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Archivio mensilegennaio 2018

SERAFINA

SERAFINA
Serafina da un po’ di tempo abita in una casa di riposo. Serafina ricorda poco o niente, ma sa con certezza che quella non è la sua casa. Ogni cinque minuti chiede ”Dov’è la fermata del bus per andare a casa dalla mamma?” Tutti le dicono ”Adesso la tua casa è qui.” Serafina li guarda con l’espressione di chi pensa” Voi siete matti.”
La figlia le dice ”Mamma, qui tu stai benissimo, qui non ti manca niente.”
Serafina prende la bottiglia che sta sul tavolo e gliela rompe in testa” Adesso anche tu stai benissimo.”

FILM DI NATALE

FILM DI NATALE
Rosita anni fa partì per il nord per approfondire i suoi studi di giornalista. Al paese lavorava per una piccola radio privata.
Era fidanzata con Roberto, erano innamorati.
Roberto studiava ingegneria, sognava di costruire un centro turistico per il suo paese.
Quando Rosita partì, si promisero fra abbracci e lacrime di scriversi tutti i giorni e di raccontarsi ogni cosa loro accadesse.
tempo fa non c’era internet, le lettere arrivavano dopo settimane.
I primi tempi si tennero in contatto, si telefonavano con i gettoni.
Si scrivevano lunghe lettere.
Rosita venne assunta come inviata speciale in una TV nazionale. Ebbe molto successo, le fu affidato un programma.
Le lettere e le telefonate diradarono, fino a che smisero del tutto.
Al paese c’era Francesca da sempre innamorata di Roberto.
Piano, piano, presero a fare coppia.
Rosita raggiunse l’apice del successo e non aveva tempo per tornare al paese.
Roberto costruì il suo centro turistico al paese. Lui amava il suo paese e voleva renderlo sempre più vivibile.
Pur frequentando Francesca non decideva mai di sposarla.
Francesca voleva una famiglia e si sposò con Luciano.
Divenne sposa e madre felice.
Il centro turistico di Roberto ebbe successo e fu chiamato al nord per illustrare il suo progetto ad una grande azienda turistica.
Il tempo è passato siamo all’era d’internet. Roberto contatta
Rosita dicendole che lui è nella sua città, se lei vuole possono incontrarsi.
Rosita legge l’email ed in un attimo si ritrova a rivivere la sua partenza, la dolcezza di Roberto le riporta a galla i loro baci, le loro promesse. È diventata famosa, ricchissima, ma l’amore, l’amore proprio non l’ha trovato.
Accetta d’incontrarsi con Roberto con il cuore in gola.
Quando si vedono, quasi non si riconoscono, e seppur Babbo Natale augura loro buon Natale. Il tempo passato non concede
loro nessuna seconda chance.
Impacciati si salutano.
Roberto capisce che il suo sbaglio è stato farsi scappare Francesca.
Rosita è quasi soddisfatta della scelta fatta. È senza amore, ma tanto ricca.
Le scelte sbagliate nessun Babbo Natale le può raddrizzare.

ATTENDENDO

ATTENDENDO
Vestita di tutti i colori, Guendalina
aspetta il treno su un binario morto.
Seduta su una panchina fuma la sua sigaretta.
Arriva il treno, si alza, nemmeno oggi lui scende.
Lentamente si avvia verso casa.
Ritorna a sedere sulla panchina.
Sente il fischio del treno, prende lo specchietto dalla borsa,
mette il suo rossetto rosso ma nemmeno oggi lui scende.
Con la sua chioma rossa, il suo vestito giallo si avvia verso l’ospizio. domani metterà il suo vestito rosso e lui scenderà.

INVENZIONE

C’era una volta un piccolo paese con le sue credenze paesane. Gli abitanti credevano fortemente nel malocchio. Ogni malessere dipendeva da esso. Avevano mal di denti, non si andava dal dentista, ma da un vecchio che t’infilava un dito puzzolente in bocca e recitava delle preghiere massaggiando il dente.
Avevano mal di pancia, prendevano un piatto con dell’acqua
recitando Ave Marie e Padrenostri vi si buttavano dentro delle gocce d’olio, che se si allargavano i dolori sparivano.
Mena abitava in un paese vicino ed era la fattucchiera.
Francesca era una ragazza di 20anni ancora senza fidanzati.
Era una bella ragazza ma nessuno in paese chiedeva la sua mano.
Un giorno Francesca e la mamma si recarono da Mena.
Partirono con la corriera di mattina presto ed arrivarono
nella casa buia di Mena.
Mena recitò il suo rito tenendo un dito sulla fronte di Francesca.
Prese da sotto il materasso dei capelli tagliati alle sue gemelle,
glieli avvolse in un pezzetto di stoffa e le disse ”Vedrai che bei giovani”. ‘
Francesca morì vecchia zitella all’anagrafe, ma di giovani ne aveva conosciuti

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