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Archivio mensilemarzo 2018

Caterina

CATERINA
Tanti anni fa in un piccolo paese di montagna viveva Caterina una bellissima ragazza figlia di contadini .
La vita era dura a quei tempi, si lavorava.
Acqua in casa? Ma no!! Si andava alla fonte con i secchi a prenderla per bere, cucinare, lavare i piatti. L’acqua della lavatura non si buttava, era per preparare la crusca ai maiali. L’acqua per lavarsi il viso, la doccia c’era? Ma no!!! Una conca d’acqua al sole d’estate, quante cose non c’erano. Pensandoci adesso come si faceva. Ma questa é un’altra storia.
Che freddo d’inverno nella casa. Dodici persone intorno alla tavola a dividere una polenta da mangiare con un po’ di salsiccia e grasso di maiale, non si buttava niente non c’era il colesterolo. Si lavava alla fonte con il sapone fatto in casa, puzzava. Tutti voi direte che bei tempi !!! Caterina diventava ogni giorno più bella, svolgeva tutte le sue mansioni, a quei tempi si faceva e basta, ma in cuor suo non riteneva poi così bello quel tempo. Caterina con i suoi fratelli erano una brava famiglia. Due genitori che non facevano mancare loro il pane ma se lo guadagnavamo lavorando, baci, abbracci, carezze, non si usava . Caterina non capiva cosa, ma in cuor suo desiderava altro. Una sera mentre erano intorno alla tavola per la parca cena, sentirono una voce chiamare, non si bussava, non si telefonava, non c’erano telefoni. Aprirono la porta ed era una donna del paese che tutti conoscevano, in un piccolo paese si conoscevano tutti e tutti sapevano che il figlio Antonio
era ritornato dall’ America in cerca di moglie . Antonio era un bel ragazzo. Caterina aveva visto una sua foto e si era innamorata,.
Quando vide entrare quella sera la sua mamma in casa loro il cuore le balzò in gola, aspettò con ansia e gioia le parole che la donna infine disse ”Qui mi manda mio figlio Antonio per chiedere la mano di vostra figlia Caterina.”.
Caterina capì che ciò che le mancava era arrivato…l’amore.

Tempesta

Ricorda  pioveva a dirotto quella notte. Soffiava un vento fortissimo, nessun vento, nessuna pioggia le impedì di venire da te.
Sotto un grande ombrello ti raggiunse all’angolo dei vostri sogni, dove tu l’aspettavi, con il profumo del suo amore sul tuo corpo.
Saliste il viale, che vii portò al talamo, dove con passione vi donaste la passione dei vostri sogni.
Soffiava forte il vento, mentre vi donavate l’anima.
mentre baciavate i vostri desideri.
Sfiniti vi addormentaste.
Si svegliò abbracciata a te.
Fuori soffiava la tempesta e lei ti guardava dormire, ti sentiva suo.
Dentro di lei soffiava la dolcezza, ti baciò, la stringesti a te e fu tempesta dentro e fuori, fosti suo, solo suo.
Vi addormentaste stremati, stretti, stretti, al riparo dal mondo, dalla pioggia, dal vento.
Vi svegliaste ancora abbracciati, Il sole vi ricordò che era ora di alzarsi.
Preparaste il caffè dall’aroma forte, dal gusto di casa, lo beveste dalla stessa tazzina.
Un ultimo bacio bagnato di lacrime a sigillare la promessa del ritorno.

 

 

 

Follia

FOLLIA
La mia vita é una cavalcata in groppa alla felicità.
Io sona nata in un castello, servita e riverita.
Io sono la principessa più bella e corteggiata.
Io bacio il principe e non si trasforma in rospo,
ma in un re gentile ed a modo, sempre pronto a stendere fori ai miei piedi.
Io non sono mai stata tradita, a volte tradisco per assaporare
il gusto della trasgressione.
Quando torno, sono sempre accolta nei saloni illuminati a festa.
Io non perdo mai il candore della neve che immacolata scende dal cielo.
No!! No non mi sciolgo mai.
No!! Non, divento mai fango calpestato dall’uomo.
Sono sempre neve bianca.
Fiocchi immacolati che si posano sui cuori
e li congela nell’attimo sublime dell’amore, regalando loro l’eternità.
NO!! Non crediate che io sia folle…io sono la regina in groppa
alla felicità.
NO!! Non chiudete quella porta… non mettetemi quella strana camicia.
NO!! Non imprigionatemi…tanto domani non mi troverete, sarò volata via in groppa all’unicorno.

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