Discorso sulla tutela dell’ambiente

'Discorso rimato' sulla tutela dell'ambiente … lo composi in piena emergenza spazzatura e quando già si sapeva dei veleni nei terreni …

eccolo

Gli anni passano ed i problemi restano tali ed anche più numerosi.

Ogni trentuno dicembre ripetiamo sempre le solite frasi di circostanza…

così comincia l'articolo su Melitonline ( www.melitonline.net ) dello scrittore di satira Filippo Di Nardo che è tra gli amici qui.

Il suo pezzo si conclude con l'augurio di 'BUONA VITA' ed io ho pensato di rispondergli in rima… BUONA VITA!

Grazie Filippo, il tuo augurio ci invita a incrociare le dita sperando si trovi al più presto una via d'uscita!

 

Qui tra scandali, crisi e sommosse le nostre vite son proprio malmesse…

Con gli orrendi veleni nei nostri terreni in quale futuro possiamo sperare?

Tiriamo a campare… ma come e per quanto?

E tirando tirando la corda si spezza, la rabbia poi impazza e si perde il controllo!

Non vogliamo più situazioni di stallo, né rimanere nel putridume di strade sepolte ormai dal pattume…

non vogliamo sporcare le nostre piume per colpa dei demoni, che barattano i beni più cari con poteri e denari.

Facciamo qualcosa, facciamolo adesso, formiamo già un civico, grande consesso perché tutto questo non sia più permesso!

 

Marylon 2007

Categories: Senza categoria | Leave a comment

La fatina incontentabile

La fatina incontentabile ( versione in rima dal mio libro 'Favole in fiore' pubblicato nel 2002)

11 gennaio 2014 alle ore 16.10

La fatina incontentabile

 

Una fatina capricciosa

voleva la veste più graziosa :

gliela cucirono i nanetti,

era fatta di merletti,

di merletti tutti d'oro

e valeva un gran tesoro .

Bella, ancor più bella

pareva la fatina

che però non fu contenta

della nuova sua vestina.

La voleva più splendente

ed allora i buoni nani

catturaron con le mani

su di un ramo di viole

un bellissimo raggio di sole.

Glielo posarono sopra la veste

ma neppur quella le piaceva

e ancor più splendente lei la voleva.

Le fecero vesti con stoffa d'argento,

di luna ,

ma non ebbero fortuna …

la fatina , da smaniosa ,

 diventò persin furiosa

 e strappò con le sue mani

tutte le vesti che per lei

avevan fatto i nani .

I nanetti , stanchi allora ,

la lasciarono da sola

ed è ancora lì,

nel bosco ,

in un punto che io non conosco …

Maria Rosaria Longobardi , Marylon

 

 

 

Lo vedete il ventaglio? E' l'omaggio che mi ha fato Giusy Catuogno . Lei dice che porto una VENTATA di aria fresca con le mie parole ... <3

Categories: Senza categoria | 1 Comment

Lisetta e la scopa magica ( da Favole in fiore , 2002 ) Versione in rima

La scopa di una strega

si stancò della padrona

che era troppo brontolona

e aspettò la volta buona

per levarsela di torno

ed andare via da casa

senza farvi più ritorno .

Volando su una stradina

tutti si fermavano

a guardare la scopina

e lei , per salutare ,

si agitò talmente

da fare fuggire tutta la gente .

Un po' dispiaciuta

però atterrò ugualmente

ed entrò in una casina

tutta rosa e piccolina .

Voleva esercitare la sua mansione ,

che era quella di ramazzare ,

come ogni scopa deve saper fare ,

e non continuare

ad essere un mezzo di locomozione

per vecchie streghe ,

cocciute e brontolone.

Ma Lisetta , la padroncina

di quella minuscola casina,

ebbe un grande spavento

quando vide quella scopina

che si muoveva come il vento .

La scopa però la rassicurò

e poi le spiegò

di aver bisogno di una padrona

che fosse buona e non brontolona .

Lisetta era cameriera

e lavorava dalla mattina alla sera ,

portò con sè Spazzolina

che l'aiutò e si diede da fare

per non farla tanto stancare .

Ma una vicina assai impicciona

riferì alla padrona

di sentire la ragazza

conversar con la ramazza

e la presero per pazza.

Poi, origliando sulla porta ,

senza che lei se ne fosse accorta ,

la vicina e la padrona si accertaron di persona

che Lisetta non era sola.

Lisetta confessò che la scopa l'aiutava

e che parlava :

'La scopa mi aiuta ,

senza di lei sarei perduta !

Ci son letti da rifare ,

pavimenti da lavare e lucidare ,

c'è il bucato da asciugare e da stirare ,

ci son poi da riordinare

piatti , pentole , pentoline

e stoviglie di cucina …

vi prego , lasciatemi la mia scopina!"

Come l'oca che starnazza

una disse:  " Posa qui la tua ramazza

e va' via , sciocca ragazza! "

Così la cacciaron via

per rubarle la scopina

che magica era

e poteva fruttare una miniera intera :

una miniera d'oro e diamanti ,

per viver felici poi tutti quanti.

Ma la scopina sapeva volare

e cominciò a volteggiare :

diede un colpetto prima all'una , poi all'altra

e se ne uscì da quella porta .

Lisetta l'aspettava fuori

e le fu subito a cavalcioni.

Arrivarono in un momento

nel Paese della Felicità

ed ancora si trovano là !

Maria Rosaria Longobardi

Marylon

 

Racconto in prosa ed in rima , finalista a 'Na lisstoria ' Premio Letterario di Acqui Terme del '99 ( successivamente pubblicato in Favole in fiore – pagine 128 Ed La Mongolfiera Editrice Alternativa)

Categories: Senza categoria | 1 Comment

Questo tempo ( Lirica di Carmen Percontra )

  • Questo tempo

     

    Questo tempo

    vola lontano,

    vola nell’immaginario,

    trascina nei ricordi,

    lascia talvolta

    l’amaro nella bocca…

    speranze, delusioni,

    sorrisi, desideri, 

    e sogni sbriciolati

    o sogni realizzati,

    piccoli gesti d’amore

    o sguardi profondi

    impressi nell’anima.

     

    Questo tempo…

    è il tempo

    di un sospiro…

    è il fluire di ore

    che abbiamo lasciato

    e che lasciamo

    lungo le strade

    della nostra vita.

Categories: Senza categoria | 2 Comments

QUANNO VENISTE TU ( Lirica di Carmen Percontra )

QUANNO VENISTE TU

 

Quanno veniste Tu

’ncopp’a ’stu munno,

mettette ogne perzona

’e duie denucchie ’nterra

facenno alleverènzia           

p’ ’o re ’e tutt’ ’e re.

 

Chella notte a Bettalemme,

dint’ ’a stalla cupa e fredda,

te scarfaste sulamente

cu’ ’nu voie e ’nu ciucciariello.

 

Maria t’arravuglie

dint’a  ’nu scialle pe’ te cummiglia’

e Giuseppe ve prutiggeva

pe’ nun ve fa’ truva’

’a chi barbaranente

tutt’ ’e criature tènnere

vuleva arricetta’.        

 

Pure ’o cielo

p’ ’a priezza

s’arrevutaie

e a tutte la nutizia

ca tu ire nasciuto  

sprubbecaie.                 

 

’Mmiez’ê stelle ’na cumeta

’e Re Magge accumpagnaie

ca venevano ’a luntano

sulo a farte devuzione:

oro p’ ’a grandezza toia,

’ncienzo pe’ te da’ sprufummo     

e po’ mirra comme agniento         

pe’ ’sta pella assaie ceniera:         

cheste fùieno le ’nferte                   

che purtàieno li re,

tutt’e tre addenucchiate

cu’ rispetto ’nnanze a te.

Categories: Senza categoria | 1 Comment

Silvestra , la strega maestra

Questa storia in rima è tratta dal mio testo di narrativa infantile Favole in fiore – Fior di favole Ed. La Mongolfiera, pag. 128 , anno 2002 (cito anche il sottotitolo perchè c'è il libro di un altro autore pubblicato successivamente che si intitola come il mio) La maestra della storia nn sono io , xò …non le assomiglio affatto (meno male!) Piace tantissimo ai miei scolari , spero piaccia anche a voi. www.filastrock.it (Poesie di Marylon- Il mondo della fantasia, c'è anche una bella animazione)

 

Silvestra , la strega maestra (da 'Favole in fiore'di M.Rosaria LongobardiI

 

 

In una foresta c’è la strega Silvestra,

ch’è un po’ fuori di testa.

Vuol far la maestra

ma il suo sguardo è sinistro

,ha un fare maldestro,

le labbra sporgenti

la lingua tra i denti,

i capelli spioventi,

le orecchie allungate

e le ciglia arcuate.

Con questo suo aspetto

lei non rassicura

e di andare alla scuolanessuno si cura.

E allora a chi fa da maestra la strega Silvestra?

Gli alunni ce li ha,

e son sempre presenti…

anche se sono solo … dormienti.

I ghiri dormiglioni

presenti alle lezioni

son proprio alunni buoni:

nessuno disturba

e lei che è un po’ orba

sembra non se ne accorga

oppure fa finta

per non darsi per vinta.

Così , sopra un tronco,

che fa da lavagna

,lei traccia dei segni

con una castagna:

nessuno l’ ascolta,

ma a lei poco importa

e a voce ben altaripete convinta

a quei ghiri sonnacchioni:

State attenti alle lezioni!

Poi spiega, parlando lei sola,

che il gallo non vola,

oil sole riscalda,

la pioggia ci bagna …

Continua per ore,

finché soddisfattadi quella lezione,

saluta la classe assopita

con un cenno delle dita.

Subito dopo però la invita

alla prossima lezione,

nel punto preciso dove sono le more.

Maria Rosaria Longobardi(Marylon)

Categories: Senza categoria | Leave a comment

La poesia di una maestra di Scampia in un video Disney junior

 

La poesia di una maestra di Scampia in un video Disney junior

Categories: Senza categoria | 2 Comments

Arrivo a … Shangai

Non sono arrivata in Cina , ma con una poesia tratta dal mio libro 'Favole in fiore, fior di favole' , sono stata inserita in un sussidiario di quarta e quinta classe lo scorso anno (il titolo del testo in adozione nelle scuole è appunto Shangai , La Scuola Brescia) Sul testo sono presenti anche un mio cruciverba 'geografico' ed un crucinumero .

Il titolo della poesia è 'L'antico Egitto' .

A tutti gli amici , soprattutto agli amici egiziani , ai maestri ed a tutti coloro che amano la Storia. Buona lettura , spero:-)

 

L'antico Egitto

Il fastoso mondo egizio

non è più come all’inizio,

come quando anticamente

governava sulla gente

un potente re padrone

che era detto faraone

ed aveva ogni diritto

sopra l’Alto e Basso Egitto.

Sulla testa gli brillava la corona

con il giglio ed il papiro

della terra su cui scorre il fiume Nilo.

C’erano alberi di acacie e tamarindi

e bellissimi dipinti

sulle tombe e sulle statue

poi rimaste inalterate.

Si scriveva sulla pietra,

sopra il legno ed il papiro

e tu poi vedevi in giro

tante palme e sicomori,

e monili, argenti e ori,

oltre ai trucchi e gli unguenti

per la pelle

delle egizie tutte belle.

Quell’epoca è passata

ma la pietra ci è restata:

quella pietra lavorata

che il faraone

fece mettere in posizione,

sulla sabbia del deserto,

proprio lì, a cielo aperto.

I superbi monumenti

resistiti per quattro millenni

e dedicati alle divinità,

come le piramidi, le sfingi,

le sculture di Osiride, Iside,

Amon, Hator, Api e Ra,

sono ancora là,

e non mostrano i segni dell’età.

Nei musei tu puoi ammirare

tutta quanta l’arte egizia:

i gioielli, le pitture,

le sculture, le scritture decifrate

e le mummie imbalsamate,

alla vita ultraterrena

tutte quante preparate.

Categories: Senza categoria | Leave a comment

SAPITE CHE VE DICO? ( Lirica di Carmen Percontra )

SAPITE CHE VE DICO?

Díceno ca io so’ ’na grande artista,

ca dint’ ’o D.N.A. 

tengo ’a puisia blu.

Iuorno pe’ ghiuorno magno pane tuosto,

ma pe’ cunnimma, oi ni’, io tengo l’arte:

è overo ch’accussì se sazia l’anema  

però ’sta panza mia è sempe vacante.

Essendo po’ ch’ ’a gente  me cunosce

se crerono che tengo tanta sorde,

’e piere asciutte e ’a mangiatora vascia.

Ce sta chi, a pietto a me, more p’ ’a ’mmiria

o schiatta ’ncuorpo, verde ’e gelusia.

’O sape tutto ’o munno ca io

faccio ’o volontariato,

ca po’ se fa pe’ di’

pecché, cu’ chisti tiempe,

praticamente ’a suggità t’ ’o ’mpone.

’O nomme mio ?

Gira p’ ’o munno, e se ne va giranno

manco fosse ’nu strúmmolo allanzato

cu’ ’a funicella longa ’e ’nu gigante:

 i’ songo canusciuta ’a tanta gente,

ma, comme v’aggio ditto,  a me ’stu fatto

nun è ca me servesse pe’ magna’…

Eppure, sapite che ve dico?

É meglio ca io me tengo l’arte mia,

è meglio ca io sbaréo cu’ ’a puisia:

sarrà forze ’nu suonno ’e fantasia,

ma l’arte, a me, me fa senti’ ’na fémmena

degna ’e pute’ ’campa’ ’ncopp’a ’stu munno.

 

Categories: Senza categoria | 1 Comment

Una poesia sulla Rivoluzione Napoletana del 1799

Accadde nel 1799…

R icorre per due volte il centenario

d’un fatto grande assai , straordinario

che muove ancor pietà ed indignazione

perchè si basa su una Rivoluzione.

Fu un sogno ,

un’illusione?

E i suoi protagonisti

solo degli idealisti?

I pareri son discordi

ma è importante che se ne ricordi ,

che non sia stato cancellato

dalla nostra memoria

il gesto di coloro

che passarono alla Storia.

R ivoluzione della cultura

di quelli che non ebbero paura

di agire per nobili ideali

e poi morir,

dopo aver spiegato,

in breve volo , l’ali

R ivoluzione dell’intelligenza

di quanti , con pazienza,

tramarono per una causa giusta:

fervide menti di intellettuali,

che diventarono rivoluzionari

e poi eroi , eroi partenopei

del nostro viver di poco fa , di ieri.

R ivoluzione fallita,

pagata con la vita…

il sogno durò poco,

appena cinque mesi

e poi furono presi ,

mandati alla forca e alla mannaia

che tristemente risuonò nell’aria.

R ivoluzione non riuscita,

ma grande ipotesi di vita…

o solo un’utopia,

un’assurda pazzia?

Di certo un breve volo

ed una lenta agonia…

Maria Rosaria Longobardi

Categories: Senza categoria | Leave a comment