata sul letto. Chen e il pastore erano già sulle pendici del vulcano alle 6 del mattino, il sole non era ancora spuntato ma il chiarore del cielo si faceva sempre più intenso. Percorrendo quei sentieri Chen ricordava il periodo della sua prigionia. Molte volte aveva ripensato a quelle ore di terrore e di sconforto e tutto  gli sembrava un lontano e brutto sogno.  Alcuni  particolari che aveva rimosso o dimenticato  riaffioravano. Pur nella condizione di precarietà e di angoscia in cui era stato Chen ora ricordava con stupore lo sguardo rassicurante di una grossa orsa che lo aveva custodito in una grotta, di come  lo aveva dolcemente appoggiato ad un giaciglio di foglie e di quando gli porse dei frutti da mangiare e dell’acqua raccolta abilmente in una ciotola di legno. Quella orsa sembrava avere qualcosa di umano ed egli sentiva che non gli avrebbe fatto nulla di male. Naturalmente non riuscì a dormire la prima notte se non per pochi minuti ma poi la seconda e la terza notte crollò in un sonno agitato da incubi sudando e tremando per la febbre per il crollo mentale. Egli stesso e coloro che lo conoscevano ebbero tutti modo di constatare che da quella esperienza ne era uscito indenne fisicamente ma profondamente cambiato nella personalità e forse nella psiche. Chen cercò di scacciare i pensieri angoscianti e di concentrarsi sulla loro missione. Lungo il sentiero del cratere del vulcano Chen e il pastore si avvicinavano zona dove erano localizzate la grotta e la maggior dei passaggi sotterranei. Alcune delle aperture rappresentavano dei veri crateri secondari che la forza propulsiva del magma si era aperto nel corso di eruzioni che, probabilmente non avevano trovato uno sfogo nel cratere principale. Il materiale incandescente aveva iniziato ad erodere le aree di minor resistenza ma parte della lava era stata eruttata dalle bocche più piccole. Chen e il pastore si inoltrarono in una di quelle aperture. Sembrava una grotta senza altre comunicazioni ma nell'angolo estremo sulla sinistra vi era una ben stretta fessurazione nella roccia che comunicava con un'altra grotta più piccola situata più in basso poi con un cunicolo che scendeva ripido. I due proseguirono illuminando con una torcia elettrica il passaggio le pareti coperte di lava solidificata disegnavano creste mammellonate dalle forme strane. Purtroppo il passaggio cominciò a restringersi fino a chiudersi completamente probabilmente occlusa da una massa di lava che si era depositata dopo avere esaurito la forza propulsiva. I due ritornarono sui loro passi arrancando nel ripido cunicolo . Arrivarono esausti alla grotta principale e uscirono all'aperto e si distesero al sole a riposare. “Hey Chen che dici? Ce la faremo in un paio d'anni ad esplorare tutte le grotte e gli anfratti del vulcano?” disse il pastore. “Forse dovremmo dividerci ma è pericoloso. “No rischiamo di perdere ancora più tempo se i cunicoli diventano ripidi abbiamo bisogno di calarci con delle corde” . Dovremmo procurarci un attrezzatura adeguata o ancora meglio dovremmo chiedere aiuto a degli speleologi. “Forse” riprese Chen possiamo trovare delle informazioni sui crateri del vulcano di Rausu in biblioteca. Vi sono delle cartine molto dettagliate e le relazioni delle ultime eruzioni.Con questi proponimenti Chen ed il pastore si incamminarono verso il paese. Per ora di pranzo si doveva trovare con gli altri amici impegnati nelle indagini.  Il luogotenente ed il suo gruppo Eloise e Sigfrid e Lin e il commissario tutti si erano dati appuntamento a casa del luogotenente per aggiornare la situazione e il piano investigativo e formulare un programma per i giorni successivi.Sigfrid ed Eloise avevano esplorato le coste fino a Nemuro.  Ad ogni porticciolo sul percorso avevano raccolto informazioni sugli spostamenti dei natanti. Non era emerso nulla di particolare e di sospetto. Eloise sembrava felice di quel viaggio, la necessità di occuparsi di un caso così drammatico sembrava rianimare quella coppia forse perché li allontanava dalla quotidianità con tutte le sue amarezze. Ed Eloise aveva voluto dedicarsi quei pochi giorni cercando di dimenticare tutto il resto. Aveva affidato la figlia a sua madre e voleva dedicarsi alla verifica del suo rapporto con Sigfrid con cui voleva ritrovare la complicità e l’amore di un tempo. Lin si sentiva strana spesso volentieri senza motivo. I sogni agitati non c’erano più o forse non li ricordava, eppure la spossatezza rimaneva soprattutto al mattino e ciò le faceva pensare che  il suo sonno fosse ancora agitato. Non aveva parlato con nessuno degli strani sogni e di come le sue visioni oniriche avevano dimostrato avere il carattere di sogni speciali. Nei giorni in cui Chen era scomparso e qualche giorno prima che succedesse Lin aveva sognato degli orsi infuriati che rapivano un ragazzo e quel ragazzo, Lin ne era certa era proprio Chen. Questo genere premonizioni non erano più avvenute neanche quando ad essere rapita era stata la sua cara  amica Astrid era come se vi fosse un legame segreto tra lei e Chen ma chissà se anche Chen lo sentiva questo legame. E con questi pensieri Lin si avviò all'appuntamento con l'ispettore e Mistral per iniziare le ricerche. Gaia raccoglieva e annotava le impressioni che aveva avuto incontrando tutte quelle persone che le erano state presentate da Skab a Rausu. Certo le percezioni del pensiero non potevano sempre avvenire agevolmente come faceva con gli Urga perché così come egli esseri umani non recepivano i pensieri allo stesso modo non li trasmettevano se non in modo sporadico o in certe condizioni emozionali in stati d’animo in cui delle onde anche involontariamente venivano emesse. Quindi Gaia, ad esempio, riusciva a percepire la presenza di un atteggiamento di discordanza affettiva molto meglio di uno psichiatra nel corso di una seduta psicanalitica. La apprensione di ognuno veniva ad esprimersi come un particolare comportamento. Eloise confortava la sorella e facendolo si faceva partecipe di una perdita così, in cuor suo si chiedeva se fosse meglio la perdita della sua figlia colpita da autismo o la scomparsa di Astrid. Questa sfumatura del pensiero Gaia percepiva come uno stato di forte attivazione dei centri che controllano l’affettività sistemi collocati nella profondità del cervello tra l’ippocampo e l’amigdala ma che producevano quelle onde che Gaja ben conosceva. Ma quel connotato emozionale del comportamento non era sempre sufficiente a farle decifrare tutto il contenuto relazionale le onde dell’emotività sovrastavano tutto il resto e solo le capacità investigative di Gaja le permettevano di colmare i vuoti nel puzzle. Quello che certo ancora non poteva comprendere era se Eloise era vulnerabile o no e se era coinvolta nella vicenda solo inconsciamente. A casa del luogotenente erano già convenuti tutti gli altri Lin giunse e avvertì del ritardo di Mistral e dell’ispettore. La moglie del luogotenente e sua figlia la madre di Astrid non avevano partecipato alle ricerche ma avevano preparato il pranzo per tutti. Lin abbracciò Eloise e sua sorella: “Sono addolorata, Astrid è la mia migliore amica mi manca tanto, la sua assenza crea un immenso vuoto …” Sigfrid conversava con Gaja e Limbi , i loro discorsi riguardavano la situazione dei rapimenti e Gaja aveva accennato ai messaggi urgenti che Sigfrid riceveva e al fatto che Sigfrid poteva avere informazioni anche dalla questura. Gaia voleva sondare le reazioni emotive di Sigfrid a quelle sue considerazioni per capire se il messaggio che Sstrid gli aveva consegnato potesse avere a che fare con la sua scomparsa. Sigfrid non potè fare a meno di ripensare a quel messaggio, perché il messaggio riguardava proprio la sua storia con Sigfrid e chiedeva loro di farsi trovare in un certo posto per evitare che della loro storia fosse messa al corrente Eloise. “Uno sciacallo che vuole profittare delle dicerie che circolano su di noi Astrid, non ti preoccupare non può avere prove”. Astrid che da tempo voleva mettere fine alla sua relazione con Sigfrid appreso il contenuto della lettera si disperò e, nonostante le resistenze di Sigfrid volle che Sigfrid la portasse al luogo indicato “Sigfrid ascolta, ho paura anche io ma purtroppo non abbiamo scelta. Il modo con cui agisce fa pensare che conosca molto bene la nostra situazione, non avrebbe mandato un messaggio in questo modo rischiando che Eloise lo leggesse. Chiunque sia e cosa voglia, dobbiamo sottostare alle sue richieste, probabilmente ci ricatterà, forse vorrà dei soldi ma non abbiamo alternativa. Non voglio rovinare la tua vita e il tuo matrimonio e neanche la mia”.

 

Capitolo Nono

All’appuntamento nella zona tra Rausu e Nemuro in un casolare prospiciente alla grande roccia che segna la fine del versante più impervio della scogliera. Arrivarono sul far del tramonto. Non sembrava esserci nessuno. Nella campagna circostante qualche fattoria era segnalato dalle luci accese alle finestre e dal fumo che si diffondeva dai camini. Tutto faceva pensare ad uno scherzo o ad un falso appuntamento. Sigfrid aveva con se una pistola ed una torcia elettrica. Stavano per far ritorno al porto quando videro delle ombre che si allungavano nel prato. In breve tempo furono circondati da una schiera di orsi e prima che Sigfrid potesse sparare per spaventarli uno di loro lo aveva già ghermito alle spalle e lo teneva stretto tra le braccia. Gli altri orsi rapidamente si avventarono su Astrid ed uno di essi il più grosso la agganciò con un braccio al suo fianco come fosse un tronco e si diresse veloce, camminando a tre zampe, verso la boscaglia. Sigfrid urlò “Astrid , maledetti lasciatela!” mentre si divincolava disperatamente per liberarsi dalla stretta dell’orso che si sbilanciò e lo dovette lasciare facendolo però rotolare sopra di se verso il pendio da cui erano venuti per alcuni metri. Sigfrid agguantò subito la pistola dalla tasca della giacca e sparò in alto pensando di spaventare gli orsi e poi cerco di colpire gli orsi più vicini a lui. Ma intanto l’orso più grosso si stava inoltrando nel bosco tenendo Astrid saldamente avvinghiata al fianco. Sigfrid si mise a correre per raggiungerlo evitando gli altri orsi che gli venivano incontro per contrastarlo e sparando quando non poteva farne a meno. Credette di averne colpiti almeno un paio ma uno degli orsi lo spinse di lato facendolo cadere e facendogli perdere la pistola. La recuperò e sparò l’ultimo colpo per allontanare gli orsi che gli stavano piombando addosso. Si allontanarono nel buio della foresta si rese conto che era inutile insistere non poteva più sperare di raggiungere Astrid ormai. Gaia pensò che Sigfrid non poteva svelare quanto era accaduto ed era tormentato dal pensiero di avere ingannato doppiamente Eloise non solo perchè l'aveva tradita con la nipote ma perchè ora le teneva nascoste informazioni che potevano consentire di agevolare le ricerche di Astrid. Ma quello che aveva percepito Gaia rappresentava davvero il pensiero il ricordo e le emozioni di Sigfrid, ma soprattutto quel colloquio era veramente quello di due amanti? O qualcosa era stato male interpretato dopotutto era la prima volta che riusciva a decifrare i pensieri di un semplice umano o Sigfrid non era un semplice umano? C'era qualcosa che non la convinceva del tutto… Eloise che ora di nuovo le sorrideva e che nuovamente forse era nella disposizione d'animo giusta per potere innamorarsi nuovamente ma egli non si sentiva degno di corrispondere quel sentimento. Eloise e Sigfrid entrarono nella sala da pranzo dove già il luogotenente Gaja e Limbi li aspettavano. "Buongiorno e scusate il ritardo!" disse Eloise. "Buongiorno a voi " rispose il luogotenente,, gli altri salutarono a loro volta,."Accomodatevi prego" li invitò il luogotenente "intanto che attendiamo Mistral e e l'ispettore dissetiamoci con un aperitivo. Sono ansioso di sapere come sono andate le vostre perlustrazioni" Sigfrid sorrise ed esclamò."Poteva andar meglio" , in verità non mi aspettavo di trovare indizi importanti lungo la costa. L'unico elemento utile forse è ancora una volta la segnalazione di movimenti attivi di gruppi di orsi fino a quote molto basse vicino ai piccoli centri abitati lungo la costa tra Rausu e Nemuro. Oltre a ciò  sulle isole dell'arcipelago si riscontra un aumento dell'attività vulcanica. Non ci sono stati movimenti di imbarcazioni sospette nell'arcipelago solo la solita attività di pesca e gli spostamenti dei pochi abitanti.. Quindi caro luogotenente, non dico che che sia stata inutile perchè per quanto infruttuosa ci ha fatto gustare il piacere di un viaggio insieme ad Eloise cosa che mi mancava da molto tempo". " E di questo sono felice"disse il luogotenente" anche Eloise ne ha tratto giovamento mi pare, almeno a giudicare dal suo sorriso radioso", Eloise si appoggiò alla spalla di Sigfrid "non sarà stata fruttuosa per le indagini ma per noi credo di si , vero Sigfrid?" " Molto produttiva e interessante direi confermò Sigfrid". Eloise in quei tre giorni aveva incominciato a pensare ad una vita diversa insieme a a Sigfrid e in questo slancio si accorse che per la prima volta dopo molti anni aveva desiderato concepire un altro figlio con suo marito. Intanto la moglie del Luogotenente aiutata dalla figlia più giovane stavano servendo il primo piatto una zuppa di riso e cereali fumante. Gaja sentiva che tra i convitati aleggiavano sentimenti ambivalenti;da un lato vi era uno spirito collaborativo e una tensione comune verso l'obbiettivo che tutti sembravano perseguire, cioè la liberazione di Astrid ma dall'altra però Gaia percepiva la presenza di un forte contrasto affettivo. Questo si manifestava ad esempio quando il Luogotenente aveva illustrato gli esiti delle indagini svolte da Sigfrid. Anche Skab che dialogava telepaticamente con Gaia confermava queste percezioni. Naturalmente i dubbi di Gaia erano solo delle supposizioni che non escludevano la possibilità di una sorta di antipatia o di una incompatibilità caratteriale senza una ragione oggettiva di fondo. Nondimeno Gaja non potè fare a meno di osservare che talora le onde di dissonanza aumentavano proprio quando venivano espresse delle considerazioni che suscitavano qualche obiezione o chiarimenti su alcuni aspetti. "Le informazioni raccolte nella zona del porto sono state accuratamente vagliate caro il mio Luogotenente. Sappiamo bene e tu mi insegni quante malelingue e quante fantasticherie fioriscono in questo ambiente. Comunque data la sua centralità in questo caso abbiamo esplorato anche la zona del porto disse l'ispettore "abbiamo visitato i magazzini, le stive delle navi e dei pescherecci e, sempre con l'aiuto di agenti esperti abbiamo percorso i vicoli e gli angoli più nascosti. Ma il lavoro più importante lo abbiamo fatto in modo non ufficiale attingendo alle fonti segrete di conoscenti ed informatori. Purtroppo dobbiamo qui ammettere che nessuno, neanche negli ambienti vicini alla malavita ci ha potuto dare un aiuto concreto. Certo con tutta probabilità possiamo ora escludere che Astrid sia stata rapita per chiedere un riscatto o che sia stata vittima di un ladro o di un maniaco della zona, cose che si sarebbero venute a sapere, con tutta probabilità, in certi ambienti. Tra tutte le cose che ho sentito molte hanno il carattere di favole tuttavia vi voglio raccontare ciò che ha potuto vedere un vecchio marinaio che una sera si era avventurato sulla scogliera lungo la costa tra Rausu e Nemuro. Perchè lo fece , perchè cioè si era avventurato verso quella zona impervia e buia non mi è chiaro, forse nostalgia di luoghi conosciuti nella sua infanzia o delle persone che in quei luoghi aveva frequentato. Comunque sia  una sera nei primi giorni di maggio prima del tramonto camminando sui sentieri che seguono la costa tra il mare e i monti egli vide qualcosa che non aveva mai visto prima : un gruppo di orsi che procedeva in bell'ordine e davanti a loro alcuni uomini vestiti di  pelliccia dello stesso aspetto e colore degli orsi stessi. Gli orsi sembravano ammaestrati ma sicuramente non erano legati. A questo punto il vecchio mi spiegò che questo fatto lo aveva particolarmente colpito perchè evocava in lui l'eco di vecchie leggende della sua infanzia in cui si profetizzava il ritorno degli orsi indemoniati cioè di orsi dotati di intelligenza e di poteri soprannaturali. La leggenda parlava anche della influenza dello spirito del vulcano dalla quale gli orsi venivano pervasi e dalla loro intima sottomissione a demoni che interpretavano la volontà di quello spirito.Vi fu un tempo in cui gli uomini avevano imparato a convivere con gli orsi ed alcuni se ne erano fatti amici e veneravano in sette il Dio del vulcano. In cambio lo spirito ed i suoi demoni davano protezione ed aiuti contro i nemici alle piccole comunità. Ma accaddero anche cose terribili, gli orsi rapirono ed uccisero coloro che si opponevano e che si avventuravano sul vulcano per scoprire il loro segreto. La leggenda è suggestiva e quello che sta accadendo la rende ancora più verosimile ma l'avvistamento degli orsi è un fatto reale e ci sono anche altri testimoni di simili situazioni. Il fatto che dobbiamo considerare, secondo me, è che gli orsi impazziti si stanno spingendo sempre più vicino ai centri abitati e vicino alla costa. Non abbiamo ancora segnalazioni di episodi di rapimenti o di presenze di orsi in paese o sulle spiagge vicino al porto ma non possiamo escludere che possano arrivare anche qui” . “Certo” annuì il Luogotenente” non possiamo escluderlo. Anche Skab e Gaja confermavano l'ipotesi e ormai tutti sentivano che la scomparsa di Astrid e il fenomeno degli orsi impazziti dovevano essere in qualche modo collegati tra loro. Ma a che punto fosse il progetto di monitoraggio e controllo della regione da parte degli uomini della Federazione Intergalattica di cui lo stesso Luogotenente faceva parte non era questione di cui si poteva parlare in quella sede. Il Luogotenente non poteva mettere tutti al corrente di quello che veniva segnalato anche perchè egli stesso aveva il sospetto che tra di loro poteva essersi infiltrato uno dei loro nemici. Gaja percepiva il controllo della ideazione e la prudenza che il Luogotenente si sforzava di usare nell'esprimersi. Il Luogotenente non poteva mettere tutti al corrente di quello che veniva segnalato, elaborato e trasmesso dalle unità della federazione. I tecnici lavoravano a strani algoritmi, gli Urga con Skab alla loro guida controllavano lo stato dei contatti psicodinamici e li integravano mantenendo aggiornato il quadro generale dei fenomeni. Il Luogotenente d'altra parte comprendeva che la possibilità di collaborazione veniva resa più concreta quanto più si riusciva a coinvolgere gli uomini nell'impresa. Nondimeno ragioni di prudenza e di buon senso facevano si che il Luogotenente non dicesse tutto quello che sapeva. “Abbiamo esplorato la regione di Shiretoko e abbiamo raccolto informazioni dalla direzione del parco tramite un colloquio molto interessante con il direttore Shan Deng . Anche loro hanno cercato di indagare il comportamento degli orsi e tra l'altro ne hanno anche catturato uno gli hanno applicato un collare con un dispositivo che trasmette segnali gps permettendo di individuare le coordinate geografiche in pratica un trasmettitore gps ad alta potenza. Seguendo il segnale l'orso li ha condotti fino al vulcano ma,ad un certo punto, il segnale è scomparso e non è più ricomparso neanche nei giorni successivi. Questo ci ha fatto escludere che l'orso sia entrato temporaneamente in passaggi o grotte sotterranei ma piuttosto che il trasmettitore sia stato distrutto”. Gaia seguiva attentamente il racconto del Luogotenente ma contemporaneamente controllava le reazioni emotive dei presenti. “ Molto interessante Luogotenente, almeno quanto questa zuppa calda che sua moglie ci ha cucinato, è proprio l'ideale con questo vostro clima decisamente rigido” disse Gaia per cercare di allentare le difese erette nella mente del Luogotenente e “vedere” il colore delle sue emozioni. “La minestra è molto buona” rincarò Jenny consapevole della manovra di Gaia, mi ricorda la zuppa che faceva mia nonna”. Il Luogotenente ed i suoi familiari sorrisero compiaciuti. “Certo che se siete affamati come me ogni cibo vi sembrerà meraviglioso non sono un appassionato di minestre ma questa mi sembra eccezionale!” Lin era seduta accanto a Chen e non gli levava gli occhi un momento di dosso sembrava incantata e rapita dal suo sorriso e dal suo modo di esprimersi scanzonato e allegro. Pur essendo molto timida e arrossendo un po' chiese :”E quali sono i tuoi piatti preferiti Chen?” . “Mi piacciono molto gli arrosti e le grigliate di pesce ma anche i dolci soprattutto quelli fatti in casa” rispose Chen “ e devo ancora trovare qualcuno che li sappia fare meglio di mia mamma”. “te li puoi permettere i dolci tu, magro come sei” disse Eloise ”ma poi cosa avete fatto di interessante sul vulcano?” “Abbiamo esplorato la zona delle grotte e dei crateri secondari. Non immaginavo davvero che ci fossero tutte quelle cavità nel vulcano. Abbiamo anche esplorato alcune grotte ed abbiamo compreso che esiste una rete di cunicoli sotterranei ed , anche se molti finiscono a fondo cieco, alcuni invece comunicano con altre grotte ma molti hanno degli sbocchi all'esterno formando a volte dei veri crateri sotterranei e dalla parte opposta comunicano col cratere principale. Purtroppo esplorarli tutti sarebbe un lavoro lunghissimo, faticoso e pericoloso comunque non impossibile con una adeguata attrezzatura e l'aiuto di speleologi”. “Certo”, rispose il luogotenente “ma soprattutto è possibile farlo grazie alle indicazioni che ci ha fornito il direttore del Parco. Le coordinate geografiche satellitari gps sono molto precise e circoscrivono gli ingressi alle grotte ed ai crateri ad una area molto limitata. Gli orsi potrebbero presidiare questa area e dovremo essere pronti anche a difenderci. Cosa dire poi delle vecchie leggende secondo cui andare a disturbare gli spiriti demoniaci e gli orsi che li incarnano sarebbe un grave affronto? Saranno certamente delle storie ammantate di un alone di mistero ma abbiamo anche bisogno del parere di un illustro cosmologo ed allora Skab potrebbe dirci qualcosa vero?”

 

Capitolo Decimo

Grazie Luogotenente ma non credo di essere noto ai più per i miei studi. Che in alcune religioni si pratica l'esorcismo con qualche successo e che ancora vi siano degli adepti di sette che venerano gli orsi in Hokkaido è un fatto noto. Ed è anche noto che c'è stata una certa ripresa del fenomeno dell'esoterismo ma vi sono altre ipotesi forse più convincenti dal punto di vista scientifico che spiegherebbero il cambiamento di comportamento e anche la psicopatologia degli orsi. Sembra più probabile che le onde radio elettromagnetiche o delle radiazioni che provengono dal sottosuolo delle grotte dove vivono, come il radon, possano produrre dei danni alla corteccia cerebrale degli orsi addirittura accelerando il loro circuiti di conduzione nervosa e quindi paradossalmente rendendoli più intelligenti ma anche più aggressivi. Non c'è niente di certo chiaramente sono tutte ipotesi da verificare. Ma quello di cui volevo parlare è lo scenario in cui siamo collocati in questo momento, che è lo scenario complesso di una crisi. Vi sono degli aspetti che stiamo studiando ed ipotesi che stiamo considerando, elementi che scaturiscono dalle vicende di queste ultime due settimane. Molti segnali indicano la presenza di un progetto da parte di forze eversive per sconvolgere le nostre comunità. Una domanda che dobbiamo porci è anche da quanto tempo queste manovre sono in atto e se vi possono essere dei germi visibili di questa opera del demonio.. Il fatto che è stato subito chiaro è che gli orsi non rapivano a caso ma che questi rapimenti si concentravano tra i giovani e che c'era una qualche relazione tra i rapiti, spesso erano fidanzati . Conviventi o coniugi oppure parenti, amici o compagni di scuola. Degli psicologi ci hanno aiutato a comprendere alcuni aspetti ed a ricondurre delle situazioni apparentemente slegate ad una interpretazione organica. Da oltre tre anni stiamo studiando il problema, ma le avvisaglie c'erano state molto tempo prima., forse addirittura sette anni fa. D'altra caso quello di Rausu è solo uno dei casi posti all'attenzione della federazione galattica. La difficoltà a gestire questi casi è dovuta anche alla molteplicità e alla multiformità delle manifestazioni in cui si esprime l'azione delle forze demoniache. I mezzi che il demonio usa sono solo una forma e un abile camuffamento che spesso impedisce di riconoscere la natura dei fenomeni. “Cosa significa questo?” Che gli orsi sono posseduti dal demonio? Come possiamo essere certi di ciò? Forse ci sono degli esami possono aiutarci a aprire? Chiese il luogotenente. “ Uno degli orsi è stato catturato e sottoposto ad esami dai guardiani del parco di Shiretoko: In letteratura scientifica vi sono degli studi condotti su persone che erano state indicate come indemoniate sottoposte ad esami del sangue e questi mostravano alcune alterazioni volte elevazioni degli ormoni tiroidei, alterazioni del calcio o delle proteine plasmatiche ma erano aspecifiche e non costanti. Quello che invece cambiava radicalmente era il comportamento degli orsi nell'ambiente naturale. Non solo non andavano più in letargo ma anche le zone in cui stazionavano erano cambiate e sempre più spesso si potevano vedere aggirarsi nei dintorni delle fattorie. Negli anni trascorsi questi sconfinamenti non erano stati segnalati se non sporadicamente. Anche le grotte e gli anfratti dove sono state rinvenute le tracce del loro passaggio non sono l'habitat prediletto degli orsi che invece preferiscono vagare nei boschi sottostanti o al limite del versante roccioso. “Certo” dissi “questo significa che vi sono state delle influenze particolari sugli orsi, non dimentichiamoci che gli orsi sono dei mammiferi molto simili all'uomo come capacità motorie ed anche come sembra che subiscano facilmente gli influssi ipnotici rispetto, ad esempio, alle scimmie. Secondo me bisogna chiedersi se gli orsi che sono stati visti in comportamenti strani fossero semplicemente ipnotizzati o se agissero agli ordini e su comando di qualcuno”. “bella ipotesi quella della ipnosi Limbi” disse Skab “anche se questo non spiega il tipo di comportamento che hanno e come possano, ad esempio, selezionare gli individui da rapire”. Nel gruppo che operava nella zona del Vulcano c'erano anche Limbi e Gaia così pensarono che sarebbe stato utile andare alla biblioteca per cercare delle mappe del vulcano magari anche dei percorsi per esplorare le grotte sotterranee. Antiche leggende parlavano di percorsi che conducevano nelle viscere della terra fino al fuoco eterno dove albergavano gli spiriti maligni. La biblioteca conservava antichi testi e mappe era stata costruita nel nucleo più antico del paese vicino al tempio e al castello. Nella biblioteca Limbi e Gaia cercavano qualcosa che li potesse aiutare nelle ricerche e si misero a sfogliare i libri più vecchi. Molti narravano di leggende del vulcano ma erano pochi quelli che davano indicazioni precise con cartine che riportavano i percorsi dei sentieri e delle grotte. Poi c'era una intera raccolta di 7 libri non molto grossi ma contenuti in una custodia in legno interamente dedicata al vulcano. Limbi tentò di prendere l'intera custodia coi libri aiutandosi con uno sgabello ma la custodia sembrava incollata allo scaffale e i libri stessi erano come incastrati, Limbi dovette tirare con forza per estrarre il primo che si levò di colpo dalla sua sede con un click come se ci fosse una molla a fermarlo ma si sbilanciò e cadde dallo sgabello. per fortuna riuscì ad attutire la caduta appoggiandosi a Gaia ma il libro volò sul pavimento e qualche pagina si staccò. Raccolse il libro le pagine una delle quali attrasse la sua attenzione perchè c'era uno strano simbolo al centro come un 'occhio ma senza il margine della palpebra inferiore e una sola ciglia, inoltre il foglio era impreziosito da una cornice dorata ed era riempito solo al centro con una scritta in lingua Ainu antica. Così almeno disse Gaia che conosceva quella lingua ed era in grado di decifrarla anche grazie ad un dizionarietto che si era portata dietro. La scritta diceva " Se vuoi accedere all'altra stanza fa che dal primo all'ultimo passi sempre minor distanza" . Limbi e Gaia erano certi che quella formula potesse essere un lasciapassare per un passaggio segreto ma che significava quella formula? Certamente Limbi quella notte penso a lungo a quella frase enigmatica e quando si risvegliò ancora quella frase lo accompagnò nella sua giornata riverberando nella mente. Gaia, col suo potere telepatico aveva percepito, che Lin nascondeva qualcosa, ma quando cercava di sondarla più in profondità, sentiva che Lin opponeva una barriera. Gaia comprese che Lin aveva una sensibilità e una capacità di reazione non indifferente e che, forse,  aveva anche dei poteri parapsichici . Quella reazione che avvertiva, era simile a quella che, Gaia stessa, era in grado di operare per segretare dei contenuti nella sua mente, ma era un processo energetico così dispendioso da realizzare da non potere essere mantenuto attivo troppo a lungo. Forse questo spiegava perchè Lin era così stanca e dormiva così spesso e così a lungo. Quale segreto poteva nascondere Lin? Il segreto di Lin erano i suoi sogni. Per molti la natura dei sogni resta un mistero. Se la vita è un sogno o solo una esperienza terrena dell’anima, il sogno potrebbe essere più reale della vita stessa, perchè è un frutto diretto dell’ego spirituale e davvero il sogno spesso è appassionante e straordinario per i colpi di scena che ci presenta al di là di ogni ragionevole certezza. Nei sogni siamo in balia della nostra mente priva di controllo ed inibizione, come sarebbe invece bello potere sognare quello che vogliamo e rivedere un film che non ci piace della nostra vita con un diverso epilogo, con un lieto fine . Mentre alcuni avevano il dono della preveggenza e presentivano quello che era il corso naturale delle cose  Lin aveva imparato che tra tutti i poteri sovrannaturali che possedeva, quello più potente e sorprendente, era il potere di governare i suoi sogni, non tanto di crearli perchè nascevano dai moti dell'anima, ma di indirizzarli e di orientali. Insomma aveva imparato un meccanismo che non solo le permetteva di controllare il sogno che stava facendo ma le permetteva di coinvolgere altre persone prelevandole letteralmente dalla propria realtà quotidiana e catapultandole dentro una sorta di dimensione parallela. I sogni non nascevano in lei coscientemente ma erano il frutto delle sue emozioni, eppure i sogni potevano tradursi in situazioni reali nel momento in cui riusciva a "convocare" i protagonisti del sogno e quando la forza emotiva che sosteneva il sogno era così prepotente da trovare uno sfogo naturale.  Dapprima era la mente delle sue prede ad essere catturata poi in una sorta di ipnosi o sonnambulismo, la persona bersaglio della sua attenzione onirica, si poteva muovere da dove si trovava e raggiungerla insieme ad altre creature, interagendo sempre in una dimensione ipnotica.  La creatrice di sogni ignara, fino ad allora, dei suoi poteri, aveva anche cominciato a capire che i suoi sogni avevano provocato terribili conseguenze. Per quanto si sentisse incolpevole sentiva che doveva fare qualcosa,non le dispiaceva che Chen che lentamente si abituasse all'idea di avere perso Astrid per sempre , ma il pensiero di Astrid prigioniera di orsi impazziti e di forze demoniache là dove l'aveva lasciata, non la potevano lasciare del tutto col cuore in pace. La sua tensione emotiva si stava attenuando,  Lin era in grado di modificare la successione degli eventi e a sequestrare i protagonisti del suo sogno ma lo poteva fare solo quando la sua tensione emotiva era alta. Così alta lo era stata quando la relazione tra Astrid e Chen di cui ella era segretamente innamorata stava approdando ad un punto di non ritorno, perchè Lin dalle confidenze che l'amica le faceva come donna ben sapeva che dopo quella festa Chen e Astrid avrebbero fatto l'amore e questo nel suo inconscio Lin non poteva accettarlo.

 

Capitolo Undicesimo

Si era risvegliato con in mente quella formula “Se vuoi accedere all'altra stanza fa che dal primo all'ultimo passi sempre minor distanza. Che cosa mai vorrà dire non lo so .” Limbi si recò di nuovo alla biblioteca, aveva il presentimento che nei libri del vulcano ci potesse essere la chiave del rapimento di Astrid e degli strani fatti che erano accaduti a Rausu. Intorno al vulcano pullulano leggende e credenze . Per prima la credenza che negli orsi si reincarnano gli spiriti eruttati dal vulcano, il culto dell'orso la sua natura divina o demoniaca era una delle più ricorrenti. Si narrava di cerimonie in cui nei tempi antichi venivano compiuti sacrifici di animali e alcuni dicono anche di uomini per ingraziarsi gli Dei del vulcano. Si parlava anche di grotte che si protendevano fino ai margini della camera magmatica e in cui, da dei balconi naturali che sporgevano sui condotti magmatici venivano gettati vivi i pasti sacrificali nella lava incandescente. Limbi cercava le mappe dei cunicoli che collegavano le grotte principali. Con sorpresa constatò che i libri della raccolta del vulcano erano relativamente recenti essendo datati 1948. In uno dei sette libri si raccontava in modo realistico della venuta degli Dei da mondi lontani di come avevano albergato nel vulcano per un periodo di pochi anni e si faceva riferimento ad un conflitto mondiale e ad un progetto di cui avrebbero lasciato il germe nel vulcano stesso. Un progetto lasciato in sospeso perchè la fine della guerra non aveva permesso di portarlo a compimento forse un progetto che era stato avviato con il sostegno del regime nazista, forse addirittura una guerra sotterranea che il nazismo battuto nella guerra convenzionale aveva continuato e stava giungendo alle sue fasi finali. Chi aveva vissuto qui in quegli anni aveva notato qualcosa di strano e l'autore di questa raccolta sembra che sia un nome del posto Lao Ciang, di certo è un nome di queste parti è lo stesso cognome di Lin Ciang . Il racconto non era esplicito mentre gli altri libri raccontavano della storia di Shiretoko delle sue dominazioni e si avevano notizie nomi e date precise riguardo a questa ultima vicenda che doveva essere anche più recente il tono narrativo era quello di una leggenda ma c'erano qua e là degli indizi che facevano pensare che fosse accaduto realmente. Come nei nostri giorni si parlava del panico che si era diffuso per la presenza di orsi impazziti che rapivano e aggredivano le persone ma cosa strana in un solo passaggio anche di orsi che rapivano delle persone e poi le rilasciavano dopo alcuni mesi. Le autorità religiose Ainu avevano attribuito questo impazzimento degli orsi alla malvagità dell'uomo che aveva scatenato la guerra mondiale e rappresentava quindi una punizione divina. Limbi pensò che avrebbe dovuto leggere con calma i  sette libri della raccolta del vulcano, l'autore evidentemente per timore di essere perseguito aveva volutamente celato dei dettagli e delle informazioni, oppure le aveva inserite ma in altre sezioni della raccolta.. Limbi si soffermò sul significato del numero sette e della formula segreta: una raccolta di sette libri, il numero sette numero magico, numero della piramide in quanto formato da un triangolo su un quadrato, espressione della mediazione tra umano e divino. Chiederò in prestito l'intera raccolta" penso Limbi.  Cercò ancora di prendere la raccolta con tutta la custodia ma sembrava che questa fosse saldamente ancorata alla libreria, anche i libri erano fissi potendosi sganciare dalla custodia con una pressione come se ci fosse una molla  da sganciare, oppure …penso Limbi, come se ci fossero dei bottoni da premere. Era quello il senso della formula!!  Bisognava  premere sui libri  in una sequenza tale che dal primo all'ultimo ci fosse maggior distanza Se vuoi accedere all'altra stanza fa che dal primo all'ultimo passi sempre minor distanza"quindi essendo i libri numerati da  1 a 7  si doveva trovare una serie con intervallo a scalare. Per formare quella sequenza bisognava mettere tutti i libri nella custodia agganciarli e poi premere sui libri come fossero dei tasti numerici la distanza poteva essere intesa da quello col numero più basso a quello più alto o viceversa  ad esempio  poteva premere il libro 1 e poi il libro 7 oppure prima il libro 7 e poi il libro 1 . Provò prima con una sequenza  1-7, 2-7, 3-7 e così via ma si rese conto che non succedeva nulla solo alla primo coppia della sequenza aveva avvertito un click . Probabilmente ogni numero andava premuto una volta sola. Provando e riprovando Limbi si accorse che il primo click si sentiva quando premeva sul libro 7 e poi sul libro 1, poi per sentire un altro click doveva premere il libro 6. Per cui l'inizio della sequenza dovrebbe 7-1-6  essere  La distanza tra 7 e 1  è 7-1=6  la distanza tra 1 e 6  è 5. Quindi il numero successivo  più basso che non ho ancora premuto è il 2 ed infatti sentì un click premendo sul libro 2, il numero successivo più distante e che non aveva ancora premuto era il 5 e così Limbi spinse il libro 5 contro la custodia e sentì di nuovo il solito click. Con lo stesso ragionamento premette  poi il libro 3. e avvertì un click un po' più forte. L'ultimo numero che mancava alla sequenza era il 4 . In questo modo aveva premuto i libri in questa serie 7-1-6-2-5-3-4 , e ciò formava una sequenza in cui dal primo all'ultimo la distanza diminuiva.  Premette quindi sul libro 4 e il click che senti fu veramente forte come se qualcosa stesse per sganciarsi . Limbi spinse forte contro la custodia e l'intera libreria si sposto. Cigolava il meccanismo arrugginito ma tra la libreria e la parete si creo un pertugio in cui Limbi poteva infilarsi prese dallo zaino la torcia elettrica e il cellulare, si infilò il giaccone pesante e si avventurò nel cunicolo che si apriva al di là del muro. Dopo un breve tratto in discesa inizio una scalinata in pietra che saliva lentamente e la galleria si fece più larga. Proseguì per 10 minuti in un percorso sempre più ripido e faticoso. Ogni tanto dalle pareti  qualche sprazzo di luce illuminava l'interno del passaggio sotterraneo che  appariva levigato come un'opera realizzata dalla mano dell'uomo. Ad occhio e croce Limbi pensò che si stava avvicinando al vulcano e che avrebbe potuto incontrare qualche condotto magmatico secondario e anche qualche grotta. Si fermò vicino ad una apertura che faceva intravedere un angolo di cielo e provò a inviare un sms a Jenny il segnale era minimo , scrisse solo "trovato passaggio segreto dietro libreria biblioteca mi sto dirigendo verso l'interno del vulcano" .   Gaia e il Luogotenente  erano nella sala di controllo dell'Osservatorio . Da quella mattina l'attività del vulcano era decisamente aumentata e  c'erano anche state alcune scosse sismiche. Da lì venivano diramati gli allarmi che mettevano in guardia i turisti dall'avventurarsi sulle pendici del vulcano. A Gaia interessava anche raccogliere le notizie riguardo agli avvistamenti degli orsi e le vicende collegate. In tutta la provincia c'erano stati oltre dieci episodi di scomparsa di persone che sembravano in relazione alla attività di orsi impazziti. Un solo caso aveva  portato al ritrovamento di un corpo di una persona che era stata aggredita e straziata da un orso per le caratteristiche tipiche che erano emerse dai rilievi e che parlavano di una uccisione violenta ed efferata. Un altro fenomeno che Gaia aveva seguito era quello dell'attività delle sette esoteriche e in quei giorni anche questa attività si era fatta intensa per le concomitanti ricorrenze  religiose degli Ainu. Gli Ainu praticavano una religione di tipo animistico che vede in ogni oggetto, animale o fenomeno atmosferico la presenza di un dio. Per questo essi si affidano ad un nutritissimo pantheon di Dei che influiscono positivamente o negativamente su ogni ambito della vita umana. Particolarmente importante è l'adorazione dell'orso, animale-simbolo di questo gruppo etnico. Le cerimonie tradizionali più importanti riguardano la caccia  forse il più importante rito fra i culti tradizionali Ainu che consiste nell'uccisione di un cucciolo d'orso perché ritenuto un Dio. In tal modo si crede che la divinità "liberata" possa ritornare nel cielo e da lì proteggere i fedeli. Benché incanalino il loro potere negli elementi della natura, gli Dei o kamuì vivono in un altro universo simile a quello degli uomini, e si dividono in Dei pesanti e Dei leggeri, cioè Dei più importanti e meno importanti. Gli uomini invece vivono nel Mōshur, la terra che noi tutti conosciamo. Chen e Lin, come sempre, passavano dal Luogotenente per sentire come potevano essere utili nelle indagini. “Buongiorno” disse Gaia come va? La scuola è finita?” No ma abbiamo le vacanze per le ricorrenze religiose Ainu. Questa settimana non si va a scuola. “Interessanti queste feste religiose Ainu” disse Gaia sono rimaste vive e immutate da secoli, credo che sia una religione tra le più spirituali e animistiche ho letto qualcosa al riguardo e mi ha molto suggestionato” . Lin annuì “ Sono una credente Ainu e mi sento molto coinvolta in questa ricorrenza “ disse Lin . Skab era costantemente in contatto con il centro di controllo della federazione intergalattica.  Quello che sta succedendo  in Hokkaido è un fenomeno che non è stato mai osservato prima è un salto di qualità nella strategia del nemico quello che noi chiamiamo diavolo è la alleanza mentalistica  universale un nome che nasconde un gruppo di fanatici che sono stati soggiogati dallo spirito genesiaco negativo. I nostri agenti hanno sondato diversi soggetti che erano sospettati di essere soggiogati dalle influenze mentalistiche. Ciò che emerge dai rapporti è una diffusa rete di controllo in cui persone con poteri telepatici vengono utilizzate come dei terminali con una zona di influenza più o meno estesa.  Tramite questi terminali come in una rete web si diffondono influenze negative o si amplificano dando spazio ai sentimenti deteriori . Skab aveva una visione cosmologica della realtà quello che per noi era solo un fenomeno criminale ai suoi occhi era un segnale che doveva essere interpretato  su una scala più vasta in una dimensione universale. Lo sforzo della federazione era indirizzato a coinvolgere uno schieramento di energie positive e a coordinarle in modo efficace. A dispetto delle apparenze Skab aveva il polso della situazione e sapeva bene cosa stavano facendo in quel momento le sue pedine schierate nello scacchiere del confronto galattico. Il fulcro della situazione era in una zona altamente energetica che era quelle della catena vulcanica del nord del Giappone. Ciò era giustificato dal fatto che era necessaria molta energia per mantenere attiva la rete. Infatti quello che riusciva a fare Lin era possibile solo grazie alla forza della rete che utilizzava le radiazioni magnetiche dei vulcani come fonte di energia telepatica. Jenny corse verso Scab lo scosse  e urlò :"Limbi è in pericolo sta entrando nel vulcano!"  Scab questa volta fu sorpreso non si aspettava questa possibilità. "Come sarebbe? "disse . " C'era un passaggio segreto nella biblioteca, che porta direttamente nelle viscere del vulcano".    La festa dell'orso era una ricorrenza tradizionale Ainu in cui anticamente veniva sacrificato un piccolo orso per ingraziarsi gli Dei. Ai giorni nostri la festa si svolge con la glorificazione dell 'orso .Gli orsi ammaestrate di Shiretoko  park sono la maggiore attrazione della festa. Anche Gaia voleva assistere alla festa e si unì a Lin e Chen per raggiungere la zona dedicata all'evento che si trovava sul lungomare di Rausu  ai confini del Shiretoko  National Park. Link era agitata e in preda ad un forte mal di testa sentiva che la tensione che aveva mantenuto troppo a lungo l'aveva debilitata .Quello che non sapeva Lin era che un chip sottopelle le era stato impiantato con l'apparenza di un piccolo tatuaggio Anche Mistica era presente alla festa che quest'anno sembrava particolarmente ricca ed interessante. Erano parecchie le esibizioni degli orsi ammaestrati in programma . Mistica amava gli animali e aveva trasmesso questo suo entusiasmo anche alla figlia Astrid. tutti gli anni partecipavano alla festa e questo era il primo  dopo molti anni che Mistica non era  alla festa con Astrid ma solo col marito.  "Buongiorno Mistica nessuna buona notizia dalla polizia? " le chiese Gaia. "purtroppo no" rispose Mistica " solo ipotesi e assicurazioni ma nessuna certezza".  Gaia guardava incantata gli orsi e le venne il dubbio che  anche gli orsi che rapivano le persone potevano essere ammaestrati, in fondo un orso selvatico non ha nessun interesse a rapire una preda.  L'orso non è animale facile da addomesticare e Gaia pensò che quegli orsi non potevano essere semplicemente ammaestrati dovevano essere ipnotizzati. ricordò le parole  di Skab riguardo al salto di qualità che la Alleanza mentalistica stava preparando e pensò che Skab si riferisse ad un fenomeno di ipnosi collettiva. Gaia provò a sondare la mente di un domatore e rinvenì delle onde telepatiche di tipo ipnotico notò anche il passaggio di flussi energetici tra i domatori ma anche tra persone del pubblico alcuni flussi abbastanza forti raggiungevano anche Lin , i cellulari  nella zona sembravano impazziti le conversazioni si interrompevano ed erano molto disturbate pensò ad  sono interferenze elettromagnetiche " Non si riesce  a chiamare o ci sono troppi cellulari e poco campo in questa zona " disse Gaia    "Già " disse Chen "anch'io ho dei problemi col mio iphone" , Lin sembrava assorta  dalla visione degli orsi ma aveva anche un forte mal di testa e nausea. La tensione dovuta all'atteggiamento di difesa che stava mantenendo verso Gaia l'avevano prostrata. sentiva che la mente di Gaia cercava di sondarla nello stesso tempo doveva mantenere il contatto coi mentalisti pena un collasso dell'architettura onirica in cui era imprigionata Astrid..  Limbi si rese conto che c'era qualcosa di più  arduo che proseguire  al buio nel cunicolo del vulcano . Si era accorto che la temperatura del passaggio era aumentata e nonostante fosse più largo di prima  faceva francamente fatica a respirare  l'aria si era impregnata vapori di zolfo  e alla debole luce della torcia l'aria densa non permetteva di vedere che a due passi si mise un fazzoletto intorno al viso e cerco di respirare solo col naso. Doveva cercare di filtrare il più possibile quei gas che potevano essere velenosi. Doveva trovarsi a poca distanza dalla camera magmatica o da qualche condotto magmatico    .Dovette sostituire le batterie della pila che stavano esaurendosi e aveva una forte sete, si fermò quindi per riposarsi e dissetarsi si sedette su una pietra sporgente. Non doveva essere lontano dal centro del Vulcano l'aria era calda e pesante, sedendosi sulla pietra Limbi la sentì muovere e dietro se una roccia su spostò la  spinse  con forza e si aprì un passaggio  nella parete che dava su una grotta. Limbi entrò nella grotta e vide nella parte più lontana un bagliore rossastro. Pensò che era giunto al centro del vulcano.la grotta era lunga e stretta e leggermente in discesa, forse si trattava di un vecchio condotto magmatico inattivo. Alla fine del condotto  vide che  erano stati posti dei massi regolari per occludere parzialmente il passaggio al di là di questi il canale era ampio e  del fumo saliva ogni tanto delle eruzioni lo illuminavano fiamme e lapilli di levavano e del tracce del magma  si infilavano nel condotto. Su un lato dei massi un sentiero  saliva a gradoni e terminava in una terrazza naturale sporgente sulla camera magmatica da cui  si poteva distintamente vedere il fondo. Guardando in basso sul contorno della cavità quando il bagliore del magma lo permetteva  si potevano vedere altre piccole terrazze. Su una di queste Limbi riusci a scorgere  delle figure che si muovevano.  La festa volgeva al termine i domatori avevano  mostrato la loro bravura  con dei numeri dove  gli orsi  ballavano e si mostravano con atteggiamenti umani  formavano delle coppie  famigliari e coccolavano i loro piccoli. Il significato di questa ricorrenza è quello di auspicare la instaurazione di un apporto di amicizia tra l'uomo e l'orso. D'improvviso avvenne un evento inaspettato, si udì un brontolio provenire dal vulcano e subito dopo una eruzione contemporaneamente la terra tremò.  C'era stata una anomalia dei processi reattivi e l'equilibrio geofisico del vulcano era stato alterato, provocando un aumento dell'attività  Nelle viscere del vulcano i mentalisti avevano rilevato  la presenza di un attacco alla sicurezza della zona protetta la centrale di energia telepatica era situata  nella zona della camera magmatica  ne riceveva le radiazioni e  e le elaborava  nelle celle  i prigionieri  venivano tenuti in uno stato di ipnosi  ogni mentalista  esperto di ipnosi e di  controllo onirico aveva il proprio prigioniero da  custodire anche gli orsi erano mantenuti in uno stato di controllo ipnotico.   Skab e  Jenny erano accorsi alla biblioteca e avevano trovato ancora la libreria spostata e il passaggio segreto muniti di torcia e con varie attrezzature nello zaino si inoltrarono nel passaggio. Durante l'eruzione Limbi aveva temuto di finire travolto dalla lava poi si era ritirato nel condotto secondario e qui la lava non rifluiva . La scossa era stata particolarmente intensa e l'aveva sbattuto contro la roccia  facendogli volare via la torcia.             

 

Capitolo Dodicesimo

Skab era costantemente in contatto con il centro di controllo della federazione intergalattica.  Quello che sta succedendo  in Hokkaido è un fenomeno che non è stato mai osservato prima è un salto di qualità nella strategia del nemico quello che noi chiamiamo diavolo è la alleanza mentalistica  universale un nome che nasconde un gruppo di fanatici che sono stati soggiogati dallo spirito genesiaco negativo. I nostri agenti hanno sondato diversi soggetti che erano sospettati di essere soggiogati dalle influenze mentalistiche. Ciò che emerge dai rapporti è una diffusa rete di controllo in cui persone con poteri telepatici vengono utilizzate come dei terminali con una zona di influenza più o meno estesa.  Tramite questi terminali come in una rete web si diffondono influenze negative o si amplificano dando spazio ai sentimenti deteriori . Skab aveva una visione cosmologica della realtà quello che per noi era solo un fenomeno criminale ai suoi occhi era un segnale che doveva essere interpretato  su una scala più vasta in una dimensione universale. Lo sforzo della federazione era indirizzato a coinvolgere uno schieramento di energie positive e a coordinarle in modo efficace. A dispetto delle apparenze Skab aveva il polso della situazione e sapeva bene cosa stavano facendo in quel momento le sue pedine schierate nello scacchiere del confronto galattico. Il fulcro della situazione era in una zona altamente energetica che era quelle della catena vulcanica del nord del Giappone. Ciò era giustificato dal fatto che era necessaria molta energia per mantenere attiva la rete. Infatti quello che riusciva a fare Lin era possibile solo grazie alla forza della rete che utilizzava le radiazioni magnetiche dei vulcani come fonte di energia telepatica. Lin era agitata e in preda ad un forte mal di testa sentiva che la tensione che aveva mantenuto troppo a lungo l'aveva debilitata. Quello che non sapeva Lin era che un chip sottopelle le era stato impiantato con l'apparenza di un piccolo tatuaggio. Era successo l'estate dell'anno prima alla consueta riunione della congregazione degli adepti dell'antico culto degli Ainu lungo le pendici del vulcano erano sfilati di notte con le torce accese. I sacerdoti venuti da Shari e Utoro li avevano iniziati ad una specie di disciplina ascetica in cui molti cadevano in trance e quando si risvegliavano avevano un bruciore sul palmo della mano sinistra esattamente su quella che i medici chiamano eminenza tenar che sovrasta il muscolo che sta alla base del primo dito  . Questo tatuaggio indelebile sembrava un carattere, formato da un piccolo anello da cui si dipartivano dei segni.. Rappresenta il segno che gli dei sono entrati in contatto con un adepto avevano spiegato i sacerdoti e coloro che erano stati scelti acquisivano il grado di  messaggeri della fede.Mistral passava le sue serate alla locanda del porto piacevolmente intrattenuto dagli spettacoli delle gheishe e dai racconti di leggende marinare. Quella sera il più vecchio e saggio dei marinai cominciò a narrare una  antica leggenda." I marinai che temerari solcano i mari del Nord ben sanno ben sanno che  le sirene esistono e che possono fare impazzire chi ascolta i loro canti. Marinai attratti da quei canti avevano perso la rotta, e non erano più tornati, alcuni sorpresi dalle tempeste si erano inabissati con le loro barche, altri avevano perso il senno e la memoria e vivevano in paesi lontani aldilà dell'oceano ai confini della civiltà Nelle sirene vive lo spirito di donne  imprigionate nel corpo dl un animale marino  Una donna molto infelice per avere perso la propria figlia, per non impazzire di dolore fece volare la propria anima sopra il mare  e lasciò che una sirena si impadronisse di lei. Ma l'anima della donna era talmente bella e forte che la sirena fu trasfigurata per l'energia e la prestanza che le conferì e divenne una creatura di incredibile e accecante splendore. Solo quel marinaio che riconoscerà  in quella  sirena la donna che ha molto amato di un amore immenso ed impossibile potrà avvicinarsi a quella bellissima sirena e strapparla all'incantesimo. Ma un giorno un marinaio temerario che aveva visto in sogno il volto dell'amato in un corpo di sirena volle andare a cercare quella creatura, segui i resti dei relitti dei marinai dispersi e gli indizi raccolti tra i pescatori e gli abitanti delle isole dell'arcipelago. Di isola in isola giunse al confine dei ghiacci eterni dove il soffio del vento gelido del nord gli porto una voce che conosceva era la voce melodiosa di quella donna che gli aveva preso il cuore. La seguì e la raggiunse e senti quelle parole che ripeteva incessantemente:

 

"Un giorno dal mare verrà un marinaio

che  senza indugio e senza paura

il suo amor puro  le offrirà

 e l'incantesimo per intero

con il suo ardore svanir farà

Salirà sul monte con animo sincero

e dal quarto cerchio vedrà l'alito del fuoco,

fermarsi dovrà alle segrete stanze

dove si aprono le porte dell'abisso

cercherà nel cuore la perduta ampolla

del celeste mistero che porre dovrà

laddove il primo raggio dell'estate cade"  

 

Eloise sentiva che quei sogni erano qualcosa di più di semplici esperienze oniriche ne aveva avuto timore  ma aveva anche compreso che attraverso di esse  poteva consapevolmente amare Mistral  lo amava rimanendo sognante nel suo letto e Mistral amava Eloise nella forma di sirena in cui la sua anima era imprigionata. Che fosse nel sonno o che venisse avvolto dalla nebbia mentre navigava tra le isole del nord Mistral veniva rapito da quella sirena e egli  sentiva che veniva attratto da Eloise dalla sua anima. Non aveva bisogno di parlarle  sentiva  quello che provava eppure nominava il suo nome al culmine dell'amplesso che  avveniva in mezzo al mare tra gli scogli e sulla riva del mare sempre verso il tramonto  quando le acque erano ancora calde Quella esperienza di sogno  divennero per Eloise una seconda vita. Non poteva negare a se stessa che stava tradendo Sigfrid ma lo faceva in una dimensione che tutti avrebbero attribuito alla sua sola nevrosi, proiettando nei sogni le sue ansie e la sua angoscia. Come Lin, Eloise faceva parte di quel gruppo di anime che possedevano un grande potere quello di sublimare le emozioni in sogni in cui la persona amata veniva coinvolta e in cui l'anima del creature dei sogni si trasfondeva in un altro individuo reale o spirituale. Allora quando  Eloise sognava quella creatura leggendaria che evocava cioè la sirena prendeva vita e  così manteneva  vita propria  mentre Eloise viveva quella esperienza come in "trance". Eloise in quello stato poteva amare Mistral senza porsi nessuna domanda Quella sua capacità di creare un'altra vita le consentiva di  tollerare la sua "vecchia" vita. Una vita fatta di attività quotidiane, di atti pratici senza importanza banali e consueti. Mentre nella sua seconda vita tutte le sue attività fisiche non avevano importanza  era il suo aspetto spirituale che la coinvolgeva      in quel sogno e solo la visione  delle loro anime contava e per entrambi era una esperienza al di fuori del comune, qualcosa che secondo il senso comune non poteva esistere, una esperienza emozionale visionaria, come le storie che i vecchi marinai raccontavano nella locanda del porto e così Eloise voleva che fosse confusa, romantica ed improbabile. Tuttavia per la cattolica e e morigerata Eloise quella esperienza era pur sempre un tradimento  e questo le causava  un profondo travaglio interiore. Gaia aveva esplorato quasi tutta la zona e aveva sondato le connessioni telepatiche della zona tra Rausu e Shiretoko.. Numerosi erano i fenomeni che rimandavano alle attività dei mentalisti e nonostante avesse la certezza che alcune delle persone che aveva potuto analizzare erano dotate di poteri telepatici e che fossero parte integrante di una rete aveva anche compreso che rappresentavano solo delle pedine inconsapevoli che venivano manovrate sulla scacchiera del confronto globale. Più volte Gaia era intervenuta per bloccare delle reazioni a catena che avrebbero condotto ad una ipnosi collettiva che  poteva avere conseguenze catastrofiche. Gli esperimenti dei mentalisti erano ormai giunti ad un punto tale da  rappresentare un rischio planetario. Come i sacerdoti mentalisti erano i terminali del potere galattico mentalistico così Gaia Skab e Limbi erano  i guardiani della Federazione Galattica a cui erano stati conferiti i poteri e in cui si concentrava una grande potenza telepatica.. Ma Gaia aveva l'apparenza di una donna sensibile e simpatica e ora stava tornando con Eloise e Mistica verso  le case di Rausu. Eloise invitò Gaia a fermarsi  da lei per prendere un the . Erano stati tutti  impressionati da quante cose potevano fare gli orsi ammaestrati e certo tutti avevano pensato che degli orsi potevano essere indotti a compiere delle azioni  quasi umane. Mistica che dalla sua fattoria era solita vedere gli orsi che si aggiravano nella campagna era la più informata sulla questione :"Sembra che gli orsi abbiano cambiato  le loro naturali abitudini. Normalmente trascorrono in letargo il periodo da ottobre ad aprile. Ma quest'anno c'è stato un mese di aprile così caldo che il loro risveglio è stato più precoce del solito e la loro attività già a maggio si è fatta molto intensa. Ora a metà giugno sembra che hanno già recuperato la loro forma migliore ed anche il loro peso forma. Molti orsi  ora continuano a popolare le grotte sparse  sulle pendici del vulcano. Ma quello che più preoccupa è che gli orsi sono spesso protagonisti di azioni  strane e di anomalie comportamentali e di attacchi alle case e alle persone. Per questo i contadini e pastori della zona sono preoccupati”.  " Già " disse Eloise  "Tutto ciò sembra in contraddizione con la presenza tra Rausu e Nemuro di  gruppi di adepti riuniti in sette di adoratori dell'orso. Ma antiche credenze e suggestioni tratte dalle sacre scritture  hanno convinto molti giovani ad abbracciare il culto dell'orso. L'orso nella tradizione Ainu è considerato un animale sacro che tiene lontano gli spiriti maligni ma quegli orsi che vediamo in giro sembrano essere posseduti dal demonio. Ma anche ora che persone del loro stesso cerchio famigliare erano state rapite dagli orsi gli adepti e i sacerdoti delle sette non avevano cambiato idea sul fatto che per loro  gli orsi erano animali buoni e amici dell'uomo!" . Gaia  ascoltava con attenzione: " anche Lin è una credente del culto dell'orso mi ha spiegato che suo nonno aveva scritto anche dei libri sulle tradizioni e la religione degli Ainu e quando era piccola le raccontava antiche leggende".   Mistica annuì “ Si è vero mi sono trovata spesso ad ascoltare le discussioni in cui Lin e Astrid parlavano della religione degli Ainu e spesso Lin aveva invitato Astrid a partecipare a delle funzioni religiose non so se ci sia andata qualche volta, di sicuro Lin era una appassionata delle letture che riguardavano gli Ainu e le loro tradizioni ”. “Ho sentito l'ispettore e mi ha detto che probabilmente ci sono degli indizi che spero ci porteranno presto liberare Astrid devi avere fiducia che le cose andranno per il meglio Mistica” disse Gaia. In quel momento la collaboratrice domestica stava rientrando con Elen . Eloise subito si preoccupò di proteggere la bimba Elen ciao come è andata vi siete divertite? Tornavano dal centro dove quotidianamente Elen veniva seguita da insegnanti di sostegno. Era una bambina molto bella e apparentemente normale se non per quella chiusura totale in se stessa che è tipica delle forme gravi di autismo. "Elen è  molto stanca dovete scusarla se vuole andare nella sua stanza a riposare "  disse Eloise.  Gaia e Mistica salutarono  Elen e la sua tata che si ritirarono nella stanza di Elen . "In questi giorni con le ricorrenze Ainu si sono intensificate le riunioni delle sette degli adepti del culto dell'orso" disse Mistica "Dalla fattoria possiamo vedere queste processioni che salgono al vulcano nel tardo pomeriggio o verso sera quando scende la sera si scorgono scie di fiaccole serpeggianti, il fuoco tiene lontani gli orsi dopotutto anche se lo adorano è pur sempre un animale selvaggio!" cercò di scherzare Mistica. Gaia pensò che  le doveva far bene passare un po' di tempo in compagnia e percepì in lei un bisogno profondo di protezione e di rassicurazione. "Deve essere molto suggestivo  il vulcano con questa animazione" disse Gaia. "Davvero molto e credo che sia anche questa una grande fonte di suggestione per gli adepti, anche se non lo siamo io e Mistica abbiamo partecipato ad una passeggiata serale ed è stato piacevole" aggiunse Eloise. " Bene mi avete incuriosito se posso ti accompagno verso casa Mistica"  "mi fa molto piacere" disse Mistica.   Salutata Eloise Gaia e Mistica si incamminarono verso la fattoria erano le sei e mezza ma ancora il sole era alto, a quelle latitudini le giornate erano lunghissime il sole sembrava accarezzare il vulcano per poi gettarsi in mare  verso mezzanotte, le lunghe serate erano allietate dalle attività dei giovani che percorrevano il paese e i sentieri alla base della montagna . C'era molto fermento in giro anche per questo Mistica poteva permettersi di passeggiare a sera senza timore lungo la strada sterrata che conduceva alla fattoria e Gaia certo non aveva bisogno di protezioni."Mi piace passeggiare mio marito è tornato con l'auto mi voleva venire a prendere da Eloise ma io preferisco fare quattro passi" . Se non fosse per questa faccenda degli orsi verrei sempre a piedi comunque quando c'è questo via vai di persone non c'è rischio che gli animali selvatici scendano fino al paese. "Cosa ha avuto Elen è malata?" chiese Gaia. "Le hanno diagnosticato un autismo, sembrava solo un ritardo all'età in cui doveva cominciare a dire le prime parole si è bloccata e si è chiusa in se" disse Mistica "I casi di autismo sono in aumento nella nostra scuola più del 20% dei bambini ha avuto dei problemi psicologici quest'anno è un fenomeno veramente preoccupante. Sarà anche per questo che c'è un ritorno alla superstizione e al fanatismo. Si ha l'impressione a volte che  non siamo di  fronte a semplici malattie  ma a delle maledizioni. Le giovani coppie spesso affrontano con coraggio la sventura di avere un figlio disabile ma spesso i matrimoni falliscono per l'eccessiva tensione che si crea molti non ce la fanno e la società di Rausu non è più la stessa c'è un aumento della criminalità e della aggressività" . "lo so Mistica siamo venuti fin qui proprio per questa ragione a Rausu sta succedendo qualcosa di strano e anche il rapimento di Astrid è un episodio riconducibile a questo mistero" . Erano giunti ai piedi del vulcano e le  allegre comitive di fedeli  si affiancavano a loro nel cammino. "Sarà un raduno senza precedenti" diceva  uno di loro " e ci sarà anche un annuncio speciale il ritorno della civiltà dell'orso un ritorno alle tradizioni dei nostri avi". Quando furono i prossimità della fattoria Mistica mostrò a Gaia quale era la zona dove avvenivano le riunioni dei fedeli. Era la zona prospiciente al parco di Shiretoko sul versante a mare del vulcano una zona da dove si poteva  ammirare il sole che tramontava." potremmo andare a vedere un po' più da vicino Mistica?"  chiede Gaia.  " Si può seguire un sentiero che aggira il monte e poi scende verso il mare  d sotto vedremo tutti quelli che salgono senza essere notati e raggiungendo il belvedere potremo ammirare la bellissima vista sul mare" .  " Buona idea andiamo " disse Gaia. Anche a Gaia era pervenuto un messaggio sul cellulare che la avvisava che Limbi aveva scoperto un passaggio segreto dalla biblioteca e stava entrando nel vulcano. Dopo la prima scossa altre più leggere erano succedute ma  a queste la popolazione non faceva mai caso abituata come era. Quello che preoccupava Gaia era il fatto che la rete telepatica che sembrava esserci tra le persone che salivano al vulcano era piuttosto forte tanto da produrre complessivamente una entità di notevole potenza. Questo significava una commistione generale nel tessuto di Rausu da parte dei mentalisti. La maggior parte di loro avevano una funzione passiva di  trasmissione ma l'energia che fluiva poteva produrre gravi danni. Gli effetti collaterali erano disturbi delle comunicazioni ma anche disturbi della psiche . Skab  Jenny e Mistral avevano raggiunto il punto in cui Limbi aveva trovato il secondo passaggio segreto e continuavano a chiamare. Avevano provato più volte a inviare messaggi col cellulare e dopo un po` avevano ricevuto una risposta . I ripetitori presenti sul vulcano consentivano di ricevere anche in luoghi molto chiusi come all'interno del cratere . Limbi avvertì che c'era una seconda porta nella parete rocciosa del passaggio segreto . Dalla sua posizione Limbi aveva potuto notare dei movimenti di persone ed animali probabilmente orsi che passavano in gruppi ordinati . Si sentivamo anche dei rumori meccanici che provenivano da una struttura situata in alto vicino allo sbocco del cratere. Le forze mentalistiche avevano insediato una centrale energetica sul vulcano che permetteva di sfruttare le alte temperature del magma che veniva canalizzato e convogliato alla centrale tramite dei campi magnetici. Quella struttura doveva essere la prigione di Astrid pensò Limbi e doveva assolutamente raggiungerla ma non sapeva come dato che il sentiero sembrava terminare lì. In quel momento Limbi  sentì la voce di Skab  e Jenny che scandivano il suo nome.  " Sono qui" urlò Limbi .Imboccato il secondo passaggio segreto salirono rapidamente fino a raggiungere Limbi "Finalmente Limbi perchè non ci hai aspettato prima di avventurarti fino a qui ? " chiese Skab. "Hai ragione Skab ma volevo liberare Astrid, pensavo di trovare la sua prigione ma la cosa si sta rivelando più complicata di quello che pensavo" disse Limbi.     "Le cose sono sempre più complicate di quel che pensiamo Limbi" disse Mistral   "per fortuna che abbiamo Skab per avere delle spiegazioni" aggiunse Jenny. "Già si può sapere cosa sta succedendo al vulcano c'è mancato poco che  rimanessi sepolto nel magma, ho assistito ad una specie di eruzione".  si lamentò Limbi   "Non c'è stata una eruzione all'esterno solo dei bagliori e del fumo" disse Skab "ma evidentemente il magma si è mosso e probabilmente quella struttura che sporge dal cratere impedisce o ostacola la fuoriuscita ma credo che ci sia un'altra spiegazione cioè che il magma incandescente viene risucchiato attivamente" Era venuto il momento per Sigfrid di incontrarsi con il “comandante” così Sigfrid chiamava il capo del movimento autonomista di cui faceva parte e da cui riceveva gli ordini. Col comandante Sigfrid aveva un rapporto speciale ed esclusivo perchè il comandante era una donna molto bella che coordinava le attività del movimento dell'intera isola di Hokkaido. Sigfrid aveva un ruolo preminente nella regione di Shiretoko ed era una pedina fondamentale per i mentalisti sia perchè garantiva il controllo del porto con la possibilità di far affluire materiali e attrezzature sia perchè la sua influenza nella vita sociale e politica della zona era notevole. L'adesione di Sigfrid al progetto autonomista risaliva ai tempi della scuola navale. Aveva conosciuto esponenti del movimento autonomista tramite degli amici ma non sapeva che dietro questo movimento c'era una realtà che veniva da molto più lontano. .Dopo la seconda guerra mondiale gli esperimenti di controllo delle masse continuavano camuffate da altre ragioni si era ad esempio fatto passare per necessario, nella formazione militare di gruppi eversivi l'idea che era necessaria una coesione cieca e totale dei membri una condizione di totale accettazione degli obbiettivi e dei metodi che rasentava il fanatismo. Abbagliati dalla suggestione dell'obbiettivo che veniva prospettato che era la separazione di Hokkaido e quindi di Shiretoko dal Giappone Sigfrid e i suoi amici avevano sottovalutato l'insidia che si celava nell'utilizzo di quei metodi che erano stati indicati. Era stato da loro completamente ignorata la possibilità che nei metodi stessi fosse insito un altro obbiettivo ben più ambizioso e pericoloso. Comunque sia Sigfrid e i suoi si erano avventurati nella lotta per l'indipendenza consapevoli dei rischi e pronti ad affrontare anche una fase militare se fosse stato necessario. Così influssi delle tradizioni Ainu amalgamati con le moderne concezioni di autodeterminazione dei popoli avevano condotto Sigfrid a coniugare l'attività politica con una professione religiosa in cui gli Dei venivano evocati per legittimare e sostenere la sacralità di quella loro causa . Nelle sue esternazioni Sigfrid ricordava le persecuzioni che gli Ainu avevano subito da parte dei giapponesi questione sulla quale nessuno poteva smentirlo nondimeno a Sigfrid sfuggiva che i suoi amici mentalisti si avvalevano di attrezzature che erano state installate dai nazisti con l'assesnso dei giapponesi alla fine della seconda guerra mondiale. Nella sostanza Sigfrid si era prestato ad una attività politica estremista con fini cospirativi e insurrezionali. Con metodi discutibili e ricorrendo a poteri ipnotici che gli erano stati conferiti dai mentalisti aveva assunto il controllo di una grande massa di adepti nella regione di Shiretoko e contava di ottenere in poco tempo un effetto a catena assolutamente dirompente. Infatti il loro intento era quello di replicare quello che stavano facendo in tutte le regioni di Hokkaido fino a scatenare una rivolta generale. Ma questo non era che un esempio della strategia dei mentalisti. Essi propugnavano l'instaurazione di un nuovo governo mondiale che avrebbe eliminato la corruzione, la crisi economica e la povertà. Ma in realtà i mentalisti erano convinti che l'Universo fosse permeato da un vizio originale che non si poteva sanare e che le divisioni avrebbero condotto alla autodistruzione unica soluzione salvatrice dalla quale poteva rinascere un mondo diverso e migliore. I mentalisti si proponevano quindi come i catalizzatori di una reazione autodistruttiva già in atto ma troppo lenta ed in ogni mondo dove albergava la vita inoculavano il germe della discordia e della guerra. Con la perdita della speranza sarebbe venuta meno anche la forza propulsiva che fa espandere l'Universo e in pochissimo tempo in termini astronomici l'Universo sarebbe collassato. Questa eventualità certo non poteva influire sulla dimensione della nostra vita terrena ma le attività dei mentalisti in pochi anni avrebbero reso la vita sulla terra un vero inferno. Si sarebbe riproposta la stessa follia che  aveva attraversato il globo terrestre negli ultimi due conflitti mondiali e forse anche peggio. La filosofia dei mentalisti era infatti quella di seminare discordia facendo leva sulle divisioni e sui conflitti ideologici per mettere gli uni contro gli altri, in questo modo arruolavano persone per un processo di potenziamento che le rendeva estremamente persuasive in virtù di una accelerazione del flusso del pensiero e per la dotazione di poteri telepatici che permettevano loro di anticipare le mosse degli avversari. Allo stesso tempo si assicuravano il controllo di queste persone con gli stessi sistemi avendo una esperienza superiore di telepatia e ipnosi.    

 

Capitolo Tredicesimo

La rete telepatica per avere una reale influenza sociale richiede il mantenimento di una distanza ridotta tra i suoi nodi di circa 20 metri ed in alcuni quartieri di Rausu questa situazione si era realizzata conducendo ad un effetto ipnotico di massa. Alla base di questa rete c'era il carisma di un sacerdote perchè era l'influsso del pensiero carismatico che manteneva viva ed attiva la rete ne era il contenuto indispensabile per reiterarne l'utilizzo e farlo diventare una abitudine irrinunciabile. L'accettazione del ruolo di sacerdote richiedeva in prima istanza l'accettazione delle regole necessarie e soprattutto la disponibilità a sottoporsi ad un programma di modificazione genica. I sacerdoti in quanto dirigenti e capi militari dovevano possedere capacità superiori. Il Comandante era stato chiaro al termine del corso di addestramento: ci sarebbe stata una operazione  di impianto genico. Era stato illuminante il passaggio in cui Il Comandante aveva paragonato l'impianto genico alla discesa dello Spirito sugli apostoli. Dopo questo passaggio obbligato sarete veramente dei missionari inarrestabili e il fuoco vivo della vostra causa non potrà essere arrestato. Quello che non aveva detto il Comandante è che questo impianto genico doveva avvenire durante un rapporto sessuale . Così come un virus dell'HIV si può trasmettere durante un rapporto sessuale l'agente virale  sintetizzato dai mentalisti poteva diffondere ed "infettare" l'adepto, la trasmissione era molto più efficace di quella di un virus per la notevole carica con cui l'agente veniva a prodursi nella vagina del mentalista. Il materiale genico raggiungeva poi gli organi bersaglio situati soprattutto a livello cerebrale ma si avvaleva della sintesi di proteine che avevano il compito di  facilitare il passaggio di fattori genici  aldi là della barriera ematoencefalica.  Sigfrid non poteva dimenticare l'amplesso che lo incoronò sacerdote del Risorgimento di Shiretoko  perchè ebbe l'onore di essere scelto dal Comandante, quello stesso comandante che amava e venerava  come una Dea, quello stesso Comandante che ora lodava il suo spirito di iniziativa davanti a tutti. "Shiretoko è un esempio della applicazione del progetto insurrezionale con straordinario impegno e  dedizione. "il merito di questi risultati è da ascrivere al lavoro incessante di Sigfrid che voglio proporre come alla carica di Generale" annuncio il Comandante. " Questo è anche logico" proseguì" anche considerando il fatto che la maggior parte degli adepti  arruolati provengono da Shiretoko, ma a questi è necessario che si uniscano contributi maggiori dalle altre zone che ancora non sono allo stesso livello di diffusione ideale". Sigfrid  si inchinò e baciò la mano del Comandante sentendo forte su di se l'invidia degli altri sacerdoti, era molto orgoglioso di questa carica ed era stato molto soddisfatto dei risultati raggiunti pur coi sacrifici che aveva dovuto affrontare e non ultimo il deterioramento della sua vita famigliare. Che questo fosse dovuto anche alla nascita di una figlia autistica non lo si poteva negare, non poteva tuttavia scacciare l'idea che l'autismo di Elen fosse collegato alla sua scelta. Non poteva ignorare che c'era stato un aumento dei casi di autismo e che, le manipolazioni geniche, così come le radiazioni e tanti altri fattori influivano su quel fenomeno. Sperava in cuor suo che l'autismo di Elen si risolvesse con la crescita. La condizione di sacerdote comportava non solo l'accettazione della manipolazione genica ma, anche l'accettazione della missione di diffusione del patrimonio genico mentalistico acquisito alla progenie. Ciò rispondeva alla necessità di costituire una classe dirigenziale diffusa dotata di un alto livello intellettivo .Quindi i figli dei sacerdoti non potevano essere persone normali perchè anche a loro veniva trasmesso il materiale genico dei mentalisti. I sacerdoti venivano anche incoraggiati a sedurre giovani donne per avere da loro dei figli che avrebbero potuto in seguito legittimare per destinarli a delle case famiglia dei mentalisti veri centri di addestramento dei futuri dirigenti, cosa che Sigfrid aveva fatto con Astrid . Spesso i figli dei sacerdoti si dimostrarono essere bambini prodigio con intelligenza superiore alla media, altre volte soprattutto quando la componente genica mentalistica si scontrava con una componente molto forte del partner si creava un conflitto di dominanza genica. In questo caso nella crescita il soggetto rimaneva per lungo tempo come "bloccato" ma questa condizione poteva anche sfociare in pazzia, oppure nella prevalenza di una delle due componenti con soppressione dell'altra.  L'afflusso degli adepti al monte era incessante da tutti i sentieri molti che avevano assistito alla festa dell'orso si erano trattenuti in punti di ristoro predisposti dagli organizzatori e dopo essersi rifocillati, volevano partecipare alla cerimonia che era stata annunciata da giorni come un evento memorabile. Il sole scendeva nascondendosi dietro il profilo del vulcano e le  ombre della sera calavano a smorzare i colori. Le fiamme delle torce segnalavano il sentiero ai gruppi di fedeli e curiosi che si avventuravano sul vulcano. Il luogo del raduno era un pianoro situato in quota  sul versante del vulcano che declinava dolcemente verso le colline che contornavano la costa che guardava verso l'isola di Kunashiri.  Qui nella parete della montagna si apriva una grande grotta naturale al centro della quale si poteva vedere un rudimentale altare di pietra. Dei canti alternati a degli slogan intrattenevano gli spettatori finchè iniziarono dei riti propiziatori Degli agnelli vennero sacrificati e la loro carne offerta ai due grossi orsi che si ergevano coi loro profili massicci e spaventosi ai lati dell'altare. I loro versi gutturali avevano un che di lugubre e misterioso. Delle sacerdotesse con costumi tipici offrivano agli orsi i tributi sacrificali con una certa confidente famigliarità.  Gaia e Mistica che stavano un po' più giù rispetto alla massa degli spettatori si appropinquarono per vedere meglio cosa stava succedendo. "Ma quella non è Lin?" chiede  Gaia. Mistica annuì " Credo proprio di si è tra le ragazze vicino all'altare  "  Ad un certo punto una grande coppa dorata venne offerta all'orso più robusto che  la sollevò e bevve con atteggiamento umanoide mentre il sangue dell'agnello che  gli colava sul petto. Gli orsi sembravano essere  guidati dai cennio e dalle occhiate eloquenti dei sacerdoti. Il sommo sacerdote indossata una pelle d'orso sopra una tunica nera si avvicinò all'altare e  salutò la folla: " Ringrazio  tutti per la partecipazione in particolare coloro che hanno deciso oggi di abbracciare il culto dei nostri avi e la causa dell'indipendenza in questo luogo sacro e voglio tributare loro un applauso" Poi il sacerdote levò al cielo uno scettro dorato e invitò i nuovi adepti ad avvicinarsi all'altare con le mani volte al cielo. Con un leggero sfioramento  il guru  fece scoccare una scossa luminosa  sul palmo della mano dei fedeli . "Da ora in poi sentirete lo spirito dell'orso pulsante dentro di voi e non avrete più paura di nulla, l'influsso dell'orso  potrà permeare il vostro spirito e e sarete  dei missionari invincibili della causa di liberazione. Cari amici avrete sentito parlare di oprsi che rapiscono le persone di orsi malvagi e criminali.  Ebbene  oggi io vengo a dirvi che questi rapimenti non esistono mentre esistono persone che seguono il loro spirito guida un orso che rappresenta il tramite tra l'uomo e gli Dei e allora coloro ta noi che sono stati prescelti verranno condotti a visitare le celesti praterie dove gli Dei  conferiscono dei grandi poteri . Questi nostri fratelli e sorelle torneranno presto tra noi e saranno i condottieri invincibili nella lotta di liberazione di questo paese.La centrale dei mentalisti doveva essere posta in un luogo nascosto e nello stesso tempo accessibile dalle loro astronavi almeno da quelle piccole scialuppe che richiedevano solo una piattaforma per atterrare .La bocca del vulcano di Rausu era abbastanza ampia per consentire ad una piccola astronave di atterrare al suo interno. Ma la cosa più importante era la fonte di energia che rappresentava il vulcano . Con una tecnologia molto avanzata il magma veniva  canalizzato in campi magnetici e aspirato garantendo le elevate temperature necessarie ad innescare reazioni termonucleari. Mentre era in corso il raduno all'interno della centrale il comandante  coi suoi collaboratori ed i tecnici erano al lavoro. "Sigfrid ha fatto un ottimo lavoro come al solito, I chip sono stati distribuiti ora passiamo alla fase due" disse il comandante. Il tecnico competente  confermò "Si dobbiamo cominciare con la fase due e dobbiamo cercare di forzare al massimo la reazione termonucleare per amplificare le onde telepatiche e raggiungere tutti i fedeli, una volta attivato il chip e sincronizzati con la rete non ci sarà bisogno di  una grande energia ma in questa fase è necessaria".  Il comandante si sistemo  nella cabina  e indossò un casco che era collegato al generatore energetico da una parte e al dispositivo di emissione dall'altra. Erano giunti dallo spazio anche degli alti funzionari che dovevano relazionare sul risultato dell'esperimento uno dei primi che si stavano compiendo in quella direzione.Nel frattempo all'interno del vulcano LImbi e Skab stavano cercando di capire come raggiungere la centrale. dal condotto magmatico. "Se c'era un passaggio nel vulcano con delle porte segrete potrebbe esserci qualche antico manufatto proviamo a proseguire al massimo se è un condotto magmatico ci porterà all'esterno" disse Skab. In realtà il condotto non proseguiva in linea retta ma  curvilinea come se  costeggiasse dall'interno il cratere Skab prese in mano la bussola e cominciò a contare. "Ecco il primo giro è finito ma non ci sono sbocchi verso il cratere proseguiamo" . l'intero giro richiedeva più di 600 passi ed era leggermente in salita "Skab calcolò che il cratere doveva essere poco più grande di un campo di calcio " Al terzo giro si sentivano più distintamente i rumori che provenivano dalla centrale. Al quarto giro il passaggio si aprì nel cratere principale e di fronte a noi comparve la sagoma della centrale che era situata dalla parte opposta del cratere. Da quella posizione il rumore era assordante e dal fondo del cratere cominciò a fluire del magma incandescente la temperatura aumentò enormemente si ritirarono dal cratere il magma  rimaneva confinato nella zona centrale ma quel calore fece disgregare  della roccia sopra di  loro c'era un  cunicolo che portava fino all'esterno ma era posto sulla volta  di una grotta. Skab aveva compreso che stava iniziando un esperimento molto pericoloso di cui aveva avuto segnalazione da parte dei servizi segreti della federazione intergalattica . Pensò di mettersi in contatto col Luogotenente per averne conferma. provò ad inviare un messaggio "Siamo nel vulcano e registriamo una forte attività del magma cosa dicono i rilievi? "  Nel pianoro intanto la cerimonia era giunta alla sua fase cruciale ."Ecco a voi la dimostrazione della grandezza del nostro movimento una giovane ragazza che ha seguito la sua guida spirituale questo orso che la accompagna e che ha assunto in se i doni divini della  forza e dell'intelligenza. questa donna sarà la pulzella della nostra rivoluzione" . La donna era mascherata ma dalla figura e dalle movenze  Mistica riconobbe Astrid. "E' la mia Astrid disse cosa le stanno facendo?"  ." Dobbiamo fare qualcosa" disse  Gaia possibile che non ci sia la polizia ? " In realtà c'era ma era stata già esautorata avendo Sigfrid cooptato i comandanti e le figure di maggior prestigio. Tutti i graduati erano entrati nel movimento rivoluzionario. "questo è un sortilegio di massa" disse Gaia . al di sopra del vulcano si notavano strane luci che sembravano essere risucchiate nel cratere poi il sacerdote si curvò e si inginocchiò in uno sforzo mistico la grotta si illuminò di un azzurro intenso e delle scariche cominciarono a formarsi sempre più ampie intorno a lui. . Dobbiamo intervenire Gaia si fece strada  tra gli spettatori. e salì fino alla  zona al margine dell'altare dove erano allineate le ragazze e gli orsi. Si sta perpetrando un crimine verso l'umanità e verso lo spirito  vitale, come reagire non ce la faremo se non mi aiuterà senza un intervento del nucleo salvifico originale e in preda ad un raptus mistico chiese aiuto alle forze celesti alzando le braccia al cielo disse fermatevi  intercettò le scariche  neutralizzandole "fermatevi ed ascoltatemi col cuore" Sigdrid riconobbe Gaia e le si pose davanti " Non datele retta " disse " Gaia  attivò intorno a se un campo di forze repulsivo " Quello che state facendo non è un rito religioso, state consegnando la vostra libertà e il futuro dei vostri figli ad un progetto di morte. Il demonio si impossesserò di voi e metterà a ferro e fuoco questo paese". Poi Gaia si levò al cielo lo spirito che aveva evocato la sostenne assunse l'aspetto di un immenso manto protettivo sopra Shiretoko. La macchina telepatica non poteva agire senza il suo quid spirituale, nonostante tutta l'energia che proveniva dal vulcano e la intermediazione del comandante la componente spirituale dei mentalisti rimaneva  ingabbiata dal mantello di Gaia . I mentalisti avevano compreso che doveva intervenire con altri strumenti. Il terreno del confronto si era spostato in una dimensione immateriale non serviva a nulla forzare e spingere sulle turbine  e non serviva allungare il raggio della influenza telepatica perchè Gaia col suo intervento aveva resettato il contenuto ideale. Ora lo spirito regressivo di mentalisti poteva influenzare solo coloro che già erano stati coinvolti e collegati nella rete telepatica le loro reazioni potevano essere smorzate e neutralizzate tra la folla si diffuse una  voce che passava di bocca in bocca "i giapponesi hanno inviato dei guastatori dei servizi segreti per boicottare l'iniziativa"  Questa versione sembrava abbastanza plausibile ed i dubbi che Gaia aveva seminato tra la folla sembravano scomparsi . Ma Mistica non poteva stare ferma si era avvicinata alle prime file per sincerarsi che quella ragazza fosse veramente Astrid la guardava negli occhi nascosti dalla maschera e vide che nel momento in cui Astrid incrocio il suo sguardo lo distolse subito e si girò. Era certa che fosse Astrid ma perchè si ritraeva. Nonostante fosse contornata dagli orsi minacciosi Mistica si avventò su Astrid tirandola per un braccio “Vieni andiamo a casa” disse . L'orso che doveva essere lo spirito guida si Astrid si infuriò e si scagliò su Mistica. Astrid sembrava impietrita. Dall'alto Gaia sentiva questa ambivalenza come un dissidio spirituale. Lo spirito di Astrid era scisso perchè la componente mentalisica era stata rafforzata fino ad essere dominante ma ora quello shock emozionale aveva equilibrato le due forze. Gaia sorvolò su di loro comprese che entrambe avevano capacità telepatiche e prelevò da Mistica le immagini dell'infanzia di Astrid da quell'età che è quasi sepolta nella memoria e le trasmise ad Astrid. Astrid sembrò percorsa da una corrente elettrica si riscosse e tornò in se. La componente mentalistica era soppressa corse ad abbracciare Mistica “Cosa mi hanno fatto mamma? “ chiese. Le guardie subito fermarono le due e le condussero all'interno della grotta. “Fermi lasciate fare alle guardie. La ragazza o un po' stanca”disse Sigfrid. Gaia si scontrò con lo spirito regressivo e il sentimento della folla cominciò a mutare l'odio verso i giapponesi montava con gli slogan indipendentisti. Sigfrid comunicò ai mentalisti che la folla era pronta per la sincronizzazione. Dentro il vulcano Skab aveva ricevuto le segnalazioni di quanto stava accadendo fuori . Tra gli altri Chen che aveva assistito alla scena con Astrid e Mistica si era rinsavito e aveva avvertito il luogotenente di quanto stava succedendo . Chen era corso presso ad Astrid e Mistica che erano state condotte all'interno della centrale ed era stato fermato all'ingresso della grotta. Si era allora arrampicato sulla parete rocciosa per cercare un passaggio.

 

Capitolo Quattordicesimo

All'interno del vulcano Skab e Limbi consideravano la possibilità di sabotare la centrale ma non sapevano come fare. Jenny voleva sapere se Astrid era stata salvata. “purtroppo no anche se Mistica ha potuto riabbracciarla per un attimo ora sono entrambe nelle mani di quei criminali” disse Skab. Mistral era pensieroso aveva compreso che Sigfrid stava compiendo delle azioni abominevoli ” vorrei tanto che avessero una lezione” disse pensò a tutti i guai che Eloise aveva passato per colpa di Sigfrid e pensò ai sogni dove con le sembianze di una sirena l'aveva amata e pensò al suo canto melodioso a quella filastrocca che cantava sempre e che gli era entrata in mente:


"Un giorno dal mare verrà un marinaio

che  senza indugio e senza paura

il suo amor puro  le offrirà

 e l'incantesimo per intero

con il suo ardore svanir farà

Salirà sul monte con animo sincero

e dal quarto cerchio vedrà l'alito del fuoco,

fermarsi dovrà alle segrete stanze

dove si aprono le porte dell'abisso

cercherà nel cuore la perduta ampolla

del celeste mistero che giace sepolta

laddove il primo raggio dell'estate cade"

 

ripeteva “cercherà nel cuore la perduta ampolla del celeste mistero che giace sepolta laddove il primo raggio dell'estate cade" . Fu sorpreso dalla coincidenza oggi è il 21 giugno quindi oggi è il primo giorno dell'estate , queste grotte sono le segrete stanze e qui da qualche parte il sole può entrare , ma dove cercare nel cuore? . Tutti si guardarono intorno finchè Limbi vide una pietra a forma di cuore. posta ad una altezza di tre metri nella grotta più ampia delle pietre e delle fessure nella roccia permettevano di arrampicarsi fino alla pietra che chiudeva lo spazio di cripta, munito di torcia Skab spostò la pietra e si inoltrò nella cripta, vi rinvenne un cofanetto di legno. Lo aprì e ne trasse una ampolla contenente un liquido incolore. Skab esaminò l'ampolla l'annusò , “Odore di pesce marcio, potrebbe essere astrolite un esplosivo molto potente. Chi l'ha messo qui doveva avere dei poteri profetici perchè è proprio quello che ci serve. Potremmo lanciarlo più vicino possibile alla centrale ma potrebbe esserci il rischio di una esplosione nucleare. La reazione nucleare sarà limitata agli elementi presenti nel magma e rimarrà confinata nel vulcano. Possiamo avvertirli di sgomberare e assicurarci che anche Astrid e Mistica sono in salvo. Se ci arrampichiamo su quella sporgenza avremo la centrale a portata di voce disse Skab saremo a circa 200 metri in linea d'aria”. “Ma se non fosse astrolite?” Chiese Limbi. “Il canto della sirena diceva che dobbiamo porre l'ampolla dove cade il primo raggio dell'estate” disse Mistral e io voglio crederci “Non so dove ma dobbiamo aspettare Le alte temperature e i fumi incandescenti avevano sgretolato dei materiali ma solo quando il sole irraggiava frontalmente da utoro shari verso il versante rivolto a Shiretoko Park un piccolo fascio di luce poteva penetrare e indicare una zona. Nel frattempo dobbiamo cercare Astrid sono convinto che la sua prigione sia qui vicino alla centrale. Limbi cercò di protendersi col pensiero telepatico e sentì forte la presenza dei mentalisti stavano amplificando molto le onde e anche se era almeno a 200 metri di distanza poteva avvertire quell'influsso . Si sorprendeva di potere facilmente tradurre il contenuto di quelle onde che dicevano semplicemente morte ai giapponesi, libertà, indipendenza. D'altra parte non aveva importanza tanto il messaggio ma la consonanza il messaggio doveva poter circolare e risuonare per far ciò era necessario ottenere un assenso in questo modo si entrava a far parte di una rete privilegiata. Quindi Limbi grazie al suo assetto telepatico molto duttile stava per entrare a a far parte della rete senza alcun chip in modo atipico. Probabilmente la diffusione della rete ai nuovi adepti avrebbe richiesto molto più tempo . In questa rete ora Limbi cercava la possibile presenza di Astrid si concentrò su tutte le persone che Astrid conosceva e confrontò le associazioni sentì una forte associazione molto vicino a dove si trovava. Ne seguì la direzione e scoprì che era poco sopra di loro. Rilevò altre due associazioni simili una vicino alla prima e un'altra leggermente più debole e quindi più distante.    Chen cercava  di entrare nella grande caverna sperando di trovare un passaggio secondario , salì sopra le roccia che sovrastava la volta della caverna e trovò delle piccole grotte che esplorò e constatò che erano delle grotte a fondo cieco c'erano varie fumarole e concluse che doveva cercare vicino a queste se c'erano delle fessure avrebbe potuto aprirsi un varco. Cominciò a spostare le pietre vicino ad una fumarola e osservò che  più ne spostava più fumo usciva . Astrid e Mistica erano rinchiuse in una grotta poco sotto a punto dove si trovava Chen erano spaventate da tutti quei rumori che sentivano attorno a loro . Intanto Lin che aveva visto Chen quando egli aveva tentato di entrare nella caverna lo aveva seguito ed aveva chiamato con se degli orsi." Chen  fermati" lo chiamò "non serve a nulla scavare non ci sono passaggi” Chen continuava a spostare le pietre , ” Astrid è morta non puoi fare più nulla vieni via con me qui sta diventando pericoloso ." Chen alzò gli occhi verso Lin “Sei stata tu a rapire Astrid? Tu e gli orsi tuoi amici?” Chiese Chen. “Si lo ammetto ti amavo troppo per sopportare l'idea che facesse l'amore con te perchè io ti amo Chen!” Urlò Lin piangendo “ Tu menti. Se è vero che è morta mostrami il suo corpo così mi rassegnerò ! “ Sei sempre stato un testardo se non posso averti non ti avrà nessun'altra!” urlò Lin in preda ad un raptus e con dei cenni imperativi ordinò agli orsi di attaccarlo. Gli orsi avanzarono verso Chen che repentinamente li scansò e sferrò un calcio sul muso di uno degli orsi poi si arrampicò su una parete dove gli orsi molto più pesanti e meno agili non riuscivano a salire. Gli orsi sbraitavano e allungavano le zanne verso Chen che si ricordò quegli occhi . Era stato con gli orsi nella caverna e aveva dimenticato tutto ma ora guardandoli negli occhi aveva ricordato. Li doveva fissare con forza e convinzione e doveva alzare verso di loro la mano sinistra dove c'era quello strano tatuaggio, così lo avevano addestrato perchè Chen doveva diventare un dirigente. I suoi occhi adesso trasmettevano dei comandi "Il gioco è finito  amici ora comando io!" Gli orsi  si accucciarono. Chen scese dalla parete e si fece scortare fino alla grande grotta dove  il sacerdote ancora arringava la folla dall'altare nascondendosi tra gli orsi Chen entrò  nella caverna fissando gli orsi scandì la parola "prigione"  ripetè "andiamo alla prigione!" Gli orsi annuirono.    Il vulcano di Rausu era quiescente da centinaia di anni solo ora si stava risvegliando era stato tanto disturbato dalle attività dei mentalisti aveva brontolato e la terra intorno aveva tremato . Le antiche leggende parlavano degli Dei del vulcano  della loro collera contro coloro che avevano violato quella che era considerata la casa degli Dei e delle profezie che annunciavano una lotta tra gli Dei e gli spiriti malvagi che erano venuti ad infestare la  montagna sacra. Gli spiriti degli Ainu che sopravvivevano dopo generazioni di reincarnazioni vagavano angosciati nei mari e nelle praterie alla ricerca di una ragione per tornare. Persa era quella consonanza di spirito ed energia vitale che scaturiva dal profondo abisso dove il magma forgiava l'essenza dei figli di Shiretoko .Gli Dei che avevano  costruito quel mondo leggendario avevano anche previsto che sarebbe stato in pericolo. Ci voleva solo un amore grande per avere un coraggio altrettanto grande e sfidare i pericoli di una impresa quasi impossibile. Il sole intanto stava per tuffarsi nell'oceano davanti alla costa di Shiretoko e all'interno del Vulcano Limbi e Mistral aspettavano, Skab aveva  calcolato che mancavano venti minuti al tramonto . Quando il raggio dovesse comparire potremmo avere solo pochi minuti per raggiungere il punto e mettervi l'ampolla. Potrebbe essere difficile raggiungere il punto dove cadrà il fascio di luce ma pensavo che potremmo deviarlo con uno specchio a meno che sia importante che la reazione avvenga proprio in quel punto . Un lieve bagliore illuminò la caverna si proiettava lungo il balcone naturale che  sporgeva nel cratere ed entrava in una piccola grotta vi era solo una striscia sottile  di roccia dove aveva termine il balcone roccioso poi  un metro più su l'ingresso della grotta, Non è facile accedere senza attrezzature. Skab aveva nello zaino una corda e una imbragatura. "La sola possibilità è di ancorare la corda ad uno spuntone di roccia in alto e sperare che tenga". disse Skab  Dobbaimo agire in fretta il sole sta per scendere. Mistral si fece avanti "Vado io  imbragatemi. L'ho promesso ad Eloise devo farlo".  Skab lanciò la corda una due tre volte poi il cappio si infilò in uno spuntone roccioso. "Mistral guardava il raggio di sole prese  lo zaino con l'ampolla e si arrampicò Limbi e Skab lo aiutarono a salire poi l'ultimo tratto  la corda si tese e Mistral   fece forza  in alto la roccia sembrava salda fece due rapidi passaggi e si infilò nella grotta  trovò una teca di vetro spesso aveva una maniglia, la azionò e la aprì. Quindi vide che all'interno al centro c'era un piccolo alloggiamento a forma di cerchio  Mistral vi appoggiò sopra l'ampolla e osservò che il raggio di sole la attraversava, notò subito che il liquido all'interno ribolliva e diventava effervescente. Mistral chiuse la teca e si affrettò a scendere dalla parete  si aggrappò alla corda e si lasciò calare di peso in quel momento la roccia cedette Skab e Limbi lo agganciarono e lo trassero verso il balcone roccioso.  "Appena in tempo" disse Skab  Si senti un boato  e la terra cominciò a tremare. La teca aveva innescato una reazione come una specie di detonatore. Altre scosse seguirono alla prima. Dobbiamo scappare vi di qua disse Skab presto. Skab cercò di avvertire il luogotenente della imminente eruzione. Sia Chen che Mistica ricevettero dei messaggi che li avvertirono di lasciare immediatamente la zona del vulcano,  I quattro si incamminarono velocemente sulla strada del ritorno. Intanto all'esterno la gente impaurita si era dispersa la rete telepatica si era interrotta e molti pensarono che gli Dei del vulcano stavano manifestando la lor irritazione per quella iniziativa sciagurata. Chen si era fatto condurre alla prigione di Astrid altri orsi che custodivano i prigionieri furono dissuasi dall'intervenire. Chen poteva finalmente riabbracciare Astrid. "Presto dobbiamo scappare il vulcano si sta risvegliando" disse Chen. Sigfrid smessi i panni di sacerdote corse dal Comandante lo liberò dagli attacchi e dal casco "Tutto è perduto!" disse    I mentalisti pensarono ad un guasto alla centrale e accorsero al quadro di comando. Quando cominciò l'eruzione Sigfrid e il Comandante si abbracciarono erano innamorati l'uno dell'altra e l'unico desiderio che  era loro rimasto era quello di morire abbracciati. L'eruzione fu tanto spaventosa quanto breve in dieci minuti era tutto finito il Vulcano come un animale ferito aveva rigettato gli intrusi sputandoli verso il cielo. Gaia dall'alto aveva potuto ammirare uno spettacolo pauroso e tragico ma che rappresentava una vittoria importante e forse decisiva nella lotta contro i mentalisti. Quando giunsero alla biblioteca i quattro amici constatarono con sorpresa che  la terra non tremava più e tutto intorno regnava una calma quasi irreale. Dopo poco ricevettero la conferma che Astrid era stata liberata da Chen e che erano tutti sani e salvi. Anche Mistral adesso poteva riabbracciare Eloise e quando la vide ebba un'altra meravigliosa sorpresa, Elen aveva ripreso a parlare si era come risvegliata dallo stato di autismo in cui era bloccata da anni e sembrava essere tornata quella bambina affettuosa e sensibile che era stata nei suoi primi due anni di vita e che Eloise ricordava . Anche Eloise era diversa raggiante e euforica come Mistral non l'aveva mai vista. Il mistero e l'incubo che era calato su Rausu in quegli anni si era dissolto la speranza e la fiducia nel futuro ritornava animare le case e lo spirito dei suoi abitanti sotto la protezione millenaria degli Dei del vulcano che tornarono a riposare in pace nelle viscere di quella terra.


 


 


 


 


 


 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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