Oltre – Capitolo Terzo – Spedizione al Polo Nord

“Viene segnalato da molte fonti anche video sembra esistere un ingresso verso il mondo interno al nostro pianeta. Il mondo possiede mappe storiche e documenti creati dai nazisti su Agarthi, la città leggendaria che si dice a risieda nel centro della Terra, e per tutta una serie di altri dettagli, ha portato molti a credere in questa teoria. La teoria Terra cava suggerisce che il pianeta Terra sia completamente vuoto o contiene uno spazio interno di notevole dimensione. Nel corso della storia partendo dagli albori dell’umanità, più civiltà fanno riferimento a questa leggenda:l’eroe babilonese Gilgamesh ha visitato il suo antenato Utnapishtim nelle viscere della terra . Nella mitologia greca, Orfeo cerca di salvare Euridice dall’inferno sotterraneo I buddisti credono che milioni di persone vivono in Agharti, un paradiso sotterraneo governato dal re del mondo.  La scienza e la fantascienza si fondano, svelare i misteri antichi dell’esperienza umana. La teoria comprende un sole al centro, esseri viventi, mitiche città sotterranee e antiche civiltà.  Gli Urga sono un esempio di queste civiltà”  . ” Cosa dicono gli Urga della terra cava?” Chiese Limbi ” Anche gli Urga ritengono che ci sia una Terra cava e che ci siano altre civiltà all’interno della Terra”. “C’è un solo modo per saperlo” disse Gaia ” devo sentire Coster” . Così dopo tre giorni eravamo in Groenlandia alla base in cui Coster  stava preparando la spedizione al Polo.

“L’ultima volta, secondo gli scienziati, che la calotta polare artica si e’ sciolta e’ stato 50 milioni di anni fa.  La nuova era  era cominciata con altri mezzi e altre prospettive anche economiche e sempre con la suggestione di svelare misteri di cui si vocifera da secoli tuto questo significa nuove possibilità di esplorazione”. disse Coster. Quindi Limbi e Gaia  si erano aggregati alla  spedizione degli scienziati Coster era arrivato al Polo su un rompighiaccio russo circa un mese fa: sei mesi prima, in un simile viaggio, la nave Yamal aveva dovuto farsi strada attraverso uno strato di ghiacci spesso oltre due metri fino al traguardo del Polo Nord. Stavolta invece il ghiaccio era cosi’ sottile che la luce del sole poteva attraversarlo e nutrire la concentrazione di plancton sottostante. Coster ha detto che il capitano dell’unita’ russa, che ha fatto dieci volte il viaggio in anni recenti, non aveva mai visto nulla di simile. Un altro partecipante alla spedizione, un paleontologo americano  di New York , ha confermato l’allarme: la Yamal ha attraversato tratti di ghiaccio inusualmente sottile nell’approccio da Spitsbergen in Norvegia al Polo. E quando la nave ha raggiunto la destinazione finale, confermata dallo studioso con un sistema di orientamento GPS, la sua prua era lambita da acqua salata. ”Non credo che mai nessuno nella storia sia mai arrivato qui per essere salutato da acqua, non da ghiacci”, e ha documentato il fenomeno con fotografie pubblicate oggi dal ‘New York Times’. La Yamal ha dovuto allontanarsi di dieci chilometri per trovare ghiaccio solido e far scendere i passeggeri. Sul mare quel giorno volavano i gabbiani: sarebbe la prima volta, secondo gli ornitologi, che uccelli sono visti volare al Polo Nord. Non e’ d’altra parte la prima volta che gli scienziati lanciano l’allarme sugli effetti al Polo del riscaldamento della Terra: alcuni mesi fa un gruppo di scienziati norvegesi aveva pronosticato che l’effetto serra avrebbe portato allo scioglimento dei ghiaccci del Polo entro la fine del secolo. ”Stavolta pero’ deve suonare davvero un campanello d’allarme: l’ultima volta che il Polo si e’ sciolto e’ stato nell’Eocene”. Scienziati in allarme negli Usa: secondo due esperti appena tornati dall’estremo nord del pianeta, la calotta di ghiacci che per milioni di anni ha coperto il Polo Nord si e’ sciolta  una chiazza di mare larga almeno un miglio si e’ aperta al Polo: un qualcosa che mai essere umano aveva visto con i suoi occhi, e la prova tangibile che l’effetto serra ha conseguenze piu’ veloci del previsto sul riscaldamento della terra.

Oltre – Ai confini della Terra (Capitolo Secondo)

“Dobbiamo ancora preoccuparci del nazismo .  Credevo che dopo il processo di Norimberga si potesse mettere la parola fine su questa terribile vicenda. Perchè dobbiamo ancora occuparci del nazismo ?”chiese Limbi.  ” La storia che vi hanno raccontato non è tutta la storia” disse Gaia “C’è una  teoria che dice che molti stati del Sudamerica si erano riparati a dare riparo ai nazisti ancor prima della fine della guerra stati cattolici e guidati in  da governi filo-nazisti. Le tappe della fuga erano  Monaco di Baviera  Salisburgo e Madrid oppure  da Strasburgo o attraverso il Tirolo fino a Genova, dove potevano imbarcarsi con l’aiuto del clero verso l’Egitto, il Libano, la Siria e, soprattutto, il Sudamerica. Anche Hitler  avrebbe vissuto in una vecchia struttura sotterranea, con una centinaia di nazisti,  a nord-nord ovest di Buenos Aires.”.La sconfitta del nazismo è sempre stata decantata come una grande prova di potenza e di perseveranza degli alleati. Non c’è mai stato il dubbio che i nemici avessero un piano B. C’è stata da parte di Hitler negli ultimi anni una attività di esplorazione di terre lontane che condusse ad una prospettiva completamente diversa    La storia “segreta” insegna come Adolf Hitler fosse ossessionato dall’esoterismo e dal mito di antiche civiltà tecnologicamente evolute e nascoste in qualche parte della terra, tanto che inviò alcuni agenti e archeologi alla ricerca del mondo di Agarthi ,luogo in cui secondo Hitler,ebbe origine la razza ariana.

“Circolano dei documenti su internet la cui veridicità è controversa ma che potrebbero contenere elementi storici reali mescolati a congetture prive di fondamento” . In generale queste ci raccontano che Hitler era circondato da persone dedite all’occultismo e a pratiche esoteriche (nonchè si dice possessore del libro nero) che lo persuasero a ricercare negli antichi reperti l’occulto potere necessario per la conquista del mondo.Dietro suggerimento dell’occultista Krohn scelse la svastica come emblema del partito, invertendo la direzione delle braccia e trasformandola in un simbolo negativo.

Conquistata l’Austria s’impadronì della lancia che aveva trafitto il costato di Cristo custodita a Vienna e la nascose in un posto segreto a Norimberga.Jacques Bergier, nel suo libro “Il Mattino dei Maghi”, sostiene che Hitler ordinò molte spedizioni alla ricerca dell’Agarthi e del Santo Graal.

Si dice che fosse un potente mago, un invasato, un praticante dell’occulto; si racconta perfino che fosse in contatto con extraterrestri, perché affermò di aver visto la nuova razza; una razza potente di cui lui stesso ebbe paura, e perché Dietrich Eckardt, poeta e giornalista, educatore spirituale dello statista, affermò che aveva fornito al capo nazista i mezzi per comunicare con “loro”. Quale oscuro significato si cela dietro alla parola “loro”?

Gli Scandinavi tramandano un racconto su “Ultima  Thule”, la meravigliosa terra nell’estremo Nord, dove il sole mai  tramonta e dove abitano gli antenati della razza Ariana. Iperborea si  trovava nel Mare del Nord e si immerse durante un’era glaciale. Si  presume che gli Iperborei vennero dal sistema solare di Aldebaran che è  la stella principale della costellazione del Toro, e che tale  popolazione avesse una statura di circa quattro metri, che fossero  bianchi, biondi e con occhi azzurri. Essi non conoscevano guerre ed  erano vegetariani. Secondo presunti testi di Thule essi furono  tecnologicamente molto avanzati e volavano sulle apparecchiature Vril,  macchine volanti che oggi chiamiamo UFO.

Questi dischi volanti erano in grado di levitare, di raggiungere velocità estreme e di compiere  manovre che si vedono compiere oggi agli UFO, prestazioni ottenute per  mezzo di due campi magnetici contrari e rotanti. Essi usavano il cosi  detto potere Vril come energia potenziale o carburante (Vril = etere,  Od, Prana, Chi, Ki, forza cosmica, Orgone, ma anche dall’accademico  “vri-IL” ovvero “simile alla più alta divinità – simile a dio) e  prendevano energia dal campo magnetico della Terra.

Sembra che proprio Hitler desiderasse in modo speciale scoprire le  entrate al mondo sotterraneo di Agartha ed entrare in contatto con i  discendenti degli Ariani, il popolo di Dio proveniente da  Aldebaran-Iperborea.

Nei miti e nelle tradizioni del mondo  sotterraneo si dice spesso che la superficie del mondo deve ancora  soffrire una terribile guerra mondiale che sarebbe terminata con  terremoti, ed altri disastri naturali, con lo spostamenti dei poli e la  morte di più di due terzi dell’umanità.Dopo questa “ultima guerra”  le diverse razze della Terra Interna si sarebbero riunite con i  sopravvissuti sulla superficie ed il millennio dell’Età dell’Oro, l’Età  dell’Acquario, sarebbe sorta.

Hitler voleva costruire un’Agartha  “esterna” con gli Ariani come razza madre, e la Germania avrebbe dovuto  essere la sua patria. Durante l’esistenza del Terzo Reich due grandi  spedizioni furono inviate dalle SS in Himalaya per trovare quegli  ingressi. Ulteriori spedizioni li cercarono sulle Ande, nelle montagne  del Mato Grosso nel Nord e le montagne di Santa Catarina nel Sud del  Brasile, in Cecoslovacchia e in alcune zone dell’Inghilterra.Ma sembra che i tedeschi nazisti trovarono finalmente l’accesso a questo mondo in Antartico e nelle vicinanze vi installarono la famosa base 211. Si crede che i Tedeschi fossero entrati in contatto con una razza aliena del mondo sotterraneo la quale avrebbe loro fornito la tecnologia per sviluppare nuovi “velivoli” a propulsione elettromagnetica.

La BASE 211

Il segreto della base in Antartico, la sua origine (Cronistoria) e la tecnologia a propulsione elettromagnetica.

Prima della Seconda Guerra Mondiale, i Tedeschi pretesero l’egemonia su alcune zone dell’Antartico ed il desiderio di realizzare in questi territori una propria base crebbe in modo sempre più incalzante. Se i Tedeschi furono in grado di costruire una base sotterranea Antartica sui risultati della spedizione di Ritscher, si tratterebbe di uno dei segreti più occultati nella storia moderna. Le sorprendenti informazioni fornite dalla spedizione del 1938 avrebbero potuto effettivamente essere le basi per la realizzazione del manifestato progetto Tedesco di fare dell’Antartico un baluardo della potenza Nazista.

Neuschwabenland2

Tenteremo di ricostruire una successione cronologica degli  eventi e delle loro conclusioni, per quanto sono oggi a nostra conoscenza. Tutto ciò conduce alla costituzione della Base Antartica 211 alla fine della guerra, per mezzo dei sottomarini Tedeschi e dei mezzi volanti a propulsione anti-gravitazionale, e  al fallito tentativo di distruggerla da parte della Marina degli  Stati Uniti nel 1947.

1936:  Valutazione, nell’estate del 1936, della propulsione anti-gravitazionale di un primo disco volante pienamente funzionale. Un’ipotesi alternativa indica il possibile sviluppo di tale propulsione dagli esperimenti sull’anti-gravità di Viktor Schauberger.

1938: Primo volo senza equipaggio con la nuova propulsione.Il progetto era destinato alla costruzione di caccia e trasportatori di truppe a propulsione antigravitazionale. Il progetto viene chiamato “Hanebu” o “Vril”. Nei primi anni il progetto subisce molte battute d’arresto a causa dei massici disturbi elettromagnetici e la loro interazione con i componenti elettrici convenzionali. Sebbene questo tipo di propulsione possa essere utilizzato in modo primario sembra quasi impossibile guidare questi prototipi in angoli minori di 90°, rendendoli inadatti come caccia. Inoltre i normali sistemi di navigazione relativi ai campi magnetici erano completamente inutili e fu progettata una strumentazione di navigazione speciale, indipendente dai campi magnetici, i sistemi di guida celeste “”Meisterkompass” e “Peiltochterkompass”.

1940: Ulteriori spedizioni segrete Tedesche dopo la  Neuschwabenland del 1938. Come punti di sbarco potrebbero essere stati usate due delle tre baie di sbarco già documentate dalla spedizione di Ritscher.

1942/1943:  Inizio della costruzione della Base Antartica 211. Contemporaneamente viene costruita una seconda base segreta su un altopiano Andino del Sud America, forse in Argentina.

1942/1945:  Materiale necessario per la costruzione delle basi segrete viene continuamente trasportato per mezzo di sottomarini. I comandanti dei sottomarini Tedeschi hanno grande esperienza di acque artiche a causa della necessità di trasferire materiale e persone alle basi Artiche Tedesche e alle stazioni di ricerca civile. Almeno 20 operazioni artiche documentate di sottomarini hanno avuto luogo fino al 1945.

Estate del 1944: La serie “Hanebu” lascia lo stadio di prototipo e sono costruiti da 19 a 25 navi in 2 o forse 3 dimensioni.  Hanebu I è una piccola nave, Hanebu II è un modello più grande. Alcuni rapporti accennano anche ad un Hanebu III, progettato per essere una nave madre. Ciò nonostante le capacità di trasporto sono ancora molto limitate, a causa del piccolo diametro dei dischi. Inoltre la produzione dei questi velivoli diviene sempre più difficile perché gli Alleati riescono a ridurre  sempre più i materiali di costruzione necessari.

Haunebu nazi

Inverno 1944/45: L’enorme pressione esercitata dagli Alleati  forza i Tedeschi ad abbandonare i grandi progetti di strutture sotterranee nella Germania Orientale. Gli stessi Alleati sembrano ben informati sull’esistenza di queste strutture e sono del tutto intenzionati ad espugnarle. I Tedeschi fuggono da queste strutture  e viene lasciato molto materiale riguardante il progetto Hanebu. Il  tentativo di ricostituire le zone di costruzione nella Germania Centrale fallisce. La guerra sta per terminare.

Aprile 1945:un ultimo convoglio di sottomarini lascia i porti Tedeschi diretti in Sud America e in Antartico. Nell’ultimo convoglio vi sono anche  i sottomarini U530 e U977.

Maggio 1945: Capitolazione della Germania.

17 Agosto 1945: Alcuni equipaggi di sottomarini raggiungono  l’Argentina consegnando i loro sottomarini completamente vuoti. Tra questi vi sono i casi documentati dei sottomarini U530 e U977. Alti Ufficiali della Marina degli Stati Uniti si recano immediatamente in Argentina per sottoporre gli equipaggi Tedeschi a severi  interrogatori. Sebbene essi rifiutarono ripetutamente di rivelare  il carico trasportato e il luogo di destinazione del loro ultimo viaggio è possibile che da questi interrogatori siano emersi importanti informazioni riguardo la locazione della base segreta.

Gennaio 1947: La Marina degli Stati Uniti cerca di distruggere la Base Tedesca che non si arrende al termine della guerra. L’operazione è un disastro. La base rimane funzionante.A più di un anno dopo la resa del sommergibile U977, gli Stati Uniti  lanciano la più grande operazione militare in Antartico  sotto il comando dell’Ammiraglio Richard E.Byrd.  L’operazione denominata “Highjump” include 13 navi, una portaerei, 2 idrovolanti e 4000 uomini. Lo scopo ufficiale è quello di testare nuovo materiale nelle condizioni estreme dell’Antartico. Ufficialmente l’operazione ha un grande successo ma c’è da chiedersi quale fosse la necessità di muovere una forza militare del genere per dei semplici test su materiali e perché Byrd fece ritorno negli Stati Uniti solo un mese  dopo quando la spedizione era programmata per un periodo di 6-8 mesi.

Febbraio 1947: Al suo ritorno negli Stati Uniti, Byrd in un’intervista (spesso citata ma mai convalidata) affermò che fu  “necessario per gli Stati Uniti intraprendere azioni difensive contro caccia aerei nemici che giunsero dalle regioni polari” e che in caso di un nuova guerra, gli Stati Uniti sarebbero stati attaccati da “caccia in grado di volare da un polo all’altro con incredibile velocità”.  Byrd dovette affrontare un segreto contro-interrogatorio da parte delle autorità Americane. Gli Stati Uniti si ritirano dall’Antartico per quasi una decade.

Dal 1953 in poi: Avvistamenti di UFO in tutto il mondo.Dagli anni ’70 diviene sempre più ovvio che molti di questi oggetti avvistati sono, in diversi dettagli tecnici, identici alla serie Hanebu.

1957: Inizia l’Anno Internazionale Antartico con l’avvio di grandi programmi di ricerca civile. Il risultato è il Trattato Antartico nel quale tutti i partecipanti si accordano nell’evitare qualsiasi operazione militare in questa regione per i tempi futuri. Il trattato finisce all’incirca nell’anno 2000.

La terra cava e le sue entrate 

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Alcuni autori affermano che i membri di Thule (Organizzazione occulta tedesca) credessero che, del tutto  indipendentemente dai tunnels e dal sistema di città sotterranee,  la  Terra fosse Cava, con due grandi aperture ai poli. A rafforzare questa  tesi venivano portate le leggi della Natura, il “Come sopra così Sotto”.  Dato che le cellule del sangue, del corpo e dell’uovo, le comete e gli  atomi, tutti hanno un nucleo ed uno spazio cavo che le circonda e che è, a sua volta, rinchiuso da un involucro, e dato che la vita effettiva ha luogo nel suo centro, si può presumere che la Terra sia costituita con  gli stessi principi.

Perciò la Terra doveva anche essere cava,  apparentemente in accordo con la visione dei Lama Tibetani e dello  stesso Dalai Lama, ed aveva un nucleo, il sole centrale (anche chiamato  “Schwarze Sonne, il Sole Nero) che dava all’interno un clima sempre  temperato ed una luce solare permanente, corrispondente nel microcosmo  al sole centrale della galassia nel macrocosmo.
Sostenevano che la  vita effettiva del nostro pianeta ha luogo nell’interno, che le razze  madri vivono all’interno ed i mutanti sulla superficie. Secondo questo  principio il motivo per cui non si trovano abitanti all’esterno degli  altri pianeti del nostro sistema solare sarebbe spiegato dall’esistenza  della vita e di civiltà all’interno di essi.

Come detto le entrate  principali dovrebbero essere ai poli Nord e Sud, aperture attraverso le  quali risplende il sole centrale producendo le aurore boreali.Nell’interno la massa terrestre dovrebbe essere superiore alla massa  d’acqua. Gli esploratori polari Olaf Jansen ed altri dissero che l’acqua nell’interno è dolce, cosa che potrebbe spiegare perché il ghiaccio  dell’Artico e dell’Antartico è composto di acqua dolce e non di acqua  salata. E’ interessante notare che questa visione della costituzione del mondo è condivisa e supportata dagli esploratori polari Cook, Peary,  Amundsen, Nansen e Kane e, ultimo ma non ultimo, l’Ammiraglio E.Byrd.  Tutti ebbero la stesse, strane esperienze che contraddicevano la teoria  scientifica.

Tutti hanno confermato che dopo i 76 gradi di  latitudine i venti diventano più caldi, che gli uccelli volano a nord  oltre il ghiaccio, che anche gli animali come le volpi si muovono verso  nord, che trovarono neve colorata e grigia che quando disciolta  depositava pollini colorati o cenere vulcanica. La domanda che sorge è:  da dove vengono pollini di fiori o cenere vulcanica vicino al Polo Nord, dato che nessun prato fiorito ne un singolo vulcano sono segnati su  qualsiasi accessibile mappa?Inoltre alcuni degli esploratori si  ritrovarono in acqua dolce, e tutti dicono che ad un certo punto del  loro viaggio videro due soli. Furono trovati negli iceberg dei mammuth  la cui carne era ancora fresca e il cui stomaco conteneva erba verde.

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Finora la teoria della “Terra Cava”, per il pubblico, è rimasta solo  una teoria, sebbene alcuni autori ed esploratori come l’Ammiraglio E.Byrd dichiarino di aver  visitato misteriosi territori interni e osservato strani oggetti volanti non identificati,scattando numerose fotografie. Non può essere negato che tutti gli  esploratori Artici hanno avuto esperienze straordinarie  che finora non  possono essere spiegate, e che mettono in evidenza che qualcosa di  strano sia effettivamente accaduto.Ma la teoria che la Terra ha un  cuore fuso e incandescente è ugualmente rimasta solo una teoria.

Rimane  il fatto che i tunnel sotterranei costruiti dall’uomo e i sistemi di  caverne esistono, possono essere trovati in quasi ogni paese del mondo  ed elementi come la sorgente di luce naturale che illumina i tunnels (un chiarore verdastro che diventa più brillante più ci si addentra nei  tunnels), le pareti intagliate artificialmente sono testimonianze di una cultura tecnologicamente avanzata esistita milioni di anni fa.

La ricerca di Agartha e Shambala

La misteriosa leggenda del regno sotterraneo di Agartha (o Agarthi) e della sua città capitale Shambala sono un mito basato su tradizioni strutturate in varie religioni e, nello specifico, tipiche del Tibet. Si tratta di uno dei più interessanti casi mitologici che ha la sua origine in un romanzo di fantascienza del XIX sec.: “The Power qf thè coming race” (“La razza ventura”) di Lord Edward Bulwer – Lytton, membro della Golden Dawn di Londra, una società magica di matrice rosacrociana che tentava di sviluppare nell’uomo poteri e forze spirituali.

L’autore immagina che una super razza da tempo scomparsa, i Vril-Ya, emergano dal regno sotterraneo attraverso uno dei varchi che lo collegano alla superficie, per ripristinare il loro potere anche sulla Terra. I Vril-Ya, in qualità di esseri superiori, hanno il controllo di una forza occulta cosmica denominata Vril il cui potere assoluto, derivato da un’enorme campo di energia che circonderebbe ogni oggetto ed essere vivente, avrebbe portato il popolo sotterraneo alla supremazia sulla Terra.

La forza cosmica Vril permetterebbe anche agli esseri umani di divenire partecipi di un potere naturale che, se ben utilizzato, potrebbe risultare la più potente arma mai utilizzata. La scoperta, da parte di Madame Blavatsky, di un misterioso fluido elettrospirituale, molto simile al Vril, dovette suscitare molto scalpore nei circoli esoterici che si interessavano dell’energia occulta.

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Inoltre, la stessa fondatrice della Teosofia descrisse visioni di guerre combattute da razze che facevano uso di poteri simili al Vril, ma nel suo caso, gli abitanti del Regno sotterraneo di Agartha sono entità benefiche, gli ultimi superstiti della grande razza ariana.

Queste spedizioni ci dimostrano come l’interesse di Hitler per Agarthi era derivato da due fattori: uno riguardava la razza superiore che si era mantenuta pura e che era dotata di poteri particolari e sapienza antico-germanica. Il secondo fattore era la misteriosa energia di cui essi fanno uso, il vril, che seguendo l’ideologiavolkisch possiamo identificare come una sorta di forza cosmica che pervaderebbe l’universo e che sarebbe fruibile solo da uomini e donne la cui razza purificata dalla commistione con razze inferiori, può raggiungere l’unione mistica con il vril.

Esattamente come nel caso di Sherlock Holmes la leggenda di Agartha, diffusa da un romanzo, stimolò l’immaginazione di più di una generazione a tal punto da entrare a far parte del mondo reale nell’immaginario collettivo, un interessante fenomeno sociologico che ebbe come conseguenza le missioni delle SS Ahnenerbe negli anni ’30 alla ricerca dei misteriosi varchi attraverso cui raggiungere il regno sotterraneo.

Nessuna di queste, dai resoconti d’archivio ufficiali, trovò mai il regno sotterraneo. Non molto tempo fa è venuta alla luce una nuova presunta mappa del Terzo Reich, in cui vi sono descritti e illustrati i dettagli dei passaggi diretti utilizzati dai sottomarini tedeschi per accedere a siti sotterranei misteriosi, così come una mappa completa di entrambi gli emisferi che include il regno di Agharta!

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Rodney Cluff infatti ha pubblicato sul suo sito web una copia di una lettera (traduzione in inglese qui) che avrebbe ricevuto da Karl Unger, che era a bordo della U-boat 209 (comandato da Heinrich Brodda) dove ha detto di aver raggiunto l’interno della terra,da dove pensava di non fare più ritorno…

terzo reich istruzioni aghartaLe istruzioni Naziste per discendere nel Regno di Agarthi. Clicca sull’immagine per la versione tradotta in Inglese.

Se tutto questo sembra incredibile, confrontate voi stessi la mappa del Terzo Reich con quella qui sotto, realizzata dal famoso cartografo ed artista Heinrich C. Berann per la National Geographic Society nel 1966. Si osserva chiaramente che l’Antartide possiede zone intagliate sulla sua superficie,dove non vi è ghiaccio.

antarcticaMappa realizzata da Heinrich C. Berannper la National GeographicSociety nel 1966.

Il dettaglio interessante è la presenza di questi passaggi subacquei che coprono quasi tutto il continente e sembrano convergere nel luogo esatto che viene identificato come il passaggio e l’apertura verso la Terra Cava.

antarctica-subterranean-underwater-cavern-map-Mappa Nazista che mostra l’accesso a caverne sotterranee.

Tuttavia non si ha certezza che questa mappa sia originale , in ogni caso solleva molti interrogativi circa le  attività tedesche in Antartico e il loro misterioso fine. Dalle notizie rese disponibili ultimamente agli studiosi occidentali dopo la declassificazione dei documenti di guerra emerge un aspetto intrigante sulla cui autenticità non vi sono dubbi: nel bunker di Berlino furono trovati i corpi di alcuni monaci tibetani. Si tratta di un legame spirituale e ideologico con il regno di Agartha a cui l’elite occulta del III Reich non rinunciò mai, perfino nel momento del sacrificio finale.

Articolo a cura di evidenzaliena.altervista.org

Oltre ( Capitolo Primo)

Era morto e non lo sapeva, quello che sentiva era del tutto diverso da quello che aveva sentito prima era tutto più lieve ed indistinto e non c’era intorno quel suo ambiente consueto e familiare, ma c’era il senso della vita con tutte le sue emozioni. Credeva quando era vivo che la sua mente, la coscienza e le emozioni sarebbero morti con lui. Aveva spesso riflettuto sulla questione che, per quanto meravigliosa la fisiologia della corteccia cerebrale, non poteva spiegare tutto quanto quello che sentiva di essere, soprattutto non riusciva a spiegare l’anima . Essere coscienti di se e riflettere sulla natura del creato è una prerogativa dell’uomo che gli faceva immaginare che l’anima fosse separata dal cervello,  ma quello che  più lo aveva persuaso di ciò era l’osservare che quella cosa che animava i neonati sembrava essere presente con caratteristiche ben precise fin dai primi giorni di vita era un modo di essere peculiare di ognuno che ci fa essere unici e insostituibili. Ora pensava ” la mia anima è separata dal cervello e comincio a capire cosa fa il cervello e cosa invece può riuscire a fare la mia anima anche senza il cervello”. Ora capiva che la vita non è altro che una esperienza terrena dell’anima ma che l’anima può averne altre di esperienze che non sono necessariamente quelle terrene.  Poteva ripercorrere la sua precedente vita,  nondimeno, mammano che si abituava a questa sua nuova dimensione, dovette ammettere che dopotutto quella vita non era così interessante . Pure gli affetti che aveva avuto e di cui pensava non avrebbe potuto fare a meno si tramutarsi in una diversa energia. I primi tempi sentendo le pulsioni forti che dalle persone amate si proietta vano a lui si sentiva attratto dalle loro menti e scendeva nei loro sogni a consolarli ma poi si rese conto che c’era molto altro lassù o comunque ladove si era ritrovato insieme ad altre coscienze e in realtà non si sentiva mai solo.

Era passato solo un mese e l’estate scorreva lenta e placida. Finita la scuola erano fiorenti le attività turistiche sulla costa e sul vulcani. La battaglia del vulcano sembrava già un ricordo era successo tutto in poco tempo e adesso sembrava fosse stato fin troppo facile. “Non dobbiamo pensare di avere vinto in modo definitivo” diceva Skab  “e dobbiamo comprendere bene cosa stava succedendo, in fondo non abbiamo compreso bene molte cose ade esempio cosa sia successo agli orsi, ho letto dei libri sulle abitudine degli orsi allo stato selvaggio e il loro comportamento  gli scorsi mesi risulta essere del tutto incomprensibile. Non solo non andavano più in letargo ma anche le zone in cui stazionavano erano molto variate. Prima questi sconfinamenti non erano stati segnalati se non sporadicamente.Le grotte e gli anfratti non sono l’habitat preferito degli orsi che invece amano trattenersi nelle zone boscose sottostanti o al limite del versante roccioso “.   Limbi e Gaia sorridevano tra loro. “Accidenti Skab” disse Limbi  “credo che tutti ci siamo persuasi del fatto che ci sono state delle influenze esterne sugli orsi e abbastanza pesanti, non c’è da stupirsi che  si è preso l’orso come bersaglio: è un animale sacro in Shiretoko è un mammifero intelligente  con capcitò motorie simili all’uomo e io credo anche con capacità telepatiche. Inoltre sembra che siano animali che subiscono  facilmente gli influssi ipnotici.  Quindi la mia ipotesi è che gli orsi erano ipnotizzati e agivano agli ordini di qualcuno”.  Skab mugugnò  “Bella ipotesi Limbi ma anche questo non spiega  il tipo di comportamento che avevano gli orsi ad esempio come potevano selezionare gli individui da rapire” continuò Skab.   Una possibilità è che siano stati teleguidati . Ci vorrebbe una tecnologia avanzatissima e a noi sconosciuta e forse anche una profonda conoscenza delle capacità telepatiche della mente umana e di certi animali.”Quello che mi ha veramente sconvolto è stato scoprire che il nazismo ancora resiste come ideologia e temo che abbia  lasciato pericolosi germi nel mondo”. Disse Skab. “Già è vero per quanto possiamo essere soddisfatti per avere scongiurato una minaccia immediata incombente non possiamo stare tranquilli, anzi credo che quando si saranno definiti i contorni di tutta questa vicenda potremo forse avere la consapevolezza della gravità della situazione a livello globale”.  Gaia annuì “Hai ragione Skab la versione ufficiale ci ha fatto credere che il nazismo fosse scomparso dalla storia nella primavera del 1945.
Robert Baer testimonierebbe che la fuga di Hitler è probabilmente avvenuta tramite un tunnel che collegava quello che fu il bunker della Cancelleria del Reich alla metropolitana di Berlino (una volta nota come U6 e ora chiamata ‘Stazione Luftbrücke’) e da quest’ultima all’aeroporto Tempelhof. Poi, dopo aver viaggiato su un U-boat dalla Spagna, il dittatore tedesco potrebbe aver passato il resto della sua vita, magari pensando all’ascesa del Quarto Reich, in un angolo sperduto e segreto della giungla argentina. Il team di Baer avrebbe scoperto questo famoso tunnel, fino a qualche tempo fa assolutamente sconosciuto, utilizzando un dispositivo chiamato ‘state-of-the-art’, una sorta di sonar impiegato dai militari americani nelle loro ‘caccia all’uomo’ (lo stesso usato in Iraq per scovare il Rais Saddam Houssein quando si era nascosto in un pozzo, ndr). Baer avrebbe trovato una parete fasulla nella metropolitana di Berlino, dietro la quale è venuto alla luce quella parte del tunnel che porta nei pressi dell’aeroporto di Tempelhof. Non solo Hitler si sarebbe dato alla fuga beffando i russi, bensì dai rapporti dell’FBI sembra sia provata la reale possibilità di un vero e proprio ‘esodo di massa nazista’ dall’aeroporto Tempelhof avvenuto il 21 aprile 1945, cioè il giorno dopo l’ultimo avvistamento pubblico registrato di Adolf Hitler e ben nove giorni prima dell’asserito suicidio dell’ex Fuhrer nazista. Così mentre le truppe alleate e l’Armata Rossa conquistavano l’Europa cancellando l’orrore nazista, criminali del calibro di Adolf Eichmann, Erik Priebke, Joseph Mengele e Martin Bormann, organizzavano il loro futuro con l’obiettivo di raggiungere Buenos Aires. Storia nota. Quello che era meno noto e che emerge dall’apertura degli archivi dell’ufficio immigrazione dell’Argentina è la perfezione e l’estensione della rete di complicità che si attivò alla fine della guerra in Argentina per salvare non solo i principali gerarchi nazisti ma anche moltissimi personaggi minori. Fascisti italiani, come Bruno Caneva, nazisti austriaci, belgi e croati.
L’apertura degli archivi è stata decisa dal nuovo inquilino della Casa Rosada, da quel Nestor Kirchner che sembra finalmente impegnato a rileggere e giudicare tutte le ombre del passato argentino. Siano i militari, finora intoccabili, per i crimini dell’ultima dittatura, sia l’operazione “salva-nazi” voluta da Juan Domingo Peròn alla fine degli anni Quaranta. Ma in quest’ultimo caso il merito va dato ad uno storico argentino, Uki Goñi, che dopo lunghe ricerche negli archivi europei e americani, ha pubblicato un libro, La Autentica Odessa, nel quale ricostruisce minuziosamente i legami fra il regime peronista, la chiesa cattolica e i nazisti. Goñi ha consegnato tutto il suo lavoro ai famosi cacciatori di nazisti del centro Wiesenthal e questi hanno chiesto al governo argentino di aprire archivi fino ad oggi considerati scomparsi. Meglio, bruciati per cancellare le tracce dell’operazione.
Il risultato è la pubblicazione di migliaia di incartamenti che rendono conto della fittissima griglia di protezione voluta da Peròn, presidente dell’Argentina dal 1946 al ’55, per accogliere i fuggiaschi.

Scrivere tanto per scrivere – Capitolo Dodicesimo

Finalmente Ambra si era decisa a venire a vivere con me . Aveva  desistito da chiedermi ancora di sposarla, sapeva che ero contrario al matrimonio e non aveva mai voluto venire a convivere con me . Ero contento che si fosse persuasa che non era necessaria la fede al dito per potersi amare e per dimostrare fedeltà e rispetto reciproco. L’unica cosa che dovette affrontare fu la gelosia di una altra femmina, cioè della mia gatta Pinky . Pur dimostrandosi affettuosa e  dolce con la gatta  tra loro non ci fu una grande empatia . Pinky non sopportava che  qualcun’altra si appoggiasse a me visto che era sempre stata abituata ad accoccolarsi sulla mia pancia . Quindi tra Ambra e Pinky  i rapporti furono sempre piuttosto freddi  e continuarono perlopiù ad ignorarsi . Ma per Pinky quella sembrava essere l’annata storta perchè arrivò un altro intruso. Era arrivato da chissà dove quel piccolo micio col pelo rosso arancio chiaro e Ambra l’aveva subito preso in braccio. Aveva poche settimane di vita era magro ed affamato . Era, credo in quella età, in cui  le mamme gatte sono contrariate dallo spuntare dei primi dentini nei loro cuccioli e non li allattano più molto volentieri. Così evidentemente  nessun’altro aveva pensato a quel gattino. Lungo la nostra via avevo spesso notato una gatta screziata con un prevalente colore rosso arancio e pensai che quella doveva essere la sua mamma. Così piccolo e fragile, aveva avuto il dono della bellezza e della simpatia e credo che sia stato fortunato a incontrare Ambra ma c’era un problema.  Il problema era la nostra vecchia gatta Pinky che quando comincio a vedere che c’era un altro gatto in casa benchè fosse così piccolo ed indifeso, era pur sempre un intruso che bazzicava per casa  e non sembrò affatto contenta. Come gioca il destino e la natura con la vita delle sue creature , non sarà solo il loro bagaglio genetico la loro potenzialità evolutiva e il talento che talvolta è innato a scegliere quale vita avranno. Se pensiamo che degli esseri umani possono essere condannati ad una vita piena di dolore e di tristezza solo per  essere nati in regioni desolate  del globo o in momenti sbagliati in cui imperversano guerre o carestie allora  comprendiamo come cambia la vita di un trovatello felino che rischia  di finire randagio per strada così come un profugo che no trova la strada per raggiungere delle braccia amiche. La gioia di vivere la puoi vedere in un gatto come in un essere umano . Non solo il cibo e il riparo dal freddo lo sosterranno e lo renderanno più forte e  più bello ma la  consuetudine  e l’affezione lo cambieranno nella sua psicologia piano piano non sfuggirà  e si lascerà accarezzare e imparerà a comunicare con te con dei versi e degli atteggiamenti quando ha fame e quando vuole uscire. Che differenza c’è tra una creatura che viene scaraventata nella vita per soffrire e una  che ogni giorno scopre le cose più belle ?  Sarà diverso il modo di essere dentro  ci sarà la disponibilità a comunicare ci sarà il coinvolgimento emotivo ci sarà tutto quello che era potenzialità ma che necessita delle condizioni favorevoli per esprimersi.

Un giorno con Ambra stavamo guardando un  documentario sulla vita di Picasso . Si era interessata molto alla pittura e la vidi animata  da passione e curiosità. La colpì soprattutto la precocità di Picasso il suo talento innato che si accompagnava anche ad una esuberanza della vita amorosa e sessuale. Ad un certo punto Ambra mi chiese ” Come ti è venuta la voglia di dipingere?”  . “Non mi ricordo con precisione Ambra” . “Raccontami come hai cominciato”   insistette. “Va bene quando ero piccolo mia madre me lo diceva sempre che ero come mio nonno . Si capiva che per lei questa convinzione era fonte di gioia e così anche io mi divertivo a fare in modo di essere come era stato lui, mio nonno. Era morto piuttosto giovane  aveva poco più di sessantanni ma l’esposizione all’alluminio e all’amianto in una industria siderurgica in Francia ne aveva minato il fisico in modo irreparabile. Lo conobbi che avevo sei anni e i ricordi che mi ha lasciato erano quelli di una persona molto dolce e dai sani principi ma purtroppo non ebbi il tempo di parlare molto e di chiedere di mostrarmi  tutte le cose che sapeva fare e  che poi mia madre mi raccontò. Era quello che oggi si direbbe un creativo sapeva disegnare i cavalli e le facce delle persone, costruire cesti e  progettare la sagoma di sandali e ciabatte. Negli anni del dopoguerra aveva utilizzato gli scarponi usati dei soldati, recuperati da commercianti e ammassati in magazzini,  per trasformarli in ottimi sandali  che  mia madre e mia nonna vendevano nei mercati. Così quando mia madre si accorse che  anche io senza nessuna istruzione particolare disegnavo abbastanza bene ed ero abbastanza ingegnoso nei giochi da bambino pensò che avevo preso tutto da suo padre. Il nostro inconscio spesso costruisce per noi delle difese che rendono meno doloroso il distacco così la perdita di un padre viene colmata dalla presenza di un figlio soprattutto se in questo figlio rinvieni delle doti che aveva anche suo nonno. Sarà quindi solo il talento che si trasmette ma queste doti si rivelarono  subito dopo la morte di mio nonno. La mia voglia di dipingere si fece sentire e mia madre mi regalò una scatola di colori e un cavalletto.  La gioia del dipingere era qualcosa di spontaneo e naturale, i colori  erano stati quelli più semplici le tempere e gli acquarelli , quando  ebbi in regalo la cassetta dei colori ad olio dovetti fare i conti con la tecnica senza  alcun aiuto sperimentai l’uso dei colori ad olio sulla tela. La mia passione contagiò anche qualche altro mio amico e ci fu un periodo in cui eravamo impegnati  a confrontarci sul modo di dipingere . La soddisfazione nell’apprendere con profitto la tecnica della pittura ad olio mi portava a cercare di migliorare sempre di più. Così cercai anche di procurarmi delle riproduzioni dei libri d’arte e comincia a raccogliere delle monografie che uscivano in edicola . Si chiamavano i maestri del colore ed è con quelle che  ebbi i maggiori aiuti e lo stimolo alla emulazione.

Contorta espressività

Donne destinate ad essere infelici – Capitolo Undicesimo

Capitolo Undicesimo

Una ragazza della palestra che mi aveva vista così depressa e sconsolata dopo il primo approccio con le attività di palestra mi si accostò e mi pose una mano sulla spalla. ” Su ” disse “non fare così ci siamo passate tutte siediti qui con me che parliamo . Vuoi ?”  .  Era una ragazza bruna e  robusta ma non grassa dagli occhi grandi scuri e penetranti . “Come ti chiami?” chiese   “Mi chiamo Daniela e sono una frana ”  .  ” Tu sei venuta in palestra per dimagrire e per tornare in forma è normale è quello che fanno tutte. Sai io ero molto più grassa di te e sai una cosa ? Non è stata la palestra a farmi dimagrire sono stati i microbi !  ”  La guardai pensando che doveva essere una pazza ma non trovai nel suo sguardo nulla di folle  solo lo specchio della mia curiosità. “Lo so che mi prendi per una un po’ stramba in questo momento ma devi credermi per me la svolta nella mia vita è stata la scoperta di un mondo sconosciuto che è dentro di me  e dentro di noi tutti credo,  ho imparato a conoscermi e a conoscere come il mio corpo vive in simbiosi con appunto i microbi , ho imparato a conoscere quelli buoni per me  e senza grandi diete mi hanno aiutato a tornare in forma e a dimagrire “.  Cominciai a capire ” Va bene ho capito tu ti curi con degli integratori e dei  fermenti e mi vuoi far credere che siano miracolosi ma non mi freghi, lo sanno tutti che in palestra ti rifilano  dei beveroni per fare i muscoli ma io non voglio prendere nulla”. La tipa si fece scura in volto. “Senti cara io volevo aiutarti e non ho proprio intenzione di venderti nulla  ma se non mi credi arrangiati, sai mi ero rivista in te quando sei arrivata qui e ho avuto un senso di pietà non è da me , a dire il vero non sono così dolce di solito”. 

Va bene ti credo ma perchè hai detto che ti sei riconosciuta in me ? Cosa hai trovato in me di così somigliante?” chiese Daniela . ” Ho riconosciuto in te la condizione  da cui sono partita ero stata molto male , tutto era cominciato con la morte di mio padre, ebbi una forte depressione e poi una infiammazione alla tiroide che andò completamente distrutta e così comincia a gonfiarmi e mi presi una infezione broncopolmonare e gli antibiotici mi prostrarono ulteriormente così andai a finire in ospedale. Pensavo che  finalmente avrei risolto i miei problemi di salute ed invece le cose non andarono affatto così. Dopo due cicli di antibiotici se è vero che la broncopolmonite si era risolta io stavo sempre peggio. Mi aveva colpito una gastroenterite  e nonostante questo mi dimisero con una terapia per la gastroenterite dovuta agli antibiotici , mi dissero che doveva passare in fretta.  Ma la terapia per la enterite si rivelò inefficace dopo 10 giorni  fatti gli esami e la coprocoltura capirono che mi ero beccato una infezione da clostridium difficilis e dovetti essere di nuovo ricoverata per la grave disidratazione. Ci vollero ancora due settimane per guarire ma quando ne venni fuori ero distrutta. La mia salvezza fu un gastroenterologo che stava studiando gli effetti deleteri degli antibiotici. Mi spiegò tante cose che mi aprirono gli occhi.   Mi fece capire che un ruolo-chiave nel mantenimento di buone condizioni di salute e di prevenzione dell’obesità e delle patologie croniche ad essa collegate, è svolto dal microbiota. Una parola che non conoscevo . Cosa è questo microbiota ? gli chiesi. L’intestino umano è stato colonizzato da migliaia di specie di batteri durante la coevoluzione di uomini e microbi. Sono presenti  milioni di geni microbici più di quelli umani . La composizione del  Microbiota è cruciale per l’educazione immunologica del neonato. La mancata esposizione dei bambini a specie del genere Bifidobacterium o alla loro eliminazione ad esempio con gli  antibiotici  ad ampio spettro, possono determinare uno squilibrio nella maturazione del sistema immunitario (deviazione immunologica). Ciascun individuo ha un microbiota «unico» ma numerosi eventi possono alterare in modo significativo il microbiota intestinale di un individuo: cambiamenti nella dieta, infezioni, antibiotico terapia, ed era quello che era successo a me. Quando, per diverse ragioni, il microbiota non è ripristinato, può determinarsi una «disbiosi», le cui conseguenze possono essere moltepliciSi ipotizza che proprio l’alterazione del microbiota intestinale può portare a patologie croniche e immunologiche, cancro del colon, ulcera gastrica, patologie cardiovascolari patologie intestinali e soprattutto all’obesità. Alcuni studi hanno concluso che le complesse interazioni tra ambiente, microbiota e genetica dell’ospite determinano il fenotipo metabolico e che il microbiota influenza lo sviluppo d’obesità, l’infiammazione e l’insulino-resistenza. Numerose ricerche, infatti, hanno dimostrato l’associazione tra la prevalenza di alcuni batteri e peso corporeo diabete e obesità, proprio perché il microbiota può aumentare l’estrazione energetica dal cibo, modificare le vie metaboliche dell’ospite, provocare un’infiammazione cronica di basso grado, aumentare l’insulino-resistenza, influenzare la secrezione di ormoni intestinali (incretine), e la motilità intestinale. Una dieta ricca di grassi e e povera in fibre cambia il microbiota in modo complesso e specificamente riduce i Bifidobatteri, promuove endotoxemia metabolica e provoca lo sviluppo di disordini metabolici tramite un meccanismo dipendente da cellule immunitarie. La riduzione di un tipo di batteri i  Bifidobatteri è associata a un più alto livello plasmatico di Lipopolisaccaridi (LPS) , alla secrezione di citochine proinfiammatorie LPS-dipendente. Dieta iperlipidica e LPS promuovono infiammazione di basso grado e disordini metabolici indotti (insulino-resistenza, diabete, obesità, steatosi, infiltrazione macrofagica del tessuto adiposo). Altri fattori influenzano il peso   chi mangia abitualmente una minore quantità di fibre risulta essere più colpito da obesità, sindrome metabolica, infiammazione generalizzata. Anche i grassi alimentari influenzano quantità e tipo di microbiota, soprattutto gli omega3 con effetto protettivo. Sono stati identificati prebiotici (fruttoligosaccaridi e galattooligosaccaridi) che hanno molteplici ruoli in obesità, DM2 e patologie infiammatorie intestinali. La soluzione che mi propose era quella di assumere dei fermenti specifici e di cambiare tipo di alimentazione perchè il tipo di alimentazione  modifica velocemente, molto più velocemente del previsto, la flora batterica intestinale, in senso positivo. Un maggior consumo di latticini ipolipidici, soprattutto yogurt, che è associato con un ridotto rischio di sviluppo di diabete e un maggior apporto di omega3  di fibre e di prebiotici vegetali crea il supporto necessario alla crescita dei fermenti “buoni”.  Così seguendo questi consigli e assumendo fermenti “buoni” cominciai a stare meglio e a perdere peso e trovai anche l’energia per  fare gli esercizi in palestra quello che penso vuoi fare anche tu!”

Certo che vorrei tornare in forma cosa credi , ho un inizio di diabete e la pressione alta se non riesco a dimagrire la mia salute peggiorerà ma con la dieta non ho ottenuto nulla e l’esercizio fisico non mi ha portato altro risultato che quello di farmi venire più fame, se non mangio mi sento debole e no riesco a far nulla ma tu come ti chiami?”   chiese Daniela  ” Mi chiamo Laura, ti propongo di venire a mangiare a casa mia così vedrai la mia dieta se vuoi se non hai impegni”.  disse Laura . “Non ho impegni penso solo che dovrò farmi una doccia e sarò pronta per venire con te se mi aspetti ” .  “D’accordo Daniela vai pure a fare la doccia “.   Dopo una ventina di minuti Daniela era pronta . Laura abitava vicino alla palestra e così  si avviarono a piedi . La casa piccola ma accogliente  di Laura faceva pensare alla dimora di una single . ” Vivi da sola ” chiese Daniela  “Si ho una relazione ma ognuno vive per conto suo almeno per ora ” rispose Laura. Per un attimo a Daniela balenò il pensiero che Laura potesse essere lesbica, i suoi tratti un po’ mascolini la sua intraprendenza  e i modi abbastanza decisi ed l’avevano colpita. “Ti devo dire che le tue cognizioni sui fermenti e sulle loro proprietà benefiche mi hanno incuriosito anche s ho molti dubbi”, disse Daniela .  “Capisco è normale all’inizio tu hai fatto il greco?” chiese Laura, “No solo il latino perchè?” . “Non fa nulla  Probiotico deriva dal greco pro-bios che significa “a favore della vita”,pare infatti che questi minuscoli esserini ci aiutino a vivere meglio. Pensa che è dall’inizio del novecento che c’è in commercio quello che noi chiamiamo yogurt fu uno studioso russo che lo produsse ma  poi altri si resero conto che non bastava un latte fermentato qualsiasi per avere i benefici dei probiotici perchè i veri probiotici attivi sono quelli che affrontano con coraggio e valore succhi gastrici,enzimi biliari e pancreatici fino all’intestino e, alleandosi con i batteri che già lo abitano, combattono insieme contro i batteri cattivi impedendone la proliferazione. Dall’intestino lavorano per alleviare intolleranze al lattosio, favorire l’assorbimento e la produzione di vitamine del gruppo B, rinforzare le difese immunitarie intestinali e generali, probabilmente sono anche validi alleati nella lotta al colesterolo e alle allergie alimentari, riescono a ripristinare la flora batterica intestinale alterata da cure antibiotiche, stress e alimentazione scorretta. La somministrazione di particolari ceppi di lattobacilli riduce l’incidenza di vaginosi e infezioni urinarie,riducono i disagi causati da stipsi o dissenteria. Sono utili perfino in gravidanza si è visto in fatti  che donne gravide che li hanno usati  regolarmente hanno accumulato una percentuale minore di cellule adipose nel girovita rispetto a chi aveva solo seguito uno stile di vita corretto. Ed i probiotici fanno bene anche ai più piccini. dove possono agire positivamente sul sistema immunitario del bambino, che è un sistema ancora in formazione. Scommetto che mi dirai che anche tu mangi lo yogurt”.  Insinuò Laura . “Già ” disse Daniela io mangio molto yogurt anche perchè mi piace” .   “Gli yogurt attualmente in commercio contengono spesso probiotici, e allora una valanga di yogurt per tutti?!  i comuni yogurt spesso non contengono probiotici ma semplicemente batteri vivi come Streptococcus thermophilus e Lactobacillus bulgaricus. La dicitura “con fermenti lattici vivi” spesso inganna, vivi sono vivi ma ancora per poco o almeno fin quando non li ingeriamo,la maggior parte di loro infatti non riesce a superare lo scontro con succhi gastrici e sali biliari, rimangono un ottimo alimento ricco di enzimi benefici ma non sempre di fermenti vivi e attivi, ci sono però gli yogurt con probiotici contengono altri tipi di batteri,molto spesso Bifidobacterium bifidum e Lactobacillus acidophilus e sono questi che io prediligo ora ti preparerò una insalata con uno yogurt ai probiotici, quindi prebiotici cioè cipolle,banane,asparagi,carciofi,grano, aglio etc  e probiotici cioè il mio yogurt vedrai che ti piacerà “.  Laura era molto appassionata quando parlava della sua dieta con i fermenti e questo suo entusiasmo era molto contagioso come la sua allegria.

Donne destinate ad essere infelici – Capitolo Decimo

“Caspita sono ingrassata di tre chili in un mese senza mangiare quasi nulla” la bilancia aveva emesso il suo verdetto inappellabile e Daniela era disperata. Le vacanze di Natale avevano mandato il conto e ora si parlava solo di dieta e di iscrizioni a palestre, di esami di controllo per il diabete. Quando poi si trattava di vestirsi per uscire anche semplicemente per andare da amici al cinema o a trovare la vecchia mamma era un dramma i vestiti non andavano più e per Daniela ci volevano almeno tre quarti d’ora per prepararsi. Vittorio preferiva trascorre la maggior parte della giornata fuori casa rincasava tardi e spesso aveva già mangiato qualcosa.. La vita di Giovanna sembrava essersi maledettamente complicata e di certo ella non volle mai ammettere di avere commesso un errore quando si era imbarcata con Alfredo nell’avventura di andare a vivere in campagna. L’unica salvezza era stata trovare quel lavoro che le consentiva ora di pensare al futuro di sua figlia con maggior serenità. Aveva dovuto tornare in città anche per contare sull’aiuto della mamma che poteva tenerle la figlia anche se doveva comunque ricorrere a delle baby sitter. Ora Daniela si consolava solo coi piccoli piaceri della vita , quando la mattina andava al lavoro sapeva che si sarebbe ritrovata al bar con Sofia e avrebbero preso un cappuccino e avrebbero poi scambiato qualche parola anche durante la giornata .Intorno a loro si assiepava sempre un certo numero di giovanotti interessanti e colleghe anche più giovani ma il fascino delle due amiche non temeva rivali erano loro senz’altro le più ricercate per intrattenersi e chiacchierare un po’. Il capo del personale non aveva gradito le pause troppo lunghe per il pranzo o nel cambio alla cassa . Daniela faceva la cassiera già da un po’ di tempo Sofia invece per alcuni mesi era stata assegnata al magazzino . In quella mansione era stata molto brava e oltretutto sembrava che i colleghi fossero molto contenti di lavorare con lei. Quasi tutti maschi, pensava Daniela, ci credo che non le hanno fatto pesare nulla. In effetti erano stati molto magnanimi con lei, perdonando errori e mancanze e Sofia si era trovata subito molto bene, ma poi la dirigenza aveva voluto che lei cominciasse a lavorare alle casse e qua la musica era cambiata Sofia ebbe parecchie difficoltà a ingranare; l’amicizia con Daniela le fu molto utile per riuscire a superare quel momento. Avevano fatto in modo di avere gli stessi turni e di lavorare sempre stando vicina l’una all’altra. Anche quello era un modo per rendere più tollerabile quel lavoro così ripetitivo e stressante.

Sofia non aveva trovato altro lavoro che quello di cassiera al supermercato nonostante avesse una laurea in architettura non aveva ancora trovato il lavoro che faceva per lei, ci aveva provato a mettersi in proprio ma poi la crisi l’aveva costretta ad accontentarsi di quello che trovava lavori per lo più saltuari come quello al supermercato. Molte le domande che aveva mandato ma poche erano state le risposte e soprattutto poche proposte chiare. Ma dopo sei mesi di gavetta Sofia era stata apprezzata come affidabile ed efficiente lavoratrice e un giorno veresi lo scoprire ne convocata in direzione per una comunicazione. Il direttore fu molto gentile la fece accomodare e si congratulò. “Abbiamo esaminato il suo curriculum e devo dire che ci ha favorevolmente sorpresi il fatto di scoprire che lei è laureata in architettura come mai ha voluto lavorare con noi?”. “ Vede direttore “ disse Sofia “Innanzitutto lo studio privato che avevo non mi consentiva neanche di pagarmi le spese e quindi ho dovuto chiudere e poi l’occasione di lavorare con una mia cara amica mi ha persuaso a questa scelta e le confesso che se all’inizio ho avuto qualche piccolo rimpianto ora le posso assicurare che non mi sono pentita della mia scelta” . “Siamo felici che lei si trovi bene da noi ma vorrei che prendesse in considerazione la possibilità di lavorare ancora come professionista quindi con un contratto di consulenza come architetto nel settore dell’allestimento e del marketing dei nostri centri commerciali, questo all’inizio potrebbe farlo anche mantenendo il suo posto di lavoro come dipendente poi potrà sempre decidere di dedicarcisi a tempo pieno”. Sofia rimase ammutolita per un po’ poi rispose “ Grazie direttore mi sembra una proposta interessante ma mi dia modo di rifletterci sopra non so se ho abbastanza esperienza vorrei capire meglio di che si tratta” . Il direttore fu molto comprensivo “non si preoccupi ha tutto il tempo per pensarci intanto se permette la metterò in contatto col responsabile del settore “.

Come sempre Sofia e Daniela uscivano alla stessa ora per la pausa pranzo ed era quella l’occasione quotidiana per scambiare le chiacchiere consuete . La notizia che Sofia ancora non aveva completamente assorbito fu la prima cosa che volle confidare a Daniela ma non tanto per dirlo quanto piuttosto per rendersi conto di ciò che era accaduto. Ora che ci rifletteva è proprio vero che a volte le cose si realizzano indipendentemente dai nostri sforzi, in fondo Sofia aveva cercato per mesi un posto di lavoro nel campo dell’architettura e del design ma senza successo. Ora che si era rassegnata a non cercare più questo posto di lavoro qualificato la veniva a cercare. Daniela sottolineò questa sua fortuna con la non troppo nascosta invidia che ha una persona acui siano andate tutte storte negli ultimi mesi. “Non sei solo fortunata in amore mia cara” disse Daniela “ ma anche nel lavoro e mi chiedo perchè non hai incominciato ancora a giocare” . “non lo sono mai stata fortunata e sai bene cosa è stato per me l’amore fino ad un paio di anni fa… sai davvero c’è stato un momento in cui ho pensato che lo avrei perso, Alfredo non sopportava la mia condizione di donna oggetto e avevo il sospetto che avesse un’altra e che me lo avrebbe detto da un giorno all’altro, poi tutto cambiò per fortuna appunto!”

Daniela non potè fare a meno di pensare a quel momento prima che ella partisse per la campagna c’era stato il suo incontro intimo con Alfredo una cosa che non avrebbe voluto accadesse e che ora le pesava terribilmente un errore che non aveva mai confessato all’amica. “Alfredo è passionale e vuole avere accanto una donna che sia felice e soddisfatta fuori e dentro il letto Sofia” disse Daniela “e mi pare che tu sia felice con lui ed io sono felice per voi belli e fortunati” . L’espressione di Daniela era stata molto esplicita la sua infelicità contrastava così fortemente con la condizione di felicità e di allegria di Sofia che l’amica sentì il bisogno di abbracciare Daniela. “Sai Sofia la mia unica felicità è mia figlia ma a volte mi chiedo se sarà felice , e se avesse anche un destino di sventura? Sarà stato giusto quello che ho fatto?”

“ Certo che è giusto Daniela” disse Sofia con un sorriso. Il desiderio di maternità è un sentimento profondo, un figlio è una responsabilità oltre chè una fonte di felicità e di orgoglio. La domanda se sia giusto o no mettere al mondo dei figli in questo mondo così difficile non è una domanda con risposte facili. Il sentimento che conduce alla maternità è uno degli impulsi più potenti e più viscerali che esistano ed è strettamente connesso alla essenza della della femminilità, un sentimento che discende direttamente dallo spirito generativo della vita che si esprime attraverso una architettura biologico ormonale mirabile e praticamente infallibile. Di fronte a questo strumentario il povero uomo cioè l’elemento maschile appare come un inerme strumento nelle mani della volontà materna . Se la donna vuole veramente un figlio ed è naturalmente fertile potete scommettere che lo avrà nonostante l’uomo sia naturalmente recalcitrante . Nel periodo dell’estro la donna è animata da una tale esuberanza vitale e ormonale che l’uomo prescelto è inevitabilmente coinvolto in una esperienza che lo porta ad essere compartecipe di un progetto di desiderio e di vita. La donna può essere da parte sua vittima e strumento del suo stesso corpo che la conduce ad una certa fase della vita a pensare in modo concreto e a volte ossessivo alla maternità . Quando la vita porta a delle delusioni la maternità può causare molti sensi di colpa e questo era quello che stava succedendo a Daniela. Doveva cercare di uscire da quel circolo vizioso, la giovinezza é l’età dell’ incoscienza non solo perché non si è ancora acquisito un sufficiente livello di conoscenza ma perché non sappiamo cosa ci riserva lo stesso nostro corpo che si può ammalare e può cambiare. Così con quello cambia anche il nostro schema corporeo e cambia il modo di essere e questo può addirittura peggiorare la situazione . Era semplicemente  successo che dopo una gravidanza difficile era ingrassata di 15 chili e per di più aveva scoperto che quel diabete gravidico non era scomparso dopo la gravidanza . Poco servivano a consolarla le parole della madre che aveva avuto una simile esperienza anche se il diabete glielo avevano trovato due anni dopo il parto . Succede che il tuo schema corporeo mentale non corrisponde più a quello che sei diventato così mentre ti pensi ancora agile snella vitale desiderabile e naturalmente bella, succede che sei irreparabilmente cambiata. La certezza che sei cambiata l’avrai nel rapporto con gli altri più che con te stessa e quando questo ti farà comprendere che sei  diversa da prima anche agli occhi degli altri allora ti risveglierai da un sogno che continuavi a conservare in te. Ci sono donne che per il fatto di non esserlo mai state, nè belle nè affascinanti non hanno l’angoscia di perderla la bellezza e raggiungono nell’età matura una condizione di appagamento e di equilibrio. La considerazione che la bellezza sfiorisce anche nelle coetanee,  fa venire meno in loro l’invidia di cui potevano avere sofferto in gioventù.  Diete incongrue imposte per molti anni tanto come eccessivo ricorso a lampade abbronzanti unite al vizio del fumo dell’alcool e ad una vita sessuale  sregolata ed esuberante avrebbero lasciato il segno sul viso e sul corpo di molte. Sarebbe bastato rimanere in forma  si diceva e l’unico modo era l’attività fisica e la sua tenacia , la dieta non era sufficiente perchè già sapeva che non sarebbe stata in grado di fare la fame, non  era il tipo da rinunciare ai piaceri della gola ma avrebbe seguito un regime proteico  come le era stato consigliato per contrastare la tendenza al diabete  e con quelle poche  ma chiare idee e con dei buoni propositi si avvio verso la palestra per la prima volta.

Le aspettative che una donna può avere nel frequentare una palestra sono spesso diverse da quelle di un uomo. L’idea che la palestra  trasformerà il proprio corpo in una sagoma magra agile e scattante è la motivazione che l’aveva convinta ad iscriversi ed ora si apprestava a varcare per la prima volta la porta della palestra.  Cercò di essere intraprendente con se stessa e provò diversi attrezzi con l’aiuto di un istruttore. Si impegnò quindi su un tapis roulant e si rese  conto che la sua resistenza fisica era molto limitata. Guardava con sorpresa le ragazze che  correvano  vicino a lei e dovette concludere che non era all’altezza di quei ritmi che non era abbastanza allenata . Dovette  constatare che le gambe si erano appesantite e che  il suo respiro si era fatto affannoso. Perdi più non sapeva ancora regolare i comandi  così si trovò ad arrancare sulla cosa del tappeto    trovandosi alla fine sulle ginocchia,. Barcollo e cascò è di lato poi  si rialzò con fatica  e si appoggiò ansimante all’attrezzo con le gambe di legno e la testa che le girava  si sentiva uno straccio. L’istruttore cercò di rincuorarla  dopotutto era la prima giornata di palestra e non conosceva bene il funzionamento degli attrezzi. “Non è nulla  lo so è normale sono solo stanca” .

Scrivere tanto per scrivere – Capitolo Undicesimo – L’essenza dell’amore

Danza di fuoco

La voglia di capire i misteri più insondabili della vita, così come quelli della morte mi avevano condotto ad esplorare i sentimenti ed a chiedermi di cosa sono fatti i sentimenti. Ora se la vita è governata da sistemi fisiologici concretamente esplorabili, i sentimenti sono fatti solo da pensiero o meglio da una elaborazione del pensiero, eppure anche il pensiero prende origine da un organo come il cervello o almeno così mi sembra . Se così fosse i sentimenti sarebbero anch’essi materia, come un qualsiasi altro prodotto del corpo, comunque comprendiamo anche  che i  sentimenti sono una condizione della mente che dipende dalla interazione tra mondo interiore e il mondo esterno. Non essendo tangibile il solo modo per comprendere un sentimento è il confronto con la propria esperienza. Si dice se non lo hai provato questo sentimento non lo puoi capire, così come non puoi capire se non ne hai sofferto, il dolore che può causare una malattia. Anche il sentimento d’amore è una alterazione dello stato normale, una variante dove contano molto le esperienze personali e le interazioni relazionali.

Ora, che resta vuoto questo mio cuore,
rivivo i giorni che ci han dato,
emozioni, un po’ di amore e di felicità.
Ma non sarà più nulla come prima,
non ci sarà una nuova primavera insieme,
non ci sarà un altro istante di magia,
ma solo una immensa nostalgia,
avvolta dalla mia malinconia.
Ma avrò ancora nei miei occhi,
la tua figura che corre verso il mare
avrò nel naso il tuo profumo,
avrò il calore vivo della tua pelle ,
appoggiata ancora sulla mia.
Avrò quella vista sui monti dietro casa,
e il tramonto che guardavamo insieme,
Avrò il ricordo delle notti lungo il mare,
quando passeggiavamo sulla riva,
coi flutti che ci lambivano finchè,
travolti dalle onde sulla spiaggia,
esausti abbracciati restavamo.
Come un uccello senza ali
non può spiccare il volo.
Come un cieco che guarda il sole,
sente il suo calore.
Se non sai cos’è l’amore,
non lo puoi capire.
se non sai cosa è il dolore,
non puoi immaginare.
Io con te che sono stato tutto e niente,
io vivo sempre nel presente,
ma il mio cuore è rimasto là,
nella atmosfera calda di un autunno,
che si tingea d’oro intorno a noi,
e d’oro mi parean i tuoi capelli,
di rosso carminio le tue labbra,
come quel vino che il sangue ci scaldò.
Eri tu per me il sale dei miei giorni,
della natura mirabile la grazia,
che si rispecchiava nel tuo sguardo,
e tutto brillava intorno a te,
come i miei occhi quando ti guardavano.
e quel mondo che attraverso te,
sentivo essere vivo e meraviglioso.
Sentivo la passione pulsare nelle vene,
e dalle zolle arate del nostro amore,
il fiore del desiderio germogliare,
e da quel calice sgorgare generoso ,
il dolce nettare del piacere,
che di umori ed essenze ci inebriava.
Come un uomo senza cuore,
che non può perdonare.
Come un sasso in mezzo al fiume,
non sa cosa è il mare.
Se non sai cos’è l’amore,
non lo puoi capire,
se non sai cosa è il dolore,
non puoi immaginare.

Sono le immagini ed i versi a dare il senso di quel mistero e a come delle strane alchimie  possono suscitare quei sentimenti, in un modo che, sfugge alla ragione.

Un giorno passai innanzi al tuo giardino ,
era immerso in una grazia immateriale ,
l’effetto che m’ha fatto non l’ho capito ma
qualcosa mi ha costretto a ritornarci
L’effetto che mi hai fatto non l’ho capito già
in me cosa è cambiato non l’ho capito allora,
lo sguardo tuo ho incrociato quello sguardo mi scaldò
quello sguardo mi stregò e da allora ti ho sognata .
Ricordo quando ho preso la tua mano
c’era il vento ed una scossa io avvertii,
era fredda come fredde le tue labbra,
ma era caldo il tuo cuore,
il tuo cuore era caldo e mi rapì.
La forza che ho sentito era quella dell’amore,
nel giardino del tuo cuore temerario mi inoltrai
e tra fiori sublimi quello della passione trovai,
dal profumo irresistibile che l’anima mi incendiò.
Lo slancio che mi ha dato non l’avevo sentito mai
un cuore innamorato si lancia nell’ignoto,
corre nei prati verdi di un giardino sconfinato
da grazia seminato di abbracci lastricato .

Per comprendersi veramente bisogna riuscire ad entrare nel giardino del prossimo e scoprire le meraviglie che vi si nascondono, cercare di entrare in consonanza col prossimo invece di respingersi.
Non so se avete mai partecipato ad una discussione in cui, dopo un po’ ,le posizioni dei vari interlocutori si vanno facendo così divergenti e intricate che , alla fine esausti, l’unica conclusione cui considerate di essere giunti è che non è possibile mettere d’accordo l’uno con l’altro, riguardo alcunchè. E allora ognuno andrà a denunciare l’altrui pregiudizio che prescinde dal contenuto delle reciproche considerazioni. Rimane allora il senso di inutilità e vanità delle esplorazioni che mirano a comprendere il senso delle umane relazioni e della effimera consistenza di ogni elaborazione sociologica. Allo stesso modo scrivendo ora mi rendo conto di scrivere tanto per scrivere ben sapendo che non giungerò a quelle concrete conclusioni che i matematici e i fisici chiamano risultato. Nondimeno lo scrivere tanto per scrivere mi affascina perchè non mi è dato di sapere dove può portare un esercizio così anarchico e informale. Ebbene scrivo per dare una possibilità al pensiero di essere letto, ogni volta, con il solito presentimento, di percorrere una china che mi conduce a raccogliere gli stessi risaputi e digeriti frutti, ben sapendo infatti che finirò per dissertare sull’essenza dell’anima e sul senso del dolore e dell’amore e per rischiare di approdare, pur partendo da presupposti diversi alle stesse conclusioni, naturalmente senza risultati, allo stesso modo di un navigatore che circumnavigando alternativamente il globo può raggiungere un’isola deserta facendo diversi percorsi. Una cosa che mi ha illuminato riguardo alla incomunicabilità è l’importanza del come ci si relaziona. Saremmo veramente solo delle monadi leibniziane se non ci fosse quel quid che rende possibile una consonanza emotiva. La comprensione profonda passa attraverso il coinvolgimento. Allo stesso modo di due innamorati che litigano su questioni materiali e riescono a trovarsi d’accordo nel fare l’amore quando discutiamo tra noi dovremmo sentire un sentimento di fratellanza e di platonico amore e sentirci accomunati da un destino comune. Se ci penso, molta gente cede facilmente all’ipnosi perchè desidera un rapporto coinvolgente. Non posso dimenticare come si lasciava andare una mia fidanzata quando le sussurravo frasi d’amore, voleva sentirsi amata ed innamorata, essere coinvolta e lasciarsi andare. Non dobbiamo pensare che questo sia sbagliato, non dobbiamo neanche pensare che vi sia sempre una manipolazione. Gli esseri umani hanno bisogno di una dimensione relazionale, più profonda di quella verbale. Eppure questa relazione non deve necessariamente passare da un contatto tangibile, può passare attraverso la voce o la scrittura come sanno i poeti. Evidentemente diversa è la possibilità di una persuasione di massa tramite il coinvolgimento emotivo, cosa che potrebbe essere molto utile ma anche molto dannosa e ne abbiamo avuti esempi   decisamente tragici. Tuttavia accomunare le masse popolari nel nome di un ideale non è, di per se. deleterio . La giustizia, l’uguaglianza, la fraternità non sono categorie superate ma, piuttosto, categorie irrealizzate dello spirito sociale. Non si tratta di imporre una visione contrapponendola ad altre perchè, se anche con tutta la forza di persuasione cercassi di avvalorare un accadimento un “risultato”, altri avanzerebbero altre ipotesi e altre interpretazioni e la mia verità diverrebbe agli occhi di altri, se va bene, una opinione, una suggestione per alcuni , ma per altri sarebbe solo una allucinazione delirante. Così come in ogni discussione sociologico-politica si finirebbe come in quelle allegre compagnie del Bar dello Sport dove si gioca a chi la spara più grossa, a chi fa più il bauscia come si dice a Milano. E allora come se ne esce? Non con la politica o con la sociologia. Un segnale importante ha illuminato questa epoca, un segnale che ci invita a riprendere in mano gli insegnamenti più formidabili riguardo alla etica delle comunità che la nostra storia ci ha fornito. Torniamo alle origini, ritroviamo quelle tracce, facciamoci prendere per mano da Papa Francesco ascoltiamo e diamo per primi l’esempio di umiltà e di servizio, riconosciamoci nei fautori del bene comune. Come al tempo della lotta pacifica di San Francesco contro l’opulenza e la corruzione della Chiesa dobbiamo sentire il senso profondo della missione etica che molti stanno conducendo contro l’ingiustizia . Questo messaggio di speranza potrà diventare l’ideale che anima un popolo e che coinvolge le menti e gli animi nella consapevolezza che si può cambiare insieme il proprio destino, con pacifica fermezza. Mentre mi raccontavo queste cose una serie di immagini animavano la mia mente e alla fine quelle che ritornavano continuamente erano le immagini di lei, ed io ero come tutti quelli che testardamente non vogliono scendere a compromessi non vogliono ammettere che possono anche sbagliare. Come potevo pensare di lasciarla mi dissi . Stavo per fare il più grande errore della mia vita. Non ho capito niente …Non l’ho capito mai,  non ho capito che lei ha un posto dentro me, ed io ora non posso immaginare una vita in cui lei non c’è. Tutta quell’ansia quel rancore verso tutti e verso il mondo era dovuto a questa nevrosi e solo ora l’ho capito.

Il senso dell’amore

Non ho capito niente
non l’ho capito mai
non ho capito che,
hai un posto dentro me.
Non posso immaginare,
una vita in cui non ci sei.
Nella brezza calda della sera,
le mani strette strette per sentire,
una volta ancora il tuo calore,
e volere fermare il tempo,
per non lasciarti andare.
E poi tornando nella sera,
tra i rami immaginare
di vedere il tuo viso
dalle ombre del sole disegnato.
Non mi chiedere cos’è l’amore,
perchè non lo so dire,
ma so che quando ti amo,
io voglio il tuo piacere,
e cercare di capire,
quello che stai cercando,
quello che vuoi da me.
Inquieto il tuo respiro,
quando piano ti sfioravo .
I capelli lunghi e biondi,
sciolti sulle spalle,
il viso soave e luminoso,
mele rosse le guance,
lo sguardo appassionato,
dolci ciliegie le tue labbra,
la voglia che traspare,
dai gesti svelti e strani,
i seni tondi e sodi
frementi frecce,
puntate sul mio petto,
E il giorno che ora risorge
ci ha lasciato solo il suo sapore,
perchè vuole essere vissuto
come una favola senza tempo,
e non vuol esser raccontato,
Del sogno che rimane,
che rimane più?
Volere accompagnare,
coi miei baci il tuo fervore,
sentir delle braccia il calore,
che a te mi attrae e le mani,
ansiose di spogliare e labbra,
ardenti da dissetare .
L’impulso forte invincibile,
a compenetrare,
a stringersi più forte,
per sentire in petto,
il cuore correre e scalpitare.
Con tutti i sensi accesi,
donarsi piacere …
è questo il senso dell’amore,
l’estasi raggiungere,
per poi stramazzare,
giù esausti in un abbraccio
senza fine e senza fiato.

Scrivere tanto per scrivere – Capitolo Decimo

L’erotismo nell’immagine e nel verso
Ora forse vi state annoiando e allora è il momento di passare ad una serie di dipinti e di versi che parlano di erotismo . In questo esempio l’erotismo sgorga dalla fantasia di un puledro scalpitante immagine che evoca la esuberanza e la passionalità della gioventù”  .  ” E’ vero” disse Marilù “sfiorare il crine  lo stringere dei garretti galoppare come puledri rende bene l’idea della vitalità giovanile mi piace è stimolante”  .  “Eccome”  disse Ambra scambiandosi una occhiata di intesa con Britney.

ACCOSTAMENTI

Ti rincorro senza fiato nelle praterie della mia fantasia,
scalpitante puledro di energia pervaso e della mia follia,
affascinato sfioro il crine e il collo fino al candido seno,
mi inarco, mi imbizzarrisco e fremo venendoti più vicino.
Mi avvolge il manto dorato satinato, stringono i garretti,
veloci fiondano di tendini e muscoli gli spasmodici scatti,
affondo in te che ti contrai sorpresa da metallici brividi,
poi ascolto estasiato il galoppo dei nostri cuori impavidi.
che ti portano a guardare lontano e a sognare.
A volte vorrei lasciarmi andare alla istintualità,
vagabondare incosciente nella giungla dei sensi,
reprimere le astrazioni e i codici della moralità,
presagir affannanti orge d’amplessi e baci melensi,
ed elefanteschi deschi di corpi e sfrenata bestialità,
ma se come anni orsono io penso che mi pensi,
mansuetudine mi assale e schianta la mia animalità.
Ti rincorro senza fiato nelle praterie della mia fantasia,
scalpitante puledro di energia pervaso e della mia follia,
affascinato sfioro il crine e il collo fino al candido seno,
mi inarco, mi imbizzarrisco e fremo venendoti più vicino.
Mi avvolge il manto dorato satinato, stringono i garretti,
veloci fiondano di tendini e muscoli gli spasmodici scatti,
affondo in te che ti contrai sorpresa da metallici brividi,
poi ascolto estasiato il galoppo dei nostri cuori impavidi.
che ti portano a guardare lontano e a sognare.

Istinti rapaci – Quando l’erotismo si libera delle convenzioni

Ambra si era soffermato su questo dipinto d aveva individuato i becchi degli uccelli rapaci e  anche la figura della donna che avanza ancheggiando avvolta da una stola tuttavia  il suo sguardo mi sembrava perplesso.  “Capisco che sia difficile da interpretare Ambra cosa hai visto in questo quadro?”  . “Vedo gli uccelli rapaci e tra loro una donna che cammina  ancheggiando. Dove’è è l’erotismo?”   ”   Se mi chiedessero dove nasce per te l’erotismo L’erotismo nasce dalle situazioni in cui si svela la parte più istintuale di noi. Nel momento in cui una situazione di civili

relazioni trascende in un confronto di istinti può esserci spazio per l’ erotismo.  Se cadono quelle barriere imposte dalla educazione e si entra nella sfera affettiva e dell’intimità i gesti, la postura la voce  possono stimolare  la fantasia. Così l’erotismo è possibile nello spettacolo quando si è autorizzati a non essere  se stessi e ci si può  comportare senza  avere una giustificazione sociale. Sono rapaci questi istinti liberati dalle convenzioni sociali perchè l’istinto erotico è anche passionalità e desiderio”.

Tu che fiera, nei contorni luminosi delle tue forme stai,
come un estratto caldo di viva passionalità,
dispensatrice di piaceri e baci come non mai,
tu che di nostalgia riempi la mia matura età,
senza più pudore m’abbandono alle tue mani,
alle tue labbra che esplorano la mia intimità,
ai fianchi che avvolgono come animali strani
membra protese ad abbeverar l’eros di voluttà

Su di me le tue mani
sono come piume
di uccelli così strani,
che ora perdo il lume
a cercar versi vani
per dirti solo come,
in quegli atti insani,
pure d’amore seme,
sento turgor di seni,
labbro che umido geme,
mutarsi in frutti pieni,
tesi in sforzi immani,
e del viso i tratti ameni,
usi a evocar dettami,
e a sussurrar fonemi,
cangiarsi in altri brani,
da ricordar domani.

Sensuale ti pavoneggi tra morbide falde,
dei rapaci sguardi la splendida preda,
anima calda nella stola di piume calde,
vai accennando appena una danza trepida.
Poi conturbanti gesti accendono i sensi,
labbra che anelano lambire altre labbra,
annegato il desio,ora stanno i corpi densi
di quella passione spenta la carne ebbra.

Su di me le tue mani
sono come piume
di uccelli così strani,
che ora perdo il lume
a cercar versi vani
per dirti solo come,
in quegli atti insani,
pure d’amore seme,
sento turgor di seni,
labbro che umido geme,
mutarsi in frutti pieni,
tesi in sforzi immani,
e del viso i tratti ameni,
usi a evocar dettami,
e a sussurrar fonemi,
cangiarsi in altri brani,
da ricordar domani.

Così la giornata era volata  si era fatto tardi ed era arrivato il momento dei saluti. “Davvero Limbiarte è stata una esperienza unica la  sua mostra” disse Marilù ” è stato come immergersi in un mondo nuovo e stimolante  e trovare il senso della vita attraverso la pittura e la poesia è un percorso che arricchisce e riempie gli occhi e lo spirito grazie”.   “Sono davvero commosso per la vostra attenzione e il coinvolgimento emotivo è importante per me  molto importante” . Britney e Ambra si associarono ai complimenti e ci lasciammo con baci e abbracci amichevoli. Ambra mi aspetto fino alla chiusura  vagando ancora nelle sale . “Bene”  disse “Vedo che hai fatto colpo sulle tue ammiratrici sono molto  entrambe molto carine ma dimmi quale è la tua preferita?”  C’era una punta di ironia ma anche  molta gelosia nelle sue parole e compresi che Ambra ancora mi desiderava. “non ho ancora deciso chi mi piace di più delle due ma sono sicuro che tu mi piaci  molto di più di qualunque altra donna Ambra”, le sussurrai mentre accarezzavo  le sue spalle appoggiando  poi le mie labbra sul suo collo.  Sentii le sue labbra calde sulle mie e il suo seno contro il mio petto, lo liberai dal vestito attillato abbassando le spalline e trovai i capezzoli duri e appuntiti pronti da succhiare . Spensi tutte le luci e ci appartammo su un divanetto “sarebbe più comodo a casa mia ma ho troppa voglia di te cara” . Per risposta sentii un mugolio e la sua bocca che violava la mia intimità.

Non avrei mai pensato che la mia vita potesse cambiare così profondamente in poco tempo . Eppure la forza di un sentimento che diventa anche progetto di vita può tendere ogni uomo diverso da prima.  Non avevo mai pensato che Ambra mi potesse sostenere nella mia ricerca artistica e  scoprire  questo aspetto della sua personalità fu per me una gradevolissima sorpresa. Pensavo che si annoiasse delle mie teorie e della mia mania di fare della mia tendenza artistica una impresa che si proponeva lo scopo  utopico di far diventare l’arte una esperienza diffusa e un mezzo per migliorare la qualità della vita delle persone. Una idea che era parsa rivoluzionaria ad alcuni ma bizzarra e stramba ai più soprattutto ai critici e ai commentatori di arte e cultura. Quando una donna è disposta a seguire un uomo in una impresa che sembra disperata bisogna persuadersi che è una donna innamorata. Mi ero svegliato accanto ad Ambra  con questi pensieri in testa e la sensazione di avere sognato di Ambra e della mostra tanto che i ricordi del giorno precedente si confondevano con altre immagini confuse in cui Ambra sembrava svolgere il ruolo di guida ai visitatori della mia mostra e spiegava il significato dei miei dipinti. Forse avevo pensato è quello che inconsciamente desidero e che emerge nei miei sogni tuttavia  Ambra cominciò realmente ad interessarsi al Relativismo Percettivo e sembrava divertirsi a divulgarlo , non disdegnava di accompagnarmi quando dovevo andare a presenziare alla mostra e non mostrava mai di annoiarsi anzi il suo interesse per l’arte cresceva giorno dopo giorno tanto che le nostre discussioni sembravano essere assorbite dai temi che le mie opere proponevano e dalle suggestioni che le opere suscitavano. Non avevo mai avuto una esperienza relazionale così ricca e gratificante, non succedeva mai che noi si restasse senza sapere cosa dire come succede a tante coppie e se molti facevano l’amore per non sapere come riempire quelle pause noi viceversa lo facevamo come fosse un’opera d’arte  sussurrandoci versi passionali come questi

Ti rincorro senza fiato nelle praterie della mia fantasia,
scalpitante puledro di energia pervaso e della mia follia,
affascinato sfioro il crine e il collo fino al candido seno,
mi inarco, mi imbizzarrisco e fremo venendoti più vicino.
Mi avvolge il manto dorato satinato, stringono i garretti,
veloci fiondano di tendini e muscoli gli spasmodici scatti,
affondo in te che ti contrai sorpresa da metallici brividi,
poi ascolto estasiato il galoppo dei nostri cuori impavidi.

Dovevo pensare alla questione della segretaria , la scelta si era ormai ristretta tra le due candidate che mi erano parse le più adatte in quanto non solo capaci ma apparentemente interessate all’arte. Marilù e Britney erano entrambe valide e quindi non sapevo decidermi anche perchè si era instaurata una amicizia e c’era senza dubbio anche una amicizia forse già presente da tempo tra loro due. Così la mia decisione fu quella di prenderle in prova per un periodo entrambe visto che in questo omento dopo la mostra ci sarebbe stato parecchio da fare. Così un giorno le chiamai e comunicai loro quale era la mia intenzione anche per sapere se erano d’accordo a provare. Le due ragazze si mostrarono interessate e anche incuriosite comunque mi diedero la loro disponibilità . Avrebbero cominciato dal prossimo fine settimana l’ultimo in cui era aperta la mostra e proprio alla mostra sarebbe stato il loro primo giorno di lavoro. Passavo ormai quasi tutte le mie giornate dentro le sale dove erano esposti i miei dipinti , mi interessava soprattutto osservare le reazioni della gente di fronte alle opere relativiste e alle installazioni. In una saletta venivano proiettati i video dei dipinti con dei versi che ne accompagnavano le sequenze. Mi aveva piacevolmente sorpreso il fatto che c’era una discreta affluenza a queste installazioni e che vi erano molti giovani soprattutto coppiette che stavano a lungo ad assistere alle rappresentazioni filmate. C’era in loro la curiosità e il desiderio di scoprire quella arte così evocativa e a lasciarsi pervadere dalla musica e dai colori in una esperienza sensoriale unica nel suo genere. Il fatto che il numero dei giovani andasse aumentando di giorno in giorno mi persuase che c’era stato una specie di passaparola che aveva fatto crescere la curiosità e il desiderio di un presenzialismo che in un certo senso non approvavo ma che però significava anche pubblicità gratuita all’evento e quindi la possibilità che l’eco della manifestazione arrivasse sempre più lontano che arrivasse ad esempio alle pagine dei giornali. Ed in effetti quel giorno arrivarono anche dei giornalisti. Arrivò un critico il redattore del maggiore quotidiano nazionale cui avevo inviato un invito all’inizio della mostra e arrivo anche una critica d’arte che conoscevo bene in quanto anch’ella pittrice e scultrice e vecchia amica. ” Ciao Maria come va è un piacere vederti qui” dissi “Ciao Alex sono contenta che il mio direttore si sia deciso a mandarmi , altrimenti sarei venuta per conto mio ma sono qui per un servizio ma ora voglio gustarmi i dipinti, come questo …sembra un bacio tra il profilo del cielo e quello della terra dove si incontrano quindi il titolo dovrebbe essere …il bacio della terra a cielo ” disse Maria. “Brava è proprio così anche il cielo è la terra possono baciarsi e voglio sperare che lo facciano, questo dipinto è anche un augurio di pace “.

“Lo so che ti piace indovinare i titoli dei miei dipinti e anche cercare cosa si nasconde tra le forme ed i colori, io spero sempre che non sia solo un gioco come per tanti ragazzini che vedo in questi giorni popolare le sale. Non che non ami la gioventù e la loro spontaneità ma da voi esperti d’arte capirai che mi aspetto qualcosa di più per questo ti chiedo cosa ti trasmette questa opera?” , “Caro Alex l’opera è molto espressiva anche se abbastanza semplice. Però credo che non sia casuale che il cielo abbia l’apparenza di un bambino che significa purezza e candore e la terra quella di una madre come è appunto la madre terra, credo che il messaggio da cogliere sia che se terra e il cielo si uniscono l’uomo può vivere libero dalle sue paure, dalla paura di soffrire e di morire”. “Sei sempre molto perspicace non speravo più che quel bellimbusto del tuo direttore ti mandasse qui, sono curioso sai, e mi piacerebbe sapere come mai si è sbilanciato a tanto, considerato è sempre stato molto scettico, per dire poco, perchè mi era sembrato addirittura ostile riguardo al relativismo”. Chiesi incalzando Maria a mani aperte. “ Non so davvero , credo che nel campo dell’arte siamo tutti un po’ increduli che si possa verificare qualcosa di paragonabile ai grandi movimenti artistici che abbiamo studiato all’accademia l’impressionismo, il cubismo, il surrealismo furono delle rivoluzioni nel modo di pensare l’arte. Oggi sembra che ci possano essere solo tendenze artistiche poco innovative e di nicchia e forse anche gli artisti, sono molto più solitari, non si confrontano e non portano avanti una idea insieme ad altri artisti”. Il relativismo appare ai vecchi critici, come il mio direttore, una esperienza illusoria di movimento artistico, si rifiutano di pensare che vi sia oggi negli anni 2000, un fermento artistico come fu quello tra fine ottocento e novecento. Allora la frattura avvenne tra mondo accademico e pittori delle nuove generazioni, oggi la frattura potrebbe essere semplicemente tra critica d’arte e pubblico spontaneo dell’arte che potrebbe lasciarsi affascinare da una nuova arte senza la mediazione degli esperti d’arte , senza che questi  decidano che un’opera abbia valore e che ne definiscano la quotazione. Se il pubblico decidesse che l’opera artistica ha un valore per la sua capacità di emozionare e fosse disposto a pagarla a prescindere da una quotazione questa sarebbe la vera rivoluzione artistica”

Scrivere tanto per scrivere – Capitolo Nono

Cosa è la nostalgia se non un volere tornare indietro nel tempo sapendo di non poterlo fare, quello che più fa male è il confronto tra presente e passato. Per potere illudersi di ritrovare  il tempo perduto bisogna ricominciare da zero e allora viviamo il presente con la mente che  è piena dei ricordi del passato e una realtà che si confonde coi ricordi.

Ti guardo, tu mi guardi, una volta era diverso,
ora il tuo sguardo non è più trasparente,
nascosto là nel fondo sta, della tua mente,
il fascino oscuro di un pensiero perverso.
Se potessi trapassare il muro del tuo viso,
capirei il senso di quell’enigmatica linea
che la tua bocca conforma in vago sorriso,
che t’accende gli occhi al bagliore di un’idea.
Forse anche tu cerchi in me e nel nel mio viso strane devianze,
scruti aloni sfumati di orme incomprensibili ,
ora non riconosci più le consuete sembianze,
ma astruse espressioni di pensieri inconfessabili.

Ma l’ultimo bacio lo ricorderai,
anche se non basta a dirsi addio;
perchè per lasciarsi, lo sai, non basta mai,
un sentimento di rancore o di odio.
Ma sarà l’assenza dei baci che mi dai
a spegnere l’amore e a ridarmi orgoglio,
e se la anima si rode e urla “amor giammai!”
ancora batte il cuore, come onda contro scoglio.

Ma come mai lei non c’è più ? Ha smarrito la via..
non telefona non so più dove ella sia!
come si è rotto l’incantesimo, intorno a me, quell’incantesimo,
sento nel cuore solo freddo e nostalgia,
non c’è più poesia, la neve scende fitta sul mio animo,
spegne l’ansia e gli ardori coi suoi soffici fiocchi
si è dimenticata come stringevo a me i suoi dolci fianchi?
non ricorda più neanche la malinconia dei miei occhi?
nè l’allegria nei gesti che ravvivava i nostri corpi stanchi
quando raggomitolata le mani sui ginocchi
aspettava le mie scuse per baciarmi e dirmi ..mi manchi
mentre per la passione i visi di porpora si tingeano… caldi ritocchi

Ma l’ultimo bacio lo ricorderai,
anche se non basta a dirsi addio;
perchè per lasciarsi, lo sai, non basta mai,
un sentimento di rancore o di odio.
Ma sarà l’assenza dei baci che mi dai
a spegnere l’amore e ridarmi orgoglio,
e se la anima si rode e urla “amor giammai!”
ancora batte il cuore inerme, come onda contro scoglio.

La maturità e la nostalgia della giovinezza

L’avere raggiunto la maturità dell’amore spesso conduce a chiedersi come era lui o lei nel passato quando ancora non ci si conosceva. Quel destino che ci ha messo insieme ha voluto negarci la possibilità di condividere l’età più bella e incosciente . C’è una nostalgia che attiene a questo tipo di sensazioni e che vive dei racconti che gli amanti si fanno reciprocamente. Le tinte di queste narrazioni sono poetiche e romantiche come i colori di questo dipinto  .

inebriato di te

Così come la pioggia in quella sera di luglio
rinfrescava la terra e la campagna assetata,
omaggiando gli amanti di respiri e di orgoglio,
così mentre ti sfioravo si abbeverava la mia vita,
e un caldo brivido si sprigionava dalle tue labbra di ghiaccio.
E alta in cielo la luna piena mi accarezzava cauta,
naturale l’istinto, bere, da quelle coppe, io volevo,
tra quelle dolci colline sciogliermi nella seta
intrisa di pioggia, della tua pelle e, oltre il soglio,
veleggiare, cullandoti di baci nella danza più ardita,
occhi in attesa, fissi e trafitti ai tuoi, come frecce al bersaglio.

E ancora ti amerò
come un tempo io ti amerò,
ritroverò nei tuoi occhi,
quella luce che mi ammaliò,
rivivrò ancora il nostro sogno d’amore,
fino a che sognar potrò.
E ancora ti amerò,
come un tempo io ti amerò,
io vivrò, fino in fondo,
questa favola d’amore,
ti darò, tutto l’ardore che ho,
fino a che respiro avrò.

Con attenzione il tuo racconto ascoltavo,
poi dalle tue parole, una vita io mi figuravo ,
inquieta e vivace, il tuo giovanile mondo;
abbiamo di noi , la maturità, amato e condiviso,
sublimato, abbiamo dipinto, il passato sullo sfondo.
Favoleggiavi di giorni terribili e di grigia precarietà,
e ridevi tu di come ero io, allora ingenuo e giocondo,
io, lontano dalla tua vita, dal tuo coraggio, così ora, dolcemente, io navigo colla fantasia nella memoria del tuo viaggio, a riempire di emozioni la mia vile assenza, nella tua più bella età.

E ancora ti amerò
come un tempo io ti amerò,
ritroverò nei tuoi occhi,
quella luce che mi ammaliò,
rivivrò ancora il nostro sogno d’amore,
fino a che sognar potrò.
E ancora ti amerò,
come un tempo io ti amerò,
io vivrò, fino in fondo,
questa favola d’amore,
ti darò, tutto l’ardore che ho,
fino a che respiro avrò.

Ad un certo punto l’amore che strappa i capelli è così lontano nel tempo e nei ricordi che sorge una domanda E se  per caso non fosse  amore che cosa mai sarà e di quella primavera che cosa resterà. La rivelazione è che cambia  la scena cambiano i giorni con  il suo succedersi di gioie e dolori  di tormento ed estasi ma quella che rimane scolpita nell’anima è l’emozione dell’amore che c’è stato e che bisogna  sapere rinnovare ogni giorno con la memoria e la nostalgia .

Giorni amari in preda al tormento,
giorni vuoti e aridi lontani da te,
giorni vivi assassinati dal tempo,
reo e complice della tua assenza da me,
che soffoca speranze e amori,
con indifferenza ed eleganza,
senza chiedere nè attendere fuori.
Ed ora cos’altro farò di me.
cos’altro inventerò per te,
che non sia la solita follia,
di strapparti via da me,
e tornare a vivere come pria,
ignorando tutti quei perchè.
E se per caso non fosse amore,
che cosa mai sarà?
E di quella nostra primavera
che cosa resterà?
Ma ora vivo un’altra sera,
che non passerà,
senza confessarti l’amore,
che solo rimarrà,
mia sola certezza,
nei cangianti giorni,
tra le tue ragioni,
e la mia amarezza,
tra i tuoi dubbi
e le mie bugie.
Senz’altra questione che mi prenda il cuore,
senza alcun rimpianto della nostra allegria,
che rimanda all’incanto di calde maree,
di rispecchiate coste, di rimembrate vie.
senza la tentazione di guardarci indietro,
dietro al tempo infame, al tempo ingrato,
compagno più vorace di un futuro tetro,
E ora dimmi dove siamo stati?
Dimmi dove andiamo ancora?
masochista la voglia di crogiolarsi dentro,
di esternare ferite e colpe e peccati ,
di scolorire i ricordi con la nostalgia,
di maledire tutto e scappare via.
E se per caso non fosse amore,
che cosa mai sarà?
E di quella nostra primavera
che cosa resterà?
Ma ora vivo un’altra sera,
che non passerà,
senza confessarti l’amore,
che solo rimarrà,
mia sola certezza,
nei cangianti giorni,
tra le tue ragioni,
e la mia amarezza,
tra i tuoi dubbi
e le mie bugie.

E continuo… L’amore come un aquilone appeso ad un filo

Cosa è più poetico l’amore  appassionato e pregno di slanci e di erotismo o la perdita dell’amore,  l’assenza e la lontananza.  L’ambivalenza dell’uomo che oscilla tra l’orgoglio che impone di continuare a vivere come nulla fosse e il sentimento che non si piega alla ragione e lascia un senso di vuoto,  di mancanza.         ” E continuo a raccontarmi che ora posso vivere senza te”  Ora lei vola via come un aquilone ma c’è ancora un filo che  la lega a me è un filo che solo la morte potrà recidere . Questo è il senso della perdita che non è mai definitiva e quel filo rappresenta la speranza.

aquilone

E continuo…

Tu voli in alto come un aquilone
appesa a un filo, in balia del vento,
volteggi libera senza una ragione,
nella prateria del tuo sentimento.
Senza più timore di cadere a terra,
…ti inerpichi in cielo con ardimento,
sottile è il legame che a te mi serra,
ma non v’è forza che recidere possa,
E continuo a raccontarmi che
ora posso vivere anche senza te,
se non fosse per quel vuoto dentro,
se non fosse per quel sentimento,
che mi spinge a gridare al vento,
che sia maledetto quel momento,
in cui ti confessai tutto quel che sento,
sublime ed immenso come il mio tormento.
Sottile è il legame che a te mi serra,
ma non v’è forza che recidere possa
se non colei che colla falce in spalla
viene e all’istante scavami la fossa.
Ma fino allora il cuore mio traballa
e un caldo brivido mi percorre l’ossa
quando io ti vedo fulgida come l’alba
qua, di promesse prodiga i dolci fianchi,
a rasserenare i giorni d’una vita scialba.
E continuo a raccontarmi che
ora posso vivere anche senza te,
se non fosse per quel vuoto dentro,
se non fosse per quel sentimento,
che mi spinge a gridare al vento,
che sia maledetto quel momento,
in cui ti confessai tutto quel che sento,
sublime ed immenso come il mio tormento.

Donne destinate ad essere infelici – Capitolo Nono

Si ritrovarono ancora allo stesso bar, dopo quattro anni molte cose erano cambiate, in modo particolare per Daniela e Vittorio che avevano affrontato la difficile strada della convivenza, della costruzione di una famiglia, della responsabilità di essere genitori . Questo percorso li aveva portati sull’orlo della crisi, ma li aveva anche fatti maturare, aveva però tolto loro quel residuo di incoscienza e di entusiasmo che la giovinezza può lasciare quando si è ancora troppo giovani per cadere nella routine della vita coniugale e troppo vecchi per continuare a vivere alla giornata. Ciò che avevano provato a fare destava l’ ammirazione e la curiosità nella coppia di amici che, quel passo, non si erano ancora risolti a compiere e che, però sentivano ancora, in qualche modo incompiuto, il loro percorso di vita. Sofia e Vittorio non fecero altro che riempire i due amici con le loro domande e i loro dubbi, mettendosi in gioco e immaginandosi nelle situazioni in cui si erano trovati Vittorio e Daniela. “Non so come avrei reagito con una gravidanza così complicata” disse Sofia ” già il pensiero di avere un bimbo in pancia mi mette ansia se poi avessi il dubbio che possa non stare bene, sarebbe angosciante, non so come ne verrei fuori”. Giovanna annuì “ Io ne sono venuta fuori a pezzi, sarà comunque una stagione della mia vita da ricordare ed è a quello slancio di vitalità che mi ha spinto a tornare in campagna che in fondo devo anche il mio bene più prezioso, cioè mia figlia” . Quegli anni che erano passati, a giudicare da come le due coppie si ponevano nella relazione interpersonale, sembravano una eternità. Di quella irruenza che aveva Daniela, del suo entusiasmo e della sua passionalità non c’era quasi più traccia e non c’era più neanche l’ironia che accendeva le sue discussioni con Vittorio, il quale sembrava il più spento dei due, soltanto interessato come era, agli aspetti pratici della loro convivenza. Il settore è in crisi vittima della crisi generale nel campo delle riparazioni “i computer ormai si cambiano e non si riparano più” diceva Vittorio “sto facendo domanda di lavoro in qualche magazzino di materiale elettronico, spero davvero che mi prendano” i suoi discorsi si incentravano sempre sulla necessità di trovare un lavoro più sicuro, oltre che sulla esigenza di controllare il loro stato di salute visto che Daniela soffriva di diabete e ad entrambi avevano riscontrato dei valori elevati di pressione arteriosa. Le responsabilità di avere una famiglia con una figlia era stata un altro serio elemento di riflessione ma tutto questo forse non era sufficiente per determinare quel loro cambiamento e Sofia ne era consapevole avendo avuto dalla amica delle confidenze che spiegavano meglio ciò che era accaduto. D’altra parte anche Sofia ed Alfredo non si potevano ritenere immuni da quella metamorfosi che in un modo o nell’altro affligge quasi tutte le coppie dopo il primo spensierato periodo dell’innamoramento. In realtà Vittorio sembrava veramente un po’ depresso e Sofia non potè fare a meno di chiedere a Daniela se avesse avuto qualcosa forse una malattia forse qualcosa tra loro che non andava. Daniela si schermì: “ non è nulla come succede a tutti non c’è più quella scintilla tra noi” . “Cosa ti succede Daniela?” chiese l’amica ”tu che eri sempre stata così passionale e così intraprendente con gli uomini e anche con Vittorio non mi vorrai far credere che sei cambiata? A me puoi dirlo se hai un altro uomo sai che su di me ci puoi contare , che puoi confidarti sarò una tomba” . “No Sofia non ho un amante e dico purtroppo perchè non mi crederai Sofia ma io sono diventata frigida, non so come e perchè ma dopo quella forte depressione postpartum e a tutti gli scombussolamenti ormonali, non sono più tornata come prima, ne ho parlato anche col mio medico che ha attribuito il disturbo anche al diabete e al sovrappeso. Lo psicologo mi ha rassicurato dicendo che la depressione postpartum si supera ma io non sono ancora a posto”. Sofia comprese quello che era accaduto e comprese nello stesso tempo l’atteggiamento di Vittorio della sera prima. In un certo modo per capire come si sentissero cominciò a cercare di ricordare come era stato tra lei e Alfredo in quel periodo in cui era stata frigida e così si stupì di constatare che ci si abitua a tutto nella vita così adesso che non lo era più, le sembrava impossibile che fosse diventata frigida Daniela era come se le parti si fossero invertite tra loro. Era successo in un modo così lento ed impercettibile ma qualcosa era cambiato in lei. Ricordava appena con un po’ di angoscia quei lunghi mesi in cui si concedeva ad Alfredo con la comprensione ed il rispetto con cui una donna matura e consapevole vuole assecondare il desiderio e l’attrazione erotica che Alfredo mostrava di avere verso di lei senza riuscire però a provare nulla se non una sorta di tenerezza e di rilassatezza per quegli sfioramenti e quegli abbracci virili. L’aveva convinta comunque Alfredo ad assumere un contraccettivo orale perchè non si sentivano ancora pronti ad affrontare una gravidanza. Sarà stata la tranquillità per la certezza di non potere più rimanere incinta o l’effetto ormonale della pillola ma Sofia aveva cominciato a sentire piacere durante i rapporti , ora non doveva più fingere ed ora i suoi movimenti accompagnavano in modo armonioso e convincente quelli del partner che ne era oltremodo gratificato mostrando di gradire quel cambiamento e conducendola sempre più vicina a quel traguardo che le era sembrato irraggiungibile. Un giorno Sofia ebbe il suo primo orgasmo, era successo per caso che avessero provato una posizione nuova, perchè Alfredo l’aveva afferrata con le mani sui fianchi e mentre la possedeva da dietro ella aveva sentito come una scossa e aveva avuto un sussulto Alfredo era ricaduto sul letto Sofia senti che quella scossa aveva acceso in lei una voglia irresistibile, afferrò il membro di Alfredo e vi si accoccolò sopra sedendo sulla sua pancia si sentì allora penetrare molto profondamente e degli spasmi irrefrenabili percorsero il suo ventre e la sua vagina . Sentiva il membro di Alfredo gonfiarsi ed inturgidirsi come non mai e contrarsi a sua volta per degli spasmi ritmici che accompagnavano l’eiaculazione. Sofia urlò per il piacere come non aveva mai fatto, la scossa dell’orgasmo percorse tutto il suo corpo passò e poi tornò ancora una, due, tre volte mentre si sentiva posseduta fino in fondo da Alfredo estasiato e, anche egli, sorpreso da quel primo prepotente orgasmo di Sofia. “Sei meravigliosa” cara le sussurrò mentre venivano insieme causandogli un ulteriore spasmo di piacere.

Sofia aspettava da tempo l’occasione per confidarsi con Giovanna, voleva metterla al corrente di quanto era cambiato in lei e di come quella scoperta dell’erotismo e del piacere aveva influito, positivamente manco a dirlo, sulla sua relazione con Alfredo, ma ora non le pareva il momento più opportuno, conoscendo Daniela immaginava che ciò avrebbe potuto abbatterla ulteriormente e forse invece, era meglio in quel momento, mostrare di condividere quel problema che, in fondo, era stato anche il suo, per molti anni . “Daniela lo so che per te è difficile ma ti posso dire che si impara ad apprezzare anche altri piaceri della vita, tu lo sai come mi sono trovata anch’io a chiedermi perchè mi era precluso il piacere sessuale e ne ho sofferto davvero molto ma, certamente grazie anche al trascorrere degli anni, si arriva a vedere le cose in modo diverso. Piuttosto non vorrei che questo abbia influito sulla vostra relazione ho visto Vittorio molto giù tanto che mi sono chiesta se non stesse bene”. Daniela sembrò riflettere su quelle parole poi sbottò:” Non è che lui stia peggio di me, ma neanche molto meglio, in realtà non è molto intraprendente a letto ed io non lo cerco più come una volta, tutto questo più di una volta gli ha fatto pensare che io sia arrabbiata con lui, è vero che non gli ho mai detto chiaramente che sono diventata frigida, se ne farà una ragione pensavo, comunque tra i suoi pensieri non mi sembra che ci sia molto spazio per questo, è ossessionato dalla paura di perdere il lavoro e, vivere così ti assicuro, che deve essere una angoscia terribile”. Così Giovanna si stava chiudendo in se e la sua irritabilità non giocava a favore della sua relazione famigliare e coniugale..

Vittorio in realtà si era reso conto che Daniela era diventata frigida , ne aveva parlato anche col loro medico quando stavano ancora nella casa di campagna ma era ancora presto dopo il parto e quella depressione perchè il medico potesse dire qualcosa di certo,” la frigidità nel postpartum è in qualche modo un meccanismo naturale di protezione” aveva sentenziato e così per un po’ Vittorio si mise il cuore in pace. Succedeva però che nell’ambiente di lavoro la sua irritabilità aumentasse e succedeva anche spesso che si trovasse a pensare in modo diverso a quella commessa del magazzino di elettronica che era sempre stata così gentile fin troppo gentile con lui facendogli spesso dei favori che andavano al di là del rapporto professionale scherzavano spesso e lei aveva risposto ai suoi apprezzamenti per le sue tette con altrettanti complimenti per il suo fisico asciutto e per la sua prestanza. Ultimamente i loro discorsi erano andati verso il solito lamento della trascuratezza coniugale e si erano resi conto in poco tempo di essere entrambi dei coniugi insoddisfatti . Vittorio fantasticava di imboscarsi con la bella commessa in qualche angolo del magazzino e queste sue fantasie erano i soli momenti in cui sentiva ancora uno stimolo erotico che veniva invece completamente inibito dalla presenza della moglie che si aggirava per casa con pigiamoni e tutone anti-stupro atti solo a nascondere il suo progressivo appesantimento. La commessa dal canto suo si sentiva attratta da Vittorio avvertiva il suo interesse per lei e non aspettava altro che egli facesse il primo passo cercando di assecondarlo in tutto lanciandogli spesso delle occhiate di fuoco e rispondendo a tono alle sue battute. Ogni volta che Vittorio veniva in magazzino e succedeva sempre più spesso almeno 3 o 4 volte a settimana Elisa, questo era il nome della commessa, sentiva il cuore battere più forte in petto e, a volte quando gli apprezzamenti erano più piccanti, sentiva il seno gonfiarsi e i capezzoli indurirsi quasi volessero farsi vedere e ricevere nuove attenzioni da Vittorio. Si presentava Elisa sempre meglio vestita e truccata e sempre più scollata, al punto che Vittorio non potè fare a meno di accorgersi che lo faceva proprio per lui.