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Archivio mensilenovembre 2013

Viva i lupi

Cappuccetto rosso diventata maggiorenne esce di notte.
Va nel bosco, va in cerca di emozioni.
Incontra il lupo senza fucile, che beve birra, ed subito
la invita a bere con lui.
Trascorrono una nottata di allegra follia.
Amore, sesso e fantasia, così si scrolla di dosso la mamma,
la nonna ,la focaccia e grida viva i lupi.
Antonia Iemma

Demonio

Un urlo straziante partì dal fondo della chiesa.
Il prete si zittì nell’espletare la sua predica
domenicale.
”Figliola cosa le succede?”
”Padre sono disperata, mio figlio é nato malato.
Una malattia rara”.
”Figliola é la volontà del signore, bisogna portare
la croce con fede”.
”Padre non ce la faccio, sono sola, non sono sposata”.
”Figliola hai peccato, hai servito il demonio, hai desiderato
l’uomo di altre”.
”No Padre sono stata violentata”.
”Ancora peggio figliola, é figlio del demonio, dovevi
stare al tuo posto, senza provocare”.
La donna venne invasa da una forza disumana, partì a razzo.
Avrebbe strangolato il prete, ma naturalmente venne fermata.
La donna vagò per il paese in preda al delirio, suo figlio morì.
Vagò a lungo per le strade, chiedendo perdono al signore.
Quando morì dalla sua salma s’innalzò una farfalla dai
colori scintillanti.

Amore-Libertà

Amore-Libertà
l’amore, amore unico, eterno.
Volevo un ragazzo un ragazzo dolce, dalle idee pulite.
Lui era lì a due passi da casa mia.
Tese la mano ed io la presi, e fu proprio in quel momento
che l’amore svanì. Vidi in un attimo tutta la mia vita, fidanzata,
moglie, madre. No, non poteva essere tutta lì la mia vita.
Volevo di più, volevo la libertà.
A quei tempi era difficile essere ragazza.
Rimasi aggrappata a quella mano tesa, cercando di comprendere
che si la mia potesse essere tutta lì.
No, non potevo, il mio cuore, la mia mente urlavano no.
Mia madre fu grande, era una donna che credeva nella
serietà delle donne, non si poteva rompere un fidanzamento,
ma non voleva le mie lacrime, mi diede il coraggio di annullare
la promessa.
Libera, libera di andare incontro alla vita.
La mia libertà, avevo capito che era l’unica cosa che volessi.
Ed é l’unica cosa che ho avuto, ma un pò di me é rimasta in
quella mano tesa, ma se potessi tornare indietro noné lì
che tornerei, ma sicuramente dall’amore a quel bacio dal
suono di campane.

Antonia Iemma

Mostri

È pieno il teatro, si apra il sipario, e che lo spettacolo
abbia inizio, che i mostri entrino in scena.
Celata di nero la portano al centro del palcoscenico,
grida come un’ossessa, cerca di liberarsi ma mostri
con lingue biforcute le sputano veleno in faccia.
Mostri dalle mille braccia la sbattono al muro e violentano
la sua verginità. Denudano le sue carni,uccidono i suoi sogni.
Tuoni, fulmini, pioggia l’accompagnano nella tana delle sue
paure. Che orrore il teatro della sua mente,esce dalla tana, abbassa
il sipario, cambia scenografia, si vesto di rosso, ammazza i mostri.
E balla felice sui i cadaveri dei mostri, che hanno calpestato la sua innocenza.

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