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Archivio mensilemarzo 2012

Primavera

Primavera

Entra piano ,senza far rumore,
leggero e soave come una
farfalla posati sul mio corpo,
odoroso di viole t’accoglie.

Cullati dal dolce ronzio dei nostri
respiri,riscaldati dalla dolcezza
delle nostre carezze é come
stare distesi in un prato a primavera.

Antonia Iemma
Copyright2012

Primavera

Ombra


Ombra

Siedo all’ombra di me stessa
sopra al sasso accanto al mio
cuore.

Mi racconto favole di rose e tulipani.
Ho diciott’anni sogni d’amore e libertà.
corro nel vento lontana dai sassi
del mio paese .

Corro nel vento,corro mi fermo tra
le braccia dell’amore ed ecco la
tempesta .

Ho tanti anni seduta all’ombra di me stessa
la mia favola d’amore ancora l’aspetto,
qui sopra al sasso del mio cuore .

Antonia Iemma

Sei

Sei sole,sei vento,sei pioggia
sei allegro,sei saggio,sei tocco
per i miei desideri.

Sei poesia da scrivere sul mio
corpo ,sei fantasia su lenzuola
di nuvole.

Sei tu mio amore mio
tra anima e corpo.

Antonia Iemma
Copyright2012

il maiale

Sveglia all’alba ,freddo gelido,un grande fuoco acceso all’angolo di un vicolo ,un grosso recipiente pieno d’acqua, messa a bollire. Le donne della casa , in casa a pelare le patate,gli uomini armati di funi alla stalla a legare il maiale tra i grugniti disperati di esso,veniva portato all’angolo ,tenuto fermo e scannato,il sangue veniva messo in un secchio,del maiale non si buttava via niente.Con l’acqua bollente veniva pulito poi appeso, squartato ,il pezzo di carne migliore veniva dato alle donne che unito alle patate ,facevano il soffritto.I compiti si dividevano c’erano le donne che pulivano le budelle ,come già detto non si buttava niente . Dopo tutti insieme in una grande tavolata si mangiava si beveva il vino,c’erano i lupin,le noccioline ,era una festa.
Oggi può sembrare un rito macabro ,gli animalisti diranno povero maiale ma allora chi aveva un maiale era ricco,aveva da mangiare per tutto l’anno,le famiglie che non potevano allevarne uno erano povere, era fame ,ricordo mio cognato raccontava che la sua famiglia per sette anni non ne aveva posseduto uno ,quando riuscirono ad ammazarne uno le pentole assorbivano tutto il grasso per la grande fame che anche loro avevano patito.

Antonia Iemma

Ragazzina

Ragazzina

Io penso che ognuno di noi abbia dei quadri d’infanzia dpinti nel cuore che fanno da sfondo a tutto lo scorrere della nostra vita.Ero ragazzina ,piccolina nella mia statura che non é mai diventata statuaria,ero brava a scuola persino in religione e vinsi un premio che consisteva in un’attestato firmato dal vescovo della diocesi per aver svolto il miglior tema non ricordo di cosa trattasse,sta di fatto che una domenica a fine messa il sacerdote disse a me ed altre ragazzine che come ricompensa avevano vinto una gita a Roma ,io subito risposi ,mia madre non mi lascerà venire,egli rispose allora puoi andare.Ho dipinto sul cuore a colori sgargianti l’immagine di me che piccolina ancora di più, percorro la navata della chiesa con le lacrime agli occhi, ingenuamente speravo che egli avesse risposto dai non ti preoccupsre ci parlerò io con tua madre ,le lacrime agli occhi mi hanno accompagnata in altri periodi della mia vita ma io ancora adesso mi vedo percorrere la navata di quella chiesa, oggi in disuso.

Antonia Iemma

Partenze

Una cinquantina di anni fa le prime famiglie lasciavano il paese per andare in cerca di fortuna nella lontana e grande America . Prima partiva l’uomo di casa,
lasciando la donna ed i figli ad aspettare che li chiamasse per raggiungerlo,a volte non tornava e dopo le prime e sporadiche lettere spariva nel nulla e si veniva a sapere dopo anni che si era creato un’altra famiglia ma la donna continuava a sentirsi la moglie a vita .Più delle volte arrivava la chiamata ,così si diceva, la chiamata dll’America ,allora con armi e bagagli partivano.La mattina della partenza all’alba, si sentivano degli urli strazianti prima di salire sul pulmino che li portava all’imbarco,salutavano parenti e paesani ,tutti svegli all’alba per l’addio ,credetemi erano urli ,ancora li sento , forse perché sapevano che non sarebbero più tornati.Molti infatti sono ritornati dopo anni per la festa del Patrono ma la casa del cuore é sempre stata nel piccolo paese che anni fa lasciarono , piangono dietro la processione del santo,felici di respirare l’aria natia.

Antonia Iemma

Danza

Danza sul mio corpo,
bacia la mia bocca con avidità.
Cibati della mia voglia.

Entra nella mia anima
leggi la mia poesia tra le
pieghe di essa.

Tatua il tuo nome sulla parete
del mio cuore.
Intreccia le tue mani alle mie.

Vedrai voleremo senza ali,
piu’ in alto dell’aquila reale.

Antonia Iemma
Copyright2012

Nonna

Ricordo quando da bambina la mamma mi diceva domani é festa nel paese della nonna (abitava a tanti chilometri di distanza)domani mattina ci svegliamo presto e andiamo da lei ,a volte per risparmiare i soldi della corriera andavamo a piedi.Insonnata ed infreddolita ci avviavamo per vie sconnesse,non c’erano scarpe da montagne ,era già tanto, noi avevamo le scarpe .La strada era lunga ma stretta la mia mano nella mano della mamma camminavamo,si arrivava con il buio ma quando varcavo il cancello del viale era come arrivare in paradiso ,un lungo viale verde ,costeggiato da pini ,l’odore ancora lo sento,per me si sera il paradiso ,immensi campi verdi,c’era una vasca dove l’acqua arrivava gorgogliando ,una vigna dove l’uva profumava d’uva, un sapore mai più ritrovato ,un concerto allestito per noi dal vento e dal canto degli uccelli e poi si entrava dove c’era lei piccola ed immensa donna ,vestita di nero il nonno era morto non l’ho mai conosciuto,non c’erano profumi allora, lei odorava d’amore,i sui biscotti miracolosi. Lei viveva con i miei zii ed i miei cugini ,un pò l’invidiavo e sentivo un pò di rabbia per mia nonna loro vivevano in paradiso io invece mi sentivo la nipote povera ,il paradiso mi toccava solamente ogni tanto. Un bacio a te mia meravigliosa nonna ,adesso che potrei essere anch’io nonna ma non sono né mamma né donna ,un bene immenso da nipote.
Antonia Iemma

Vino

Un bacio,una carezza,un sorriso
una parola,una tavola imbandita
con fiori di campo ,un buon vino.

Un ballo a lume di candela ,
ridere di me,ridere di te,
assaporare lentamente le nostre
anime su labbra bagnate di vino.

Perderci nei viali alberati
dei nostri corpi,unire parole,gemiti,
baci,graffi,lacrime ,sorrisi.

Ritrovarci sfamati,appagati,
stretti ,ridere,brindare con l’ultimo
sorso di vino ,bevuto da te che lo
passi a me.

Antonia Iemma
Copyright2012

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