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Archivio mensilesettembre 2013

Amore mio

Eravamo giovani e belli.
Eravamo diversi, non per estrazione sociale ,per cultura, ma per modo di vivere. Tu essendo uomo eri libero, ribelle, a quei tempi essere donna era diverso, ed io ero una ragazza come si diceva allora ”per bene”.
Tu mi piacevi, ne parlavo con le amiche, eri sfrontato, capelli lunghi, bello. Quante chiacchiere su di te in paese.
Mgia anch’io piacevo a te, ma eravamo due mondi diversi.
Emigrai, chi va via dal proprio paese vi ritorna sempre, come fosse l’unico posto di villeggiatura.
Tornai un pò più sfrontata anch’io ,ci parlammo ,uscimmo, ricordo avevo i capelli lunghi, la pelle come seta, il primo bacio sotto la luna ne ricordo ancora l’emozione.
Io ero solo un pò più sfrontata, tu lo eri tanto e non solo con me.
Io credevo all’amore, quello eterno e così tutto finì.
Ognuno la sua vita, mi sposai, un matrimonio che di eterno nemmeno l’attimo.
Ricordo, decisi con estrema consapevolezza saresti stato mio.
Quando una donna decide ottiene, mio in realtà non lo sei mai stato, ma dell’amore ormai avevo un’altra concezione, all’eternità non ci credevo e non ci credo più .
Per anni sei il mio filo indistruttibile, sei l’ isola dove ristoro il mio corpo
e la mia anima.
Antonia iemma

l’ascensore per l’inferno

Era una giornata caldissima d’agosto quando Eleonora
si recò dal dottore, per appurare i risultati degli accertamenti
ai suoi sporadici mal di testa. Era sicura che il dottore le avrebbe
detto che non fosse nulla di grave, e dopo si sarebbe recata
al mare, le piaceva sentire sulla pelle il calore del sole.
”Venga signora si sieda”.
Capì subito che non era niente di buono.
”Signora lei ha un tumore avanzato, non le restano che pochi mesi”.
Eleonora non sentì ne caldo ne freddo, non percepiva nemmeno più
il suo corpo.
Ebbe la forza di alzarsi e correre fuori, venne accecata dal sole.
Dove andare, da chi? Era sola, andò al mare, piano, piano
riprese a ragionare.Decise che non voleva prendere l’ascensore
per andare all’inferno, con fermate d’illusioni in reparti ospedalieri.
Salì sullo scoglio e volò in mare, lei ci andò volando all’inferno.

Settembre

Settembre con i suoi splendidi colori, con i raggi
di sole che accarezzano la pelle senza bruciarla, ''che bello
Settembre'', pensa Valeria mentre passeggia per la città.
È di ottimo umore, decide di invitare a cena la sua amica,
suo marito ne sarà felice. Invia un sms di invito all'amica.
la quale accetta volentieri, ed avverte suo marito,lui n'é entusiasta.
È da tempo che legge di fruste, manette e cose varie.
Entra in un sexshop compra delle manette, una frusta.
Va a casa e prepara la cena con grande impegno.
È tutto perfetto quando i due arrivano.
Mangiano, bevono, discutono amabilmente,ad un certo punto
Valeria propone loro di fare qualcosa di diverso, un gioco a tre.
Loro sono perplessi, ma accettano. Lei li porta in camera,
con fare sinuoso prende le manette e li lega alla sponda del letto.
Prende la frusta comincia a frustarli lentamente, poi sempre più forte,
forte con tutta la rabbia che si é tenuta dentro, facendo finta di
non sapere che se la facevano alle sue spalle. Frusta indifferente
alle loro grida, infine soddisfatta li lascia legati ed esce a respirare
la dolce notte settembrina.

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